Tag: Villavallelonga

Campi orso Wwf, 7 Comuni impegnati nelle buone pratiche a tutela dell’Orso Bruno Marsicano

Sono state 7 amministrazioni comunali ad ospitare le attività Campi orso Wwf 2019,  nell’ambito della Campagna 2×50 del Wwf che ha come obiettivo raddoppiare la popolazione di Orso bruno marsicano entro il 2050.

Continua a leggere “Campi orso Wwf, 7 Comuni impegnati nelle buone pratiche a tutela dell’Orso Bruno Marsicano”

Terremoto in Marsica di Magnitudo 4.2 a Collelongo

Torna la paura nell’aquilano, il primo giorno dell’anno, con una scossa di terremoto in Marsica registrata alle ore 19.37 e localizzata a 3 km Ovest (W) di Collelongo, nell’aquilano, ad una profondità di 17 km nell’area della piana del Fucino. Così segnala la sala sismica dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Roma. Continua a leggere “Terremoto in Marsica di Magnitudo 4.2 a Collelongo”

In Provincia Caruso Incassa la Fiducia. Unanimità per eletti al Cal e Conferenza provinciale Rete scolastica

Il Presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, incassa la fiducia dell’Assemblea dei sindaci della Provincia dell’Aquila ottenendo 2 risultati: una valida rappresentanza nel Consiglio delle autonomie locali Cal) nonché la costituzione  della Conferenza Provinciale della Rete Scolastica. Continua a leggere “In Provincia Caruso Incassa la Fiducia. Unanimità per eletti al Cal e Conferenza provinciale Rete scolastica”

Wwf: Subito gli Stati Generali dell’Orso Marsicano 

Stati genrai, censimento e la messa in sicurezza delle strutture pericolose, queste le proposte avanzate da associazioni  dopo la morte per annegamento dei 3 orsi, in una vasca che nella fascia esterna – tiene a precisare in un comunicato il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – ha fatto già 2 vittime. Uun momento davvero difficile per l’Ambiente, la fauna selvatica e l’orso, specie simbolo che sempre più rischia d’essere cancellata dalla faccia della terra per l’incuria e l’approssimazione con cui l’uomo gestisce le aree montane. Continua a leggere “Wwf: Subito gli Stati Generali dell’Orso Marsicano “

Altri 3 orsi annegati nella stessa vasca, 5 plantigradi in 8 anni hanno così perso la vita

Sono tutti responsabili, dai proprietari del fondo al Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm) ai Carabinieri forestali. Sulla morte per annegamento di altri 3 orsi, nello stesso bacino artificiale di raccolta dell’acqua in montagna, nella fascia esterna dell’area protetta, intervengono Salviamo l’Orso, Dalla parte dell’Orso, l’Associazione italiana per la Wilderness e Wwf Abruzzo che puntano il dito sull’indolenza umana e sui soggetti delegati alla tutela di questa specie in via d’estinzione con appena una cinquantina di esemplari in vita. Sconcertante è sapere che quella vasca, nel cuore del Pnalm, aveva già mietuto vittime in passato e la lezione non è bastata.

Aggiornamento 1 e 2

Continua a leggere “Altri 3 orsi annegati nella stessa vasca, 5 plantigradi in 8 anni hanno così perso la vita”

Orso deceduto durante un’operazione di cattura forse allergico all’anestetico

Orso bruno marsicano, foto Andrea Benvenuti
Immagine di Andrea Benvenuti

Lecce nei Marsi (Aq) (Foto di copertina Andrea Benvenuti). Forse una intolleranza all’anestetico ha portato alla morte un giovane orso bruno marsicano di circa 6 anni nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, animale che non sembra essere segnalato tra quelli censiti chiarisce il presidente del Pnalm, Antonio Carrara. “Il Protocollo per le operazioni di cattura dei plantigradi è sempre lo stesso” è testato dagli anni ’90, assicura Carrara, raggiunto telefonicamente per chiarire la triste vicenda. In breve la procedura per la cattura ha sempre funzionato. L’operazione è sempre la stessa e non è cambiato neanche il medicinale iniettato al plantigrado per farlo addormentare, il quantitativo dell’anestetico viene calcolato in base anche alle dimensioni e al peso dell’animale “Che non era affatto piccolo” sottolinea il presidente per l’orso di questa notte. Sembra tutto nella norma ed è proprio per questo che si ipotizza una allergia o intolleranza del plantigrado all’anestetico come causa del decesso o anche una patologia o forse precedente genetico dato che i plantigrado non è sembra essere genticamente tipizzato, non identificato a quanto pare. Attorno alle ore 3 l’orso è entrato nel tubo che lo ha intrappolato. Così è scattato l’allarme e il personale del Pnalm ha raggiunto l’animale che non sarebbe registrato tra quelli dell’anagrafe degli orsi, curata dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Non ha radiocollare e per comprendere a quale gruppo familiare appartiene si procederà alle analisi genetiche, da eseguire in questi giorni, così si riuscirà a capire se è tra quelli confidenti che hanno preso di mira pollai e arnie nelle località di Villavallelonga e Lecce nei Marsi, in queste settimane nell’aquilano. Dopo aver iniettato l’anestetico il personale ha notato qualche problema nell’animale che purtroppo, una volta a terra, sembra abbia cominciato ad avere problemi di respirazione e non si è più risvegliato. Per il momento non c’è alcuna indagine dei Carabinieri forestali né è stato aperto un fascicolo in Procura. La carcassa del plantigrado raggiungerà domattina l’istituto zooprofilattico di Grosseto per la necroscopia necessaria ad accertare la causa della morte. L’orso bruno marsicano è una specie in via d’estinzione, ne sono rimasti una Cinquantina di esemplari e di questo passo se non si corre ai ripari la specie scomparirà, probabilmente, nell’arco di un Ventennio.

mariatrozzi77@gmail.com


Comunicato stampa Pnalm

É deceduto un orso marsicano durante le operazioni di cattura

Questa notte durante un’operazione di cattura da parte dell’Ente Parco si è verificato il decesso di un orso bruno marsicano. La cattura rientra nell’ambito delle attività programmate e regolarmente autorizzate dal Ministero dell’Ambiente previo parere dell’ISPRA per il controllo degli orsi confidenti/problematici.
Nello specifico è stato predisposto un sito di cattura nel Comune di Lecce nei Marsi allestito con Tube trap messa a disposizione dai Carabinieri Forestali. Il sito è stato allestito dal mese di febbraio e controllato quotidianamente tramite videosorveglianza e controllo visivo diretto dal personale del Parco. Questa notte alle 23.30 circa la squadra di cattura, sempre reperibile, è stata allertata dal segnale telefonico di allarme collegato alla tube trap e si è recata immediatamente sul sito verificando la presenza di un orso in trappola. Seguendo il “Protocollo di cattura meccanica e anestesiologica di orsi bruni marsicani in natura e in cattività” ampiamente collaudato con un’intensa attività di cattura a partire dagli anni ’90, la squadra ha effettuato tutte le procedure necessarie ad anestetizzare l’animale e a metterlo in sicurezza. Già nella prima fase dell’operazione l’animale ha manifestato problemi respiratori che, nonostante le tempestive manovre di rianimazione attuabili in campo, hanno portato al decesso dell’animale nel giro di poco tempo. Si tratta di un giovane maschio che in precedenza non era mai stato marcato né radiocollarato.La carcassa è stata trasportata presso il Centro dell’Ente a Pescasseroli in attesa di essere trasferita all’IZS per l’accertamento delle cause di morte. Durante la mattinata il Parco ha provveduto ad informare il Reparto Carabinieri del Parco, il Ministero dell’Ambiente e ISPRA. Il Presidente del Parco Antonio Carrara dichiara: “É la prima volta che ci troviamo di fronte ad una emergenza anestesiologica in occasione di una cattura. Per quanto il Protocollo utilizzato riduca al minimo i rischi per l’orso, questi ultimi non si possono in ogni caso escludere totalmente. Confermo la piena fiducia nello staff del parco e mi auguro che l’analisi necroscopica possa fare piena luce sulle cause di morte.” Come sempre l’Ente Parco provvederà ad informare sugli sviluppi della vicenda. Comunicato stampa n. 07/2018 Pescasseroli, 19 aprile 2018


Wwf Italia: Perdita gravissima che complica ancora di più la conservazione “Fondamentale rivedere i protocolli e convocare stati generali”

Apprendiamo con sconcerto la notizia della morte di un esemplare maschio di Orso bruno marsicano (sottospecie appenninica di orso bruno) durante un’operazione di cattura eseguita dal personale addetto dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Attendiamo i risultati delle analisi che saranno condotte sull’animale, nella speranza che possano chiarire meglio le dinamiche di quanto accaduto, ma di certo che ci si trova davanti ad una perdita gravissima, considerato che si tratta di una sottospecie in via d’estinzione che conta ormai solo 50 individui o poco più. Visti i recenti casi simili (ad esempio l’orsa Daniza in Trentino), per il Wwf è fondamentale rivedere i protocolli operativi sulla cattura di orsi, affinché garantiscano standard di sicurezza maggiormente cautelativi per la salute degli animali. Nel frattempo il Wwf chiede al Parco di sospendere o ridurre solo ai casi inevitabili la cattura e la sedazione degli orsi. Prima di sottoporre gli animali ad un rischioso stress e ai pericoli collegati alla cattura, occorrerebbe, infatti, mettere in atto strategie rivolte alle comunità locali affinché modifichino quelle attività e quei comportamenti (come lasciare fonti di cibo accessibili agli orsi o avere cani non al guinzaglio in aree dove è segnalata la presenza dell’orso) in gran parte responsabili dei comportamenti confidenti da parte di questi animali. Il Wwf, dopo i fatti di Villavallelonga (Aq) e di Predera (Tn), aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente di convocare un summit per l’Orso bruno, finalizzato ad analizzare i casi accaduti e verificare la possibilità di rivedere le modalità di gestione delle interazioni tra uomo e plantigrado, affrontando in quest’occasione anche la revisione dei protocolli da adottare in situazioni di orsi confidenti (per orsi confidenti e/o problematici si intendono quegli animali che provocano danni o sono protagonisti di interazioni tra uomo e orso con una frequenza tale da creare problemi economici e sociali al punto da richiedere un immediato intervento gestionale risolutivo). Dopo quest’ulteriore drammatico evento il Wwftorna a sollecitare le istituzioni affinché siano messi in piedi tutti i meccanismi necessari ad azzerare la perdita di individui di Orso bruno marsicano, una sottospecie unica al mondo, il cui futuro è minacciato.

Il punto di vista di Nicola Cimini direttore del Parco nazionale Maiella dal 1997 al 2013: “La morte del giovane esemplare di orso Marsicano, a seguito di narcotizzazione per munirlo di radiocollare per finalità di ricerca, non può essere definita un tragico incidente. Proprio per il fatto che l’operazione di narcosi non è esente da rischi e che le ricerche sulla specie hanno generato altri morti per cause dirette ed indirette, sono sempre più convinto che se vogliamo veramente salvare l’orso marsicano bisogna lasciarlo in pace. Niente catture, ma semine e piantumazioni mirate all’interno della zona a più alta protezione e chiusura di molte strade forestali”.

Articolo del 2004 (di seguito) in cui sono state sintetizzate dal Parco Maiella come cause fondamentali di crisi della specie e le poche azioni per ripristinare almeno parzialmente l’habitat secolare compromesso.

Archivio

Necrologio dell’Orso Bruno Marsicano

Sagra della Pecora a ridosso degli incendi di Collelongo. Il WWF lancia l’allarme

La lezione non è bastata così mentre ancora ardono i carboni della prateria e della faggeta andate in fumo sul Gran Sasso si organizza la Sagra della Pecora nei Prati d’Angro a Villavallelonga nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, a ridosso degli incendi di Collelongo, il 13 agosto. 

Continua a leggere “Sagra della Pecora a ridosso degli incendi di Collelongo. Il WWF lancia l’allarme”

Domenica di fuoco in Abruzzo, le ultime dal fronte incendi

Incendio Foto Trozzi Report-age.com6.8.2017Sono ancora in corso le operazioni di spegnimento dell’incendio che da ieri brucia Campo Imperatore, nel Parco nazionale del Gran Sasso, e ha interessato Fonte Vetica, prima arrostendo la piana del Gran Sasso fino a ridurre in cenere la pineta e una fetta importante della storica faggeta. Difficile controllare il fuoco che scavalcando il versante aquilano si è allungato verso quello pescarese per le alte temperature e il vento caldo che da ieri spingono le fiamme sino a località Vado del Sole, al di sopra di Rigopiano, area tristemente nota per le vicende di gennaio scorso.

Aggiornamento del 9 e del 28 agosto 

Il rogo si sarebbe sviluppato ieri da un barbecue mentre era in corso la Fiera Ovina con 30 mila persone sul posto. Raggiungere l’area, in alta quota, richiede tempo e sul posto sembra non vi fossero controlli a sufficienza per l’emergenza incendi. É stato aperto un fascicolo d’inchiesta per far luce sui fatti e ci sarebbero 6 indagati, l’area da cui è partito l’incendio è stata posta sotto sequestro. Un canadair effettua lanci d’acqua da ieri, sul posto i vigili del fuoco dell’Aquila e di Pescara, i carabinieri forestali, Protezione civile e molti volontari.

Altri due fronti del fuoco all’Aquila, in via della Croce Rossa dove l’incendio è stato spento e bonificato e nella frazione di Aragno, dove l’incendio doloso spento nei giorni scorsi si è rialimentato e questo pomeriggio è stato necessario l’intervento del canadair. Fortunatamente  il fuoco è stato domato alle ore 18.

In Marsica, il sottobosco non bonificato rende difficile le operazioni di spegnimento a Vallelonga, nel Parco nazionale d’Abruzzo. In cenere finiscono una casa e quasi 30 ettari di sterpaglie e boscaglia a Collelongo, nell’aquilano. Sono in corso le operazioni di spegnimento dei  vigili del fuoco, dei volontari della protezione civile anche di Tagliacozzo. I mezzi aerei hanno eseguito numerosi lanci per fermare le fiamme.

Ancora fumo sulle 4 corsie nell’area industriale di Pratola Peligna e Sulmona, sempre nell’aquilano, all’imbocco per Napoli/Roccaraso, per un vasto incendio sterpaglie, sviluppato nel primo pomeriggio che è stato fortunatamente spento grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco di Sulmona e l’Aquila, della protezione civile locale e con l’ausilio di una cisterna di un’azienda del luogo.

mariatrozzi77@gmail.com

 

Questa presentazione richiede JavaScript.

Orso di Casa in Abruzzo. A Villavallelonga irrompe in abitazione. Tutto bene!

Villavallelonga (Aq). Quando si dice, l’orso in Abruzzo è di casa, non si sbaglia pensando ai fatti di questa notte con l’orso Mario rimasto intrappolato in un pollaio e poi entrato, attorno alle ore 2, in un appartamento con una famiglia, genitori e 2 bambini a ninna. Tutto si è risolto per il meglio, senza che nessuno si sia fatto male, è comprensibile lo spavento. L’orso sedato e catturato è stato poi rilasciato in montagna.

Continua a leggere “Orso di Casa in Abruzzo. A Villavallelonga irrompe in abitazione. Tutto bene!”

Da Ieri le Faggete del Pnalm Sono Patrimonio UNESCO

Pescasseroli (Aq). Da ieri le faggete del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono patrimonio mondiale dell’Unesco. A Cracovia ieri nella 41 sessione della Commissione per il patrimonio mondiale il riconoscimento, già attribuito alle faggete dei Carpazi a quelle di altri 10 Paesi europei, è stato esteso alle faggete del Pnalm. In tutto sono 12 gli stati in cui vengono riconosciuti siti naturali di faggete vetuste iscritti al patrimonio mondiale: Italia, Austria, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia e Ucraina.

Faggete, foto Maria Trozzi ®

Continua a leggere “Da Ieri le Faggete del Pnalm Sono Patrimonio UNESCO”

Confermato il sequestro del sentiero asfaltato a fonte Aceretta nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo

Il tribunale dell’Aquila (presidente Giuseppe Romano Gargarella, giudice Guendalina Buccella, giudice estensore Marco Cervellino) ha respinto l,in camera di consiglio ), l’appello presentato dal sindaco di Villavallelonga, contro l’ordinanza con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano ha, a sua volta, dichiarato inammissibile l’istanza di dissequestro della strada Villavallelonga, fonte Aceretta, in pieno territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

La vicenda. Un progetto di presunta semplice manutenzione di quel tratto di strada ne prevedeva, in realtà, l’asfaltatura ben al di là dello stato dei fatti. In precedenza la pista era infatti asfaltata nel primo tratto, fino a Località Madonna della Lanna, aveva un asfalto ormai quasi inesistente nel secondo tratto, sino a Località Ciafassa, ed era bianca-sterrata nell’ultimo tratto, fino alla fontana dell’Aceretta.

Contro questo intervento si scagliarono le associazioni WWF, Legambiente, Pro Natura, Touring Club, Salviamo l’Orso, LIPU, Mountain Wilderness e Dalla parte dell’Orso con una serie di interventi pubblici nei quali contestarono anche il nulla osta a suo tempo (il 30.1.2015) rilanciato dal Parco.

Questo nulla osta era tuttavia condizionato da una serie di prescrizioni (rinnovate e precisate con il parere favorevole all’intervento emesso il 29.2.2016) che non sono state rispettate in fase di cantiere. Proprio il mancato rispetto delle prescrizioni ha determinato l’intervento della magistratura e il sequestro di parte della strada e questo stesso mancato rispetto è ora alla base del rigetto anche in appello del ricorso del sindaco teso a riottenerne la disponibilità.

In attesa della pronuncia sul merito, il WWF prende atto con soddisfazione, certamente condivisa dalle altre associazioni che a suo tempo sono intervenute sul problema, della conferma del sequestro: l’area in questione, limitrofa alle foreste vetuste della Val Cervara, è una delle più importanti e cruciali per la conservazione, tra l’altro, dell’Orso marsicano. Non a caso il PATOM (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano, sottoscritto da Ministero dell’Ambiente e Regioni interessate), evidenziando il disturbo procurato dalla presenza della fitta rete di sterrate che permette l’accesso anche ad aree montane remote, indica chiaramente, tra le strategie di conservazione, la regolamentazione dell’accesso di tutte le strade sterrate nell’areale di presenza dell’Orso il che vale ancor più per un’area delicata come i Prati d’Angro verso la quale l’accesso deve essere regolamentato immediatamente e non già a lavori conclusi, come giustamente evidenziato anche dalla ordinanza del Tribunale dell’Aquila.

In un Parco Nazionale la gestione regolamentata delle strutture ricettive presenti e degli afflussi sonoconditio sine qua non di uno sviluppo turistico controllato e rispettoso dell’ambiente che, come dimostrano le esperienze positive condotte in altre aree del Parco, possono essere il volano di una positiva resa economica per l’imprenditoria locale e in particolare per i giovani. È necessario tuttavia che questo avvenga nel rispetto delle regole e guardando al futuro, non al passato rappresentato da inutile cementificazione del territorio.

L’orso a Villavallelonga ‘Più spaventato delle signore, così è scappato’

Villavallelonga (Aq). Si ipotizza persino l’abbattimento dell’Orso bruno marsicano dopo l’incontro ravvicinato con 3 signore. Per Wwf, Salviamo l’orso è sintomo preoccupante dell’eccesso di fretta e superficialità nel dare alcune informazioni sulla natura che non possono essere in alcun modo basate sulla ricerca dello scoop a tutti i costi. Così l’Associazione dalla Parte dell’Orso invita ad evitare pericolosi allarmismi che non fanno altro che vanificare gli sforzi di riserve e associazioni da anni compiuti per tutelare una sottospecie pacifica e rara, in via di estinzione: l’Orso bruno marsicano.

Continua a leggere “L’orso a Villavallelonga ‘Più spaventato delle signore, così è scappato’”

Scongiurato dai Carabinieri Forestali il ‘lancio di selvaggina’ in aree vietate, denunciato dal WWF

Sulmona (Aq). Il WWF ringrazia i Carabinieri Forestali in particolar modo quelli che vigilano nel Parco nazionale della Majella. È solo grazie a loro che è stato scongiurato, nei giorni scorsi, un gravissimo danno ambientale con il lancio in natura di Lepri europee, d’allevamento, in territori nei quali tale pratica è proibita. L’associazione ambientalista propone di proibire al 100% l’immissione del territorio abruzzese di Lepri europee per evitare che si possa arrecare danno alla preziosa Lepre italica.

Continua a leggere “Scongiurato dai Carabinieri Forestali il ‘lancio di selvaggina’ in aree vietate, denunciato dal WWF”

Strada della vergogna. Asfalto nel Parco a Villavallelonga ignorata richiesta d’accesso agli atti

Villavallelonga (Aq). I termini sono scaduti ed è intervenuto il Difensore civico per sollecitare una risposta alla richiesta di accesso agli atti che la Stazione ornitologica abruzzese (Soa) ha presentato al Comune di Villavallelonga. Difficile farechiarezza sulla procedura che ha portato all’intervento, costato 500 mila euro, sulla pista forestale di Prati d’Angro. La stradina bianca, asfaltata nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, era stata percorsa persino da un papa (Giovanni Paolo II) e a pochi metri dal tracciato venne recuperata anche l’orsetta Morena. La lingua d’asfalto, se mai dovessero transitarvi mezzi e veicoli a motore, metterebbe a rischio l’attraversamento della fauna selvatica. Siamo nel territorio dell’orso, a due passi dalla tana del lupo e dai rifugi di tante specie protette che attraversano più tratti e tagliano in due questo passaggio ormai devastato dal bitume, nemmeno ecologico a detta degli inquirenti, che incrosta suolo, piante e antiche pietre del fontanile a fonte Aceretta.

Continua a leggere “Strada della vergogna. Asfalto nel Parco a Villavallelonga ignorata richiesta d’accesso agli atti”