Tag: vegetazione

Incendio di domenica sul Morrone: forse un tentativo maldestro, Casini non sottovaluta

Una bravata, o forse un tentativo maldestro di appiccare il fuoco e fare danno. É questa l’impressione per l’incendio divampato domenica scorsa dietro la scuola di formazione della Polizia penitenziaria, in località Il pozzo. Il focolaio di 2 giorni fa, bonificato e spento in un’ora d’intervento alle falde del monte Morrone, non risponderebbe a certe dinamiche che hanno caratterizzato i roghi dello scorso anno, diretti probabilmente da mano esperta.

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Tarzan a Sulmona avvistato tra via Japasseri e Circonvallazione Orientale

Sulmona (Aq). Quasi pronto il set cinematografico che dovrà accogliere il re della foresta. É questa l’impressione durante la camminata mattutina, attraversando in lungo e in largo la città dei confetti, immersi nella sin troppo rigogliosa e meglio vigorosa vegetazione che ha preso il sopravvento sui marciapiedi e le aree di sosta. Continue reading “Tarzan a Sulmona avvistato tra via Japasseri e Circonvallazione Orientale”

Nel mezzo del cammin in viale delle Metamorfosi

Sulmona (Aq). “Selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura. Tant’è amara che poco è più morte” grazie al canto primo dell’Infermo della divina commedia di Dante Alighieri possiamo rendere l’idea di una passeggiata al Peep.

Viale della Metamorfosi Foto Maria Trozzi Report-age.com 27.4.2018
Viale delle Metamorfosi Foto Maria Trozzi

viale delle Metamorfosi foto Maria Trozzi Report-age,.cimn 27.4.2018.JPGIl poeta ci perdonerà. Se non fosse che scrisse la Divina commedia tra il 1308 e il 1320 sospetteremmo per Dante Alighieri una capatina in viale delle Metamorfosi, nei giorni precedenti ai nostri. Stamane passando in quella selva oscura lo spavento non è mancato. Vespe e mosconi a parte, sentire strisciare qualcosa senza darsela a gambe nella speranza che si tratti di una innocua lucertola è da grandi  incoscienti. E noi lo siamo per rubare qualche scatto in quello che dovrebbe essere il giardino attiguo alle nuove abitazioni a canone concordato e a consumo energetico ridotto, ma che confina con una strada trafficata e frequentata soprattutto da mamme con la carrozzina, ciclisti e podisti. Abbiamo pensato soprattutto al dispiacere dei bambini a vedere quei giochi persi tra la giungla dove magari avrebbero potuto divertirsi  quando arriva l’ombra. Lo spazio quadrato del parco giochi è assediato da ortiche e erba alta, i giochi inutilizzati da tempo purtroppo e comunque soffocati dalla vegetazione attorno. Color ruggine poi per dei giovani abeti, altro che sempreverdi questi sono seccati, vinti dal sole del serpentone, che spreco!

mariatrozzi77@gmail.com

 

L’argine Nuovo di Zecca del Vella si Scolla a Vista d’occhio, peggiora in soli 5 giorni

Sulmona (Aq). Si scolla a vista d’occhio l’argine sul fiume Vella, intervento inserito nel Collettore turistico costato ben 400 mila euro (Par Fas 2013, porzione del milione e 800 mila euro di fondi regionali per la valle Peligna) e i lavori sono stati eseguiti sino a novembre scorso.

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Collettore turistico, a 3 mesi dai lavori un tratto comincia a cedere

Sulmona (Aq). Una gabbia di pietre per l’argine del Vella non sembra allineata, forse sta cedendo, il tratto non è visibile da via Iapasseri, bisogna raggiungere la sponda del fiume verso Nord per vedere. Siamo andati sul posto e armati di fotocamera abbiamo documentato, in compagnia di un esperto, il problema che si sta presentando ad appena 3 mesi dai lavori per il Collettore turistico.

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Burrone a via Turati dove cova l’area camper e si lavora per il turismo

Sulmona (Aq). L’intervento è costato anche decine di alberi e tanta vegetazione ripariale, animali compresi. Pur volendo giustificare questo sacrificio è sembrato davvero un paradosso definire ‘messa in sicurezza’ i lavori ai margini del fiume Vella, su via Iapasseri, se levando gli occhi al cielo, su via Filippo  Turati, la sicurezza non c’è. Recita un vecchio telone esposto nell’area dai residenti: “Da via Turati a via Franati”. 

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Verde speranza per il Morrone: ecco quando

Popoli (Pe). Dalla Riserva naturale regionale Sorgenti del Pescara osserviamo 2 aree dove la Natura ha fatto il suo corso spontaneamente, si tratta di luoghi che oltre una decina di anni fa sono stati colpiti dalle fiamme appiccate da qualcuno che ha fatto davvero danni in questo paradiso terrestre.

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Copertina Maria Trozzi 

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Linea Taglia fuoco Roccacasale: uno scivolo che d’inverno trascinerà tutto a valle

Roccacasale (Aq). L’altro ieri l’incontro tecnico sul campo con il sindaco Enrico Pace, per i Carabinieri forestali il Tenente colonnello Bruno Petriccione e il maresciallo Gizzi, comandante e Teodoro Andrisano, tecnico forestale dell’Ente Parco. Insieme per valutare il da farsi e realizzare una linea tagliafuoco, contro l’incendio che divampa da giorni sul Morrone. Tutto per dare forma ad una linea che non compromettesse il precario equilibrio dell’area, corretta e senza danni da scontare nel prossimo futuro, e invece.. 

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Biodiversità in azione sull’Appennino, educazione ambientale con i Carabinieri Forestali

L’Aquila. A segnare il passo sui giganti d’Abruzzo, il Gran Sasso e la Maiella, saranno i Carabinieri Forestali per la nuova iniziativa di educazione ambientale Biodiversità in azione sull’Appennino promossa con l’università del Molise e  il patrocinio del Consiglio nazionale delle ricerche. Si partirà il 20 luglio proprio dal Gran Sasso.

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Incendi. Abruzzo senza aerei, Mica vero! I ‘conti della serva’ di Nuovo Senso Civico

In caso d’incendio dovremo affidarci ai secchi dell’acqua, sottolinea Nuovo senso civico dopo le ultime notizie dal Tg regionale che riferirebbero che la Regione è priva di un proprio supporto aereo per lo spegnimento incendi. 

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Martinsicuro. Vegetazione da tagliare, il WWF: “Attenzione ai corridoi ecologici”

Martinsicuro (Te). L’ordinanza con cui il sindaco di Martinsicuro, Paolo Camaioni, ha disposto il taglio della vegetazione in alcune aree di pregio del territorio comunale, compresa quella adiacente Fosse Ottone, preoccupa non poco il WWF Teramo che, anche per i tempi indicati dal provvedimento, ha scritto al primo cittadino e ad altri enti.

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Vegetazione spontanea, la soluzione a costo Zero alternativa al milionario dragaggio del fiume Pescara 

Pescara. All’origine della realizzazione del molo di Pescara l’acqua era bassa, le paranze rientravano navigando al centro del fiume e di lato la  bilancia da pesca. Con un dragaggio dei fondali in porto riuscirono ad entrare piroscafi e velieri di grande tonnellaggio. 

“Una piccola draga per decenni ha assicurato buona profondità – ricorda Giovanni Damiani, il già direttore tecnico Arta (Agenzia regionale tutela ambientale) allora si domanda – Perché adesso il porto si intasa di sedimenti annualmente?”. La risposta, spiega Damiani, è che  la vegetazione è stata massacrata, eliminata dalle sponde del fiume: “Le rive fangose crollano nella corrente e quando piove il ruscellamento delle acque vi trasporta imponenti quantitativi di terra disciolta ed erosa. Il fiume, oramai, ha sempre l’aspetto di un nastro di fango che, nello slargo del porto, riducendo la velocità di corrente, lascia il suo deposito solido”. Al danno la befa della diga foranea che rallenta ulteriormente così tutto l’avanporto è fanghizzato. “Quello che prima sedimentava in diversi anni, oggi sedimenta in un solo mese sottolinea il tecnico – Perchè si continua ad invocare e a praticare solo e soltanto il dragaggio alla foce, a botte di decine di milioni di euro e non si agisce sulla cause della fanghizzazione a monte? Eppure sarebbe  un provvedimento che può essere adottato efficacemente a costo zero.  Basterebbe un provvedimento regionale di tutela pianificatoria (e un po’ di controllo di ottemperanza) per lasciare in pace un nastro di vegetazione naturale spontanea su ciascuna sponda, per  un minimo di 30 metri, meglio se 50, 100 o 200 metri ovunque possibile. La vegetazione fluviale è a rapidissimo accrescimento e, anche senza fare niente, già nei primi 5 anni vedremmo risultati positivi, e risolutivi, e le acque ri-diventare abbastanza trasparenti recuperando la amenity, ossia, la funzionalità ecologica e paesaggistica”. Se la Regione pensasse meno al cemento e un po’ all’ecologia e alla sostenibilità, si risparmierebbe con una gestione oculata delle risorse dei cittadini. Conclude Damiani: “La disseminazione dei limi fini in mare (cosiddetta pelite) ha distrutto la biodiversità. I molluschi (lamellibranchi bentonici e sessili) come vongole, telline, cannolicchi e persino le cozze e le ostriche sono scomparsi per asfissia, perchè le loro branchie sono rimaste intasate”. Il problema è risolvibile a monte ma si continua a non intervenire nel modo migliore. Nelle strategie prioritarie dell’Unione europea, oltre al principio di prevenzione, si raccomanda la correzione alla fonte. Gli amministratori sono distratti da altro, evidentemente. Damiani rimarca che la vegetazione di sponda è il più alto contenitore di biodiversità: “In quel nastro c’è la nostra Amazzonia di piante e di animali, ma desertifichiamo anche l’Arca di Noè”. Giusto per ricordare: l’art. 9 della Costituzione, secondo comma così recita: la Repubblica tutela il Paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Lago ridotto a pozzanghera per la manutenzione della diga. Il Wwf fa appello a Parco e Regione

Ci sono mari che per l’inquinamento e la forte antropizzazione mutano in laghi e deserti, in Abruzzo poi ci sono laghi ridotti a pozzanghere. Un caso assai raro ed eccezionale? No, per il lago di Barrea è ormai appuntamento fisso. La drastica riduzione del livello dell’acqua per la manutenzione del gestore della diga lascia l’area a secco.

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Incendio alla Pineta di Castel Di Ieri: task force regionale impegnata per spegnere le fiamme

Castel di Ieri (Aq). É stato spento alle prime luci dell’alba l’incendio, ora la conta dei danni, gran parte della pineta attorno a Castel di Ieri è andata in fumo.

Aggiornamento 30.8.2016

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