Polfer controlli e vigilanza, furti e rapine ridotti rispetto al 2017

Il Compartimento di Ancona della Polizia ferroviaria Marche, Umbria e Abruzzo ha presentato il bilancio dell’attività dello scorso anno che interessando, stazioni ferroviarie e treni, ha garantito sicurezza attraverso prevenzione e contrasto dei fenomeni delittuosi in ambito ferroviario.

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Risorse per interventi sul reticolo idrografico tutte alla capitale. A secco Abruzzo, Umbria e Marche

Nel Piano stralcio 2018 l’area metropolitana di Roma è beneficiaria di tutte le risorse finanziarie disponibili, 10 milioni di euro, così nella conferenza dell’autorità di bacino distrettuale dell’Appenino centrale per interventi manutentivi del reticolo idrografico. Read more

Petizione per chiedere Trasparenza sui fondi per la Ricostruzione

La fase post terremoto spesso è anche più devastante dell’evento sismico. L’esperienza insegna che manca trasparenza sui fondi e la loro gestione per non parlare della fine riservata alle donazioni a sostegno dei terremotati. É per questo che è stata lanciata una Petizione che potrebbe essere il punto di partenza per cambiare davvero le cose. Aree terremotate militarizzate, spesso inaccessibili, diventano veri e propri cimiteri che finiscono nelle mani sbagliate di costruttori e imprenditori senza scrupoli e vicini a certi ambienti non solo politici, economici e criminali.  Read more

Caccia preapertura. Accolto dal Tar Umbria il ricorso Wwf sul calendario venatorio

Con l’ordinanza del 24 luglio il Tribunale amministrativo regionale (Tar) Umbria ha comunicato che è stato accolto il ricorso del Wwf Italia, curato dall’avvocato Maurizio Balletta, contro il calendario venatorio dell’Umbria per la stagione di caccia 2018/2019. L’associazione canta vittoria ammettendo che spesso lLa tutela della fauna selvatica ha più attenzione in tribunale che negli enti che se ne occupano. Il caso dell’Abruzzo però resta emblematico: Orso ucciso a Pettorano: impugnata la sentenza di assoluzione.  Read more

Scacco al Tap, inidoneo per il Parlamento europeo. Si valuti anche il Rete adriatica

Scacco matto al Trans adriatic pipeline, il famigerato gasdotto Tap arriva al Parlamento europeo e la relazione sul progetto è davvero impietosa, vera. Il Tap è inidoneo per un investimento da parte della Bei (Banca europea per gli investimenti), dice l’Europa e non dovrebbe essere preso in considerazione a fini di finanziamento da qualsiasi banca che aspiri a investimenti responsabili sul piano sociale e ambientale. Stesso discorso andrebbe fatto per il progetto Rete adriatica che va sottoposto all’esame del Parlamento europeo, a questo punto, perché finanziato dalla stessa banca e per gli stessi interessi. Parliamo di un altro famigerato progetto, il metanodotto che si allaccia al Trans adriatic pipeline, proprio a Brindisi, per poi svilupparsi lungo la dorsale appenninica, in aree a massimo rischio sismico sino a Minerbio. Del progetto è stata recentemente approvata anche la costruzione della centrale di compressione del metano, da installare a Sulmona (Aq) un anno dall’avvio del monitoraggio. Read more

Cocullo Patrimonio Unesco, i Comuni sostengono la Candidatura della festa dei Serpari

Cocullo (Aq). Le proposte? Una zona franca per i borghi montani a rischio per lo spopolamento e gli eventi sismici, l’impegno contro l’abbandono assunto con un documento approvato dai borghi dell’Anci e ancora il sostegno alla candidatura di Cocullo a patrimonio immateriale dell’Umanità dell’Unesco, nella lista di salvaguardia urgente. A sostegno della località dei Serpari scendono ufficialmente in campo le amministrazioni locali, soprattutto delle aree interne, che in aggiunta al corposo dossier inviato al ministero dei beni culturali (MIbact) faranno la differenza per raggiungere l’ambizioso obiettivo di entrare a far parte, con le sue tradizione, nel patrimonio immateriale dell’Umanità .   Read more

Disordini alla manifestazione No hub del gas, ecco i momenti caldi della protesta

Sulmona (Aq). Siamo nella fase conclusiva della manifestazione No hub del gas, con 5 mila partecipanti (dati ufficiali della Questura) sino a quel momento la protesta è pacifica anche se qualcuno tra i manifestanti sembra abbia imbrattato alcuni muri del centro storico, vicino a degli esercizi commerciali. Le forze dell’ordine vanno cercando i responsabili ed è forse da questa questione che parte tutto il trambusto successivo.

Aggiornamento 1 e 2

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Necrostoria del Tubo. Metanodotti esplosi per frane, smottamenti, problemi agli impianti e cedimenti

L’anno nero dei metanodotti è stato sicuramente il 2004 con 8 esplosioni, una nel 2014, 3 nel 2015 sino ad arrivare all’incidente recentissimo di metà dicembre in Austria nella hub del gas naturale di Baumgarten, purtroppo una vittima e decine di feriti è l’amaro bilancio dell’esplosione. Sulle cause spesso è difficile fare chiarezza e così siamo ancora appesi al filo per sapere come mai sia esploso, nel 2015 a Mutignano di Pineto (Te), un metanodotto che è quasi la metà del diametro dei tubi che si vogliono interrare in valle Peligna. Nonostante questo, chi ambisce a creare uno snodo europeo del trasporto del metano continua a rassicurare sulle sue strutture che sarebbero sicure. Ieri su Tg3 Abruzzo, edizione delle ore 14, un altro portavoce della multinazionale del gas naturale ha fatto capire, con tono sereno e a modo, che i suoi metanodotti non sono mai esplosi a causa del sisma. I metanodotto in Italia esplodono per molto meno a leggere l’elenco degli incidenti dei gasdotti di questi ultimi anni ricostruito da Report-age.com.

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Il vescovo Fusco alla manifestazione No Snam

Sulmona (Aq). Sulla scia delle parole di Papa Francesco per la cura della casa comune riguardante anche la custodia e la difesa del Creato, il vescovo dela diocesi di Sulmona Vava Michele Fusco, unito alla chiesa diocesana, ritiene necessario partecipare alla manifestazione No hub del gas del 21 aprile per farsi voce della Comunità a favore del bene comune e per dire no al progetto Rete adriatica, un metanodotto di circa 700 km di condotte da sotterrare in aree a massimo rischio sismico con una centrale di spinta da realizzare a Sulmona, località Case pente, a qualche chilometro dalle faglie sismiche del Morrone e della Maiella (clicca qui per saperne di più)  e da costruire sotto un vallone, soprannominato vallone satanasso o dell’Inferno (qui per saperne di più), che ha creato alla comunità Peligna seri problemi di dissesto idrogeologico anche e soprattutto ne recente passato. Inoltre le 4 condotte di aggancio al metanodotto e di collegamento ai tubi del gasdotto occuperanno un’area di interesse nella quale fu trovata una importante iscrizione ancora conservata ne museo civico della città dei confetti (per saperne di più). Read more

Gasdotto Sulmona-Foligno, nulla di fatto, altri 2 incontri istruttori per arrivare all’autorizzazione

Roma. Prima di convocare un’altra riunione i dirigenti del Mise, ministero dello sviluppo economico, contatteranno l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) per approfondire la questione del rischio sismico. I tubi del Rete adriatica attraverseranno i crateri dove si sono manifestati i più recenti e devastanti terremoti italiani. Per parte della struttura, strategica dicono ai vertici, si è appena conclusa la prima istruttoria del tracciato Sulmona-Foligno, indetta da Annalisa Cipollone, capo dipartimento della presidenza del consiglio dei ministri. Il Movimento 5 stelle, Wwf e Legambiente hanno chiesto di rinviare l’incontro, ma il confronto oggi si è svolto. Dal dipartimento hanno ammesso che occorrono altre 2 riunioni per perfezionare l’istruttoria, prima di rinviare la decisione ai vertici per un’altra autorizzazione che interessa sempre il metanodotto Rete adriatica, quasi 700 km di condotta per spingere, per mezzo della centrale di compressione autorizzata a marzo e da costruire a Sulmona (Aq), il gas naturale a Nord passando per aree a massimo rischio sismico. Parliamo del metano, fonte fossile, che la Snam venderà all’Europa con enormi profitti soprattutto con enormi sacrifici, anche in termini di sicurezza, per le popolazioni assoggettate all’opera della multinazionale. Nulla di fatto dunque, il copioso fronte del no abruzzese ha ribadito la contrarietà al progetto Snam.

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La Carovana No hub del gas parte il 6 aprile

Venerdì parte la Carovana No hub del gas per contrastare il tentativo di fare dell’Abruzzo e del mare Adriatico un distretto minerario. Nell’iniziativa sono coinvolte 3 regioni, oltre all’Abruzzo, Marche, Molise e Umbria, con eventi che si svilupperanno sino a domenica 15 aprile. Il 6 aprile a Termoli e il 7 a Norcia si svolgeranno delle iniziative contro progetti che per il movimento: “Sono unitari rientrando nell’idea di trasformare il Belpaese in una piattaforma logistica per l’estrazione e il passaggio di idrocarburi verso il Nord Europa a totale beneficio dei gestori del cosiddetto hub. Un disegno folle tenendo conto che l’Italia è uno dei Paesi al mondo con maggiori rischi ambientali, da quello sismico a quello idrogeologico. É caratterizzato, inoltre, da un enorme patrimonio ambientale, paesaggistico e naturalistico, da un’alta densità di abitanti e da una miriade di beni culturali. Per la conferenza istruttoria convocata domani per superare il diniego delle Regioni Umbria e Abruzzo alla costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno il gruppo ambientalista ritiene che la presidenza del consiglio dei ministri sia totalmente delegittimata dal voto popolare. Così come già chiesto da tutti i parlamentari neo eletti del Movimento 5 Stelle anche il coordinamento No hub del gas Abruzzo chiede di non svolgere l’istruttoria perché, dalle dichiarazioni del portavoce del gruppo su Tg3 regione Abruzzo, il dipartimento non sarebbe legittimato. La carovana parte il 6 aprile da Montalfano di Cupello, frazione di Cupello (Ch) che in contrada Treste accoglie un impianto di stoccaggio gas di notevole dimensione. “Lì hanno intenzione di immagazzinare ulteriori quantità di gas andando in sovrapressione e realizzando un potenziamento del gasdotto San Salvo – Biccari, ora sotto procedura di Valutazione di impatto ambientale sempre nazionale” conclude il coordinamento. Le manifestazioni si concluderanno a Sulmona con un corteo che si snoderà lungo la città il 21 aprile perché in località Case pente è stata autorizzata la realizzazione del centrale di compressione del metano per trasportare il gas naturale azero a Nord,. la multinazionale Snam lo venderà all’Europa per non dipendere ancora dalle fonti energetiche, sempre fossili, russe.

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‘No alla riunione del 4 aprile’ lo chiedono 11 parlamentari M5S alla presidenza del Consiglio ministri

Undici parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono, con una lettera indirizzata alla presidenza del consiglio del ministri, di non procedere alla riunione del 4 aprile 2018. L’istruttoria, cosi definita dal dirigente del dipartimento coordinamento affari amministrativi, é l’ultimo passaggio per superare il diniego all’intesa delle Regioni Abruzzo (Dg 132 del 2015) e Umbria e aprire all’autorizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno. Parliamo dell’ultimo segmento del progetto Snam Rete adriatica, quasi 700 km di condotta che spingeranno il metano a Nord, per vederlo con profitto per la multinazionale, attraversando aree a massimo rischio sismico nei crateri dei più grandi e recenti terremoti italiani. Deputati e senatori a 5 stelle chiedono ai vertici del governo dimissionario, incaricato ormai solo degli affari correnti, di rimandare ogni atto al governo che ottenga la fiducia del Parlamento e che comincerà a formarsi proprio nella stessa giornata dell’incontro. Più che amministrativa l’istruttoria vela il compimento della linea politica che ha definito le scelte, ormai anacronistiche, degli esecutivi targati Pd e anche Forza Italia, risultati perdenti nelle elezioni politiche del 4 marzo. Constatando l’impossibilità a superare il diniego delle Regioni, l’autorizzazione sarebbe rimessa ai vertici del governo, passando all’ulteriore e definitivo passaggio di autorizzazione. Situazione quest’ultima da cui difficilmente si può tornare indietro per riconsiderare e rivalutare il progetto nato nel 2005.

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La nota integrale. “Spett.le Presidenza del consiglio dei ministri Dipartimento per il coordinamento amministrativo Roma
Da notizie di stampa si apprende che il capo Dipartimento per il coordinamento amministrativo e la struttura di supporto che opera nel settore dell’attuazione, in via amministrativa, delle politiche del Governo ha convocato in data 4 Aprile 2018 il confronto conclusivo sull’iter riguardante l’istanza di autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’opera denominata Metanodotto Sulmona-Foligno DN 1200 (48”). Tale riunione, si presume, sarebbe indetta al fine di avviare a conclusione il processo di autorizzazione del metanodotto attraverso l’individuazione di una soluzione politica condivisa tra le amministrazioni coinvolte ed in particolare con la Regione Abruzzo che, con la Delibera di giunta regionale n.132 del 20 febbraio 2015, ha espresso il diniego all’intesa avverso l’adozione positiva dell’atto conclusivo del procedimento dell’opera sopra citata.
A tal proposito i firmatari ritengono che a pochi giorni dalla notizia delle dimissioni del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sia doveroso sollevare dubbi sulla legittimità procedurale che riguarda qualsiasi atto del Governo conseguente ad un atto politico. Infatti, a seguito delle dimissioni sopra citate, il Governo rimane in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, cioè di atti indifferibili ed urgenti e, quindi, estranei all’esercizio dell’indirizzo politico. In questo caso non siamo di fronte all’esercizio di affari correnti o indifferibili, bensì trattasi di una procedura attivata per porre rimedio, attraverso una decisione necessariamente politica, al diniego di una delle amministrazioni coinvolte, ovvero la Regione Abruzzo.
Si rammenta che da pochi giorni si è insediato il nuovo Parlamento, in seguito alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 che ha determinato uno scenario politico sicuramente differente dal precedente. È del tutto evidente, quindi, che l’attuale Governo dimissionario non ha alcuna legittimazione a proseguire l’iter autorizzatorio di un’opera dichiarata strategica in quanto il presupposto di ogni attività di Governo è l’iniziale fiducia accordata dalle Camere.
Si chiede, quindi, di non procedere alla riunione del 4 aprile 2018 e rimandare ogni atto al prossimo Governo che ottenga la fiducia del Parlamento. I parlamentari abruzzesi del M5S”.

Metanodotto e centrale di spinta. Orsa Pro Natura: ‘Omissione e menzogne di Snam nella stesura del progetto’.

Sulmona (Aq). La coordinatrice dell’associazione Orsa pro natura Peligna, Maria Clotilde Iavarone, torna sul progetto del metanodotto dell’Appennino, impropriamente definito Rete adriatica. La Snam vorrebbe far autorizzare e costruire un metanodotto su aree a massimo rischio sismico e una centrale di spinta del metano a Case pente area di interesse storico a poca distanza dalla faglia del Morrone e da unacfaglia profonda ancora più pericolosa.

Aggiornamento

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Gasdotto e centrale Snam lontano dai territori ad alto rischio sismico: in Regione Risoluzione su Tracciato Alternativo

L’Aquila. Contro il progetto del metanodotto Snam e della centrale di compressione del metano prevista a Sulmona, da costruire in località Case Pente, interviene il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci che annuncia la discussione, per il prossimo consiglio regionale, di un’altra Risoluzione. Il presidente della commissione ambiente e territorio si è fatto promotore di molti atti pubblici e istituzionali per fermare il progetto. 

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