Tag: tunnel tombati

Discarica Montedison. La Commissione d’inchiesta si occupa dei Tunnel Tombati

Roma. Criticità a non finire rallentano l‘iter per le bonifiche del Sito d’interesse nazionale (Sin) di Bussi sul Tirino. É la discarica dei veleni tra le più grandi d’Europa quella formata da Montedison in val Pescara. Risulta dal resoconto della Commissione d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti che, per le aree contaminate dal Polo chimico della val Pescara, chiarisce qual è la reale e desolante situazione. Il report assorbe anche la relazione del Comune di Popoli sulla presenza di alcuni misteriosi tunnel murati segnalati dal nostro blog Report-age.com

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Dossier Memorie del sottosuolo: i misteriosi tunnel della megadiscarica dei veleni di Bussi

Maria Trozzi

Bussi sul Tirino (Pe). Un altro tassello da aggiungere all’inquietante mosaico della chimica di Bussi officine, in una collezione privata scoviamo un’altra immagine storica che oggi documenta l’esistenza di una vecchia galleria proprio nell’area un tempo militarizzata. Cosa nascondono quei tunnel, tombati, è quasi un mistero. L’ipotesi più accreditata è che certe sostanze, durante il fascismo, venissero prodotte o custodite in luoghi sotterranei per questioni di sicurezza. Finita la guerra i cunicoli del sottosuolo potrebbero essere stati riempiti da prodotti pericolosi e inservibili, rifiuti, e questo sino a esaurimento degli spazi interrati. La bonifica del Sito di interesse nazionale (Sin) è ancora lontana nonostante siano trascorsi quasi 10 anni dalla scoperta della discarica dei veleni tra le più grandi d’Europa. Una blanda messa in sicurezza ha mordicchiato la torta di 50 milioni di euro, stanziamento messo a disposizione per la bonifica e la reindustrializzazione del sito, e così tra prescrizioni e marce indietro, ancora si discute sul da fare. Solvay, la multinazionale belga che da 15 anni opera a Bussi, non ha più tempo da perdere nella val Pescara e non potendo produrre più cloro e soda, per accordo, sta per lasciare il sito. Per le gallerie nulla è previsto, né caratterizzazione né sopralluoghi, anche se annunciati, eppure un ingresso sigillato è presente proprio dietro un impianto della fabbrica utilizzato sino alla scorsa estate come rimessa per gli attrezzi. 

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Tunnel tombati di Bussi: il caso arriva alla Commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo rifiuti

Popoli (Pe). Con una informativa sul caso dei tunnel tombati di Bussi sul Tirino, di cui il nostro blog si è occupato nell’agosto scorso con una serie di report  esclusivi che sono stati allegati alla relazione inviata oggi, per conoscenza anche all’Arta e al ministero dell’ambiente, il Comune di Popoli si rivolge alla Commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali correlati, per segnalare l’esistenza delle gallerie sigillate nell’area del polo chimico di Bussi e così tentare di fare luce sul mistero dei fori murati.

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Bussi. Trovata un’altra misteriosa galleria. L’Arta verificherà l’esistenza dei Tunnel tombati.

di Maria Trozzi

Bussi sul Tirino (Pe). Un altro muro di mattoni a ridosso del monte di Bussi officine che annuncia una costruzione ad arco (immagini inedite di Maria Trozzi) a margine di una strada pubblica, in un’area che rientra a malapena nel Sito di interesse nazionale per la bonifica. E’ proprio questa la parte del Sin che hanno chiesto ed ottenuto di restringere perché il terreno non sarebbe contaminato dai residui della produzione chimica. Cos’è quella galleria verso la città di Bussi, proprio nel Sin ridefinito da poco con una perimetrazione che ora affranca un ettaro di terreno adiacente alle officine per poco ancora di proprietà dell’azienda belga Solvay. Lo spicchio nero contornato di mattoni è piantato tra la centralina del metano e la centrale Turbogas a cosa può essere servito in passato.

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Bussi. La verità finora nascosta dei Tunnel tombati. I terreni delle officine presto al Comune. Le prime immagini della galleria della morte

di Maria Trozzi

Bussi sul Tirino (Pe). Semplicemente ufficiosa, la notizia di un accordo di programma tra il Comune di Bussi e la Solvay (società che gestisce il polo chimico), da sottoscrivere entro poche ore, fa scattare l’allarme e suona l’ora per i misteriosi tunnel tombati, molti ne parlano e uno lo abbiamo scovato. L’accordo sta per essere concluso in sordina, ma vista la materia del contendere, l’intesa imporrebbe, come minimo, una delibera di giunta comunale, ma non funziona così nel Comune di Bussi sul Tirino. L’incognita sull’oggetto dell’accordo potrebbe essere il preliminare per il passaggio dei terreni del sito industriale della società al comune di Bussi sul Tirino? Se fosse, ma anche se non fosse, cedere a Bussi la proprietà dei terreni delle officine ora sarebbe un grosso errore, uno sbaglio imperdonabile in questa situazione di estrema incertezza. Il comune diventerà proprietario di un’area in cui si nascondono ancora troppi misteri e terribili segreti. Un passo falso sulla vicenda della bonifica del sito dell’entroterra Abruzzese potrebbe riguardare proprio le analisi svolte per conoscere quanto e come è stato inquinato il sito, caratterizzazioni si chiamano in gergo. Non mancheranno i rimorsi per chi firmerà l’accordo che è una condanna a morte anche alla luce della scoperta del primo dei tanti tunnel tombati che sarebbero stati scavati a Bussi Officine e di cui non si sa assolutamente nulla, o quasi. Cosa c’è di vero? Anzitutto l’esclusiva di Report-age.com che pubblica 2 immagini incredibili (Foto Trozzi) di una galleria mastodontica, oggi usata come rimessa, lì dentro però non è dato sapere cosa è stato nascosto e tombato per quasi un secolo. A quanto pare la caratterizzazione di questi spazi underground è inesistente, non è indicata nella mole di documentazione che tratta delle analisi per la messa in sicurezza e la bonifica del sito a cui partecipa anche l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente. I tunnel tombati non sono menzionati in nessuna delle recenti carte e ricerche rese note sul caso Bussi. 

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