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Area marina protetta torre del Cerrano gestita da Cerrano Sostenibile

Sono 3 anni di gestione dell’Area marina protetta torre del Cerrano per il raggruppamento temporaneo di imprese Cerrano Sostenibile che raccoglie le società Cogestre, Kairos, IlCapoluogo e la cooperativa sociale Clematis in un progetto di sviluppo di turismo sostenibile. Continue reading “Area marina protetta torre del Cerrano gestita da Cerrano Sostenibile”

Fratino per il 2018, dei 29 nidi ben 16 a buon fine

Sono stati complessivamente 29 i nidi di Fratino (Charadrius alexandrinus) censiti nel 2018 in Abruzzo. Tra questi 16 (il 55%) sono andati a buon fine con l’involo dei pulli, ma in 13 casi l’esito è stato negativo.

Immagine di copertina Marco Carafa

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La piccola Smeagol torna al mare ad accompagnarla Ermione

Dopo Bilbo, 31 kg di salute per la tartaruga marina che dal 29 aprile nuota libera al largo di Pescara, lunedì 9 luglio sarà la volta della piccola Smeagol che ad oltre un anno e mezzo dallo spiaggiamento, è tornata in ottima forma grazie alle cure del Centro recupero tartarughe marine Luigi Cagnolaro di Pescara. La piccola potrà finalmente tuffarsi nelle acque limpide dell’Adriatico, all’altezza dell’Area marina protetta Torre del Cerrano, in provincia di Teramo.

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Fanghi da sversare vicino Torre del Cerrano

Pineto (Te). Bisogna trovare una soluzione diversa, evitando lo sversamento in mare di ben 342 mila 694 metri cubi di fanghi di dragaggio provenienti dal porto di Ortona Ch) nei pressi del Sito di importanza comunitaria (Sic IT7120215) Torre del Cerrano e dell’omonima e coincidente Area marina protetta (Amp).

Lo hanno chiesto a chiare note WWF e Legambiente questa mattina in una conferenza stampa congiunta (alla presenza di un rappresentante dell’AMP) nel corso della quale hanno parlato di “una scelta sbagliata, decisa senza tenere in alcun conto i possibili danni che si possono determinare in un ambiente tutelato”. Le due associazioni hanno anche denunciato il fatto che a corredo di questa ipotesi progettuale non ci sono stati sufficienti approfondimenti e che non è stata neppure effettuata l’obbligatoria procedura di VINCA.

Contro questa sciagurata ipotesi il WWF aveva presentato già nella scorsa estate le proprie osservazioni al Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale contestando in particolare proprio il fatto che non erano stati presentati studi adeguati sulle possibili conseguenze di un imponente sversamento ad appena 6 km dal confine dell’area protetta e a 2,5 km dalla zona contigua. È vero che nel 2011 nello stesso sito erano stati depositati materiali dragati dal porto di Pescara, ma questo precedente ha ben scarso significato: le quantità interessate allora erano infatti enormemente inferiori: 72.621 mc a fronte degli attuali 342.694 mc. Vennero prese inoltre migliori precauzioni con un piano di monitoraggio oggi invece non previsto. «Il Sic e l’Area Marina Protetta – osserva il presidente di Legambiente Abruzzo Giuseppe Di Marco – sono stati creati a tutela di habitat e di specie di particolare rilievo ed è fondamentale soppesare le possibili conseguenze di ogni intervento prima di attuarlo. Il progetto assurdamente non prevede invece neppure stazioni di monitoraggio che possano valutare le conseguenze dell’azione nell’immediato e a medio termine mentre le prevede, giustamente, nella zona di dragaggio». “Avevamo chiesto già nelle osservazioni studi scientifici più approfonditi, che tengano conto delle criticità e delle possibili conseguenze ambientali di uno sversamento con enormi quantità di sabbie in un’area delicata, frequentata tra l’altro da specie importanti come, a esempio, la tartaruga comuneCaretta caretta e il delfino tursiope Tursiops truncatus. Un ambiente nei confronti del quale ci si aspetterebbe ben altra precauzione” ricorda il delegato Abruzzo del Wwf Luciano Di Tizio.

Legambiente e Wwf hanno anche sottolineato che la Regione, che fa parte del Consorzio di Gestione, non può assolutamente autorizzare questo scarico di fanghi dopo gli sforzi che in questi ultimi anni l’Amp ha svolto per avere un ripopolamento importante delle specie marine e dopo l’ottenimento del certificato europeo per il turismo sostenibile (Cets) che la qualifica anche a livello europeo.

Bandiera blu: tra i criteri per l’assegnazione anche la presenza del Fratino

Teramo. La presenza del Fratino sui litorali rientra tra i criteri di aggiudicazione della Bandiera Blu. Questa è la novità della Foundation for environmental education (Fondazione per l’educazione ambientale) che include nei criteri di assegnazione, per l’ambito riconoscimento, la presenza di queste specie e di aree dunali di notevole interesse naturalistico. Per la tutela del Fratino da anni è schierato in prima linea il Wwf che scrive oggi ai Comuni costieri per chiedere di adottare misure concrete per salvaguardare la specie.

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Il ministero dell’ambiente interviene sulla questione delle vongolare

Pineto (Te). Modifiche al Regolamento della pesca riferibili all’Area marina protetta di Torre del Cerrano non se ne possono fare, avvisa il ministero dell’Ambiente, eppure domani torna in discussione alla Conferenza regionale sulla pesca la draga vibrante prospettata dall’Istituto Caporale di Teramo su richiesta del Cogevo, il Consorzio di gestione delle vongolare vorrebbe introdurre questo sistema di pesca nell’Area marina protetta Torre di Cerrano. Come già evidenziato in passato, il Wwf riferisce che si tratta di un attrezzo impattante sull’ambiente marino e perciò incompatibile con il grado di tutela che deve essere garantito in un’area marina protetta. Continue reading “Il ministero dell’ambiente interviene sulla questione delle vongolare”

Fuori le turbosoffianti: l’area marina protetta Torre Cerrano è legittima

Turbosoffianti
Turbosoffiante, foto Spata.it

Pineto (Te). L’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio conferma che l’Area marina protetta di Torre di Cerrano (Amp) è stata legittimamente costituita e che la pesca attraverso il dragaggio delle turbosoffianti, imbarcazioni che compromettono i fondali, non è consentito nei 7 chilometri del parco marino che così limitato non compromette di certo l’attività di pesca praticata nelle vicinanze e per oltre 50 miglia (82 km di costa). Continue reading “Fuori le turbosoffianti: l’area marina protetta Torre Cerrano è legittima”