Tag: terrorismo

Battisti chiede riduzione di pena. Vittime del Dovere: “Nessuno sconto per chi si macchia di simili crimini”

Il terrorista Cesare Battisti avrebbe fatto richiesta tramite i suoi legali di uno sconto di pena nel rispetto del patto stretto tra Italia e Brasile per la sua estradizione, che prevedeva una detenzione non superiore ai 30 anni. A questi andrebbero poi sottratti i periodi di reclusione che Battisti avrebbe già trascorso in galera. Al terrorista resterebbero quindi da scontare ancora 20 anni, 7 mesi e 24 giorni.

“Discutibili le questioni poste dagli avvocati di Cesare Battisti – così risponde l’associazione Vittime del dovere a Battisti che chiede una riduzione di pena. Vittime del dovere da anni si batte per onorare la memoria di chi ha perso la vita indossando una divisa in nome dello Stato: “Abbiamo sempre dichiarato di non ritenere possibili sconti di pena nei confronti di un soggetto che, con la sua latitanza, si è garantito l’impunità per molti anni”.

“Le vittime richiedono che venga garantita l’effettività della pena che non va confusa con la vendetta, ma con la legittima aspettativa di giustizia- ha dichiarato il presidente, Emanuela Piantadosi – Ci preme ricordare che da molto tempo l’Associazione Vittime del Dovere si impegna affichè venga negata la possibilità a chi si è macchiato di tali crimini di avere spazio in manifestazioni pubbliche. Troppi i casi di terroristi che trovano un palcoscenico dal quale far sentire le loro scellerate ragioni o, peggio ancora, traggono profitti dalla vendita di libri che speculano sul dolore dei familiari di vittime innocenti. Ancora una volta volgiamo il nostro appello alle Istituzioni e al governo affichè mettano la parola fine a queste incresciose mancanze di rispetto”.

Il VI libro della Balzerani presentato in un locale del Comune di Milano. Indignati

L’ex primula rossa delle Brigate rosse è al suo sesto libro presentato oggi in un locale pubblico messo a disposizione dal Comune di Milano. In occasione del 40ennale della strage di via Fani, lo scorso anno, l’ex brigatista ha fatto parlare ancora di sé per le sue esternazioni sulla figura della vittima che sarebbe “..diventata un mestiere non dico che non abbiano diritto a dire la loro, figuriamoci. Ma non ce l’hai solo te il diritto, non è che la storia la puoi fare solo te” parole di Barbara Balzerani.

Copertina bianca

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L’Aquila. Memoria e Impegno per Sconfiggere le mafie e il terrorismo

L’Aquila. Stamane nel capoluogo di regione, a scandire i nomi di chi oggi non c’è più, nella Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia e terrorismo, anche Mauro Nardella, segretario confederale Uil e delegato dalla segreteria regionale  che oggi ha rappresentato la Uil Abruzzo.

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“Cara Fabrizia” Simboli di virtù e valori i nostri giovani scomparsi lontano dalla Terra Madre. Il ricordo di Lando Sciuba

Sulmona (Aq).  È trascorso quasi un anno dall’attentato di Berlino, un anno dalla morte di Fabrizia Di Lorenzo e in una lettera, rivolta alla 31enne di Sulmona, l’avvocato Lando Sciuba non dimentica i giovani figli di questa valle, come Franco Lattanzio di Pacentro, che hanno perso la vita lontano dalla terra natia. 

“Cara Fabrizia.. Ti scrivo.. Il giorno di Santo Stefano dell’anno scorso sono venuto anch’io a San Panfilo ad aspettare la Tua bara: io non Ti conoscevo, ma per la mia età avrei potuto essere Tuo padre e, forse per questo, ho provato nel cuore un desiderio profondo, quasi un bisogno morale, di venire a salutarTi. E così, mentre aspettavo tra la folla silenziosa e compresa e pensavo che “sorella Morte” per noi Cristiani inaugura la vera vita nel momento stesso in cui squarcia il cuore dei rimasti, ho sentito dentro di me a poco a poco emergere dai fondali della memoria, come nello sgranarsi di un rosario doloroso, i ricordi di tanti altri giovani e di tante altre ragazze che la morte, invidiosa e insaziabile, ha strappato alla vita in luoghi lontani dalle proprie case e le cui spoglie, la pietà dei congiunti ha poi voluto riportare ad ogni costo nei Cimiteri di questa nostra Valle affinché essi potessero dormire il sonno dei giusti al cospetto protettore e benedicente del Morrone e della Maiella Madre. Pasquale Balassone era emigrato giovanissimo negli USA ed aveva avuto la fortuna di acquisire subito quella cittadinanza. Con la divisa di quell’Esercito era caduto in Francia, mi pare a Verdun. Poi lo riportarono a Sulmona, dove la gente in gramaglie riconobbe ed onorò in lui il simbolo dei tanti giovani costretti ad emigrare alla ricerca di un lavoro, ma che non hanno mai dimenticato la terra natìa.  Vincenzina Canto era considerata la ragazza più bella della Valle. Doveva andare a Roma a sostenere un esame all’Università. Perse il treno delle 3 di notte e riuscì a partire con il treno delle 5. Arrivò a Roma proprio mentre iniziava l’attacco aereo alleato del 19.7.1943 alla Stazione di San Lorenzo. Due bravi samaritani di Sulmona riuscirono a identificare le sue spoglie martoriate e la seppellirono mettendo nella bara (se così poteva chiamarsi) una bottiglia in cui avevano inserito un pezzo di carta con le sue generalità. E con il sacrificio di Vincenzina iniziava il lungo martirio di Sulmona e delle Valli contermini nella bufera del secondo conflitto mondiale. La riportarono qui dopo la guerra, nello stesso periodo in cui riportarono anche Oscar Fuà, Amleto Contucci, Renzo Sciore (come Mario Silvestri a Pacentro), che erano tutti caduti combattendo eroicamente nelle file della Brigata Maiella. Nel 1959 Gennaro Santacroce, di 36 anni, Agente di custodia, fu ucciso senza pietà durante una sommossa in un carcere minorile, dopo che nel 1953 Armando Ranucci, Alpino di leva, si era gettato nei flutti del fiume in piena per salvare il suo Tenente ed era morto con lui. Poi, sul finire degli anni ’80, si consumò la tragedia di Daniela De Gregoriis: anche lei, cara Fabrizia, era una giovane bella, brava, onesta e studiosa come Te. Stava uscendo dall’Università dove aveva appena superato a pieni voti l’esame di laurea quando un’automobile impazzita distrusse i suoi splendidi sogni. Poi, appena alcuni anni or sono, hanno riportato a Pacentro anche Franco Lattanzio, giovane Maresciallo dei Carabinieri che la violenza cieca e folle del terrorismo aveva massacrato mentre era in missione di pace a Nassiriya. Di tanti altri, caduti sui campi di battaglia o nei luoghi di prigionia o lungo le rotte dolorose della emigrazione e che non hanno mai fatto ritorno alla loro terra (“…a noi prescrisse il Fato illacrimata sepoltura…”), non dico, ma di tutti loro è vivo e religiosamente custodito ed onorato il ricordo nella memoria della nostra gente. E così ho pensato che la morte, che appena un anno fa Ti ha ghermito, per come e nel contesto in cui si Ti ha falciato, Ti ha inscritto a pieno titolo nel florilegio della più bella gioventù di questa nostra terra. Ora che di Te rimane solo il ricordo bellissimo e disperato, reso ancor più intenso dalla dignità con cui Mamma e Papà e Tuo fratello hanno vissuto questa tragedia, io voglio salutarTi con le parole con cui Geno Pampaloni salutò i giovani paracadutisti della “Folgore” che erano morti nel disastro della Meloria e che erano diventati -loro malgrado- uno squallido caso di polemica politica: “…Possano rimanere nella nostra memoria come i protagonisti del “rischio” connaturato con lo splendore dei loro giovani anni, quale la poesia, la leggenda, il mito ci hanno tramandato con parole non periture sin dall’inizio dei secoli. Guai alla società che non sentisse più nel profondo dell’animo la disperata grandezza del buio avvampare del destino, l’insidia gelida e luminosa che, nella coscienza popolare lega, da sempre, la giovinezza e la morte”. Addio, dunque, dolce sventurata fanciulla. Come nell’archetipo di una metamorfosi ovidiana il Tuo sacrificio ha fatto anche di Te, oltre che un ulteriore onore di questa nostra terra, il simbolo bellissimo delle virtù morali e dei valori civili dei giovani di tutto il mondo che credono nella libertà, nella democrazia, nella pace, contro cui la violenza e la barbarie del terrorismo “non prevalebunt”. Addio Fabrizia e, come scrisse il Poeta “…un volo di angeli vegli sul Tuo sonno…”.

Uno bianca: permesso premio al giovane della banda. Le vittime scrivono a Mattarella

Banda Uno bianca agguato ai Carabinieri “Anche se provi a gettarteli alle spalle, a scrollarteli di dosso, incubi e paure tornano a straziarti la vita se in questo Paese capovolto la garanzia è solo per il carnefice a cui si concede un permesso premio per buona condotta perché pentito. Eppure di questo pentimento noi non abbiamo traccia” parla Vito Tocci, medaglia d’oro, carabiniere di Campo di Giove (Aq) ferito a Rimini 26 anni fa in un agguato della banda Uno bianca. Il permesso premio concesso al più giovane dei banditi della Uno bianca lascia interdetti e rassegnati: è l’Italia. Un permesso concesso nonostante la condanna definitiva all’ergastolo per i reati commessi, di una crudeltà inaudita, nonostante i 24 morti e i 101 feriti (alcuni con disabilità permanenti ancora in attesa di essere chiamati dalle Commissioni mediche per il riconoscimento dell’invalidità). Amarezza anche da Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione delle vittime della Uno bianca: “Non è giusto. I nostri morti non ottengono i permessi premio”. Una lettera al presidente Sergio Mattarella e una iniziativa legislativa per scongiurare un trattamento premiale ai detenuti che si sono macchiati di delitti efferati, è la proposta dell’associazione delle Vittime che non si rassegnano nemmeno dinanzi alla notizia di una Procura della Repubblica che ha provato ad opporsi, invano, al permesso premio di 12 ore concesso, dicembre scorso dal giudice di sorveglianza, ad Alberto Savi il più giovane della Banda della Uno bianca, soprannominato il buono.

Aggiornamento liberato Occhipinti 2018

Immagine di copertina La diga civile

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Germania. Un altro tunisino arrestato per l’attentato di Berlino rivendicato dall’Isis

A 9 giorni dall’attentato, di Berlino al mercatino di Natale, la Polizia ha arrestato un tunisino 40enne che potrebbe aver aiutato il presunto autore della strage, Anis Amri ucciso a Sesto San Giovanni, ritenuto responsabile della strage al mercatino di Natale dove morì l’abruzzese Fabrizia Di Lorenzo.

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Funerali. L’addio a Fabrizia Di Lorenzo: una preghiera umile e sincera  

Sulmona (Aq). Tantissima gente per l‘ultimo saluto a Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne sulmonese morta a Berlino, nell’attentato terroristico di matrice islamica del 19 dicembre ai mercatini di Natale. A Sulmona, per i funerali privati, la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata applaudita e molto apprezzata dalla popolazione. 

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Giornata del Ricordo dei caduti delle missioni internazionali: omaggio a Franco Lattanzio

Pacentro (Aq). Per la giornata del ricordo dei Caduti delle missioni internazionali di pace, è stato deposto un cuscino di fiori sulla tomba del maresciallo Franco Lattanzio caduto, a soli 38 anni, il 27 aprile 2006, in un attentato a Nāṣiriya che costò la vita anche ad un ufficiale dell’Esercito italiano, un militare rumeno e 2 Marescialli dell’Arma dei Carabinieri impiegati in Iraq in missione.

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Banca nazionale del Dna. Primo iscritto per la provincia dell’Aquila detenuto a Sulmona

Sulmona (Aq). Ieri, è stato eseguito un ordine di esecuzione di pena detentiva ai domiciliari emesso dalla Procura della Repubblica del tribunale di Fermo per una sentenza di condanna  definitiva nei confronti di un 50enne, domiciliato a Sulmona, un terrorista che deve scontare una pena residua di 6 mesi di reclusione nel carcere ad alta sicurezza. Così, anche in provincia dell’Aquila è stato eseguito il primo prelievo di Dna per la Banca dati nazionale. Il primo Dna inserito è di un detenuto straniero ristretto a Regina Coeli, sabato 11 giugno. Da quel giorno il data base ha cominciato a riempirsi in cui sono stati eseguiti ben 138 prelievi. La raccolta tiene conto della dignità, del decoro e della riservatezza di chi viene sottoposto al prelievo e quindi schedato anche sotto questo importante aspetto.

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Ex brigatista accoltella coinquilino. Liberato anni fa disse agli agenti: ‘Riprendetemi la mia vita finisce in carcere’

Sulmona (Aq). Quasi a voler forzare il destino, Gianluigi Marasco, ex brigatista, è tornato in carcere. Di nuovo in quel grigiore che aveva persino rimpianto quando, cinque anni fa, ne era uscito dopo trent’anni di reclusione. Davanti, una vita da ricostruire a settant’anni suonati. Ma ieri, in una abitazione di via Avezzano, ha accoltellato il coinquilino 45 enne, Maurizio Ventresca, soprannominato Veleno, in prognosi riservata e tuttora ricoverato all’ospedale di Sulmona. La storia dell’anziano rasenta il paradosso.

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Hacker sedicenti jihadisti oscurano pagina on line di un quotidiano sulmonese

Attacco Hacker Report-age.com 2015Valle Peligna. Minaccia o scherzo? E’ stata oscurata una vecchia pagina Web su Internet di un quotidiano locale, potrebbe trattarsi di un sedicente gruppo terroristico cibernetico che imperversa in rete o forse è solo un buontempone che resuscitando una vecchia chat di conversazione, su Facebook, si è voluto divertire. La pagina oscurata era indicata in un link di una conversazione di gruppo. Erano invitate circa 36 persone al confronto. Tempo fa lo scambio di idee tra utenti si chiudeva definitivamente con il link, incollato, che rimandava ad un articolo del 12 luglio scorso pubblicato su un quotidiano on line sulmonese, Il Vaschione, però l’indirizzo di rete incriminato è un punto-it (.it) e rimanda ad una pagina attualmente non disponibile. Continue reading “Hacker sedicenti jihadisti oscurano pagina on line di un quotidiano sulmonese”

Abruzzo. Forza Nuova esibisce striscioni contro Islam e Usa

Pescara. La notte tra il 9 e il 10 gennaio avevano esposto degli striscioni di protesta in alcune città dell’Umbria. La scorsa notte è toccato all’Abruzzo, in particolare a Teramo e, in provincia, a Nereto, poi a Pescara e infine a Sulmona (Aq). Per Pescara e Teramo i militanti di Forza nuova indicano poi anche le zone in cui gli striscioni sono stati affissi, rispettivamente nell’area di risulta della stazione del capoluogo adriatico e in via Fonte Regina. Continue reading “Abruzzo. Forza Nuova esibisce striscioni contro Islam e Usa”