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Morrone, ma quale rimboschimento! La 353/2000 lo vieta per 5 anni dall’incendio

Punto del primo focolaio sopralluogo con camionetta Vdf ore 18.34 25 agosto 2017 Foto Maria Trozzi Report-age.com 2017
Punto primi focolai, sopralluogo camionetta Vdf ore 18.34 del 25.8.17 Foto Trozzi

Invece di suggerire e sollecitare il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, a dichiarare lo Stato di calamità per il suo territorio e a preparare un primo elenco delle particelle di terreno arrostite, da inserire poi nella lista indicata dalla Legge 353/2o00 per rendere operativi i vincoli volti ad evitare operazioni speculative sull’area bruciata e contro chi progetta incendi, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso fa una previsione singolarissima per monte Morrone che da 6 giorni infiamma e prima o poi gli alberi finiranno. Le dichiarazioni del governatore, rilasciate ieri, seguono le dichiarazioni del presidente del Parco Maiella, Franco Iezzi che parla di droni antincendio. Anche sulla pagina di un social media Un albero per il Morrone campeggiano ‘droni pianta alberi’ e ancora le dichiarazioni dell’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, sul rimboschimento del monte fatto arrosto.

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Incendio Morrone: primi focolai. Esclusiva

Agosto 2017. Nuovi particolari confermano la matrice dolosa dell’incendio partito dalla frazione Marane di Sulmona, domenica pomeriggio, che ancora brucia una vasta area del monte Morrone nel Parco nazionale della Maiella. 

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A difesa del Suolo norme specifiche chieste all’Ue. Lanciata la petizione europea anche in Abruzzo

Pescara. In Europa spariscono sotto il cemento 1000 km² di suolo fertile, un’area pari a quella della capitale, Roma. In Abruzzo sono 52 mila 125 ettari di suolo consumato nel 2015, la cementificazione in regione ha rubato 4,8% del territorio abruzzese contro una media nazionale del 7,8% e un incremento dello 0,8% rispetto al 2012. Questi i dati allarmanti elaborati dalla Coldiretti sulla base del rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

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Boschi e pascoli dannati dal cemento a Barisciano. Esposto in procura sull’operazione immobiliare

Barisciano (Aq). Indietro nel tempo in provincia dell’Aquila a quando i terreni pubblici si svendevano per colate di cemento e cattedrali nel deserto. Modello anni ’60 per Barisciano, dove si ripropone una operazione immobiliare vecchio stile. Un vasto terreno comunale verrebbe ceduto ad una società privata ad un prezzo 5 volte inferiore a quello medio di mercato. La popolazione è tenuta a parte e nel mirino dei cementificatori finiscono 63 mila 570 m² di terreni civici, boschi e pascoli per la maggior parte.

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SOS Bosco di Sant’Antonio: disintegrati i divieti di pascolo e capitozzature

Pescocostanzo (Aq). Torneranno a pascolare al Bosco di Sant’Antonio. Le mandrie sono pronte e i pastori presto potranno sfruttare le risorse della faggeta. Depredandola come in passato tanto da costringere gli amministratori di un tempo a congelare gli usi civici? Si preparano, si riattivano gli usi civici e non è una buona notizia letta alla luce di un progetto, se l’obiettivo e svilire l’area protetta del Parco Maiella tanto perché sia da contorno alle piste di sci da fondo, già tracciate e future, alle aree campeggio e da pic-nic future e ai maneggi per cavalli sulla piana, presenti. Ora  il pasto è pronto, la tavola è imbandita e il pascolo è ufficiale non solo per capre e pecore, poco danno, ma anche per i bovini con emissioni gas effetto serra.

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Shoah degli ulivi: la Xylella macchinazione delle lobb

Aggiornamento 7.7.2015  Ad Oria, località della provincia di Brindisi di circa 15 mila abitanti, gli affiliati stanno tagliando 47 alberi di ulivo.  A vigilare sulle motoseghe in azione prima un centinaio tra poliziotti e carabinieri, poi 300 alcuni in tenuta antisommossa, agenti della Forestale e della Finanza tra le campagne di contrada Frascata dove, dalle ore 4, si tagliano le piante della pace che sarebbero colpite e contagiate dalla Xilella, un batterio innocuo promosso a batterio killer in nome del dio dei pesticidi e delle seghe mentaliSi presidiano persino le strade di collegamento all’area di campagna per impedire che ambientalisti e giornalisti si avvicinino al luogo del delitto, come accadde lo scorso 15 aprile quando gli attivisti fermarono la prima fase della bonifica, tristemente nota come eradicazione degli ulivi, allira ne furino tagluati . Oggi in media sono 4 operatori delle forze dell’ordine a guardia di ogni albero da terminare, manco fosse la sacra corona unita! Al ricorso dei 25 Comuni del Leccese, si aggiungerà quello delle amministrazioni del Brindisino, tra Francavilla Fontana e Oria, s ‘impugnarà il provvedimento di eradicazione al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, suggerito dalla nuova misura europea che prevede l’abbattimento di tutte le piante, anche sane, nel raggio di 100 metri dalle infette, vuoto cosmico per ogni albero ‘singolarmente’ infetto. (Fonte)

Gli ulivi salentini stanno bene lo dicono fonti autorevoli: “Si dà il caso che le indicazioni molecolari acquisite a Bari forniscano buoni motivi per ritenere che il ceppo salentino di Xylella fastidiosa appartenga ad una sottospecie (o genotipo) che non infetta né la vite né gli agrumi, e che esperienze statunitensi (California) indicano come dotato di scarsa patogenicità per l’olivo” così è scritto in un articolo pubblicato il 30 ottobre 2013 sul sito della Accademia dei Georgofili.

Foto di copertinaBiagio Magliani Cultura salentina

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Vasto territorio di Mafia in Abruzzo

Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario all’Aquila, la città di Vasto (Ch) viene indicata come territorio a rischio dal presidente della Corte d’appello Stefano Schirò. In un convegno, tenuto proprio a Vasto lo stesso giorno e nelle stesse ore, Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, si confronta con centinaia di studenti vastesi, residenti dunque in una località a forte rischio di infiltrazioni e con presenze criminali di alto livello. Continua a leggere “Vasto territorio di Mafia in Abruzzo”