Tra poche ore si decide sul ricorso Federcaccia per allungare il periodo di caccia

La protezione è la regola, la caccia l’eccezione, scrive il Wwf e con l’atto d’intervento ad opponendum degli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone la battaglia, a mani nude, delle associazioni ambientaliste va avanti dinanzi al Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila che tra poche ore procederà a decidere sulla domanda cautelare presentata da Federazione italiana della caccia e Federcaccia Abruzzo contro il calendario venatorio 2018/2019 e ne chiedono, in sostanza, una estensione in termini temporali e nel numero delle specie cacciabili. Un ricorso dal quale, per inciso, altre associazioni venatorie si sono dissociate.  Read more

Una specie estinta ogni anno: la macabra corsa al ‘gran finale’

Otto specie in 8 anni, dal 2010 ad oggi sono estinte soprattutto a causa della deforestazione in Sud America per non parlare poi di quelle che non si è fatto in tempo nemmeno a classificare. A prendere a cuore la grave situazione è la ricercatrice italo-americana Mariarita D’Orsogna che analizza, caso per caso, le vicende degli animali dispersi dell’Amazzonia nel suo blog No all’Italia petrolizzata, mettendo in luce i dati del report di Bird life international, prima conta ufficiale sulla fine delle specie. É una catastrofe di dimensioni planetarie trascurata dai media.

Copertina Nasa

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Sorpresa: il Gambero di fiume e la Lontra colonizzano nuovi siti del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise

La presenza del Gambero di fiume e della Lontra lungo il corso del fiume Sangro, viene salutata con grande entusiasmo perché le 2 specie sono protette e la direttiva Habitat (Ue) le classifica come prioritarie. La conferma arriva anche da un recente monitoraggio autorizzato dal Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). Read more

Con mamma orsa si lavora sempre per la convivenza, ora più che mai

Dopo la segnalazione della presenza dell’orsa Peppina accompagnata dai suoi 3 cuccioli a Vallelarga di Pettorano sul Gizio ( Aq) il lavoro dei volontari delle associazioni Salviamo l’Orso, Dalla Parte dell’Orso e Wwf si concentra sul controllo e la manutenzione dei circa 100 recinti elettrificati consegnati ed installati nel territorio dal 2014 ad oggi.

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Fratino, schiudono le uova del nido della Ruota Panoramica di Pescara

Pescara. Tre su 4 uova schiuse, nel capoluogo adriatico si ricomincia a sperare per il Fratino scomparso dall’area a lui dedicata e da poco riapparso a qualche decina di metri di distanza. La situazione generale è preoccupante perché, come il Wwf ha denunciato, il Fratino Charadrius alexandrinus rischia di scomparire dalle spiagge abruzzesi per l’eccessiva antropizzazione della costa.< Read more

Lupi ibridi: scenari inquietanti per il futuro e la tutela della ‘specie protetta’

Il timore è che diventi una giustificazione per abbatterli e così per aprire la caccia al lupo con la scusa dell’ibrido e senza distinzioni sparare sul mucchio. Anche perché è difficile distinguere certi lupi ibridi , ma sicuramente qualche cacciatore con smanie da bracconiere si convincerà di poterli discriminare, per interesse. Vero è che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina e le avvisaglie sugli ultimi tentativi di ridimensionare i pochi branchi di lupo appenninico non rassicurano, così il Piano di conservazione dell’animale. La prospettiva di riaprire la caccia ai predatori non è poi tanto remota anche se da subito Lazio e Puglia e poi Abruzzo, Friuli, Veneto, Piemonte, Liguria e Campania si sono dette contrarie. Il fatto che vengano ospitati in una riserva naturale non rassicura del tutto sullo status di specie protetta Read more

Istrice morto investito da 4 giorni sulla variante di Anversa degli Abruzzi

Anversa degli Abruzzi (Aq). L’istrice resta sul ciglio della strada regionale 479 da ormai 4 giorni a riprova dell’incuria e come monito per quanti desiderano premere l’acceleratore sulle strade montane, devastate e abbandonate.

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Orso deceduto durante un’operazione di cattura forse allergico all’anestetico

Orso bruno marsicano, foto Andrea Benvenuti
Immagine di Andrea Benvenuti

Lecce nei Marsi (Aq) (Foto di copertina Andrea Benvenuti). Forse una intolleranza all’anestetico ha portato alla morte un giovane orso bruno marsicano di circa 6 anni nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, animale che non sembra essere segnalato tra quelli censiti chiarisce il presidente del Pnalm, Antonio Carrara. “Il Protocollo per le operazioni di cattura dei plantigradi è sempre lo stesso” è testato dagli anni ’90, assicura Carrara, raggiunto telefonicamente per chiarire la triste vicenda. In breve la procedura per la cattura ha sempre funzionato. L’operazione è sempre la stessa e non è cambiato neanche il medicinale iniettato al plantigrado per farlo addormentare, il quantitativo dell’anestetico viene calcolato in base anche alle dimensioni e al peso dell’animale “Che non era affatto piccolo” sottolinea il presidente per l’orso di questa notte. Sembra tutto nella norma ed è proprio per questo che si ipotizza una allergia o intolleranza del plantigrado all’anestetico come causa del decesso o anche una patologia o forse precedente genetico dato che i plantigrado non è sembra essere genticamente tipizzato, non identificato a quanto pare. Attorno alle ore 3 l’orso è entrato nel tubo che lo ha intrappolato. Così è scattato l’allarme e il personale del Pnalm ha raggiunto l’animale che non sarebbe registrato tra quelli dell’anagrafe degli orsi, curata dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Non ha radiocollare e per comprendere a quale gruppo familiare appartiene si procederà alle analisi genetiche, da eseguire in questi giorni, così si riuscirà a capire se è tra quelli confidenti che hanno preso di mira pollai e arnie nelle località di Villavallelonga e Lecce nei Marsi, in queste settimane nell’aquilano. Dopo aver iniettato l’anestetico il personale ha notato qualche problema nell’animale che purtroppo, una volta a terra, sembra abbia cominciato ad avere problemi di respirazione e non si è più risvegliato. Per il momento non c’è alcuna indagine dei Carabinieri forestali né è stato aperto un fascicolo in Procura. La carcassa del plantigrado raggiungerà domattina l’istituto zooprofilattico di Grosseto per la necroscopia necessaria ad accertare la causa della morte. L’orso bruno marsicano è una specie in via d’estinzione, ne sono rimasti una Cinquantina di esemplari e di questo passo se non si corre ai ripari la specie scomparirà, probabilmente, nell’arco di un Ventennio.

mariatrozzi77@gmail.com


Comunicato stampa Pnalm

É deceduto un orso marsicano durante le operazioni di cattura

Questa notte durante un’operazione di cattura da parte dell’Ente Parco si è verificato il decesso di un orso bruno marsicano. La cattura rientra nell’ambito delle attività programmate e regolarmente autorizzate dal Ministero dell’Ambiente previo parere dell’ISPRA per il controllo degli orsi confidenti/problematici.
Nello specifico è stato predisposto un sito di cattura nel Comune di Lecce nei Marsi allestito con Tube trap messa a disposizione dai Carabinieri Forestali. Il sito è stato allestito dal mese di febbraio e controllato quotidianamente tramite videosorveglianza e controllo visivo diretto dal personale del Parco. Questa notte alle 23.30 circa la squadra di cattura, sempre reperibile, è stata allertata dal segnale telefonico di allarme collegato alla tube trap e si è recata immediatamente sul sito verificando la presenza di un orso in trappola. Seguendo il “Protocollo di cattura meccanica e anestesiologica di orsi bruni marsicani in natura e in cattività” ampiamente collaudato con un’intensa attività di cattura a partire dagli anni ’90, la squadra ha effettuato tutte le procedure necessarie ad anestetizzare l’animale e a metterlo in sicurezza. Già nella prima fase dell’operazione l’animale ha manifestato problemi respiratori che, nonostante le tempestive manovre di rianimazione attuabili in campo, hanno portato al decesso dell’animale nel giro di poco tempo. Si tratta di un giovane maschio che in precedenza non era mai stato marcato né radiocollarato.La carcassa è stata trasportata presso il Centro dell’Ente a Pescasseroli in attesa di essere trasferita all’IZS per l’accertamento delle cause di morte. Durante la mattinata il Parco ha provveduto ad informare il Reparto Carabinieri del Parco, il Ministero dell’Ambiente e ISPRA. Il Presidente del Parco Antonio Carrara dichiara: “É la prima volta che ci troviamo di fronte ad una emergenza anestesiologica in occasione di una cattura. Per quanto il Protocollo utilizzato riduca al minimo i rischi per l’orso, questi ultimi non si possono in ogni caso escludere totalmente. Confermo la piena fiducia nello staff del parco e mi auguro che l’analisi necroscopica possa fare piena luce sulle cause di morte.” Come sempre l’Ente Parco provvederà ad informare sugli sviluppi della vicenda. Comunicato stampa n. 07/2018 Pescasseroli, 19 aprile 2018


Wwf Italia: Perdita gravissima che complica ancora di più la conservazione “Fondamentale rivedere i protocolli e convocare stati generali”

Apprendiamo con sconcerto la notizia della morte di un esemplare maschio di Orso bruno marsicano (sottospecie appenninica di orso bruno) durante un’operazione di cattura eseguita dal personale addetto dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Attendiamo i risultati delle analisi che saranno condotte sull’animale, nella speranza che possano chiarire meglio le dinamiche di quanto accaduto, ma di certo che ci si trova davanti ad una perdita gravissima, considerato che si tratta di una sottospecie in via d’estinzione che conta ormai solo 50 individui o poco più. Visti i recenti casi simili (ad esempio l’orsa Daniza in Trentino), per il Wwf è fondamentale rivedere i protocolli operativi sulla cattura di orsi, affinché garantiscano standard di sicurezza maggiormente cautelativi per la salute degli animali. Nel frattempo il Wwf chiede al Parco di sospendere o ridurre solo ai casi inevitabili la cattura e la sedazione degli orsi. Prima di sottoporre gli animali ad un rischioso stress e ai pericoli collegati alla cattura, occorrerebbe, infatti, mettere in atto strategie rivolte alle comunità locali affinché modifichino quelle attività e quei comportamenti (come lasciare fonti di cibo accessibili agli orsi o avere cani non al guinzaglio in aree dove è segnalata la presenza dell’orso) in gran parte responsabili dei comportamenti confidenti da parte di questi animali. Il Wwf, dopo i fatti di Villavallelonga (Aq) e di Predera (Tn), aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente di convocare un summit per l’Orso bruno, finalizzato ad analizzare i casi accaduti e verificare la possibilità di rivedere le modalità di gestione delle interazioni tra uomo e plantigrado, affrontando in quest’occasione anche la revisione dei protocolli da adottare in situazioni di orsi confidenti (per orsi confidenti e/o problematici si intendono quegli animali che provocano danni o sono protagonisti di interazioni tra uomo e orso con una frequenza tale da creare problemi economici e sociali al punto da richiedere un immediato intervento gestionale risolutivo). Dopo quest’ulteriore drammatico evento il Wwftorna a sollecitare le istituzioni affinché siano messi in piedi tutti i meccanismi necessari ad azzerare la perdita di individui di Orso bruno marsicano, una sottospecie unica al mondo, il cui futuro è minacciato.

Il punto di vista di Nicola Cimini direttore del Parco nazionale Maiella dal 1997 al 2013: “La morte del giovane esemplare di orso Marsicano, a seguito di narcotizzazione per munirlo di radiocollare per finalità di ricerca, non può essere definita un tragico incidente. Proprio per il fatto che l’operazione di narcosi non è esente da rischi e che le ricerche sulla specie hanno generato altri morti per cause dirette ed indirette, sono sempre più convinto che se vogliamo veramente salvare l’orso marsicano bisogna lasciarlo in pace. Niente catture, ma semine e piantumazioni mirate all’interno della zona a più alta protezione e chiusura di molte strade forestali”.

Articolo del 2004 (di seguito) in cui sono state sintetizzate dal Parco Maiella come cause fondamentali di crisi della specie e le poche azioni per ripristinare almeno parzialmente l’habitat secolare compromesso.

Archivio

Necrologio dell’Orso Bruno Marsicano

3 milioni di spari nel mare di S.Maria di Leuca. D’Orsogna lancia l’allarme

L’esplorazione sismica […] può comunque determinare un impatto negativo sulla comunità ittica e le altre specie alieutiche, è scritto nella Valutazione d’impatto ambientale per la Edison 3D e la Petroceltic, sul progetto di ricerca, per mezzo di airgun, che interesserà 300 km² di mare a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Dunque è chiaro che l’air gun può nuocere alla fauna ittica e nel suo blog la ricercatrice Maria Rita D’Orsogna, fisico e docente universitario della California State university at Northridge, affronta la questione, calcoli alla mano, del progetto che tradotto significa: 3 milioni di spari nel mare, 24 ore su 24 (H24), con 33 airgun e altri di riserva. Un trambusto di queste dimensioni lascerà sicuramente un segno indelebile fuori e dentro i fondali marini.

Aggiornamento

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Processo per l’Orso ammazzato, giovedì i testimoni della difesa

Sulmona (Aq).

Nuova udienza giovedì del procedimento penale in corso davanti al tribunale di Sulmona a carico del 64enne di Pettorano sul Gizio accusato di aver sparato a settembre 2014 a un orso bruno marsicano causandone la morte. Il Wwf è parte civile in questo processo.

Finora ci sono state 2 udienze istruttorie il 14 novembre scorso sono stati ascoltati 3 testimoni citati dall’accusa: due carabinieri forestali e la figlia dell’imputato. Il 12 dicembre poi sono stati sentiti Rosario Fico, responsabile del Centro di medicina veterinaria forense di Grosseto, che ha riferito gli editi dell’autopsia effettuata sul corpo dell’orso e il perito balistico, Paride Minervini, consulente per il Wwf e la Lav che ha portato ulteriori elementi all’attenzione del giudice. Nell’udienza del 25 gennaio saranno ascoltati i testimoni della difesa. Si dovrebbe passare quindi alla discussione, nella quale l’avvocato dell’associazione del panda, Michele Pezone, illustrerà in dettaglio la posizione del Wwf chiarendone il punto di vista su questa vicenda. Nella stessa giornata potrebbe essere pronunciata pure la sentenza. Non è tuttavia da escludere che ci sia bisogno, per completare il processo, di una ulteriore udienza.”Come abbiamo già avuto modo di dichiarare in altre occasioni siamo certamente soddisfatti della gestione rapida della vicenda giudiziaria, visto che si arriverà alla sentenza a pochi mesi dalla data di apertura del processo, e restiamo saldi nel convincimento che verrà fatta giustizia”

commenta Pezone

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L’orso marsicano (Ursus arctos marsicanus Altobello, 1921) è una sottospecie unica al mondo e preziosissima per la biodiversità, che sopravvive con appena una cinquantina di individui concentrati prevalentemente in Abruzzo (in piccola parte in Lazio, Molise e Marche). Un numero molto basso che porta la sottospecie sull’orlo dell’estinzione e rende necessarie e indispensabili eccezionali misure di protezione. In casi estremi, come quello in esame, anche a livello giudiziario.

mariatrozzi77@gmail.com