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La DiScarica barile dei Veleni Montedison a Bussi

Val Pescara. Colpa del ministero dell’Ambiente, colpa del dirigente o forse è colpa del sindaco. Così si consuma la vicenda della non bonifica di un territorio enorme della val Pescara. Proprio ieri il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore La Gatta, ha puntato il dito sul ministero dell’ambiente e poi l’indice della dirigente del ministero è finito su chi l’ha preceduta per i ritardi nelle bonifiche delle discariche Montedison a Bussi (Pe).

Foto di Copertina Maria Trozzi tutti i diritti riservati

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Complicazioni per la Bonifica della discarica ex Montedison: la Regione scrive a Costa

Un incontro al ministro per l’ambiente, Sergio Costa, per discutere delle problematiche riguardanti del sito di interesse nazionale (Sin) per la bonifica di Bussi sul Tirino, questo è quanto chiesto oggi dai vertici della Regione Abruzzo.  Continua a leggere “Complicazioni per la Bonifica della discarica ex Montedison: la Regione scrive a Costa”

Idrocarburi nell’Arolle: fenomeno naturale. Ipotesi d’inquinamento scartata già nel ’90

Tocca da Casauria (Pe). Il presunto inquinamento da idrocarburi (petrolio) del torrente Arolle, che sfocia sul fiume Pescara interessa un fenomeno naturale, già monitorato oltre 30anni fa e per il quale è stata scartata qualsiasi ipotesi d’inquinamento negli anni ’90. Continua a leggere “Idrocarburi nell’Arolle: fenomeno naturale. Ipotesi d’inquinamento scartata già nel ’90”

Sin Bussi. M5S: le aree inquinate non devono passare in proprietà del Comune

Bussi sul Tirino (Pe). Un anno fa si trattava di una nuda proprietà d’attribuire al Comune per i terreni inquinati. All’Accordo di programma voluto dal ministero dell’ambiente si tentava di sovrapporne un altro in cui ad acquisire la proprietà sarebbe stata l’amministrazione comunale di Bussi sul Tirino che così sarebbe diventata responsabile per la bonifica. Oggi quel passaggio di proprietà si ripropone, purtroppo. 

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Appello discarica dei veleni Bussi: a fine gennaio la sentenza

L’Aquila. Udienza rinviata l11 gennaio per il processo Bussi. Sulle eventuali responsabilità dei 19 imputati, assolti in primo grado, la sentenza è prevista a fine gennaio, massimo il primo febbraio

Aggiornamento 12 e 3

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Lavoro e investimenti al Polo chimico di Bussi acquisito da Todisco

Bussi sul Tirino (Pe). Investimenti da 8 a 10 milioni di euro e una trentina di posti di lavoro in più per riavviare l’industria chimica di Bussi, questo è tanto per cominciare. E non si sbilancia Donato Todisco, amministratore delegato della Holding Todisco quando accenna al Piano industriale. Oggi il colosso della chimica italiano ha acquistato ufficialmente il polo chimico di Bussi dalla Solvay. Fuori dalle mura opera invece la società bresciana dell’imprenditore Filippi.  

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Sin Bussi. Confermata la riperimetrazione, nuova area industriale per la Filippi

Bussi sul Tirino (Pe). Il perimetro dell’area da bonificare si restringe, ora è ufficiale. La proposta avanzata, nel 2012, di riperimetrazione del Sito d’interesse nazionale per la bonifica di Bussi sul Tirino, è stata accettata ieri in conferenza di servizi. Resta però sospesa l’istanza del Comune di Popoli (Pe), al confine, che sempre nella stessa epoca ha chiesto di estendere il Sin verso bosco Marrama, ma la pratica è ancora ferma negli uffici della Regione Abruzzo, ente territoriale  competente a chiedere la ridefinizione del perimetro del Sin. Parliamo della risorgiva di bosco Marrama, esattamente 50 litri al secondo di acqua potabile, sino a 6 anni fa dissetava i lavoratori del chimico di Bussi. L’amministrazione popolese ne chiede l’inclusione per la bonifica.

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Produzione nel polo chimico Bussi: accordo fatto tra Solvay e Todisco

Bussi (Pe). Celebra l’ennesimo consiglio comunale il sindaco di Bussi, Salvatore La Gatta continua a discutere in aula della destinazione di alcuni impianti dell’area industriale del Polo chimico, ma senza risultato, d’altra parte a scrivere una nuova pagina di storia, per la chimica di Bussi sul Tirino, sono le società Solvay e Todisco.

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Dossier Memorie del sottosuolo: i misteriosi tunnel della megadiscarica dei veleni di Bussi

Maria Trozzi

Bussi sul Tirino (Pe). Un altro tassello da aggiungere all’inquietante mosaico della chimica di Bussi officine, in una collezione privata scoviamo un’altra immagine storica che oggi documenta l’esistenza di una vecchia galleria proprio nell’area un tempo militarizzata. Cosa nascondono quei tunnel, tombati, è quasi un mistero. L’ipotesi più accreditata è che certe sostanze, durante il fascismo, venissero prodotte o custodite in luoghi sotterranei per questioni di sicurezza. Finita la guerra i cunicoli del sottosuolo potrebbero essere stati riempiti da prodotti pericolosi e inservibili, rifiuti, e questo sino a esaurimento degli spazi interrati. La bonifica del Sito di interesse nazionale (Sin) è ancora lontana nonostante siano trascorsi quasi 10 anni dalla scoperta della discarica dei veleni tra le più grandi d’Europa. Una blanda messa in sicurezza ha mordicchiato la torta di 50 milioni di euro, stanziamento messo a disposizione per la bonifica e la reindustrializzazione del sito, e così tra prescrizioni e marce indietro, ancora si discute sul da fare. Solvay, la multinazionale belga che da 15 anni opera a Bussi, non ha più tempo da perdere nella val Pescara e non potendo produrre più cloro e soda, per accordo, sta per lasciare il sito. Per le gallerie nulla è previsto, né caratterizzazione né sopralluoghi, anche se annunciati, eppure un ingresso sigillato è presente proprio dietro un impianto della fabbrica utilizzato sino alla scorsa estate come rimessa per gli attrezzi. 

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Morto Goio, commissario delle acque e per la bonifica della discarica Bussi

Trento. È morto Adriano Goio, commissario per il risanamento del fiume Aterno Pescara e per la bonifica del Sito di interesse nazionale (Sin)  Bussi sul Tirino (Pe) con i veleni interrati del polo chimico.

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Discarica Bussi. Solvay abbandonerebbe il sito per i ritardi. Lettera di La Gatta che preme sul ministero (esclusiva)

Bussi(Pe). Nella lettera, inviata il 7 marzo 2016 (Protocollo Comune di Bussi n. 1327), se la prende con il ministero dell’ambiente e un po’ con Solvay il sindaco di Bussi, Salvatore La Gatta. Si lamenta dei ritardi, è convinto che il solettone proposto nell’area ex Medavox, ossia, la colata di cemento per ‘isolare’ dall’inquinamento, sia davvero un’opera di messa in sicurezza per il sito industriale della val Pescara. La Gatta insiste nel classificare come Conferenze di servizi gli incontri che ha convocato e si lamenta dell’assenza dei vertici ministeriali, ma ad indire le Conferenze di Servizio per il Sin può essere solo il ministero, non un sindaco. Di solito un Commissario viene nominato per accelerare le procedure in emergenza non per scaricare le responsabilità. Insomma la mancata partecipazione del Mina a questi incontri “creerebbe un pericoloso scollamento fra le azioni amministrative” avverte il primo cittadino. Si difende con le unghie e con i denti, La Gatta, sicuro del fatto che le operazioni di capping della Solvay vadano fermate dal ministero perché nelle aree interessate sono già previsti interventi che rientrano nella bonifica del Sin, quella per cui lo Stato ha stanziato 50 milioni di euro. Perché tanta disponibilità del Comune ad acquisire le aree della Solvay? Inoltre, può bastare una certificazione che esclude la responsabilità del Comune di Bussi sull’inquinamento dell’area acquisita per esonerare l’amministrazione dai costi di eventuali altre bonifiche? No, è l’unica risposta intuibile. A carico di Bussi, come proprietario dei terreni nella intermediazione per la cessione del sito da Solvay alla farmaceutica Filippi, resterebbe l’eventuale bonifica se qualcosa andasse storto. Un esempio fra tutti? Con Solvay svincolata dagli impegni, grazie all’Accordo di programma abbozzato dal sindaco (nonostante i 15 anni di attività produttiva a Bussi della ditta belga), a chi spetterebbero le incombenze sul Sin se il nuovo proprietario del sito, l’azienda che subentra, fallisse? La Gatta avverte anche sull’ipotesi della terza discarica, idea già tramontata a detta del presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta per gli illeciti sui rifiuti, Alessandro Bratti.

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Polo chimico Bussi. Castricone: “Il mio impegno è a favore della bonifica”

Roma. Bonifica e reindustrializzazione sono l’obiettivo per il polo chimico di Bussi. Si può discutere sui metodi per raggiungere lo scopo, ma in alcun modo e in nessun caso l’emendamento alle legge di stabilità che, a fine giugno, metterà fine al commissariamento del Sito di interesse nazionale di Bussi, pregiudica bonifica e reindustrializzazione. Su questo il deputato Antonio Castricone vuole che sia fatta chiarezza perché a Bussi qualcuno ha provato a confondere le acque. L’emendamento non interrompe alcunché, ma porta avanti un percorso tracciato e comunque da definire e rafforzare. 

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A Solvay piace vincere facile. La risposta al sindaco di Bussi in un documento inedito (esclusiva Report-age)

Bussi (Pe). Sulla bozza di Accordo per la bonifica della discarica dei veleni più grande d’Europa la risposta della Solvay punta dritta al Paradiso, sbiancato con la molecola del lavaggio a freddo inventata nelle officine e fertilizzato con il cloroammonio. Un accenno nella risposta anticipa le considerazioni del ministero dell’ambiente che manda in frantumi i sogni del primo cittadino della val Pescara. Sotto forma di osservazioni le indicazioni del gruppo chimico Belga sono immortalate in un documento inedito che pubblichiamo in anteprima sul blog Report-age.com.

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Polo chimico Bussi e Accordo La Gatta: No del Ministero, Sì della Regione. Lettera top secret della dirigenza

La Regione Abruzzo è favorevole alle condizioni dettate dal sindaco di Bussi Salvatore La Gatta, per l’acquisizione di parte dell’ex Polo chimico alla farmaceutica Filippi. O meglio, la direzione generale regionale manifesta in una nota, mai pubblicata, la sua sostanziale adesione alla bozza d’Accordo di programma proposta dal primo cittadino. È la stessa bozza di accordo che il ministero dell’ambiente boccia lo stesso giorno. La Regione esprime sostanziale adesione all’Accordo di programma, pianificato da La Gatta, al contrario del ministero dell’ambiente che rimanda il testo al mittente per la rielaborazione perché ci sono parti assolutamente incomplete e “nel condividere, in linea generale, la sostanziale adesione, nel suo complesso, manifestata dalla Regione con nota 28.10.2015 – il ministero chiede di poter acquisire – il progetto di reindustrializzazione che si intende realizzare con le valutazioni espresse dalla Regione e dal Commissario” sottolinea Maurizio Pernice direttore generale per la salvaguardia del territorio e delle acque al Mina (Ministero ambiente). Abbiamo recuperato la nota della direzione regionale e la pubblichiamo perché fatti di tale importanza impongono la pubblicità, per legge, soprattutto per informare i cittadini di questioni ambientali che vengono gestite in maniera alquanto discutibile. Abbiamo entrambi i documenti, il documento ministeriale e la nota regionale, recuperarla è stata ardua impresa.

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