Incendi Morrone. Sabato inaugurazione monumento agli Alpini del IX Reggimento di L’Aquila

Roccacasale (Aq). Sabato alle ore 15.30 presso l’area belvedere del Comune di Roccacasale sarà inaugurato il monumento che la cittadinanza ha voluto dedicare ai militari del Battaglione Vicenza del IX Reggimento Alpini di l’Aquila come segno di riconoscenza per i soccorsi garantiti da questi valorosi e coraggiosi militari dell’Esercito italiano.

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Gen. Sirimarco: “Emergenze Atmosferiche Inevitabili, prepariamoci al meglio per affrontarle’

Crognaleto (Te). “Dobbiamo prepararci sempre meglio ad affrontare nuove ed inevitabili emergenze, prendendo esempio anche dall’ottimo lavoro svolto dai Carabinieri di Nerito” sono le parole di Michele Sirimarco, generale di Brigata legione Abruzzo-Molise alla cerimonia di consegna di un attestato di benemerenza ai Carabinieri della stazione di Nerito di Crognaleto motivata dall’ impegno speso a gennaio 2017, segnato dall’emergenza neve e dalle violente scosse di terremoto del 18 gennaio.

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Pala e Piccone. Ai volontari non iscritti ad associazioni accreditate   interdetto il Morrone

Sulmona (Aq). Pronta l’ordinanza (clicca qui per leggerla) per garantire che solo le associazioni di volontariato accreditate e chi ne fa parte intervengano nelle operazioni di spegnimento dell’incendio del Morrone, indomabile oramai da 6 giorni. Solo gli accreditati e i ben attrezzati con autorizzazione potranno operare nelle squadre con i Vigili del fuoco, degli alpini e delle Forze dell’ordine. 

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Pietrucci sopralluogo alle Marane di Sulmona: ‘Sono con Voi’

Sulmona (Aq). Circa 6 ore fa il presidente della commissione regionale ambiente e territorio, Piepaolo Pietrucci posta su Facebook il suo sopralluogo nella frazione sulmonese lambita dalle fiamme dell’incendio doloso sul Morrone. Di sostegno per la valle Peligna ce ne sarà bisogno quando al Morrone sarà necessario riprendere forma e vigore per tornare ad essere la casa di ogni specie vivente del creato. Siamo fiduciosi, Pietrucci ci sarà anche quando ai vertici avranno dimenticato di dare peso e utili soluzioni alle conseguenze terrificanti di questa sciagura.

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Incendio a Forca Caruso, ora, sul versante marsicano

Collarmele (Aq). In sequenza 2 immagini dell’incendio che si sta consumando in questo momento (ore 19) a Forca Caruso. Pochi i soccorsi, l’accorpamento della Forestale all’Arma dei Carabinieri si fa sempre più sentire tra gli Appennini abruzzesi che in questi giorni ‘fumano’ e stanno diventando proprio un inferno. 

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Emergenze Abruzzo. M5S: “omertosa” la risposta all’Interpellanza alla Camera

Roma. “Dopo l’informativa del premier Paolo Gentiloni al senato, oggi il governo torna a ribadire che a suo parere nella macchina dell’emergenza tutto ha funzionato e che nella catena di comando non sono state riscontrate falle – i deputati abruzzesi del M5s, Daniele del Grosso e Gianluca Vacca, non sono di questo avviso – La menzogna  da parte delle istituzioni non è mai accettabile, ma quando il tributo di sangue pagato dalla nostra regione è di circa 40 vittime questa omertà non possiamo che condannarla. Chi non si batte per accertare i colpevoli è a sua volta colpevole”.

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Decine di cavalli abbandonati verso i rottami dell’eliambulanza caduta a Campo Felice

Lucoli (Aq). Sono sempre di meno i cavalli ed è sempre più difficile, si allungano i tempi, per il loro recupero. Gli animali sono prigionieri della neve dal 30 novembre 2016 e da settimane sono senza cibo e al freddo, in balia della fauna selvatica, a Campo Felice (1700 metri di quota). Quando per legge dovrebbero essere al sicuro in qualche ricovero. Le segnalazioni della presenza dei quadrupedi, in alcuni casi avvistanti anche sulla strada che conduce agli impianti di risalita, sono arrivate da giorni anche ai Carabinieri forestali che dicono di non poter fare nulla per le bestiole che sarebbero inavvicinabili. 

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Elicottero del 118 caduto a Campo Felice, le prime immagini

Lucoli (Aq) ore 12 Risulta disperso il personale medico e un ferito  (per un incidente su una motoslitta accorso a Ettore Palanca, 50 anni romano), in volo con l’elicottero del 118, un Aw augusta 139, operativo dopo le ore 11, di rientro per un recupero sugli impianti sciistici di Campo Felice. 

Foto Maria Trozzi

Aggiornamento 1 e 2 

25.1.2017 Decine dei cavalli abbandonati verso i rottami dell’eliambulanza

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Hotel Rigopiano: corpi estratti dalle macerie, 35 persone presenti, ma 29 registrate

Farindola (Pe) Aggiornamento del 22.1.2017 delle ore 18.30. Ultime ore di speranza e si scava, c’è la possibilità di trovare delle persone ancora in vita, dicono i soccorritori: “Comunque sia non ci fermiamo e non ci fermeremo”. Il nemico numero 1 è il tempo nel quarto giorno di ricerche e si starebbe provando a portare delle ruspe su all’albergo travolto dalla slavina, a Rigopiano, per accelerare i recuperi. Si scava non solo dall’alto, ma ricavando delle trincee attorno a quel che resta della struttura ricettiva per cercare delle vie d’accesso ed entrare da più punti,  formando dei cunicoli. Sono 9 le persone estratte, 7 morti e 22 dispersi. Edoardo, 8 anni, Ludovica Gianfilippo e Samuel, sono i bambini estratti vivi dalle macerie dell’hotel sommerso, ricoverati in pediatria che domani saranno dimessi. Qualche problema per Giampaolo Martone operato ad un braccio perché  rimasto schiacciato da un trave. Valentina, la sua compagna, è  ancora dispersa. “Stefano doveva essere recuperato, dicevano che era vivo” così la sua ragazza Francesca estratta dal cumulo. La coppia era mano nella mano nella sala dei camini, intrappolati poi sotto le macerie e la neve. Vincenzo e Giorgia sopravvissuti: “Abbiamo mangiato ghiaccio, al freddo, abbiamo urlato. I soccorritori sono stati sempre, sempre con noi. Avevamo i telefonini senza servizio perché siamo sprofondati sotto terra” dice lei. Martina Rossi, la più piccola dei camerieri dell’albergo è scesa la sera prima della tragedia per fine turno: “Lunedì  già  c’erano 2 metri di neve” dichiara. Un radar antivalanghe per i soccorsi, piazzato e tarato la notte scorsa, è in grado di lanciare un allarme rapido, anticipando di 30 secondi la eventuale caduta di altre valanghe, il dispositivo è dotato anche di segnale acustico. Il rischio valanghe è a livello 4, il massimo è 5. Sono caduti sul resort 120 mila tonnellate di neve.

L’Albergo. Nel 1950 quello era un rifugio alpino costruito sulla breccia di una vecchia valanga. Nel ’68 l’attuale  proprietario lo acquistò ampliandone i locali. Siamo in area protetta nel Parco del Gran Sasso.

Spunta una sua mail, dall’albergo inviata alla Provincia, scritta 11 ore prima del disastro: “Camere occupate, 2 metri di neve, i clienti sono molto preoccupati dalle scosse.. intervenite subito “. Manca all’appello un 22enne senegalese, Faye Dame, regolarmente assunto in albergo, ha due figli. L’uomo è arrivato in Italia, a Torino nel 2009, già dal 2015 lavorava come assistente nelle cucine del resort. Salvi Nuvola e Lupo, Pastori abruzzesi mascotte dell’albergo, ma il loro padrone, il proprietario dell’hotel così i loro cuccioli sono intrappolati (poi recuperati). “Lo sciame sismico va spedito, marcia come mai ci saremmo aspettato” riferiscono dalla Commissione grandi rischi, si parla di possibili nuove scosse anche più intense di quelle precedenti, è panico.  I problemi sono per una delle 3 dighe di Campotosto, nel teramano, quella di Rio Fucino che è costruita su una faglia che si sarebbe parzialmente attivata. A tarda sera poi il presidente della Cgr, Sergio Bertolucci, fa marcia indietro : “Nessun rischio le tre dighe sono monitorate dalla protezione civile”. Aggiornamento 23.01.2017

La senatrice Stefania Pezzopane (Pd) annuncia un’interrogazione parlamentare: “Il comunicato della Commissione ha gettato la gente nel panico e molti amministratori nel più completo abbandono”.

Aggiornamento del 21.1.2017 ore 13.34: Sono 5 vittime, 2 corpi hanno un nome, 23 dispersi, 9 persone estratte vive, 11 sopravvissuti. Si sentono delle voci. Sono 4 feriti trasportati stamane a Pescara. Omicidio colposo e disastro colposo sono le accuse mosse dalla procura di Pescara che ha aperto un’inchiesta, gli inquirenti stanno raggiungendo l’area dell’albergo. 

Aggiornamento ore 20 del 20.1.2017. Più di un centinaio i soccorritori impegnati per estrarre altre 5 persone sommerse da neve e macerie. Altre 5 sono state recuperate, 4 bambini sono salvi tra loro i 2 figli di Parete, l’uomo che ha lanciato l’allarme. Si sentono altre voci oltre a quelle delle persone individuate. Si scava e si cerca incessantemente.

Aggiornamento ore 11.30 del 29.1.2017 Sono 8 le persone incastrate tra le macerie dell’albergo, riparate sotto un solaio della cucina  travolto dalla slavina, tra loro 2 bambini già estratti e una donna trasportata con l’elisoccorso all’ospedale di Pescara, sono vivi inper il momento, esclusi i due uomini recuperati ieri dinanzi al parcheggio. Tre le vittime estratte,  secondo i dati della prefettura.


 

Immagine dall'elicottero dei Vigili del fuoco
Immagine dall’elicottero dei Vigili del fuoco

19.1.2017 La colonna mobile è ripartita alle ore 6 e dopo 9 ore di difficoltà, lungo un tragitto tortuoso sfidando sferzate di vento gelido, neve alta più di 2 metri e alberi caduti su ciò che rimane della strada. Nonostante le grandissime difficoltà e persino l’arresto della colonna per mancanza di carburante del mezzo apripista, i soccorritori sono arrivati all’hotel Rigopiano. In avanscoperta, questa notte verso le ore 4.30 una squadra del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso (Aq), sono 10 uomini con gli sci per l’alpinismo, si è avventurata e ha raggiunto la struttura completamente sommersa dalla coltre bianca. Due clienti, Giampiero Parete 38 anni e Fabio Salzetta, sono stati recuperati alle ore 6, illesi, perché quando la slavina ha travolto l’edificio si trovavano in auto nel parcheggio. É stato Parete, di professione cuoco, a lanciare l’allarme ‘Aiutami, qui l’albergo non c’è più” telefonando al suo datore di lavoro, Quintino Marcella, che ha fatto di tutto per inviare soccorsi, chiamando il 113 e passando poi a telefonare al centralino della prefettura, poi ancora ai vigili e ai carabinieri. La moglie di Parete (è salva) e i 2 figli, di 6 anni (sono salvi) sotto stati recuperati da sotto la neve e le macerie del resort. Lui fuori stava prendendo un medicinale per il mal di testa della moglie.

Sorgente immagine Ansa
Sorgente immagine Ansa

L’albergo è praticamente sommerso dalla neve, una valanga di circa 300 metri cubi, 120 mila tonnellate, con una forza pari a 4 mila tir lanciati a 100km/h sulla struttura (dati Meteomont Carabinieri). La struttura sarebbe stata spostata di oltre 10 metri dalla slavina, racconta il presidente della provincia, Antonio Di Marco. Il presidente è  sotto accusa perché dei 4 mezzi meccanici a disposizione dell’ente Provincia solo 1 sarebbe stato operativo. Le 4 scosse di terremoto, superiori a 5 di magnitudo, ieri hanno sollecitato il versante montano irrimediabilmente carico, dicono i soccorritori volontari. Isolati già dalla mattina quelli dell’albergo scrivono un post su Facebook: “Le linee telefoniche sono isolate” e si lascia un recapito di posta elettronica per i contatti e 2 ore prima si invia una lettera al prefetto per chiedere aiuto. Alle ore 14.33 l’ennesima scossa (5.1 M) agita turisti e personale, in albergo sono preoccupati e chiedono di essere evacuati. Pagano tutti il conto alle 15, ma non è disponibile un mezzo spazzaneve che salga su in alta quota per recuperarli, a 1200 metri sul livello del mare. Alle ore 15 l’ultimo contatto tra resort e Polizia: “È tutto ok” ma occorre tempo per arrivare lassù. Il mezzo non arriva, richiesto dalle ore 7 del mattino. Continua a nevicare e la terra trema. Così scosso da terremoto e bufera, dicono, un intero versante della montagna, stracarico di neve caduta incessantemente per 36 ore, sta per cedere sotto il peso e le sollecitazioni sismiche. Nemmeno l’ombra del mezzo richiesto e pian piano mezza montagna si stacca e, nel pomeriggio dopo le ore 17, va giù travolgendo il resort a 4 stelle costruito proprio nel bel mezzo del vallone, nel Parco nazionale Gran Sasso-monti della Laga. Da Farindola (Pe) chiedono aiuto e per ore resta impossibile sapere che succede. Perché  più  nessuno della struttura risponde? Nel parcheggio dell’albergo i mezzi congelati e nemmeno l’ombra della turbina spazzaneve che avrebbe dovuto aprire la strada. Parete avrebbe voluto andare via con la famiglia, ma il personale del resort lo convince e cambia idea. La slavina sommerge tutto. Il cuoco è fortunato, sta fuori la struttura e riesce a ripararsi e a contattare l’amico, suo datore di lavoro che risponde da Silvi, su Whatsapp . Il professore smuove mezzo mondo per ottenere un intervento, per far soccorrere le persone dell’albergo è andato giù. Non gli credono, dal centralino della polizia insistono che è andato giù solo uhn ricovero di animali, da quelle parti. I due resteranno in contatto sino a dopo le ore 23. Difficile avere l’aiuto, difficile anche dopo le ore 17, perché 2 ore prima dall’albergo è tutto ok, dicono dal centralino all’uomo che telefona nel tentativo che gli credano, nella speranza che partano per raggiungere la trentina di persone intrappolate al Rigopiano. Impiegheranno 2 ore, dalle 17.40, per le verifiche su quanto dichiara. Insomma, trascorrono 12 ore prima di raggiungere il posto, 18 per l’arrivo della colonna che deve percorrere 10 km da Farindola che raggiungerà  Rigopiano alle 13 circa. Una serie di gravi coincidenze, la bufera batte sul monte e rende impossibile il decollo del mezzo dell’elisoccorso. Sciame sismico intenso e neve a piombo per 36 ore, un pezzo di montagna si stacca, la turbina che sta innanzi la colonna dei soccorsi notturni ad un certo punto si blocca: troppi alberi caduti di mezzo, tagliano la strada, per quel che resta. Cigni neri, in gergo, questi eventi in sequenza, tutti insieme statisticamente improbabili, così in 10 si fanno avanti e proseguono con gli sci d’alpinismo per l’albergo. Riescono nell’impresa. Quando arrivano non sanno distinguere, a capire dov’è la struttura, le coordinate sono quelle, è bufera, c’è solo neve: 3 metri. Poi all’alba si svelano macchie di macerie, al crepuscolo sono chiazze scure tra l’azzurrino della neve e spuntano le parti più alte dell’edificio travolto dalla furia della montagna e dalla follia di chi non ha considerato una struttura ricettiva da realizzare proprio lì nel mezzo, dove un secolo prima la montagna ha franato, eventi ripetibili, prima era un isolato ricovero sul Gran Sasso. A prima vista sembra un tetto: lì dentro ci sarebbero 29 persone, 22 turisti e 7 dipendenti del resort, tra loro anche 2 bambini (4), ma è  tutto silenzio quando i soccorritori li chiamano. Il rumore del generatore e il vento di bufera, si vedono luci all’interno. Ospiti: “Sono 29 registrati in Questura” spiega il sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, dal Centro di raccolta allestito nel palazzetto dello sport di Penne dove è giunto il capo del Dipartimento della Protezione civile. Fabrizio Curcio ha lasciato la direzione di comando e controllo della protezione civile (Dicomac) di Rieti per recarsi in elicottero al centro operativo comunale di Penne e presiedere un vertice operativo sull’emergenza in corso. Altre 6 persone potrebbero essere scese a valle prima della slavina anche perché in precedenza si indicavano 35 dispersi “Però è verosimile che ci fossero degli ospiti e dunque il numero dovrebbe essere questo” spiega Mazzocca. Si tenta il tutto per tutto per individuare ed estrarre dalle macerie le persone sepolte, non è troppo tardi, ma qualcosa è andato storto, è grave, è proprio da rivedere. Un uomo è stato estratto senza vita alle ore 9.30, alle 13.30 sono stati estratti altri 2 corpi. Le unità cinofile dei vigili del fuoco sono sul posto, ma al momento non avvertono nulla, più tardi individueranno 4 punti in cui scavare.

“L’albergo è stato spazzato via, non esiste più” riferiscono dai vigili del fuoco. I soccorritori, 10 finanzieri del soccorso alpino con gli sci d’alpinismo questa notte son riusciti a raggiungere l’albergo, dicono di aver visto delle luci dall’edificio, hanno chiamato ad alta voce, ma nessuno ha risposto. Solo al mattino  i mezzi di soccorso, comprese le ambulanze, hanno raggiunto il luogo, sono stati bloccati nella notte da una bufera e dagli alberi caduti sulla strada coperta di neve, liberata con l’ausilio di una turbina apripista. La valanga è stata particolarmente violenta, spiegano dal centro operativo di Penne,  perché è andata giù da un tratto boschivo e ha investito auto, bestiame e parte dell’albergo. Secondo quanto appreso dal Soccorso alpino, alcune persone presenti nell’albergo sono scese a valle per dare l’allarme contattando la polizia provinciale e parlando dei dispersi che ieri notte, riferivano, erano 3.

I dispersi: leggi qui

Chiuse le scuole per maltempo nel teatino. A Sulmona riapre il Coc per affrontare l’emergenza neve

Chietino. Le attività didattiche di tutte le scuole dei comuni di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Treglio e Fossacesia sono sospese anche domani, così  in molti comuni dell’aquilano.

Sospensione delle lezioni e delle attività didattiche nell’aquilano a Introdacqua, Pacentro e Pratola Peligna e per le scuole di ogni ordine e grado ricadenti nel territorio di 

Sulmona domani 17 Gennaio, per permettere le operazioni di messa in sicurezza delle aree antistanti agli edifici scolastici comunali.

Annuncia il Sindaco di Sulmona, Annamaria Casini: “Sarà istituito oggi pomeriggio il Centro operativo comunale (Coc), situato nella zona industriale,in cui vengono attivate tutte le funzioni di protezione civile. È stata firmata stamane l’ordinanza che prevede la sospensione della Zona a traffico limitato nel centro storico fino a nuova disposizione, che sarà adottata al cessare delle condizioni che rendono pericoloso il transito veicolare a causa di neve e ghiaccio sulle carreggiate. Sono stati disposti la chiusura al traffico di via Porta Romana (da intersezione Corso Ovidio fino a incrocio via Circonvallazione Occidentale) e il divieto di circolazione lungo la discesa di via Amendola, con conseguente inversione del senso di marcia lungo via Corfinio e via Mazara. “Il piano neve è stato attivato già da ieri concentrando gli interventi sullo spargimento sale, con due turnazioni dei mezzi che hanno operato alle 20 e a mezzanotte, mentre dalle 4 del mattino al lavoro gli spartineve sgomberando dapprima le arterie principali, replicando poi il percorso anche nel pomeriggio di oggi a cui seguirà, questa sera, la rimozione della neve lungo le strade secondarie e nei vicoli al fine di agevolare le condizioni di viabilità in previsione della notte” afferma il Sindaco, la quale tiene a sottolineare l’importanza della collaborazione della cittadinanza con l’amministrazione comunale. Lancia l’appello ai cittadini, spiegando che “in queste situazioni di emergenza, è bene che il cittadino adotti comportamenti di massima prudenza, limitando anche l’uso delle auto solo se strettamente necessario, e faccia proprio sia il principio di ragionevolezza civica che il senso di tolleranza per situazioni di disagio, così da contribuire ad agevolare il compito degli operatori e degli amministratori, in virtù del fatto” conclude il Sindaco “che l’efficacia e l’efficienza delle azioni previste dal Piano Neve non dipendono solo dall’intervento delle strutture pubbliche di servizio direttamente coinvolte”. I numeri utili per le segnalazioni del cittadino in caso di necessità: sede del Coc 0864 251134, Vigili del Fuoco 115, Polizia Municipale 0864 242206. 

Roccaraso. Salvati nonni e nipotini sul camper bloccati dalla neve

Roccaraso (Aq). La bufera di neve ieri sera ha centrato nonni e nipoti in un camper, a lanciare un Sos dal piazzale Gravare, nella località sciistica dell’Aremogna, altri camperisti preoccupati per la sorte della famigliola. A ricevere la richiesta di aiuto è stato un albergatore che ha subito segnalato il problema alla Polizia di Stato.

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