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Alpini a lavoro per restituire Bellezza ai simboli della Patria di Ovidio

Restauro mezzobusti Alpini Report-age.com 26.4.2018Sulmona (Aq). Al via l’opera di restauro programmata dagli alpini, su un’idea del socio Giuseppe Faraglia e grazie alla disponibilità dell’artista Umberto Malvestuto e del figlio restauratore. Così gli alpini del gruppo Giuseppe Tirone di Sulmona son partiti per migliorare e risistemare alcuni importanti simboli della città a cui sono molto legate le penne nere. Tra i simboli presi a cuore il cippo nell’area verde di piazza Carmine, i mezzo busto che rappresentano il colonnello Giuseppe Tirone, medaglia d’argento al valore militare e il caporale Armando Ranucci, medaglia d’oro al valore militare dei giardini pubblici antistante la ex caserma Battisti di viale Mazzini. Non ultimo il mezzobusto di Carlo Tresca, sindacalista anarchico, rivolto all’ingresso del vescovado, in questi giorni gli alpini restaturatori daranno una rinfrescata al simbolo all’ingresso della villa comunale di viale Roosevelt.

La Veronica Massonica, Cristiana e simbolicamente Egiziana

La chiamano la seconda sindone è la Veronica che si racconta donata un pomeriggio di domenica di oltre 5 secoli fa (1506) a Manoppello, in val Pescara. Leggenda vuole che uno sconosciuto consegni il velo, nella chiesa di San Nicola, al dottor Giacomantonio Lionelli raccomandandosi di conservarlo sempre: “Dio te ne renderà merito concedendoti numerosi doni e abbondante ricchezza, sia terrena che spirituale”. L’uomo non fa in tempo a scoprire il volto che il donatore misterioso è già scomparso.

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La Rocca delle Fate. Roccacasale: verso le origini

Valle Peligna (Aq). La Rocca delle fate, Roccacasale, pochi sanno che è anche il paese de Lu striòn. Si dice che un potente mago esercitasse, in questa località della valle Peligna, le sue arti divinatorie e qualche traccia del suo passaggio sembra sia rimasta tra ruderi e simboli apotropaici. Ad agosto e sino a qualche anno fa, in questo paese abbarbicato ad una costola del monte Morrone si celebrava la Festa delle fate. Interessante la croce donata dal Parco Maiella a settembre 2014 per rimpiazzare quella in metallo che nel 1911 fu installata dal parroco del paese a protezione della comunità. Anche questa croce ne sostituiva una in legno che venne piantata tra le località Fossa e Preta nel 1750 quando, leggenda vuole, fu avvistato nell’area un terribile mostro, con la testa di leone e artigli infiammati, che sembra terrorizzasse gli abitanti della Rocca. I primi di maggio del 2008 un giovane, mentre filmava con una videocamera lo spettacolo pirotecnico verso Pratola Peligna (Aq), per la festa della Madonna della Libera, riprese qualcosa di interessante e singolare da queste parti. Una storia incredibile ha da raccontare la misteriosa località che potrebbe essere la culla degli antenati degli italici e quindi della civiltà Peligna. Il Report fotografico per la rubrica Abruzzo ultima frontiera è realizzato da Maria Trozzi, tutti i diritti sulle immagini sono riservati.

mariatrozzi77@gmail.com

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La statua di Ovidio nell’era massonica

Sulmona. Di primo acchito al numero così grande inciso da Ettore Ferrari, artefice dell’opera, corrisponderebbe una data lontana, forse da fine del mondo, comunque ogni fine è un principio, ma c’è dell’altro.

Aggiornamento

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