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Piano Lupo: Assenso condizionato agli abbattimenti in deroga nella conferenza Stato-Regioni

Fra le proposte più assurde della conferenza Stato Regioni quella del Veneto e, in parte, delle provincie autonome di Trento e Bolzano sono davvero da rendere note. Questi enti territoriali hanno subordinato il loro assenso, al Piano lupo, al differimento biennale delle attività e all’immediata operatività della norma sugli abbattimenti in deroga, senza alcun tipo di analisi e censimento per la popolazione. Questa la sconvolgente proposta del Nord Est nella seduta pomeridiana sulla conservazione e gestione del Lupo in Italia.

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L’Abruzzo si sfila dal Referendum anti trivelle. Il Wwf critica la scelta di D’Alfonso

La scelta del Presidente Luciano D’Alfonso di far ritirare la Regione Abruzzo dal referendum anti trivelle e di farlo schierare a fianco del Governo contro le altre regioni per l’associazione del Panda è incomprensibile.

Cassazione sì referendum abrogativi sblocca Italia e decreto Passera Report-age.com 2015All’improvviso, senza nessun dibattito in Consiglio regionale, l’Abruzzo sceglie di cambiare squadra e da quella delle 10 Regioni che hanno promosso i 6 quesiti referendari passa a quella del governo. “È come se durante una partita di calcio uno degli 11 giocatori si togliesse la maglia indossata fino a quel momento e si mettesse quella degli avversari per continuare la partita a loro fianco” e nella nota il Wwf fa riferimento anche all’espressione con cui si riconosce che l’obiettivo di fermare la piattaforma petrolifera Ombrina Mare è stato raggiunto e che non ci sarebbe più ragione del contendere. “In realtà la Cassazione, confermando il referendum sul divieto di trivellazione delle 12 miglia, sembra ritenere il contrario e oltretutto la Corte costituzionale deve pronunciarsi il 19 gennaio sulla validità dei quesiti. “Sarebbe stato meglio attenderne la decisione – riconosce l’associazione ambientalista – Inoltre si continua a voler far credere che il problema del petrolio inizi e finisca con la piattaforma Ombrina Mare. Si tratta di una visione miope che non ha alcun fondamento. Se Ombrina è stata (momentaneamente?) bloccata il problema del petrolio in Abruzzo e nel Mare Adriatico continua a esistere perché deriva da una politica energetica del Governo pro fonti fossili che non è cambiata e che continuerà a produrre i suoi effetti. D’Alfonso avrebbe dovuto contribuire a costruire e rafforzare un fronte comune con gli altri Governatori per una strategia energetica sostenibile, piuttosto che sfilarsi da questa battaglia”.