La Regione stanzia 12 milioni per bonificare 11 discariche, inclusa quella di Corfinio

Sono 12 i milioni di euro stanziati per intervenire sulle discariche sotto procedura d’infrazione e a rischio. Sono 4 gli interventi urgenti programmati in provincia dell’Aquila, tra i primi ne é previsto anche uno a Corfinio, in località Case querceto, per bonificare il sito il finanziamento ammonta a 635 mila euro.

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Ponte sul fiume Goivenco, Caruso: Faremo di tutto per riaprirlo a Natale

Il ponte sul fiume Giovenco, chiuso dall’otto giugno, potrebbe riaprire a Natale. Ad un mese dalla protesta sembrano profilarsi 2 soluzioni per il ponte. Puntellamenti con lavori che dovrebbero terminare nel periodo di Natale e anche interventi definitivi, così annunciano dalla Provincia. Read more

Indagini Acqua Gran Sasso: indagati i vertici dei Laboratori, Strada dei parchi e Ruzzo Reti

Teramo. Per gli sversamenti di sostanze inquinanti nell’acqua proveniente dalle falde del Gran Sasso la procura di Teramo firma l’avviso di conclusione delle indagini, partite un anno fa, iscrivendo nel registro degli indagati 10 persone al vertice dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), della società Strada dei parchi – che gestisce l’autostrada (A24 )- e della Ruzzo Reti competente per le strutture acquedottistiche del sito. L’accusa è inquinamento ambientaleRead more

Castelvecchio Subequo: chiesa di Sant’Agata a rischio crollo

Castelvecchio Subequo (Aq). Una storia tutta italiana quella dei lavori di sistemazione della chiesa di Sant’Agata costruita nel 1114, autentico gioiello situato nella periferia del centro a ridosso dell’antica Supaerequum purtroppo ancora a rischio crollo. Il consigliere comunale di opposizione, Fidio Bianchi, fa appello a tutte le forze del territorio per far partire l’intervento atteso, da oltre un decennio, e salvare l’antico complesso monumentale. Read more

Centro storico a rischio, Mariotti (Ascom) critico sulla riapertura dell’ex IperSidis

“Il centro storico di Sulmona rischia di morire” lancia l’allarme Ascom fidi Ascom servizi, associazione dei commercianti, fortemente critica sull’apertura di nuovi centri commerciali, in particolare per quanto riguarda l’ex Ipersidis che, grazie ad una iniziativa del Gruppo Gabrielli di Ascoli Piceno, potrebbe riaprire a Primavera 2019. Read more

Oltre ai ponti precauzione per le scuole, Di Giandomenico: ‘Si avvii davvero la Ricostruzione’

Le precauzioni adottate per ponte Capograssi, costruito da Riccardo Morandi, ingegnere che ha realizzato il ponte genovese collassato il 14 agosto, hanno portato il vice sindaco Nicola Angelucci a disporre delle verifiche sullo stato del viadotto, e vorrei che le stesse attenzioni fossero riservate anche ad altre strutture della città per evitare una strage annunciata” dichiara Alberto Di Giandomenico, portavoce del Movimento Italica.

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Dopo Borgo Panigale Ortona trema per la nuova istruttoria sul’impianto Gpl

Ortona (Ch). Come mai nulla osta al progetto di Seastock srl che per l’area portuale intende realizzare un complesso da 25 mila m³ di Gpl da commerciare? A chiederselo preoccupato, dopo il grave incidente di Borgo Panigale, è il movimento Nuovo senso civico (Nsc).  Read more

Metanodotto: la purga russa accelera il progetto d’approvvigionamento del gas azero

L’espulsione dei 2 diplomatici russi dall’Italia renderebbe ancora più urgente un diverso approvvigionamento energetico. La spasmodica ricerca d’indipendenza dello Stivale dal gas russo non porta il Bel Paese a superare la frontiera mentale delle fonti fossili, ma lo spingerà a sottomettersi al gas azero di un’altra Repubblica, democratica, è scritto nell’elenco del motore di ricerca Google. Anche quella tedesca era democratica nel 1949. Si preme l’acceleratore, si tenta il tutto per tutto per autorizzare il tratto Sulmona-Foligno del progetto Rete adriatica, connesso al Tap pugliese (Trans adriatic pipeline). Curiosità, delle 2 espulsioni italiane tratta, in un articolo, Alfonso Celotto, avvocato costituzionalista incaricato dal Comune di Sulmona per portare avanti il ricorso contro la recentissima autorizzazione della centrale di spinta Snam prevista a Case Pente, altro segmento spezzettato arbitrariamente – Salami slicing – pratica condannata dalla Corte di giustizia europea ((Direttiva 85/337 Ce ), del progetto Rete adriatica.

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Domani a Sulmona il Geologo Aucone sul rischio sismico del progetto Snam

Sulmona (Aq). Si terrà domani alle ore 17 nell’aula consiliare di palazzo San Francesco l’assemblea dei Comitati cittadini per l’ambiente domani alle ore 17 per seguire le interessantissime osservazioni della perizia tecnica del geologo Francesco Aucone sul gasdotto che da Sulmona spingerebbe, attraverso la centrale di compressione del gas, a Case Pente, il metano nella condotta sino a Foligno, in area a massimo rischio sismico e nel cuore dei crateri dei maggiori terremoti manifestati sulla catena degli Appennini negli ultimi 10 anni. Il geologo Aucone esporrà le sue note critiche alla valutazione del rischio sismico contenute nello Studio d’impatto ambientale (Sia) presentato dalla Snam sul progetto, impropriamente definito, Rete adriatica.

Aggiornamento 1 e 2

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Portone chiuso, palazzo deserto. Penne rosse per aprire i cantieri delle Scuole vulnerabili e abbandonate

Alberto Di Giandomenico

Sulmona (Aq). Tenere alta l’attenzione sulla questione scuole comunali troppo vulnerabili e ancora tutte da mettere in sicurezza per questo le penne rosse, donate oggi, nella speranza che gli amministratori aprano i cantieri. Le tante iniziative del Comitato Scuole Sicure hanno come obiettivo la sicurezza dei giovani affinché i progettati per gli edifici scolastici cittadini siano cantierizzati davvero. I genitori degli studenti chiedono soprattutto di adeguare le strutture scolastiche al reale rischio sismico dell’area. Nuovi e vecchi studi, carte geologiche annesse, segnalano la valle Peligna come zona a massimo rischio sismico proprio per la faglia del monte Morrone con le sue linee parallele che incombono sulla valle Peligna e per la faglia della montagna madre, la Maiella, cui si aggiunge l’inquietante faglia profonda, ovvero il sovrascorrimento dell’Abruzzo Citeriore, a 25 km di profondità dalla superficie, circa 10 km di profondità dalla faglia della montagna sacra di papa Celestino V. Tutto questo non è bastato per dare forma alla ricostruzione che in città non parte anche per tanti altri immobili, pubblici e privati. Sono stati stanziati oltre 14 milioni di euro, disponibili, ma nemmeno un alito di vento solletica le scartoffie negli uffici del palazzo comunale. 

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Polstrada Sulmona e Castel di Sangro. Di nuovo a rischio i presidi e le ‘strade dei poveri’

Sulmona (Aq). L’emorragia è tuttora in corso per i servizi nel comprensorio Peligno-Sangrino. Torna l’incubo della chiusura dei presidi di Polizia stradale a Sulmona e Castel di Sangro, nell’aquilano, aree interne già martoriate. Strada facendo il cuore d’Abruzzo perderà ancora in termini di sicurezza, dopo la dipartita dell’ufficio di Polizia ferroviaria nella stazione sulmonese. Per come si sono messe le cose inoltre, tra bretelle e treni veloci, ancora per poco quello Peligno resterà il secondo scalo ferroviario abruzzese, dopo Pescara. 

Aggiornamento 1 e 2

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Casa Italia. Dopo Sulmona anche Atri, Lanciano, Penne e forse Guardiagrele nel progetto di prevenzione rischio sismico

Pescara. Oltre che a candidare altre città abruzzesi occorrerebbe cominciare a trovare fondi affinché, dopo i sondaggi e i sopralluoghi dopo i dossier e gli esperti attivati dal progetto Casa Italia, si possa mettere in sicurezza gli edifici vulnerabili, pubblici e privati, così come accertano dalle verifiche consentite dal progetto avviato da palazzo Chigi. 

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Sisma 2009. Ricostruzione al palo: rischio crollo in centro a Sulmona, intervengono Vigili del fuoco e Carabinieri

Sulmona (Aq). Pratiche ancora inevase e burocrazia all’ennesima potenza, così muore il capoluogo Peligno. Niente contributi per partire con i lavori di ricostruzione dei già vecchi edifici gravemente lesionati dal terremoto del 2009.  Zeppo di crepe, quello al numero civico 30 di via Francesco Pantaleo, nel cuore del centro storico sulmonese, rischia di crollare per strada e su altri palazzi. I puntellamenti sono quelli dei vigili del fuoco di Foggia, ormai marci e inefficaci. L’area va (ri)messa in sicurezza, di fronte c’è un edificio abitato e il rischio è che le pareti dell’altro finiscano sull’immobile appena ristrutturato. Il rudere va isolato e reso innocuo. “Sono passati 9 anni da quando ho fatto richiesta per i danni del terremoto e per ricostruire, ma il Comune non ha soldi”. Così il proprietario dell’immobile attende che si sblocchi qualcosa a palazzo San Francesco, invano però dall’ufficio sisma non si batte chiodo. Così stamane ha chiamato i Vigili del fuoco di Sulmona per una verifica dello stabile che tutto attorno è stato, di nuovo, transennato. L’uomo è intenzionato a presentare un esposto alla procura della Repubblica di Sulmona e ha chiarito che pagherà di tasca sua i lavori, da avviare subito perché non si può più attendere ancora: “Un’altra scossa e qui crolla tutto” ha detto. Siringhe, rifiuti e cattivi odori nel vicolo del centro storico a fare da cornice a questo ennesimo scandalo sulmonese, con il nastro di sicurezza e i puntellamenti come all’Aquila anni fa. Qui il tempo sembra essersi fermato. Il vicolo è chiuso dall’arco di via degli Archibugi sino all’angolo di via Pantaleo dove le vecchie transenne disposte, secoli fa per la messa in sicurezza e per  tener lontana la gente, sono persino prive di base e si reggono per l’allegria.

Aggiornamento. Proprio poche ore dopo l’annuncio dell’esposto del proprietario della vecchia abitazione di via Pantaleo, sarà un caso, gli amministratori di Sulmona si sono decisi ad avviare i bandi di concorso per assumere personale e, tra gli altri, 2 istruttori geometri part time da impiegare nell’ufficio sisma. Un po’ tardino per riparare, non sembra?

 

mariatrozzi77@gmail.com

 

Prevenzione non è Emergenza! Incendi e Dissesto Idrogeologico: all’origine del problema

Dei quattro, due sono gli elementi che più preoccupano e minacciano: acqua e fuoco. Cecità, sordità e interessi di bottega inceneriscono risorse e speranze che franano nelle voragini del dissesto, non solo idrogeologico, dei bilanci regionali. Prevenzione confusa con emergenza ed è impossibile districarsi per arrivare al cuore del problema: le foreste demaniali da decenni abbandonate e lo smantellamento delle ex aziende statali che le curavano e le custodivano gelosamente.

Aggiornamento

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