Tag: rinnovabili

Air-gun nell’Adriatico, il WWF spiega le gravi conseguenze sull’ecosistema marino

La linea è ancora quella di favorire le fonti fossili sulle rinnovabili mettendo a rischio le risorse naturali italiane, nonostante l’Accordo di Parigi del 2015 volto a contenere il surriscaldamento del Pianeta e i cambiamenti climatici. Soprattutto, dalla stanza dei bottoni ancora sottovalutano gli impatti ambientali di attività di prospezione ed estrazione, continuando ad alimentare un sistema di agevolazioni e sussidi che fa della Penisola italiana un paradiso fiscale per le aziende petrolifere.

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Abruzzo in prima linea per uscire dal Carbone. Obiettivo Italia: 40 milioni di tonnellate in meno di CO2

Roma. La regione verde d’Europa dà un fattivo contributo alla possibilità per l’Italia di uscire dal carbone, dismettendo il combustibile fossile più nocivo per il clima. Uscire dal carbone vorrebbe dire per l’Italia una riduzione di CO2 fino a circa 40 milioni di tonnellate l’anno (dati 2015), oltre il 40% del settore elettrico e circa l’11% del totale delle emissioni nazionali. La Strategia energetica nazionale, presentata a metà giugno, per la prima volta prende in esame l’uscita dal carbone come fonte di energia elettrica anche se il governo non ha ancora fissato una data certa per l’addio. 

#outcarbone

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‘Torniamo a Bomba’. Presentato un progetto di coltivazione eredità della Forest oil

Chieti. Torniamo a Bomba, o quasi. L’antica espressione, con la maiuscola però,  fa al caso nostro perché a questa località montana sembra essere affezionato un gruppo di petrolieri che così torna al punto di partenza di certi progetti falliti. Torna la minaccia di estrazioni di idrocarburi nei pressi del paese, perché cambiano i nomi, ma il resto no e l’intervento viene spostato semplicemente di qualche chilometro dal lago. Parliamo della concessione Colle Santo, stesso nome dei progetti di  trivellazione di una vecchia conoscenza del territorio: Forest oil di Denver. La proposta, questa volta, arriva da una società romana che chiede la messa in esercizio di alcuni pozzi esistenti nel territorio di Bomba prevedendone anche la realizzazione di nuovi. Non si fa mancare nulla la società petrolifera capitolina che progetta la costruzione di un metanodotto dai pozzi sino a Paglieta dov’è prevista una centrale di trattamento del materiale estratto.

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Voto del 17 aprile: tutto sul Referendum Anti Trivelle

Il prossimo 17 aprile, dalle ore 7 alle 23, si voterà per un referendum popolare di tipo abrogativo. Lo strumento referendario è tra i massimi strumenti di democrazia previsti dalla Costituzione italiana per richiedere la cancellazione di tutta o parte di una legge dello Stato. Affinché il referendum sia valido occorre che vada a votare almeno il 50% più 1 degli aventi diritto al voto. Affinché la proposta di abrogazione venga approvata occorre che la maggioranza voti Sì.

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Report Stop Rinnovabili. L’Italia blocca le energie pulite

Difendere le rinnovabili e combattere i cambiamenti climatici è l’imperativo assoluto. Eppure il dossier di Legambiente Stop alle rinnovabili in Italia denuncia l’assurdo calo della diffusione degli impianti da energia rinnovabile.  Continua a leggere “Report Stop Rinnovabili. L’Italia blocca le energie pulite”

Il tubo esploso a Mutignano è metà del gasdotto Sulmona-Foligno. Ambientalisti: Fermate l’opera

gasdottoSulmona (Aq). Dopo l’esplosione del gasdotto Snam nella frazione Mutignano a Pineto (Te), dimensioni del tubo meno della metà di quelle previste per il metanodotto Rete adriatica e per il segmento Sulmona-Foligno, i Comitati cittadini per l’ambiente condividono la scelta dell’assessore regionale all’ambiente e alla Protezione civile, Mario Mazzocca, che oggi chiede al ministero dello sviluppo economico di fermare le procedure per l’autorizzazione del mega impianto della Snam, mettendo al primo posto il fattore sicurezza e richiamandosi al principio di precauzione. Uno stop chiesto per garantire ulteriori verifiche sul progetto, così chiedono da tempo anche i Comitati cittadini per l’ambiente perché sono davvero troppi i rischi e l’elenco degli incidenti sui gasdotti sta diventando davvero un papiro! Soprattutto gli ambientalisti abruzzesi domandano all’esecutivo nazionale di rivedere la sua posizione di acritica accettazione del mega gasdotto Rete adriatica di 687 km, una infrastruttura di mero attraversamento territoriale che la multinazionale del gas intende far passare, a tutti i costi, lungo la dorsale appenninica sottolineano gli attivisti peligni.

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Soppiantati dalle rinnovabili allora basta elettrodotti: sono troppi!

Eletrodotto5 Report-age.com 2014Gissi (Ch). Troppi elettrodotti, un’esagerazione di impianti che rovina solo i territori e mette a rischio la salute e le popolazioni. Emerge dai dati sull’Abruzzo che lo scorso anno ha consumato 6.240 Gwh di energia elettrica a fronte di una produzione regionale che supera i 7.651,20 Gwh e gli abruzzesi non hanno mai consumato più di 7.300 Gwh l’anno di energia elettrica. Sul fronte delle associazioni contrarie all’eletrodotto Villanova – Gissi anche il Cast apprezza e ringrazia l’azione e la mobilitazione che in questi giorni molti cittadini, espropriati e non, conducono per tutelare le ragioni che si assumono “calpestate dal progetto di Elettrodotto Terna, dalla salute alla tutela del territorio” scrive in una nota il Comitato ambiente salute e territorio che da sempre conduce un’opposizione civile e libera, quale manifestazione del diritto al dissenso e a esprimere nelle forme consentite dal diritto e dalle libertà costituzionalmente garantite le rivendicazioni per la difesa dell’ambiente contro le opere impattanti.

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