Navelli non si arrende al tradimento del governo sul Tap

 

Navelli (Aq).  “Siamo rimasti basiti e sconcertati da questa scelta del governo” così Paolo Federico sindaco di Navelli sulla retromarcia governativa che apre al gasdotto Trans adriatic pipeline.

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Tap, per il governo italiano costa troppo dire NO. Non si arrende la valle Peligna

Tap, dire no costa 20 miliardi di euro e, per il governo, l’Italia non può permetterselo. “Nelle prossime 24-36 ore prenderemo una decisione, ma il sentiero è molto stretto” così la ministra per il Sud, Barbara Lezzi, che considera troppo costoso per la Penisola evitare il Trans adriatic pipeline (Tap), gasdotto per trasportare il gas azero sino in Italia, in Puglia che si aggancia ad unaltra contestata infrastruttura, il metanodotto Rete adriatica Snam, di cui il tracciato Sulmona-Foligno è in fase finale di autorizzazione. Servirebbe questo per superare la dipendenza dal gas russo e dipendere dal gas dell’Azerbaigian. In queste ore l’Aquila ha accolto l’ambasciatore dell’Azerbaigan, Mammad Ahmadzada. Al centro del colloquio con il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, gli scambi commerciali. L’ambasciatore ha invitato Di Pangrazio a Baku, capitale della ex repubblica sovietica. Read more

Scacco al Tap, inidoneo per il Parlamento europeo. Si valuti anche il Rete adriatica

Scacco matto al Trans adriatic pipeline, il famigerato gasdotto Tap arriva al Parlamento europeo e la relazione sul progetto è davvero impietosa, vera. Il Tap è inidoneo per un investimento da parte della Bei (Banca europea per gli investimenti), dice l’Europa e non dovrebbe essere preso in considerazione a fini di finanziamento da qualsiasi banca che aspiri a investimenti responsabili sul piano sociale e ambientale. Stesso discorso andrebbe fatto per il progetto Rete adriatica che va sottoposto all’esame del Parlamento europeo, a questo punto, perché finanziato dalla stessa banca e per gli stessi interessi. Parliamo di un altro famigerato progetto, il metanodotto che si allaccia al Trans adriatic pipeline, proprio a Brindisi, per poi svilupparsi lungo la dorsale appenninica, in aree a massimo rischio sismico sino a Minerbio. Del progetto è stata recentemente approvata anche la costruzione della centrale di compressione del metano, da installare a Sulmona (Aq) un anno dall’avvio del monitoraggio. Read more

Le authority del Mediterraneo: progetto Snam ingiustificato, domanda in netto calo

Secondo il rapporto della Mediterranean energy regulators (MedReg), vertice delle authority per l’energia dei Paesi dell’area mediterranea, le nuove infrastrutture in cantiere per il trasporto del gas naturale non sono giustificate dalla domanda di metano che è in costante diminuzione nell’ultimo decennio.

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Necrostoria del Tubo. Metanodotti esplosi per frane, smottamenti, problemi agli impianti e cedimenti

L’anno nero dei metanodotti è stato sicuramente il 2004 con 8 esplosioni, una nel 2014, 3 nel 2015 sino ad arrivare all’incidente recentissimo di metà dicembre in Austria nella hub del gas naturale di Baumgarten, purtroppo una vittima e decine di feriti è l’amaro bilancio dell’esplosione. Sulle cause spesso è difficile fare chiarezza e così siamo ancora appesi al filo per sapere come mai sia esploso, nel 2015 a Mutignano di Pineto (Te), un metanodotto che è quasi la metà del diametro dei tubi che si vogliono interrare in valle Peligna. Nonostante questo, chi ambisce a creare uno snodo europeo del trasporto del metano continua a rassicurare sulle sue strutture che sarebbero sicure. Ieri su Tg3 Abruzzo, edizione delle ore 14, un altro portavoce della multinazionale del gas naturale ha fatto capire, con tono sereno e a modo, che i suoi metanodotti non sono mai esplosi a causa del sisma. I metanodotto in Italia esplodono per molto meno a leggere l’elenco degli incidenti dei gasdotti di questi ultimi anni ricostruito da Report-age.com.

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Il vescovo Fusco alla manifestazione No Snam

Sulmona (Aq). Sulla scia delle parole di Papa Francesco per la cura della casa comune riguardante anche la custodia e la difesa del Creato, il vescovo dela diocesi di Sulmona Vava Michele Fusco, unito alla chiesa diocesana, ritiene necessario partecipare alla manifestazione No hub del gas del 21 aprile per farsi voce della Comunità a favore del bene comune e per dire no al progetto Rete adriatica, un metanodotto di circa 700 km di condotte da sotterrare in aree a massimo rischio sismico con una centrale di spinta da realizzare a Sulmona, località Case pente, a qualche chilometro dalle faglie sismiche del Morrone e della Maiella (clicca qui per saperne di più)  e da costruire sotto un vallone, soprannominato vallone satanasso o dell’Inferno (qui per saperne di più), che ha creato alla comunità Peligna seri problemi di dissesto idrogeologico anche e soprattutto ne recente passato. Inoltre le 4 condotte di aggancio al metanodotto e di collegamento ai tubi del gasdotto occuperanno un’area di interesse nella quale fu trovata una importante iscrizione ancora conservata ne museo civico della città dei confetti (per saperne di più). Read more

Gasdotto Sulmona-Foligno, nulla di fatto, altri 2 incontri istruttori per arrivare all’autorizzazione

Roma. Prima di convocare un’altra riunione i dirigenti del Mise, ministero dello sviluppo economico, contatteranno l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) per approfondire la questione del rischio sismico. I tubi del Rete adriatica attraverseranno i crateri dove si sono manifestati i più recenti e devastanti terremoti italiani. Per parte della struttura, strategica dicono ai vertici, si è appena conclusa la prima istruttoria del tracciato Sulmona-Foligno, indetta da Annalisa Cipollone, capo dipartimento della presidenza del consiglio dei ministri. Il Movimento 5 stelle, Wwf e Legambiente hanno chiesto di rinviare l’incontro, ma il confronto oggi si è svolto. Dal dipartimento hanno ammesso che occorrono altre 2 riunioni per perfezionare l’istruttoria, prima di rinviare la decisione ai vertici per un’altra autorizzazione che interessa sempre il metanodotto Rete adriatica, quasi 700 km di condotta per spingere, per mezzo della centrale di compressione autorizzata a marzo e da costruire a Sulmona (Aq), il gas naturale a Nord passando per aree a massimo rischio sismico. Parliamo del metano, fonte fossile, che la Snam venderà all’Europa con enormi profitti soprattutto con enormi sacrifici, anche in termini di sicurezza, per le popolazioni assoggettate all’opera della multinazionale. Nulla di fatto dunque, il copioso fronte del no abruzzese ha ribadito la contrarietà al progetto Snam.

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‘No alla riunione del 4 aprile’ lo chiedono 11 parlamentari M5S alla presidenza del Consiglio ministri

Undici parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono, con una lettera indirizzata alla presidenza del consiglio del ministri, di non procedere alla riunione del 4 aprile 2018. L’istruttoria, cosi definita dal dirigente del dipartimento coordinamento affari amministrativi, é l’ultimo passaggio per superare il diniego all’intesa delle Regioni Abruzzo (Dg 132 del 2015) e Umbria e aprire all’autorizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno. Parliamo dell’ultimo segmento del progetto Snam Rete adriatica, quasi 700 km di condotta che spingeranno il metano a Nord, per vederlo con profitto per la multinazionale, attraversando aree a massimo rischio sismico nei crateri dei più grandi e recenti terremoti italiani. Deputati e senatori a 5 stelle chiedono ai vertici del governo dimissionario, incaricato ormai solo degli affari correnti, di rimandare ogni atto al governo che ottenga la fiducia del Parlamento e che comincerà a formarsi proprio nella stessa giornata dell’incontro. Più che amministrativa l’istruttoria vela il compimento della linea politica che ha definito le scelte, ormai anacronistiche, degli esecutivi targati Pd e anche Forza Italia, risultati perdenti nelle elezioni politiche del 4 marzo. Constatando l’impossibilità a superare il diniego delle Regioni, l’autorizzazione sarebbe rimessa ai vertici del governo, passando all’ulteriore e definitivo passaggio di autorizzazione. Situazione quest’ultima da cui difficilmente si può tornare indietro per riconsiderare e rivalutare il progetto nato nel 2005.

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La nota integrale. “Spett.le Presidenza del consiglio dei ministri Dipartimento per il coordinamento amministrativo Roma
Da notizie di stampa si apprende che il capo Dipartimento per il coordinamento amministrativo e la struttura di supporto che opera nel settore dell’attuazione, in via amministrativa, delle politiche del Governo ha convocato in data 4 Aprile 2018 il confronto conclusivo sull’iter riguardante l’istanza di autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’opera denominata Metanodotto Sulmona-Foligno DN 1200 (48”). Tale riunione, si presume, sarebbe indetta al fine di avviare a conclusione il processo di autorizzazione del metanodotto attraverso l’individuazione di una soluzione politica condivisa tra le amministrazioni coinvolte ed in particolare con la Regione Abruzzo che, con la Delibera di giunta regionale n.132 del 20 febbraio 2015, ha espresso il diniego all’intesa avverso l’adozione positiva dell’atto conclusivo del procedimento dell’opera sopra citata.
A tal proposito i firmatari ritengono che a pochi giorni dalla notizia delle dimissioni del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sia doveroso sollevare dubbi sulla legittimità procedurale che riguarda qualsiasi atto del Governo conseguente ad un atto politico. Infatti, a seguito delle dimissioni sopra citate, il Governo rimane in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, cioè di atti indifferibili ed urgenti e, quindi, estranei all’esercizio dell’indirizzo politico. In questo caso non siamo di fronte all’esercizio di affari correnti o indifferibili, bensì trattasi di una procedura attivata per porre rimedio, attraverso una decisione necessariamente politica, al diniego di una delle amministrazioni coinvolte, ovvero la Regione Abruzzo.
Si rammenta che da pochi giorni si è insediato il nuovo Parlamento, in seguito alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 che ha determinato uno scenario politico sicuramente differente dal precedente. È del tutto evidente, quindi, che l’attuale Governo dimissionario non ha alcuna legittimazione a proseguire l’iter autorizzatorio di un’opera dichiarata strategica in quanto il presupposto di ogni attività di Governo è l’iniziale fiducia accordata dalle Camere.
Si chiede, quindi, di non procedere alla riunione del 4 aprile 2018 e rimandare ogni atto al prossimo Governo che ottenga la fiducia del Parlamento. I parlamentari abruzzesi del M5S”.

Centrale Snam autorizzata, ecco il decreto. Snam: un anno di monitoraggio e poi il cantiere

Sulmona (Aq). Nel decreto del 9 marzo di 6 pagine Gilberto Dialuce, direttore generale del ministero dello sviluppo economico, dà il via libera definitivo alla realizzazione dell’impianto di compressione del gas naturale a Case Pente. Sono trascorsi appena 5 giorni dalle elezioni Politiche, per i rinnovo del Parlamento italiano, che hanno decretato la vittoria del Movimento 5 stelle e del centro destra, con il movimento di Salvini che per preferenze ha superato Forza Italia.

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Incontro con le associazioni per il ricorso contro il Progetto Snam. Il punto di quanto va fatto Report

Convocato a Pescara il III incontro per definire il ricorso al Tar, da presentare entro il 10 marzo, per la centrale di spinta e metanodotto Snam. L’avviso è arrivato stamane a tutti i rappresentanti delle associazioni e dei Comitati impegnati nella vertenza sul progetto Rete adriatica. Ai comitati è stato dedicato proprio il terzo incontro per confrontarsi. Non manca qualche critica dal Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona esternata qualche minuto prima di ricevere la convocazione per l’assemblea di lunedì prossimo, fissato alle ore 15 nel capoluogo adriatico.

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Secondo incontro per i Ricorsi #NoSnam. Mazzocca sempre disponibile ad incontrare le Associazioni

Pescara. Il sottosegretario d’Abruzzo Mario Mazzocca ha convocato e presieduto il secondo incontro incentrato sulla strategia congiunta per il ricorso amministrativo avverso la costruzione della centrale Snam e la realizzazione del tratto Sulmona-Foligno del metanodotto. 

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No Snam, incontro a Pescara. Mazzocca: Strategia comune Contro Centrale e Metanodotto

Pescara. Poco il tempo a disposizione, ma tutte le forze sono in campo e si stanno organizzando. Oggi nel capoluogo adriatico importante incontro tra il sottosegretario regionale Mario Mazzocca, il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, il vice sindaco Mirella Iommi, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste Wwf e Legambiente, Luciano Di Tizio e Giuseppe Di Marco, e Antonio Castricone con i legali che, su diversi fronti, raccolgono dati e preparano il ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la delibera del Consiglio dei ministri del 22 dicembre e per fermare la centrale di spinta del metano cuore pulsante del metanodotto Rete Adriatica. 

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Questione Centrale di spinta e Gasdotto Snam: Fuori da strumentalizzazioni elettorali

L’Aquila. Il Consigliere regionale Mauro Febbo è benvenuto sulla questione del gasdotto Snam. A fare gli onori di casa il presidente della commissione regionale ambiente e territorio Pierpaolo Pietrucci che da tempo si occupa del problema così la giunta regionale.

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Risoluzioni su rincari Autostrada e Gasdotto Snam per impegno al Tracciato Alternativo

Pierpaolo Pietrucci
Pierpaolo Pietrucci

Ennesima risoluzione in Commissione regionale ambiente e territorio votata oggi per il gasdotto Snam e la centrale di spinta da realizzare a Sulmona, rispetto alle altre approvate in questi anni, il provvedimento di oggi è volto “a costruire con le autorità nazionali un processo che porti alla predisposizione di una proposta di tracciato alternativa a quello che coinvolge la dorsale appenninica” in area a massimo rischio sismico. Così spiega il presidente Pierpaolo Pietrucci che presentando anche questa Risoluzione richiama quella della Commissione ambiente della Camera dei deputati. Nel 2012 questo organo parlamentare approvò una Risoluzione, mai attuata, per la convocazione di un Tavolo nazionale volto alla definizione di una soluzione alternativa al tracciato del gasdotto. Si può fare di pèiù, oltre al ricorso al Tribunale amministrativo regionale che verrà attivato grazie all’iniziativa del sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, che si è dimessa proprio per protestare sul via libera alla Centrale (del 22 dicembre alla Presidenza del Consiglio dei ministri) occorrerebbe impegnarsi anche su altri fronti, insistendo nel rispetto degli usi civici per i 20 km di tracciato del gasdotto che corrono sulle frazioni aquilane, e magari anche per un ricorso alla Corte di giustizia europea contro la procedura scelta arbitrariamente dalla multinazionale del gas per far autorizzare il Progetto Rete adriatica proprio spezzettandolo in 5 sottoprogetti, ciascuno autorizzato come parte a sé stante, pratica (salami slicing) condannata dalla Corte europea con la direttiva Via 85/337 e persino dalla stessa Regione. Nella procedura statale  si va avanti autorizzando singole parti del tracciato e a parte la centrale senza considerare il Rete Adriatica un unico progetto, violando così la direttiva Ce. Così l’Italia sarebbe assoggettabile all’ennesima procedura di infrazione (chiamata anche ricorso per inadempimento, nella fase contenziosa della procedura) procedimento a carattere giurisdizionale eventuale (disciplinato dagli articoli 258 e 259 Tfue) volto a sanzionare gli Stati membri dell’Ue responsabili della violazione degli obblighi derivanti dal diritto comunitario.

Le Risoluzioni sono state approvate oggi con i voti favorevoli di tutti i gruppi (per la maggioranza Maurizio Di Nicola, Lorenzo Berardinetti e Luciano Monticelli, per l’opposizione Lorenzo Sospiri e Riccardo Mercante, alcuni dei quali delegati dai consiglieri assenti, ad eccezione di Leandro Bracco che non ha votato). Con la seconda risoluzione s’interviene sui rincari dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25. “Nel caso dei rincari dei pedaggi autostradali a porre in atto una strategia nei confronti del governo e degli enti preposti in due fasi: nel breve termine sospendere gli aumenti e individuare efficaci soluzioni per la riduzione per chi è maggiormente colpito, mentre nel medio e lungo termine adottare soluzioni volte alla riduzione dei costi di transito, come la declassificazione di alcuni tratti, un contributo da parte della fiscalità generale e il ritorno alla gestione pubblica della autostrade A24 e A25. Pietrucci si dice “soddisfatto dell’approvazione di questi due atti. Si tratta di battaglie e situazioni che reputo vitali per le prospettive della nostra regione, che non può prescindere per il proprio sviluppo da fattori come la tutela dell’ambiente e del paesaggio e l’efficacia e la sostenibilità delle connessioni infrastrutturali. Non ho nessuna intenzione di mollare, la mia tenacia sarà costante”.

mariatrozzi77@gmail.com

Per approfondimenti sul Progetto Snam (qui)

Risoluzione Snam     Risoluzione Autostrade

Vignetta

Febbo in equilibrio sulla faglia del Morrone