Tag: radioattività

Stallo per l’acquifero, l’Osservatorio H20 annuncia un’assemblea

Teramo. Cosa porterà il nuovo anno all’acqua del Gran Sasso? Alcuni ambientalisti abruzzesi non sanno darsi ancora una risposta e per loro la situazione è di stallo per la messa in sicurezza dell’acquifero, almeno così riferisce l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso che convoca un’assemblea sabato 13 gennaio nel capoluogo della val Vibrata alle ore 16.30 nel circolo Arci officine indipendenti in via Vezzola 7/9. 

SOxS Gran Sasso Vignetta Ultimafrontiera.net  

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Passiamo ai fatti, Osservatorio H20 consegna le schede sull’Acquifero del Gran Sasso

Teramo. É tempo di passare ai fatti per l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso che scrive ai consiglieri in vista del consiglio regionale del 12 dicembre. Così Wwf, Legambiente, Mountain Wilderness, Arci, ProNatura, Cittadinanzattiva inviano al presidente della Regione, agli assessori e a tutti i consiglieri una scheda sulla situazione dell’acquifero del Gran Sasso

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Esperimento Sox “Consultate esperti veri” è l’appello alla Stampa di chi non ne può più di ‘allarmismo radioattivo’

“E se fossero consultati esperti veri? Magari un fisico radioprotezionista…- sulle voci allarmanti diffuse per l’esperimento Sox, condotto nell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) del Gran Sasso, finalmente una giusta riflessione da parte di chi, di queste cose, se ne intende. Si tratta di Giovanni Damiani, già direttore tecnico dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta Abruzzo), soprattutto, è stato direttore Anpa, l’Autorità di sicurezza nucleare e per la radioprotezione.

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Esperimento Sox, il Responsabile: ‘Non ci sono rischi per l’Acqua’. Sindaci, Provincia e Associazioni ne chiedono la Sospensione

Teramo. Anche alcune associazioni dei consumatori chiedono la sospensione dell’esperimento Sox dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) del Gran Sasso dopo la richiesta d’immediata sospensione dell’esperimento decisa, con un documento votato all’unanimità, dai sindaci del teramano e dal presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, riuniti ieri in assemblea. Nel documento si chiede anche d’intervenire per garantire le massime condizioni di sicurezza della salute dei cittadini e, in particolare, di preservare le sorgenti d’acqua.

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Verso la Manifestazione per l’Acqua Trasparente di Sabato

Teramo. Si avvicina l’11 novembre quando il popolo dell’acqua marcerà nella manifestazione per l’Acqua trasparente promossa dall’Osservatorio indipendente per l’acqua del Gran Sasso che riunisce le associazioni Wwf, Legambiente, Mountain wilderness, Aeci, ProNatura, Cittadinanzattiva, Guardie ambientali d’Italia, Fiab, Cau, Italia Nostra e Fai. 

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Esperimento Nucleare nei Laboratori del Gran Sasso: il diritto di decidere

Lanciano (Ch).Domani alle ore 18 a palazzo degli studi  incontro dal tema il diritto di decidere se l’esperimento nucleare nei laboratori del Gran Sasso possa essere permesso nonostante gli enormi rischi che produrrebbe.

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Vacca: Interrogazione sugli esperimenti nel laboratorio del Gran Sasso

Dubbi e opacità sollevate dalle associazioni ambientaliste e considerate anche le criticità emerse in passato sugli esperimenti nei laboratori del Gran Sasso il Movimento 5 Stelle ha depositato un’interrogazione ai ministri dell’ambiente, dello sviluppo economico e della ricerca per cercare di fare un po’ di chiarezza su quello che sembra essere un esperimento potenzialmente ad altissimo rischio per gli abruzzesi e non solo.

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Esperimenti con materiale radioattivo sul Gran Sasso, la Regione chiede di fermarli. L’Osservatorio: non basta

Teramo. “La situazione che si sta vivendo sulla gestione dell’acquifero del Gran Sasso è oltre ogni immaginazione” è questo il commento del Wwf Teramo all’annuncio che nei Laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso sarebbe stoccato materiale radioattivo per delle operazioni che sarebbero autorizzate. Continua a leggere “Esperimenti con materiale radioattivo sul Gran Sasso, la Regione chiede di fermarli. L’Osservatorio: non basta”

Pericolose, tossiche e radioattive. Ecco le sostanze trattate nei Laboratori di fisica Nucleare del Gran Sasso vicino alla captazione dell’acqua potabile

Abruzzo. Quattro pagine, una sfilza di materiali inquietanti riempiono l’elenco aggiornato delle sostanze usate nell’Istituto nazionale di fisica nucleare, il rischio? La captazione dell’acqua per dissetare mezza popolazione d’Abruzzo si fa proprio lì, nel cuore gigante degli Appennini. 

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Deposito nazionale. Per Legambiente le scorie ad alta radioattività vanno spedite all’estero

Torino. Impossibile gestire nel lungo periodo le scorie ad alta attività, sia chiaro. Questo perché nel mondo non esiste un sistema in grado di mantenerle al sicuro sin tanto che diventino innocue. L’Italia deve trovare posto per 15 mila metri cubi di rifiuti nucleari che, anche dopo millenni, restano pericolosissimi. Per Legambiente vanno smaltiti all’estero, in un deposito internazionale perché l’Italia non è in grado di gestirli nemmeno temporaneamente. In verità, in tutto il Pianeta, il problema è lo stesso perché non esiste ancora una tecnologia in grado di garantire in sicurezza le scorie ad alta attività soprattutto se depositate permanentemente in un unico impianto. Lo scarica barile dello stoccaggio in un deposito internazionale non convince e importerebbe un grosso dispendio di risorse economiche per mantenerle all’estero nell’illusione che sia per sempre. Prevedere cosa sarà, tra 100 mila anni, del deposito di scorie ad alta attività è davvero un terno al lotto. Per Legambiente è allora urgente il distinguo tra stoccaggi di scorie nucleari, realizzando un deposito unico nazionale solo per i rifiuti a bassa e media radioattività, ossia 75 mila metri cubi di scorie che restano pericolose almeno 300 anni. Sono da aggiungere 1.000 metri cubi di combustibile ritrattato di ritorno da Francia e Gran Bretagna. 

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Deposito nazionale scorie per individuare il sito l’Ispra esclude i sismologi

Se davvero queste sono le premesse è facile trarre conclusioni, nemmeno tanto affrettate, sulla futura allocazione del deposito nazionale di scorie nucleari. L’Enea-Disp (Ente per le Nuove tecnologie, Energia e Ambiente – divisione sicurezza e protezione) negli anni 1989 -1990 effettuò uno studio per verificare se il deposito di munizioni di Pratola Peligna, con altri siti del demanio militare, avesse i requisiti per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi. Lo studio collocò colle San Cosimo in ultima posizione. Checché se ne possa dire, la rassicurante dichiarazione del vice ministro della difesa nel 2007, Marco Verzaschi, trascurò di indicare che anche se ultimo della black list, tra le possibili discariche di materiale nucleare, Colle San Cosimo era il quarto (IV) in coda ad altri 3 siti di possibile stoccaggio delle scorie, dunque il deposito di munizione era adatto a contenerle, ma su quali basi? La domanda a questo punto non è solo dove, ma quando per decidere il luogo della discarica di rifiuti radioattivi. Si sceglierà un luogo dove l’opposizione di un manipolo di ambientalisti del posto farà il solletico e se l’attivismo nostrano diventerà fastidioso basterà imitare il gioco delle biglie per far schizzare via i granellini di sabbia. Parleranno di effetto nimby (not in my back yard) ‘non nel mio cortile’ schernendo le voci contrarie. Non si deve abbassare la guardia, con le rivelazioni di oggi de Il Fatto quotidiano non c’è davvero da stare allegri, in valle Peligna è allerta per comitati e ambientalisti.

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