Rocca di Mezzo, niente lottizzazione di prato della Madonna, in area protetta

Il Tribunale amministrativo regionale dell’Aquila dà ragione alle associazioni ambientaliste sulla lottizzazione di prato della Madonna, in pieno Parco Sirente-Velino, a Rocca di Mezzo. Read more

Con mamma orsa si lavora sempre per la convivenza, ora più che mai

Dopo la segnalazione della presenza dell’orsa Peppina accompagnata dai suoi 3 cuccioli a Vallelarga di Pettorano sul Gizio ( Aq) il lavoro dei volontari delle associazioni Salviamo l’Orso, Dalla Parte dell’Orso e Wwf si concentra sul controllo e la manutenzione dei circa 100 recinti elettrificati consegnati ed installati nel territorio dal 2014 ad oggi.

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Spiagge e mare liberi dalla Plastica verso Torre del Cerrano

Nuovo appuntamento abruzzese del Wwf con la campagna Spiagge e mare Plastic free lanciata per salvare il mare e le coste dalla plastica.  Read more

Lupi ibridi: scenari inquietanti per il futuro e la tutela della ‘specie protetta’

Il timore è che diventi una giustificazione per abbatterli e così per aprire la caccia al lupo con la scusa dell’ibrido e senza distinzioni sparare sul mucchio. Anche perché è difficile distinguere certi lupi ibridi , ma sicuramente qualche cacciatore con smanie da bracconiere si convincerà di poterli discriminare, per interesse. Vero è che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina e le avvisaglie sugli ultimi tentativi di ridimensionare i pochi branchi di lupo appenninico non rassicurano, così il Piano di conservazione dell’animale. La prospettiva di riaprire la caccia ai predatori non è poi tanto remota anche se da subito Lazio e Puglia e poi Abruzzo, Friuli, Veneto, Piemonte, Liguria e Campania si sono dette contrarie. Il fatto che vengano ospitati in una riserva naturale non rassicura del tutto sullo status di specie protetta Read more

Orso deceduto durante un’operazione di cattura forse allergico all’anestetico

Orso bruno marsicano, foto Andrea Benvenuti
Immagine di Andrea Benvenuti

Lecce nei Marsi (Aq) (Foto di copertina Andrea Benvenuti). Forse una intolleranza all’anestetico ha portato alla morte un giovane orso bruno marsicano di circa 6 anni nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, animale che non sembra essere segnalato tra quelli censiti chiarisce il presidente del Pnalm, Antonio Carrara. “Il Protocollo per le operazioni di cattura dei plantigradi è sempre lo stesso” è testato dagli anni ’90, assicura Carrara, raggiunto telefonicamente per chiarire la triste vicenda. In breve la procedura per la cattura ha sempre funzionato. L’operazione è sempre la stessa e non è cambiato neanche il medicinale iniettato al plantigrado per farlo addormentare, il quantitativo dell’anestetico viene calcolato in base anche alle dimensioni e al peso dell’animale “Che non era affatto piccolo” sottolinea il presidente per l’orso di questa notte. Sembra tutto nella norma ed è proprio per questo che si ipotizza una allergia o intolleranza del plantigrado all’anestetico come causa del decesso o anche una patologia o forse precedente genetico dato che i plantigrado non è sembra essere genticamente tipizzato, non identificato a quanto pare. Attorno alle ore 3 l’orso è entrato nel tubo che lo ha intrappolato. Così è scattato l’allarme e il personale del Pnalm ha raggiunto l’animale che non sarebbe registrato tra quelli dell’anagrafe degli orsi, curata dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Non ha radiocollare e per comprendere a quale gruppo familiare appartiene si procederà alle analisi genetiche, da eseguire in questi giorni, così si riuscirà a capire se è tra quelli confidenti che hanno preso di mira pollai e arnie nelle località di Villavallelonga e Lecce nei Marsi, in queste settimane nell’aquilano. Dopo aver iniettato l’anestetico il personale ha notato qualche problema nell’animale che purtroppo, una volta a terra, sembra abbia cominciato ad avere problemi di respirazione e non si è più risvegliato. Per il momento non c’è alcuna indagine dei Carabinieri forestali né è stato aperto un fascicolo in Procura. La carcassa del plantigrado raggiungerà domattina l’istituto zooprofilattico di Grosseto per la necroscopia necessaria ad accertare la causa della morte. L’orso bruno marsicano è una specie in via d’estinzione, ne sono rimasti una Cinquantina di esemplari e di questo passo se non si corre ai ripari la specie scomparirà, probabilmente, nell’arco di un Ventennio.

mariatrozzi77@gmail.com


Comunicato stampa Pnalm

É deceduto un orso marsicano durante le operazioni di cattura

Questa notte durante un’operazione di cattura da parte dell’Ente Parco si è verificato il decesso di un orso bruno marsicano. La cattura rientra nell’ambito delle attività programmate e regolarmente autorizzate dal Ministero dell’Ambiente previo parere dell’ISPRA per il controllo degli orsi confidenti/problematici.
Nello specifico è stato predisposto un sito di cattura nel Comune di Lecce nei Marsi allestito con Tube trap messa a disposizione dai Carabinieri Forestali. Il sito è stato allestito dal mese di febbraio e controllato quotidianamente tramite videosorveglianza e controllo visivo diretto dal personale del Parco. Questa notte alle 23.30 circa la squadra di cattura, sempre reperibile, è stata allertata dal segnale telefonico di allarme collegato alla tube trap e si è recata immediatamente sul sito verificando la presenza di un orso in trappola. Seguendo il “Protocollo di cattura meccanica e anestesiologica di orsi bruni marsicani in natura e in cattività” ampiamente collaudato con un’intensa attività di cattura a partire dagli anni ’90, la squadra ha effettuato tutte le procedure necessarie ad anestetizzare l’animale e a metterlo in sicurezza. Già nella prima fase dell’operazione l’animale ha manifestato problemi respiratori che, nonostante le tempestive manovre di rianimazione attuabili in campo, hanno portato al decesso dell’animale nel giro di poco tempo. Si tratta di un giovane maschio che in precedenza non era mai stato marcato né radiocollarato.La carcassa è stata trasportata presso il Centro dell’Ente a Pescasseroli in attesa di essere trasferita all’IZS per l’accertamento delle cause di morte. Durante la mattinata il Parco ha provveduto ad informare il Reparto Carabinieri del Parco, il Ministero dell’Ambiente e ISPRA. Il Presidente del Parco Antonio Carrara dichiara: “É la prima volta che ci troviamo di fronte ad una emergenza anestesiologica in occasione di una cattura. Per quanto il Protocollo utilizzato riduca al minimo i rischi per l’orso, questi ultimi non si possono in ogni caso escludere totalmente. Confermo la piena fiducia nello staff del parco e mi auguro che l’analisi necroscopica possa fare piena luce sulle cause di morte.” Come sempre l’Ente Parco provvederà ad informare sugli sviluppi della vicenda. Comunicato stampa n. 07/2018 Pescasseroli, 19 aprile 2018


Wwf Italia: Perdita gravissima che complica ancora di più la conservazione “Fondamentale rivedere i protocolli e convocare stati generali”

Apprendiamo con sconcerto la notizia della morte di un esemplare maschio di Orso bruno marsicano (sottospecie appenninica di orso bruno) durante un’operazione di cattura eseguita dal personale addetto dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Attendiamo i risultati delle analisi che saranno condotte sull’animale, nella speranza che possano chiarire meglio le dinamiche di quanto accaduto, ma di certo che ci si trova davanti ad una perdita gravissima, considerato che si tratta di una sottospecie in via d’estinzione che conta ormai solo 50 individui o poco più. Visti i recenti casi simili (ad esempio l’orsa Daniza in Trentino), per il Wwf è fondamentale rivedere i protocolli operativi sulla cattura di orsi, affinché garantiscano standard di sicurezza maggiormente cautelativi per la salute degli animali. Nel frattempo il Wwf chiede al Parco di sospendere o ridurre solo ai casi inevitabili la cattura e la sedazione degli orsi. Prima di sottoporre gli animali ad un rischioso stress e ai pericoli collegati alla cattura, occorrerebbe, infatti, mettere in atto strategie rivolte alle comunità locali affinché modifichino quelle attività e quei comportamenti (come lasciare fonti di cibo accessibili agli orsi o avere cani non al guinzaglio in aree dove è segnalata la presenza dell’orso) in gran parte responsabili dei comportamenti confidenti da parte di questi animali. Il Wwf, dopo i fatti di Villavallelonga (Aq) e di Predera (Tn), aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente di convocare un summit per l’Orso bruno, finalizzato ad analizzare i casi accaduti e verificare la possibilità di rivedere le modalità di gestione delle interazioni tra uomo e plantigrado, affrontando in quest’occasione anche la revisione dei protocolli da adottare in situazioni di orsi confidenti (per orsi confidenti e/o problematici si intendono quegli animali che provocano danni o sono protagonisti di interazioni tra uomo e orso con una frequenza tale da creare problemi economici e sociali al punto da richiedere un immediato intervento gestionale risolutivo). Dopo quest’ulteriore drammatico evento il Wwftorna a sollecitare le istituzioni affinché siano messi in piedi tutti i meccanismi necessari ad azzerare la perdita di individui di Orso bruno marsicano, una sottospecie unica al mondo, il cui futuro è minacciato.

Il punto di vista di Nicola Cimini direttore del Parco nazionale Maiella dal 1997 al 2013: “La morte del giovane esemplare di orso Marsicano, a seguito di narcotizzazione per munirlo di radiocollare per finalità di ricerca, non può essere definita un tragico incidente. Proprio per il fatto che l’operazione di narcosi non è esente da rischi e che le ricerche sulla specie hanno generato altri morti per cause dirette ed indirette, sono sempre più convinto che se vogliamo veramente salvare l’orso marsicano bisogna lasciarlo in pace. Niente catture, ma semine e piantumazioni mirate all’interno della zona a più alta protezione e chiusura di molte strade forestali”.

Articolo del 2004 (di seguito) in cui sono state sintetizzate dal Parco Maiella come cause fondamentali di crisi della specie e le poche azioni per ripristinare almeno parzialmente l’habitat secolare compromesso.

Archivio

Necrologio dell’Orso Bruno Marsicano

Attacco all’Area Protetta del Cerrano, la Regione autorizza gli sversamenti

Quel che non è mio non sarà mai tuo, così quando tutto attorno sarà ricolmo di sedimenti di dragaggio e resterà ben poco dell’area marina protetta Torre del Cerrano (Amp) cosa si potrà pescare da quelle parti e a quelle condizioni, dopo gli sversamenti. Il Servizio gestione rifiuti della Regione Abruzzo ha concesso l’autorizzazione per lo sversamento in mare, sulla parte contigua all’Area marina protetta, di sedimenti derivanti dai lavori di dragaggio del porto di Ortona (Ch), di fatto un’area industriale.  Il punto è Sito di interesse comunitario (Sic). 

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Collaborazione per monitoraggio a 3 miglia da costa

Collaborazione tra Arta e Area protetta torre del Cerrano per monitorare fino a 3 miglia dalla costa.
Il direttore dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, Francesco Chiavaroli, e il presidente del consorzio di gestione dell’area marina protetta Torre del Cerrano, Leone Cantarini, hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per il monitoraggio dello stato dell’ambiente marino fino a 3 miglia dalla costa nell’area matina protetta.

L’agenzia effettuerà le attività di campionamento, rilievi ed analisi secondo il cronoprogramma approvato dal ministero dell’Ambiente in applicazione della direttiva quadro europea sulla strategia per l’Ambiente marino 2008/Ce/56, nella quale è previsto che ogni stato membro sviluppi una strategia per il conseguimento o il mantenimento del buono stato ambientale (Good environmental status Ges) dell’ambiente marino entro il 2020.

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Area del Cerrano. Soluzioni pasticciate e torna l’incubo Turbossoffianti

Pineto (Te). L’Assessore regionale all’agrizoltura, con delega alla pesca, Dino Pepe, ha convocato la Conferenza regionale sulla pesca per venerdì con all’ordine del giorno l’acquisizione del parere sulla proposta di riformulazione del Regolamento di disciplina delle attività consentite nell’Area marina protetta Torre di Cerrano, relativamente all’impiego nell’area, o in parte di essa, di un’attrezzatura per la pesca delle vongole. Alla convocazione viene allegata la proposta di impiegare un attrezzo per la pesca avanzata da una ditta costruttrice ,su richiesta del Cogevo, il Consorzio di gestione delle vongole. Read more

Parco Gran Sasso: direttivo di soli uomini. Auguri e figli maschi!

L’Aquila. Come volevasi dimostrare, roba da maschi! Nemmeno a dirlo, manco l’ombra di una donna nel nuovo direttivo per soli uomini e che nomine per il Parco nazionale Gran Sasso monti della Laga!  Read more