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Italica sui Migranti: ai Comuni montani ‘disponibili’ la Regione garantisca Futuro e Sviluppo

Sulmona (Aq). Torna sulla questione migranti Alberto Di Giandomenico. Il coordinatore di Italica Identità e Territorio parte proprio dalla notizia dell’aumento dei fondi per l’accoglienza migranti e del contestuale  dimezzamento del bonus bebé. Alla Regione, Italica chiede concertazione, Di Giandomenico propone di, programmare, sul posto, uno sviluppo economico consono ai Comuni montani disponibili, loro malgrado, ad ospitare.

Aggiornamento 1  e 2

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Piano faunistico venatorio regionale, convenzione con Ispra per le linee guida

Pescara. Convenzione stipulata tra la Regione e l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), per le linee guida nella redazione del Piano faunistico venatorio regionale che, più volte modificato, risale al 1992.

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Ospedale Sulmona. Di Giandomenico: ‘C’è qualcosa dietro le promesse?’. Chiesto incontro a Gerosolimo

Sulmona (Aq). “Un depotenziamento spacciato per successo è il declassamento dell’ospedale di Sulmona visto con gli occhi dell’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosoliomo, che ha chiamato a raccolta i primi cittadini peligni” non usa mezzi termini il coordinatore di Sovranità Sulmona, Alberto Di Giandomenico, per commentare l’incontro sulla programmazione sanitaria tenuto l’8 luglio nel capoluogo Peligno chiedendo all’assessore alle aree interne un incontro chiarificatore. 

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Risorse comparto edile per ‘sostenere le aree arretrate’, ma si progetta la demolizione dei viadotti nell’entroterra. I paradossi abruzzesi

Avezzano (Aq). I dati snocciolati oggi al convegno marsicano degli architetti, cui ha partecipato l’assessore regionale alle aree interne Andrea Gerosolimo, confermano che il Partenariato pubblico privato (Ppp) e la Finanza di progetto (Project financing) sono strumenti utili alla realizzazione di grandi opere e d’infrastrutture ridotte. L’espressione calza a pennello al caso della valle Peligna: “L’Abruzzo viaggia a 2 velocità” dichiara l’assessore Georsolimo che annuncia una programmazione e sollecita un utilizzo immediato ed efficiente delle risorse comunitarie soprattutto a sostegno delle aree interne quelle che mancherebbero addirittura di progettualità. In pratica però quelle stesse istituzioni regionali che sostengono, a voce, lo sviluppo delle aree a velocità ridotta vedono con favore il progetto che prevede la demolizione di un intero viadotto autostradale, mutilando le autostrade (A24 e A25) nel tratto Cocullo – Pratola, proprio in valle Peligna dove, se non s’interviene con efficacia, presto si viaggerà col calesse. Quella parte del tracciato è inclusa tra le opere strategiche con finalità di protezione civile riconosciute dal Decreto del presidente del consiglio dei ministri del 21.10.2003. Un tratto sacrificabile però se si possono risparmiare pochi minuti realizzando delle bretelle, se si può aggiungere qualche casello visto come manna dal cielo a poca distanza da località montane oggi quasi isolate. Questo a scapito di altre comunità più numerose. La legge dei grandi numeri questa volta non conviene? A lungo termine, probabilmente, queste varianti finiranno col pesare sul bilancio familiare e pubblico, le tariffe, e sui posti di lavoro che nella società che gestisce l’autostrada abruzzese sono già stati abbondantemente ridimensionati, complici anche gli sportelli automatizzati.

In pratica, per realizzare le bretelle autostradali e risparmiare una manciata di minuti per raggiungere Pescara da Roma, l’intenzione è di isolare l’entroterra abruzzese (Peligno, Sangrino, in parte Marsicano e l’area del Sagittario) penalizzandolo proprio attraverso le tanto decantate grandi opere per l’Abruzzo, tutto per garantire sviluppo alle aree interne! Non pare un controsenso? La più recente proposta avanzata da Società dei parchi, chiamata solo ad adeguare e mettere in sicurezza l’infrastruttura, ma che si attribuisce il compito di decidere sul destino dei viadotti del tracciato autostradale che gestisce (A24 e A25), porta a mutilare l’autostrada. Così siamo fuori tema per l’adeguamento imposto dalla legge 228 del 24 novembre 2012 e che i primi cittadini dovrebbero sollecitare, pretendere e denunciare. Di 339 viadotti e 55 gallerie solo in valle Peligna non sarebbe possibile adeguare piloni, strada e tunnel, da eliminare, non sembra assurdo? E intanto che si attende un adeguamento del tracciato peligno, cosa dichiarano alcuni sindaci dei territori penalizzati dallo smantellamento? Invece di verificare lo stato attuale dei viadotti che attraversano i territori di competenza, pretendendo la manutenzione a chi è obbligato a farla, invece di opporsi nettamente ad un progetto che così com’è impostato non ha motivo di esistere, molti dei primi cittadini tacciono e altri si mettono a discutere sul progetto che per loro sarebbe da rivedere e che si dovrebbe, forse, modificare. Dando già per scontato che comunque qualcosa possa passare di quel piano. Dal canto suo, il presidente della Provinvia, Antonio De Crescentiis, sindaco di Pratola Peligna, chiede al sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, alla Regione e ai parlamentari di schierarsi dalla parte del territorio per dire pubblicamente no a questo devastante progetto e non intende arretrare di un millimetro, De Crescentiis, rispetto alla chiara posizione di contrarietà alla realizzazione della variante autostradale proposta dalla società concessionaria Strada dei Parchi, pur alla luce delle modifiche apportate al progetto iniziale.
In breve, ai vertici regionali il rilancio economico è visto probabilmente solo in chiave di rilancio del settore edile, quando conviene. Si costruisce da capo, ma di mantenere l’esistente non se ne parla, troppo impegnativo, e la questione si complica, allora è meglio tagliare i rami secchi e tutto quello che non fa guadagnare sacrificando l’ambiente. Ciò deve far riflettere su quelle che saranno le prossime battaglie dei territori in una regione verde ormai solo sulla cartina geografica.

Il quadro generale dei fondi comunitari a disposizione della Regione per il settore delle costruzioni è stato tracciato questa mattina nell’incontro organizzato dall’Ordine degli architetti, dal capo dipartimento della presidenza e rapporti con l’Europa, Giovanni Savini. Nel Programma attuativo regionale fondo sviluppo e coesione (Par Fsc 2007-2013) si conterebbero 594,993 milioni, Master plan e Fondi programmazione 2014-2020. Le risorse Par Fsc sarebbero state tutte impegnate. Ad oggi sono stati avviati circa 1300 progetti che coprono oltre il 90% delle risorse disponibili. Il Masterplan prevede 1,5 miliardi di euro di opere pubbliche, 77 interventi prioritari. Tra i nuovi fondi comunitari, il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) che ha una dotazione di 231,6 milioni di euro è quello che ha più impatto sul settore delle costruzioni. Le risorse del Fondo sociale europeo (Fse), ossia 142,5 milioni di euro, sarebbero utilizzate per rafforzare ed adeguare le competenze degli addetti al settore. Oltre un miliardo di euro deriverebbe dal nuovo Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) poi denominato Fondo di sviluppo e coesione (Fsc). In base alle priorità strategiche del Programma operativo regionale (Por Fesr) del Fondo europeo di sviluppo – che mira a consolidare la coesione economica e sociale dell’Unione europea correggendo gli squilibri fra le regioni – Abruzzo 2014-2020 e dei target al 2018, per la riserva di efficacia, la Regione potrebbe arrivare a mobilitare circa 120 milioni di euro nei prossimi 18 mesi se si reperiscono 12 milioni di euro per il cofinanziamento regionale.

“Nei prossimi mesi i fondi comunitari attivati dalla Regione Abruzzo daranno un forte stimolo al comparto edile e al sistema produttivo regionale. Solo attraverso un utilizzo veloce ed efficiente di queste risorse è possibile consolidare una fase di crescita delle imprese. Dobbiamo essere bravi a centellinare i fondi che la Comunità europea ci assegna affinché possano generare prodotto interno lordo, con intelligenza e razionalità, seguendo progetti che ci permettano di fare il salto di qualità” dichiara l’assessore al lavoro Gerosolimo intervenuto ad Avezzano al convegno sul Partenariato pubblico e privato e la finanza di progetto: gli strumenti per sostenere lo sviluppo in Abruzzo. “Sta per partire la nuova programmazione – ha aggiunto Gerosolimo -Purtroppo, abbiamo una regione che viaggia a 2 velocità tra costa e zone interne. Quest’ultime si muovono a velocità ridotta, hanno oggettiva difficoltà a svilupparsi. Dobbiamo utilizzare, quindi, tutti gli strumenti a nostra disposizione per sostenere lo sviluppo di queste aree più arretrate dove manca anche la capacità progettuale necessaria. Abbiamo deciso di dedicare una quota di riserva del Fse, 142,5 milioni (meno della metà di quello che aveva a disposizione la precedente amministrazione) proprio per le zone più sofferenti. Dobbiamo essere capaci di presentare progetti all’altezza, selezionarli e fare in modo che continuino a sviluppare effetti sul territorio”.

mariatrozzi77@gmail.com

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Viadotti Peligni da demolire. La Regione dice e fa le bretelle di Toto