Sentenza Bussi, con le motivazioni si farebbero passi avanti per la tutela ambientale

Meno di 50 pagine per le motivazioni della sentenza Bussi che secondo l’avvocato di Stato, Cristina Gerardis, farebbero fare un passo avanti. Nella pronuncia della IV sezione penale della suprema corte sarebbe confermata un’estensione dell’applicazione dei reati di disastro ambientale e avvelenamento ad altre ipotesi: l’inquinamento delle acque sotterranee per l’avvelenamento e anche per il disastro ambientale si configurerebbe il delitto nel caso di mancanza di azione, di condotta omissiva o che sminuisce la gravità dei fatti per non allarmare o ancora che falsa i dati allo scopo di non far sapere e tenere sotto silenzio.

Aggiornamento

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Messa in sicurezza A24-A25, altro che scippo! Delibera di 3 mesi fa ha consentito a Mit di attingere, in anticipo, ai fondi Fsc

Sul tema della messa in sicurezza dell’autostrada A24-A25, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha rispettato in pieno l’indirizzo della delibera della Regione Abruzzo (n. 499 del 9 luglio) e con pragmatico senso di urgenza ha inteso avviare subito gli interventi ormai improcrastinabili di messa in sicurezza delle arterie autostradali a rischio tellurico. Lo spiega il ministero dei trasporti (Mit) in una nota.

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Orso ucciso a Pettorano, il pm chiede l’assoluzione, a sentenza nel pomeriggio

Sulmona (Aq). Si va a sentenza oggi, verso le ore 15, per l’orso ucciso a Pettorano sul Gizio il 12 settembre 2014, trovato morto su una pista ciclabile in località Sanbt’Alberto. Dopo la discussione finale di stamane si avvia a conclusione il procedimento penale a carico di Antonio Centofanti, dipendente Anas 61enne che sparò all’orso Biagio per paura, ammise dinanzi al magistrato che a casa lo ascoltò. Centofanti è accusato di uccisione di animali di specie protetta, (articolo 544 bis del Codice penale) reato che prevede la pena massima di 2 anni di carcere.  L’uomo disse che allarmato dalla figlia, uscì di casa, armato di fucile, poi di essere scivolato e di essere finito a terra, nella caduta partirono i colpi che ferirono l’orso di spalle, nel cortile. 

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Al banco dei testimoni, la figlia dell’operaio che sparò: il pollaio distrutto con animali nuovi ammazzati dall’orso

Sulmona (Aq). Il giudice, Marco Billi, rigetta le eccezioni dell’avvocato della difesa, Francesco Zurlo, sulla costituzione di parte civile delle associazioni ambientaliste, portatrici di interessi diffusi, sottolinea al giudice il legale, appena prima Michele Pezone, avvocato di Wwf e Salviamo l’orso, due delle 7 associazioni ambientaliste (Lav, Lac, earth, Pnalm e Pro Natura) costituitesi parte civile, subito ha replicato che c’è una consolidata giurisprudenza sulla costituzione di parte civile delle associazioni in un procedimento penale. Il giudice monocratico ammette la costituzione e anche le prove articolate delle parti civili. Wwf e Salviamo l’orso hanno chiesto un supplemento di consulenza sulla perizia balistica, elemento che si ritiene fondamentale per desumere la responsabilità dell’impuntato e la dolosità del fatto, è stata ammessa la lista dei testi della difesa. 

Mattino, prima parte

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Prima udienza uccisione Orso: Intervista a Pezone avvocato di Parte civile per Wwf e Salviamo l’orso

​Sulmona (Aq). É stato rinviato a martedì prossimo il processo a carico di un operaio 61enne che nel settembre 2014 uccise, a colpi di fucile, un orso marsicano. Oggi il giudice del Tribunale di Sulmona, Concetta Buccini, sostituiva il titolare del processo Marco Billi, ha proceduto alla costituzione delle parti per rinviare l’udienza al 14 novembre.

Aggiornamenti 1, 2 e 3 

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Parte il Processo per l’uccisione dell’Orso di Pettorano sul Gizio

Sulmona (Aq). Martedì si terrà la prima udienza del processo per l’uccisione, nel 2014 a Pettorano sul Gizio, di un Orso marsicano che fu ribattezzato Biangio proprio in riferimento alla contrada in cui finì la sua disperata ricerca di cibo, agonizzante. Lì venne trovato da un passante che ne filmò gli ultimi attimi di via e che per le immagini chiese persino del denaro. Il plantigrade fu colpito alle spalle da un operaio che lo colpì con un fucile a pallettoni. L’associazione Salviamo l’orso annuncia che si costituirà parte civile nel dibattimento, anche il Wwf ad ottobre 2014 annunciò di costituirsi parte civile nel procedimento contro il presunto responsabile che in questo caso ha confessato di aver ucciso il polantigrade.

Aggiornamento 1  2 3, e 4

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Processo Di Nino: tra minacce di licenziamento e riduzione del lavoro. Le testimonianze degli ex dipendenti

Sulmona (Aq). I fratelli della ditta di autotrasporti di Pratola Peligna sono accusati di aver costretto i dipendenti ad accettare, dietro minaccia di licenziamento o riduzione delle ore di lavoro, stipendi più bassi e turni massacranti. Devono difendersi dalle accuse di estorsione continuata, rimozione dolosa dei dispositivi di prevenzione infortuni sul lavoro (cronotachigrafi) e attentato ai diritti politici del cittadino. Davanti al giudice, Giovanna Bilò, parlano gli ex dipendenti dell’azienda Di Nino.

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I misteri di Stefano. Buio pesto sulla morte dell’orso. Dibattimento per il veterinario

Isernia. Per la morte dell’orso Stefano, la carcassa fu recuperata il 7 luglio 2013 su monte Marrone, venne aperto un fascicolo dalla procura della Repubblica del tribunale di Isernia. A un punto morto il filone principale dell’inchiesta che avrebbe dovuto far luce sul decesso dell’orso. A 3 anni dal fatto l’incognita impera. Domani si terrà l’udienza dibattimentale per il veterinario che esaminò la carcassa dell’animale, l’uomo avrebbe violato il segreto d’ufficio.

Immagine di copertina Siro Baliva

Orso avvelenato a Prati Santa Maria, versante meridionale Sirente

Ottobre 1996

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Sanitopoli. Del Turco prese tangenti. La Cassazione conferma l’induzione indebita, cade l’accusa di associazione a delinquere

Roma. La Cassazione ha confermato che l’ex presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco ha ricevuto 850 mila euro di tangenti, è confermata l’induzione indebita, cade invece l’accusa di associazione a delinquere.

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Bussi bis domani in aula. Il Wwf chiede di ricostruire la verità dei fatti

Pescara. L’auspicio del Wwf è un dibattito pubblico per ricostruire la verità dei fatti, la proposta precede di poche ore l’incontro in aula, nel Tribunale di Pescara, per l’udienza preliminare del processo Bussi bis. Il Gup (giudice per l’udienza preliminare) dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio dei 5 imputati, legati all’Azienda comprensoriale acquedottistica e all’Azienda sanitaria locale di Pescara, accusati della somministrazione di acqua contaminata.  Read more

Processo Bussi. WWF pronto per l’appello. Attese le motivazioni dell’assoluzione in primo grado

Pescara. Tra pochi giorni si procederà al deposito delle motivazioni. Gli ambientalisti del Wwf vanno avanti, non si arrendono, in attesa che i pubblici ministeri decidano sull’eventuale ricorso.
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Processo Bussi: udienza decisiva venerdì

Foto Maria Trozzi

I pozzi della Solvay sembra non siano sufficienti a garantire la depurazione necessaria e prescritta dalla legge (Foto Maria Trozzi)

 

 

 

Chieti. E’stato  un lungo susseguirsi di tattiche processuali per le difese dei 19 imputati, accusati a vario titolo di disastro ambientale e avvelenamento delle acque nel processo Bussi, prima la sostituzione del presidente Geremia Spiniello, per aver rilasciato una intervista nella quale parlava di dare giustizia al territorio e poi i legali delle parti in causa hanno tentato, inutilmente, la carta del trasferimento del processo. Nonostante tutto il nuovo presidente Camillo Romandini, subentrato a Spiniello, ha condotto con rapidità ed efficacia il dibattito rispettando in pieno il calendario: l’ultima udienza è prevista venerdì. Si avvia a conclusione davanti alla Corte d’assise di Chieti il processo di Bussi, la fase preliminare è durata circa 3 anni e 30 udienze, il dibattimento è approdato, nel 2014 davanti alla Corte teatina.   Read more

Bussi inquinamento acque. Mantini: “avvertirono Montedison non i cittadini”

Foto Maria Trozzi
Bussi sul Tirino, polo chimico.

Chieti. Per la discarica dei veleni di Bussi sul Tirino 19 imputati, alcuni deceduti, tutti ex dirigenti ed amministratori della Montedison, sono accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale doloso. Per la responsabilità sulle discariche dei veleni di Bussi stazione, al presidente della Corte d’Assise Camillo Romandini spetta l’ultima parola, la pronuncia del collegio entro Natale. Read more

Nastro trasportatore di Brindisi: monumento all’oscura civiltà del carbone

Brindisi il nastro trasportatore di contrada Cerano
Brindisi il nastro trasportatore di contrada Cerano (foto di Augusto de Sanctis)

Il nastro di 12 chilometri con cui l’Enel (Ente nazionale energia elettrica) trasporta il carbone dal porto alla Centrale Termoelettrica di contrada Cerano, a Brindisi è una vera e propria trincea di alcune decine di metri.  Polveri di carbone alla sbarra: il processo

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