A Tutela dell’Orso Bruno Marsicano, le Misure Messe in Campo da Wwf

Primo obiettivo: eliminare ogni possibile situazione di pericolo così se il Piano d’azione per la tutela dell’Orso Bruno Marsicano (Patom) indica la strategia, il Wwf prende le misure per mettere in campo azioni concrete a salvaguardia dei pochi esemplari rimasti. Tra queste non manca la chiusura delle vasche artificiali. In una in particolare, nella fascia esterna del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm), sono morti annegati 5 orsi in 8 anni.

Immagine di copertina Maria Trozzi

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Nuovo Stop alla Caccia, ma dal Consiglio di Stato: Orso bruno Marsicano tutelato

Il Consiglio di Stato accoglie le richieste di Enpa, Lac, Lav e Wwf con un altro stop alla caccia nel versante laziale della Zona di protezione esterna del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, atto importante per la conservazione e la tutela dell’Orso bruno marsicano. Read more

Wwf: Subito gli Stati Generali dell’Orso Marsicano 

Stati genrai, censimento e la messa in sicurezza delle strutture pericolose, queste le proposte avanzate da associazioni  dopo la morte per annegamento dei 3 orsi, in una vasca che nella fascia esterna – tiene a precisare in un comunicato il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – ha fatto già 2 vittime. Uun momento davvero difficile per l’Ambiente, la fauna selvatica e l’orso, specie simbolo che sempre più rischia d’essere cancellata dalla faccia della terra per l’incuria e l’approssimazione con cui l’uomo gestisce le aree montane. Read more

Altri 3 orsi annegati nella stessa vasca, 5 plantigradi in 8 anni hanno così perso la vita

Sono tutti responsabili, dai proprietari del fondo al Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm) ai Carabinieri forestali. Sulla morte per annegamento di altri 3 orsi, nello stesso bacino artificiale di raccolta dell’acqua in montagna, nella fascia esterna dell’area protetta, intervengono Salviamo l’Orso, Dalla parte dell’Orso, l’Associazione italiana per la Wilderness e Wwf Abruzzo che puntano il dito sull’indolenza umana e sui soggetti delegati alla tutela di questa specie in via d’estinzione con appena una cinquantina di esemplari in vita. Sconcertante è sapere che quella vasca, nel cuore del Pnalm, aveva già mietuto vittime in passato e la lezione non è bastata.

Aggiornamento 1 e 2

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Sorpresa: il Gambero di fiume e la Lontra colonizzano nuovi siti del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise

La presenza del Gambero di fiume e della Lontra lungo il corso del fiume Sangro, viene salutata con grande entusiasmo perché le 2 specie sono protette e la direttiva Habitat (Ue) le classifica come prioritarie. La conferma arriva anche da un recente monitoraggio autorizzato dal Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). Read more

Orso Bruno Marsicano, a Scanno sarà presentato il Rapporto 2017

Dopo 12 anni di conteggi poco promettenti, nel Pnalm lo scorso è stato un anno florido per le nascite degli orsetti e sembra che anche il 2018 sia all’altezza dei numeri registrati. La speranza è che le nascite dei piccoli  si moltiplichino nel tempo, con la crescita dei nuovi arrivati, così da rafforzare quel timido, ma importante movimento di orsi fuori dall’areale storico e realizzare una popolazione di Obm (Orso bruno marsicano) nell’Appennino Centrale. Read more

Area verde sul Sangro, il Wwf in prima linea per evitate i tagli degli alberi previsti nel progetto

Opi (Aq). Problemi per l’area verde da realizzare nel Parco nazionale d’Abruzzo, lazio e Molise, il progetto (fiume Sangro Por fers 2014/2020 asse VI, Tutela e valorizzazione delle risorse naturali e culturali linea di azione 6.5.A.2) prevede il taglio di 14 alberi e di altri eventuali 9 fusti, aspetto incoerente per un’area protetta che non viene vietato né stralciato dal progetto. In breve l’operazione è rimandata a considerazioni sul prevedibile crollo dei fusti ossia tutto sarà affidato alla solita astuta predizione di eventuali pericoli. Read more

Delimitata l’area contigua del Pnalm è ora di ridurre il carico venatorio

La Regione Abruzzo  ha approvato i confini dell’area contigua del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), la delibera è la n° 480 del 5 luglio. Il perimetro in questione segue quasi la Zona di protezione esterna (Zpe) attuale  del Parco, con qualche piccolo aggiustamento per renderla riconoscibile, in più l’ampliamento nei comuni di Anversa degli Abruzzi e Villalago, questo dopo 27 anni.

Aggiornamento

Copertina Maria Trozzi
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Nuovo depuratore da epurare: impatto ambientale e insostenibilità per il lago di Barrea

Wwf e ProNatura hanno inviato una nuova lettera ai Comuni di Pescasseroli, Opi e Barrea, nell’eaquilano e ai vertici del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, alla Comunità del Parco per la realizzazione del depuratore a servizio del territorio da installare nell’area del lago di Barrea.  Read more

Convegno a Capracotta per la Salvaguardia dall’estinzione dell’Orso Marsicano

Capracotta ospita sabato un interessante convegno sull’Orso, appuntamento alle ore 16 nel giardino della Flora Appenninica. Quando si parla di orso marsicano si pensa immediatamente al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) casa natale del plantigrado, tecnicamente core area, perché è soprattutto in quel territorio protetto e nella sua area contigua che vive la maggior parte dell’esigua popolazione di orso dell’Appennino, si contano non più di 50 esemplari ormai. Read more

Orso deceduto durante un’operazione di cattura forse allergico all’anestetico

Orso bruno marsicano, foto Andrea Benvenuti
Immagine di Andrea Benvenuti

Lecce nei Marsi (Aq) (Foto di copertina Andrea Benvenuti). Forse una intolleranza all’anestetico ha portato alla morte un giovane orso bruno marsicano di circa 6 anni nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, animale che non sembra essere segnalato tra quelli censiti chiarisce il presidente del Pnalm, Antonio Carrara. “Il Protocollo per le operazioni di cattura dei plantigradi è sempre lo stesso” è testato dagli anni ’90, assicura Carrara, raggiunto telefonicamente per chiarire la triste vicenda. In breve la procedura per la cattura ha sempre funzionato. L’operazione è sempre la stessa e non è cambiato neanche il medicinale iniettato al plantigrado per farlo addormentare, il quantitativo dell’anestetico viene calcolato in base anche alle dimensioni e al peso dell’animale “Che non era affatto piccolo” sottolinea il presidente per l’orso di questa notte. Sembra tutto nella norma ed è proprio per questo che si ipotizza una allergia o intolleranza del plantigrado all’anestetico come causa del decesso o anche una patologia o forse precedente genetico dato che i plantigrado non è sembra essere genticamente tipizzato, non identificato a quanto pare. Attorno alle ore 3 l’orso è entrato nel tubo che lo ha intrappolato. Così è scattato l’allarme e il personale del Pnalm ha raggiunto l’animale che non sarebbe registrato tra quelli dell’anagrafe degli orsi, curata dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Non ha radiocollare e per comprendere a quale gruppo familiare appartiene si procederà alle analisi genetiche, da eseguire in questi giorni, così si riuscirà a capire se è tra quelli confidenti che hanno preso di mira pollai e arnie nelle località di Villavallelonga e Lecce nei Marsi, in queste settimane nell’aquilano. Dopo aver iniettato l’anestetico il personale ha notato qualche problema nell’animale che purtroppo, una volta a terra, sembra abbia cominciato ad avere problemi di respirazione e non si è più risvegliato. Per il momento non c’è alcuna indagine dei Carabinieri forestali né è stato aperto un fascicolo in Procura. La carcassa del plantigrado raggiungerà domattina l’istituto zooprofilattico di Grosseto per la necroscopia necessaria ad accertare la causa della morte. L’orso bruno marsicano è una specie in via d’estinzione, ne sono rimasti una Cinquantina di esemplari e di questo passo se non si corre ai ripari la specie scomparirà, probabilmente, nell’arco di un Ventennio.

mariatrozzi77@gmail.com


Comunicato stampa Pnalm

É deceduto un orso marsicano durante le operazioni di cattura

Questa notte durante un’operazione di cattura da parte dell’Ente Parco si è verificato il decesso di un orso bruno marsicano. La cattura rientra nell’ambito delle attività programmate e regolarmente autorizzate dal Ministero dell’Ambiente previo parere dell’ISPRA per il controllo degli orsi confidenti/problematici.
Nello specifico è stato predisposto un sito di cattura nel Comune di Lecce nei Marsi allestito con Tube trap messa a disposizione dai Carabinieri Forestali. Il sito è stato allestito dal mese di febbraio e controllato quotidianamente tramite videosorveglianza e controllo visivo diretto dal personale del Parco. Questa notte alle 23.30 circa la squadra di cattura, sempre reperibile, è stata allertata dal segnale telefonico di allarme collegato alla tube trap e si è recata immediatamente sul sito verificando la presenza di un orso in trappola. Seguendo il “Protocollo di cattura meccanica e anestesiologica di orsi bruni marsicani in natura e in cattività” ampiamente collaudato con un’intensa attività di cattura a partire dagli anni ’90, la squadra ha effettuato tutte le procedure necessarie ad anestetizzare l’animale e a metterlo in sicurezza. Già nella prima fase dell’operazione l’animale ha manifestato problemi respiratori che, nonostante le tempestive manovre di rianimazione attuabili in campo, hanno portato al decesso dell’animale nel giro di poco tempo. Si tratta di un giovane maschio che in precedenza non era mai stato marcato né radiocollarato.La carcassa è stata trasportata presso il Centro dell’Ente a Pescasseroli in attesa di essere trasferita all’IZS per l’accertamento delle cause di morte. Durante la mattinata il Parco ha provveduto ad informare il Reparto Carabinieri del Parco, il Ministero dell’Ambiente e ISPRA. Il Presidente del Parco Antonio Carrara dichiara: “É la prima volta che ci troviamo di fronte ad una emergenza anestesiologica in occasione di una cattura. Per quanto il Protocollo utilizzato riduca al minimo i rischi per l’orso, questi ultimi non si possono in ogni caso escludere totalmente. Confermo la piena fiducia nello staff del parco e mi auguro che l’analisi necroscopica possa fare piena luce sulle cause di morte.” Come sempre l’Ente Parco provvederà ad informare sugli sviluppi della vicenda. Comunicato stampa n. 07/2018 Pescasseroli, 19 aprile 2018


Wwf Italia: Perdita gravissima che complica ancora di più la conservazione “Fondamentale rivedere i protocolli e convocare stati generali”

Apprendiamo con sconcerto la notizia della morte di un esemplare maschio di Orso bruno marsicano (sottospecie appenninica di orso bruno) durante un’operazione di cattura eseguita dal personale addetto dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Attendiamo i risultati delle analisi che saranno condotte sull’animale, nella speranza che possano chiarire meglio le dinamiche di quanto accaduto, ma di certo che ci si trova davanti ad una perdita gravissima, considerato che si tratta di una sottospecie in via d’estinzione che conta ormai solo 50 individui o poco più. Visti i recenti casi simili (ad esempio l’orsa Daniza in Trentino), per il Wwf è fondamentale rivedere i protocolli operativi sulla cattura di orsi, affinché garantiscano standard di sicurezza maggiormente cautelativi per la salute degli animali. Nel frattempo il Wwf chiede al Parco di sospendere o ridurre solo ai casi inevitabili la cattura e la sedazione degli orsi. Prima di sottoporre gli animali ad un rischioso stress e ai pericoli collegati alla cattura, occorrerebbe, infatti, mettere in atto strategie rivolte alle comunità locali affinché modifichino quelle attività e quei comportamenti (come lasciare fonti di cibo accessibili agli orsi o avere cani non al guinzaglio in aree dove è segnalata la presenza dell’orso) in gran parte responsabili dei comportamenti confidenti da parte di questi animali. Il Wwf, dopo i fatti di Villavallelonga (Aq) e di Predera (Tn), aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente di convocare un summit per l’Orso bruno, finalizzato ad analizzare i casi accaduti e verificare la possibilità di rivedere le modalità di gestione delle interazioni tra uomo e plantigrado, affrontando in quest’occasione anche la revisione dei protocolli da adottare in situazioni di orsi confidenti (per orsi confidenti e/o problematici si intendono quegli animali che provocano danni o sono protagonisti di interazioni tra uomo e orso con una frequenza tale da creare problemi economici e sociali al punto da richiedere un immediato intervento gestionale risolutivo). Dopo quest’ulteriore drammatico evento il Wwftorna a sollecitare le istituzioni affinché siano messi in piedi tutti i meccanismi necessari ad azzerare la perdita di individui di Orso bruno marsicano, una sottospecie unica al mondo, il cui futuro è minacciato.

Il punto di vista di Nicola Cimini direttore del Parco nazionale Maiella dal 1997 al 2013: “La morte del giovane esemplare di orso Marsicano, a seguito di narcotizzazione per munirlo di radiocollare per finalità di ricerca, non può essere definita un tragico incidente. Proprio per il fatto che l’operazione di narcosi non è esente da rischi e che le ricerche sulla specie hanno generato altri morti per cause dirette ed indirette, sono sempre più convinto che se vogliamo veramente salvare l’orso marsicano bisogna lasciarlo in pace. Niente catture, ma semine e piantumazioni mirate all’interno della zona a più alta protezione e chiusura di molte strade forestali”.

Articolo del 2004 (di seguito) in cui sono state sintetizzate dal Parco Maiella come cause fondamentali di crisi della specie e le poche azioni per ripristinare almeno parzialmente l’habitat secolare compromesso.

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Necrologio dell’Orso Bruno Marsicano

Uccisione orso: assolto Centofanti, il fatto non costituisce reato

Sulmona (Aq). Il giudice Marco Billi ha assolto Antonio Centofanti, dipendente Anas 61 enne, dall’accusa di uccisione di animali (art. 544 cp). Assoluzione chiesta dal pubblico ministero, Tiziana Pinterpe.

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2017 Anno Fortunato Almeno per l’Orso Marsicano: 12 cuccioli e nessuna morte accertata

Almeno 12 cuccioli di orso bruno marsicano quest’anno, erano 11 nel 2016, e non si registrano morti per il plantigrado, la prima volta in 11 anni, fanno del 2017 un anno estremamente positivo per il simbolo d’Abruzzo e  l’associazione a tutela dell’Orso bruno marsicano, Salviamo l’orso, tira le somme dei 12 mesi trascorsi davvero bene grazie ai suoi volontari che hanno lavorato proficuamente in numerosi progetti per la conservazione dell’animale sull’Appennino centro meridionale.

Visita il sito di Salviamo L’Orso

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Sicurezza. Animali a passeggio in Autostrada: la società fa orecchie da mercante alla richiesta di recinzioni più forti

Superabili da un bambino che muove i primi passi le reti che delimitano, non sempre, l’autostrada e la società che la gestisce, Strada dei Parchi, conferma l’indisponibilità a dotare alcuni tratti di recinzioni più alte ed efficienti, come chiesto da Salviamo l’Orso e Regione Abruzzo per rendere più difficile l’accesso in autostrada di  animali domestici e selvatici così per salvaguardare la sicurezza degli automobilisti. 

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