Taglio di alberi. Sull’Altopiano delle 5 Miglia si radono al suolo gli storici filari

Stanno abbattendo i filari storici dell’Altopiano delle 5 Miglia, da ieri mattina. Sui 9 km di statale 17 nell’Altopiano, a 15 gradi anche stamane degli operai sono all’opera sulla settantina di pini ai margini della carreggiata. Saranno tagliati tutti, dicono, perché non sono più buoni. Una reazione non proprio scontata che segue le vittime del maltempo di questi giorni. I fusti contribuiranno a rimpinzare qualche centrale a biomassa anche se, riferiscono, sono pieni di chiodi.

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Colpa degli alberi? No, colpa dell’incuria degli uomini

 

Sulmona (Aq).  Chiusa via San Francesco d’Assisi per la messa in sicurezza del cortile retrostante la scuola Lola Di Stefano dove un albero, da tempo trascurato, ha ceduto per il vento forte.

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Salvate i Pini D’Aleppo. Luca: Invece di abbattere i pini abbattete le barriere architettoniche

Invece di abbattere gli alberi, abbattete le Barriere Architettoniche” è l’appello accorato che, dalla sua sedia a rotelle, Luca Ciccarelli, 43 anni di Sulmona, rivolge agli amministratori sulmonesi per salvare i Pini d’Aleppo destinati ad essere abbattuti. Ciccarelli, attivista della prima ora, ha perso l’uso delle gambe per un grave incidente stradale e spera che questi Patriarchi Peligni si possano salvare e che ad essere abbattute, a Sulmona, siano piuttosto le miriadi di ostacoli che assediano i diversamente abili.

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Restyling in centro storico addio alla coppia di anziani Pini con l’intervento da 300 mila euro

Sulmona (Aq). Ancor prima di essere annunciato fa discutere l’intervento da 300 mila euro per la riqualificazione del centro storico sulmonese, in particolar modo in riferimento ai giardini antistanti piazza Carmine dove, nel corso di settanta anni, sono cresciuti 2 enormi pini, forse  marittimi, che però pendono verso l’acquedotto Svevo. Sono simili a quelli tutti arruffati della villa di porta Napoli, dove le potature/capitozzature non hanno risparmiato nessuno e a quelli bruciacchiati, alla base, su monte Morrone. Read more

Vi presento monte Morrone senza i pini piantati negli anni Cinquanta

Pacentro (Aq). Un tempo non proprio lontano il monte Morrone, circa 2 mila ettari sono andati in fumo per un vasto incendio lo scorso agosto, non aveva alberi di pini sui suoi crinali, ma poche piante del posto: ginepro, roverella e qualche latifoglia. Nella immagine inedita che proponiamo, del rimboschimento di pini messo in atto negli anni Cinquanta sul costone pacentrano non c’era ancora traccia. 

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Morrone, ma quale rimboschimento! La 353/2000 lo vieta per 5 anni dall’incendio

Punto del primo focolaio sopralluogo con camionetta Vdf ore 18.34 25 agosto 2017 Foto Maria Trozzi Report-age.com 2017
Punto primi focolai, sopralluogo camionetta Vdf ore 18.34 del 25.8.17 Foto Trozzi

Invece di suggerire e sollecitare il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, a dichiarare lo Stato di calamità per il suo territorio e a preparare un primo elenco delle particelle di terreno arrostite, da inserire poi nella lista indicata dalla Legge 353/2o00 per rendere operativi i vincoli volti ad evitare operazioni speculative sull’area bruciata e contro chi progetta incendi, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso fa una previsione singolarissima per monte Morrone che da 6 giorni infiamma e prima o poi gli alberi finiranno. Le dichiarazioni del governatore, rilasciate ieri, seguono le dichiarazioni del presidente del Parco Maiella, Franco Iezzi che parla di droni antincendio. Anche sulla pagina di un social media Un albero per il Morrone campeggiano ‘droni pianta alberi’ e ancora le dichiarazioni dell’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, sul rimboschimento del monte fatto arrosto.

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Indagati per la difesa dei Pini. Il WWF invita a superare la disputa giudiziaria

Pescara. Tutto sarebbe nato da una denuncia del Comune per le tensioni determinate dalla mancata consultazione preventiva dei cittadini. Così 6 cittadini sono stati indagati per aver tutelato il patrimonio arboreo del capoluogo adriatico. Solidarietà agli attivisti dal WWF e da Giovanni Damiani, già direttore dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente.

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Desaparecido su via Giovanni XXIII. Pini marittimi scomparsi, tagliati e mai rimpiazzati

Sulmona (Aq). Dodici (12) pini marittimi scomparsi su via Papa Giovanni XXIII: eliminati da poco, 7 fatti fuori da tempo e senza piantare altri alberi che li sostituiscano. All’insegna dell’approssimazione i governi locali risolvono tagliando tutto, distruggendo il patrimonio arboreo che la comunità ha affidato loro. A Sulmona accade da un pezzo e il tutto si giustifica perché, dicono, gli alberi sono pericolosi, sono malati e non si possono curare. Costa troppo mantenerli? Chi li ha ridotti così? Stessa sorte è toccata ai pini dinanzi l’ex caserma Cesare Battisti, molti degli alberi del Parco fluviale e i pini dell’Istituto tecnico commerciale, Antonio De Nino, ancora chiuso a causa del terremoto e soprattutto della corruzione che impera sulla ricostruzione, edificio e pertinenze sono così finiti nel degrado dell’incuria. Così i tigli di piazza Garibaldi, ogni tanto ne scompare uno, non solo tra i cordoni.

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Pescara. Salvati i Pini rimasti: accordo raggiunto

Pescara. Non un capriccio come qualcuno ha cercato di far credere, ma sensibilità e nobili ragioni sono alla base delle proteste contro il taglio dei pini, 200 sono già finiti nel mirino dei taglia legna della città costiera. A confermarlo è il Coordinamento SalviAmo gli alberi che nel confronto con l’amministrazione comunale questo pomeriggio ha finalmente ottenuto che almeno gli alberi sani vengano salvati. Decine di fusti, probabilmente in salute, purtroppo sono già stati abbattuti e per i superstiti, della mattanza pescarese, scende in campo persino il Corpo forestale dello Stato per analizzarli e curarli,  solo quelli malconci e irrecuperabili verranno abbattuti.

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Pini di Pescara a rischio. Interrogazione M5S al Ministero

Roma. “In attesa dell’esito della riunione di questo pomeriggio e dopo un’attenta lettura delle carte, ritengo opportuno presentare un’interrogazione parlamentare al Ministero dei beni culturali e del turismo (Mibact) per fare luce sul ruolo della soprintendenza in questa vicenda che, per l’ennesima volta, ha mostrato a tutta l’Italia i disastri di un’amministrazione del tutto scollegata dalla cittadinanza” afferma il deputato pescarese Gianluca Vacca.

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