Tag: piano di rientro

Nuovi ospedali con il Project financing, M5S: ‘Segnale di politica incapace’

Antieconomico e dannoso per le casse della Regione il ricorso ai privati per la realizzazione degli ospedali, spiegano e ribadiscono dal Movimento 5 Stelle, ma lo strumento della finanza di progetto viene rilanciato proprio dal governatore d’Abruzzo, Luciano D’Alfonso, per la realizzazione del nuovo presidio sanitario di Chieti. Si accoda al presidente persino l’Azienda sanitaria locale (Asl) di Teramo che vorrebbe realizzare il nuovo ospedale della val Vibrata in project financing. 

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Per la sanità: basta tagli. I Comitati uniti scenderanno in piazza

Punto nascite La salute non si compra Foto Trozzi Report-age.com 2015
Foto Maria Trozzi

Pescara. Non più il 13 giugno, com’era stato previsto in principio, ma il 20 giugno per dire basta ai tagli alla sanità abruzzese, quelli che il Piano di rientro del debito sanitario non risparmia a nessun territorio regionale, qualche eccezione la fa per alcuni capoluoghi, ancora privilegiati. Decine di sforbiciate tengono ormai da anni con l’acqua alla gola l’Abruzzo e i Comitati regionali si sono finalmente uniti per dire basta, assieme.
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Un documento della maggioranza svilisce l’impegno a sospendere il decreto di chiusura dei Punti nascita

L’Aquila. Si va avanti con le riforme per la sanità abruzzese. Se n’è ribadita la necessità ieri sera, è scritto nell’atto della maggioranza all’Emiciclo, di cui primo firmatario è Andrea Gerosolimo il consigliere regionale di Sulmona che in aula aveva votato,nel tardo pomeriggio, la Risoluzione per la sospensione del decreto 10/2015 che ha chiuso i Punti nascita abruzzesi, così l’impegno sfuma.  Continua a leggere “Un documento della maggioranza svilisce l’impegno a sospendere il decreto di chiusura dei Punti nascita”

Guardia medica: a Campo di Giove si riunisce la Giunta regionale

d'alfonso a Campo di giove (Aq) 3.8.2014 report-age.comCampo di Giove (Aq). Passa il treno storico del Parco della Majella con a bordo la Giunta regionale. Ad attenderla è un’intera comunità, quella di Campo di Giove che in stazione protesta pacificamente e con tanto di striscioni e tessere elettorali, alla mano, rivolge un accorato appello al Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Continua a leggere “Guardia medica: a Campo di Giove si riunisce la Giunta regionale”

Sanità. L’Abruzzo è virtuoso, ma non garantisce i livelli essenziali

ospedale.2Da un lato l’Abruzzo virtuoso  che raggiunge l’obiettivo del rientro e riesce ad invertire la tendenza, dall’altro però la tendenza è completamente invertita a danno dei cittadini e senza la riqualificazione del Servizio sanitario. Riqualificazione che rappresenta l’altro obiettivo del Piano di rientro, un dettaglio quasi dimenticato per chi amministra tagliando! Che hanno fatto in Abruzzo? Sappiamo quanto fumo negli occhi potrebbe gettare la risposta  ufficiale: l’Abruzzo, con la Sicilia, è l’unica regione tra quelle sottoposte a piano di rientro ad aver centrato l’obiettivo.

E Bravo l’Abruzzo! L’altro dettaglio non sfugge alla provocazione: “Scusi governatore, quale obiettivo del Piano di rientro non è stato centrato in Abruzzo e soprattutto a che prezzo? ”. Questo bisognerebbe chiedere al Presidente delle Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, quando nei soliloqui di manzoniana memoria vanta di aver raggiunto un grande risultato come commissario alla sanità e parla di benessere dei conti perchè non può usare la stessa parola riferendosi agli abruzzesi. Anche perché per azzerare il deficit, con il Piano di rientro, i ragionieri del Presidente non hanno  considerato che i conti sarebbero dovuti andare di pari passo con il benessere della popolazione. A livello nazionale le tempistiche sono peggiorate, sono sempre gli stessi attori nella cabina di regia e sono sempre fuori tutte le associazioni che rappresentano i cittadini, ovvero i fruitori del Servizio sanitario nazionale. Argomenti di cui oggi si è discusso alla Comunità montana Peligna, a Sulmona, nell’incontro organizzato daEdoardo Facchini, Responsabile del Tribunale per i diritti del malato, che ci ha regalato l’occasione d’incontrare i vertici delle organizzazioni che liberano il cittadino ostaggio della malasanità e della povertà. Così oggi si comprende meglio la disputa tanto accesa sul Patto per la salute dove si consuma una grossa partita di Cittadinanza Attiva l’associazione che, anche a livello nazionale, prova a coinvolgere tutte le parti in causa del Servizio sanitario nazionale per evitare che l’accordo sia stretto solo tra il Ministero dell’economia e le Regioni. Occorre una revisione della rete ospedaliera, dei tiket e soprattutto dei Lea.

I Piani di rientro hanno mortificato i fattori produttivi della Sanità ed è accaduto anche in Abruzzo. Si è pensato a ripianare il debito, ma si è dimenticato di riqualificare il Servizio sanitario regionale, tutto poi a scapito dei  Lea. Cosa sono i Lea? Accendiamo una candela perché si è deciso di commissariare l’Abruzzo proprio sulla base dei Lea, cioè dei livelli essenziali di assistenza. In breve, l’Abruzzo è commissariata per una incompleta garanzia delle prestazioni e delle attività che lo Stato ritiene così importanti da non poterle negare ai cittadini. Bene in Abruzzo, a quanto pare, si stanno negando. Così dice il rapporto del Ministero della ssalute e per deprimerci un tantino di più consideriamo anche il fatto che gli indicatori burocratici del Ministero, per valutare i livelli essenziali di assistenza, non garantirebbero comunque una prestazione sanitaria degna di questo nome. A conferma Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale dei diritti del Malato che con il suo intervento mattutino consente di arrivare al nocciolo della questione Abruzzo: “Cittadinanza attiva e il Tribunale per i diritti del malato dovranno vigilare fortemente perché siamo convinti che un Servizio sanitario nazionale debba garantire contemporaneamente il rispetto della spesa, ma soprattutto i livelli essenziali di assistenza. La partita in Abruzzo non può basarsi poi sugli indicatori esclusivi che il Ministero considera nel monitoraggio ai Lea. Agli indicatori del Ministero bisogna aggiungerne degli altri. Per esempio? I tempi di attesa, per la questione delle liste”.

 Insomma i parametri del Ministero della salute non comprendono aspetti significativi del Servizio sanitario, trascurerebbero persino la qualità del servizio e delle prestazioni. “A livello nazionale Cittadinanza attiva chiede al Ministero di rivedere la gestione dei piani di rientro perché si ragiona e si gestisce a livello ragioneristico, aumentando fortemente la spesa ancorata su altri capitoli tipo Inps e Pensione di invalidità civile”. A conferma del discorso del responsabile nazionale Aceti, se ce ne fosse bisogno, è una parentesi che rubiamo ad Aldo Cerulli, Responsabile regionale Cittadinanza attiva: “Se noi pensiamo che fino a ieri la riabilitazione veniva fatta immediatamente, in istituti privati o a domicilio, oggi ci sono liste d’attesa che fanno paura. La legge dice che la presa in carico per la riabilitazione di un soggetto deve intervenire entro 30 giorni dall’autorizzazione, allora se l’unità di valutazione multidimensionale mi autorizza a fare 5 cicli di cure riabilitanti, devo poterle fare entro 30 giorni. E non si può dire NO, perché sono nei Lea. Non mi puoi fare aspettare perché è una violazione dei Lea. Perché poi la miopia di chi ci governa sta nel fatto che se tu ritardi la riabilitazione di uno operato al ginocchio domani hai un malato cronico da gestire con i costi sociali. Dunque che risparmio si fa, non si risparmia affatto!”.  Maria Trozzi  mariatrozzi77@gmail.com