Tag: parco nazionale d’abruzzo

Patrimonio Unesco 5 faggete abruzzesi, cade nell’oblio il Bosco di Sant’Antonio nel Parco Maiella

Sono patrimonio dell’umanità 5 faggete vetuste, del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) con una superficie complessiva di 937 ettari nell’aquilano. Oltre a Val Cervara, in vita da oltre 500 anni, sono state riconosciute le faggete di Moricento (Lecce nei Marsi), Coppo del Principe e Coppo del Morto (Pescasseroli) e Cacciagrande (Opi). 

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Orso di Casa in Abruzzo. A Villavallelonga irrompe in abitazione. Tutto bene!

Villavallelonga (Aq). Quando si dice, l’orso in Abruzzo è di casa, non si sbaglia pensando ai fatti di questa notte con l’orso Mario rimasto intrappolato in un pollaio e poi entrato, attorno alle ore 2, in un appartamento con una famiglia, genitori e 2 bambini a ninna. Tutto si è risolto per il meglio, senza che nessuno si sia fatto male, è comprensibile lo spavento. L’orso sedato e catturato è stato poi rilasciato in montagna.

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Lupacchiotti trovati morti nel Parco nazionale D’Abruzzo

Pescasseroli (Aq). Cinque lupacchiotti, 3 maschi e 2 femmine, sono stati trovati senza vita oggi da 2 guardia parco, Lorenzo Roselli e Armando Frascone, durante lo svolgimento del servizio di sorveglianza, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, esattamente nel territorio di Opi, in provincia di L’Aquila.

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Confermato il sequestro del sentiero asfaltato a fonte Aceretta nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo

Il tribunale dell’Aquila (presidente Giuseppe Romano Gargarella, giudice Guendalina Buccella, giudice estensore Marco Cervellino) ha respinto l,in camera di consiglio ), l’appello presentato dal sindaco di Villavallelonga, contro l’ordinanza con la quale il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano ha, a sua volta, dichiarato inammissibile l’istanza di dissequestro della strada Villavallelonga, fonte Aceretta, in pieno territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.

La vicenda. Un progetto di presunta semplice manutenzione di quel tratto di strada ne prevedeva, in realtà, l’asfaltatura ben al di là dello stato dei fatti. In precedenza la pista era infatti asfaltata nel primo tratto, fino a Località Madonna della Lanna, aveva un asfalto ormai quasi inesistente nel secondo tratto, sino a Località Ciafassa, ed era bianca-sterrata nell’ultimo tratto, fino alla fontana dell’Aceretta.

Contro questo intervento si scagliarono le associazioni WWF, Legambiente, Pro Natura, Touring Club, Salviamo l’Orso, LIPU, Mountain Wilderness e Dalla parte dell’Orso con una serie di interventi pubblici nei quali contestarono anche il nulla osta a suo tempo (il 30.1.2015) rilanciato dal Parco.

Questo nulla osta era tuttavia condizionato da una serie di prescrizioni (rinnovate e precisate con il parere favorevole all’intervento emesso il 29.2.2016) che non sono state rispettate in fase di cantiere. Proprio il mancato rispetto delle prescrizioni ha determinato l’intervento della magistratura e il sequestro di parte della strada e questo stesso mancato rispetto è ora alla base del rigetto anche in appello del ricorso del sindaco teso a riottenerne la disponibilità.

In attesa della pronuncia sul merito, il WWF prende atto con soddisfazione, certamente condivisa dalle altre associazioni che a suo tempo sono intervenute sul problema, della conferma del sequestro: l’area in questione, limitrofa alle foreste vetuste della Val Cervara, è una delle più importanti e cruciali per la conservazione, tra l’altro, dell’Orso marsicano. Non a caso il PATOM (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano, sottoscritto da Ministero dell’Ambiente e Regioni interessate), evidenziando il disturbo procurato dalla presenza della fitta rete di sterrate che permette l’accesso anche ad aree montane remote, indica chiaramente, tra le strategie di conservazione, la regolamentazione dell’accesso di tutte le strade sterrate nell’areale di presenza dell’Orso il che vale ancor più per un’area delicata come i Prati d’Angro verso la quale l’accesso deve essere regolamentato immediatamente e non già a lavori conclusi, come giustamente evidenziato anche dalla ordinanza del Tribunale dell’Aquila.

In un Parco Nazionale la gestione regolamentata delle strutture ricettive presenti e degli afflussi sonoconditio sine qua non di uno sviluppo turistico controllato e rispettoso dell’ambiente che, come dimostrano le esperienze positive condotte in altre aree del Parco, possono essere il volano di una positiva resa economica per l’imprenditoria locale e in particolare per i giovani. È necessario tuttavia che questo avvenga nel rispetto delle regole e guardando al futuro, non al passato rappresentato da inutile cementificazione del territorio.

Mistero Morena: l’orsetta è morta di fame? Da Sandrino non c’è storia che insegna

É morta in una radura d’alta quota, nel territorio di Scanno(Aq), dicono per fame. Il 22 luglio in pochi sanno che l’orsetta Morena non c’è più e ancora meno sono quelli che chiedono delle cause del decesso avvenuto nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La carcassa del plantigrado è recuperata diversi giorni dopo la dipartita dell’animale smagrito, raccontano alcuni. L’esame esterno della carcassa, eseguito dal veterinario del parco, non ha consentito di stabilire le cause della morte, riferiscono, per la rapida decomposizione degli organi accelerata dalle temperature elevate di luglio. Un mistero dunque, tanti dubbi s’annodano alla scomparsa dell’orsetta, svezzata e poi rilasciata nel territorio del Pnalm prima dell’inverno, tanto da diventare un caso. Forse solo l’autopsia dell’istituto zooprofilattico sperimentale di Grosseto potrà scioglierli. A fine giugno Morena viene ripresa e non sembra che se la passi bene, ma il 15 luglio viene avvistata dalle guardie del parco che dicono di trovarla in buone condizioni, il 17 ne arriva il segnale. Poi più niente, silenzio per giorni.

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Asfalto nel cuore del Parco. Direttivo Pnalm: ‘Necessario il ripristino’ della stradina bianca

Villavallelonga (Aq). É “Necessaria e non eludibile l’azione di ripristino dello stato dei luoghi a Villavallelonga” così il consiglio direttivo del Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise decide per la lingua d’asfalto di Prati d’agro a fonte Aceretta. Quel serpentone nero e bituminoso, costato la bruttezza di 500 mila euro,  fino a un mesetto fa era una pista forestale attraversata persino da un pontefice, ma anche da Orsi bruni marsicani, lupi appenninici, camosci, caprioli e altre specie in via d’estinzione, fortunatamente ancora protette, che in quell’area dovrebbero trovare rifugio, dovrebbero! Non a caso, siamo nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo. Sarà comunque un lontano ricordo la stradina bianca cara a papa Giovanni Paolo II, culla dell’orsetta Morena, se è vero che una parte dell’asfaltatura era stata autorizzata. Per quella fetta la pista forestale sarebbe stata da risistemare perché già asfaltata a detta del direttore del Pnalm Dario Febo. Dunque un tratto resterebbe com’è, ossia un nastro di catrame.

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Orso marsicano. Solo 6 nati nel 2015, erano 11 nel 2014

Pescasseroli (Aq). Sono nati solo 6 cuccioli di Orso marsicano quest’anno nel Pnalm, 4 osservati sino a settembre e 1a in cattività. L’anno scorso erano almeno 11 i nuovi nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Non dovrebbe essere un dato allarmare se è vero che le femmine di orso sono circa 25 nell’area protetta con parti gemellari e partoriscono una volta ogni due anni e mezzo. All’appello però ne mancherebbero più d una decina e si spera che l’orsa Peppina, assidua frequentatrice dell’Alto Gizio, sia tra le prossime neo mamme.

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Animali in condizioni pietose, macellati in casa. Blitz dei forestali nelle aziende zootecniche del Parco

Macello clandestino
Macello clandestino chiuso

L’Aquila. In casa, tra carne da macello, affettatrici, accette e coltelli di notevoli dimensioni con lame affilate, grembiuli e vestiti sporchi di sangue. Nell’intimità del focolare domestico con animali macellati e pezzi di carne, pronti per essere venduti, di animali privi di marche e auricolari, in alcuni casi tenuti in condizioni pietose e dentro ricoveri scandalosi. E ancora lasciati a terra confezioni di farmaci e materiale ad uso veterinario mal conservati. Una rete di macellazione illegale che punterebbe i suoi tentacoli ad Isola del Liri, nel Lazio, sino a Gualdo Tadino, a Perugia. A scovarla, il Corpo forestale dello Stato con un blitz nelle aziende zootecniche irregolari del Parco nazionale d’Abruzzo. Tra i sequestri del  Nucleo agroalimentare del Comando regionale Forestale dell’Aquila, una partita di oltre 100 kg di carne priva di tracciabilità finita nelle cucine di  un noto ristorante di Pescina (Aq), locale collegato ad uno degli indagati. 

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Parco nazionale d’Abruzzo: confermata in appello la condanna dell’ex direttore Tassi

Pescasseroli (Aq). La Procura generale presso la Corte dei conti ha notificato all’Ente parco la sentenza pronunciata dalla Sezione I Centrale della medesima Corte ai fini del recupero delle somme a titolo di risarcimento. Si tratta della sentenza n 482/2015 del 14/9/2015 resa dalla sezione I Centrale della Corte conti sull’appello proposto dal Sig Franco Tassi avverso la sentenza n. 2/2014 della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Abruzzo. Continue reading “Parco nazionale d’Abruzzo: confermata in appello la condanna dell’ex direttore Tassi”

S.O.S Parco D’Abruzzo: esposto del Centro Parchi per scongiurare la catastrofe

Roma. Durissima la denuncia del Centro parchi internazionale sugli insuccessi, i fallimenti, le inadempienze e le inadeguatezze che segnano la situazione di crisi del Parco nazionale d’Abruzzo questioni affrontate nelle recenti iniziative parlamentari in cui si sollecita un intervento per scongiurare la rovina del Parco, il campanello d’allarme da tempo suonato ha mosso approfondite indagini a livello europeo, ma non è stato sinora sufficiente a dare concretamente avvio ad un’inchiesta parlamentare. Continue reading “S.O.S Parco D’Abruzzo: esposto del Centro Parchi per scongiurare la catastrofe”

Salvata la progenie della bella Rosalia nel Parco nazionale d’Abruzzo

Rosalia alpina nei tronchi da ardere Report-age.com 2015Opi (Aq). Sarebbero finite arrostite le larve di Rosalia alpina non ancora sviluppate, il processo richiede tempo, in alcuni casi fino a anni. A salvare la stirpe dell’elegante coleottero dalla livrea blu, garantendo l’integrità delle culle, ossia i tronchi da bruciare nei caminetti quest’inverno, sono stati i ricercatori che censiscono le popolazioni dei coleotteri, grazie ad un progetto europeo. Alcuni hanno persino filmato la deposizione delle uova dei coleotteri nella legna ad uso civico inviando i video ai ricercatori che hanno informato il Parco nazionale d’Abruzzo. Così gli investigatori della biodiversità, impegnati nel progetto Life Mipp coordinato dal Corpo forestale dello Stato, hanno segnalato che la Rosalia alpina quest’anno ha scelto proprio la legna da ardere per riprodursi ad Opi, nell’area della Val Fondillo, scavando minuscole gallerie proprio nei tronchi assegnati alla popolazione dei Comuni del parco con diritto di legnatico, per riscaldare le abitazioni nel lungo inverno montano, ma questa volta senza danni per la biodiversità perché il Pnalm ha comprato i tronchi colonizzati.

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Focolai di Tbc. Finalmente la giunta regionale chiude i pascoli infetti

L’Aquila. Lo chiedeva da tempo l’associazione Salviamo l’Orso che temeva in possibile contagio per il plantigrade degli Appennini, il presidente Stefano Orlandini ha più volte insistito, in questi anni, per l’istituzione di una zona infetta e maggiori controlli sanitari e di sorveglianza nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm). 

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Pescasseroli: Galletti diserta l’incontro. Sul focolaio Tbc chiede concretezza Salviamo l’Orso

Panlm incontro a Pescasseroli Report-age.com 2015
Antonio Carrara, preidente del Panalm, introduce al convegno

Pescasseroli (Aq). “Come temevamo l’unico a cui non interessa la sorte della specie  più  minacciata d’Italia, l’orso marsicano, è il ministro Galletti” amreggiato il presidente dell’associazione Salviamo l’Orso, Stefano Orlandini, riferisce soprattutto di questa sentita assenza nel Convegno organizzato, ieri dal Parco nazionale d’Abruzzo. Orlandini sperava di trovare il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, per affrontare le gravi questioni dell’area protetta, Salviamo l’orso rileva con stupore invece l’assenza del Mattm, dei rappresentanti del ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, riconoscendo però il contributo portato dal ministero della salute che sembra farne le veci, scrive in una nota Orlandini. Continue reading “Pescasseroli: Galletti diserta l’incontro. Sul focolaio Tbc chiede concretezza Salviamo l’Orso”

Il Pnalm risponde a Salviamo l’orso: “Ognuno faccia la sua parte”

Mucca Pesco Foto Maria Trozzi report-age.com 2014

Pescasseroli (Aq). L’Associazione Salviamo l’orso, con un comunicato stampa diffuso ieri, così come aveva già fatto in passato, torna ad esprimere la propria preoccupazione sul focolaio di Tubercolosi aperto nel mese di agosto in un allevamento di Gioia dei Marsi (Aq) e a tutt’oggi non ancora chiuso. Continue reading “Il Pnalm risponde a Salviamo l’orso: “Ognuno faccia la sua parte””