Orso Bruno Marsicano, a Scanno sarà presentato il Rapporto 2017

Dopo 12 anni di conteggi poco promettenti, nel Pnalm lo scorso è stato un anno florido per le nascite degli orsetti e sembra che anche il 2018 sia all’altezza dei numeri registrati. La speranza è che le nascite dei piccoli  si moltiplichino nel tempo, con la crescita dei nuovi arrivati, così da rafforzare quel timido, ma importante movimento di orsi fuori dall’areale storico e realizzare una popolazione di Obm (Orso bruno marsicano) nell’Appennino Centrale. Read more

Se togli la frutta, aiuti l’Orso. In azione i volontari del Wwf e di Salviamo l’Orso

Prende il via una nuova attività di volontariato a favore dell’Orso bruno marsicano organizzata dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), in collaborazione con il Wwf e l’associazione Salviamo l’Orso (SLO).

Copertina Gaianews.it

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Salviamo l’orso. Il volontariato estivo risorsa delle località montane

Da fine maggio i volontari dell’associazione Salviamo l’orso (Slo) hanno ripreso a pieno ritmo le attività. Le recinzioni elettrificate, cedute gratuitamente e spesso anche installate a chi ne fa richiesta, sono state tutte controllate e riparate per la protezione di arnie, piccole stalle, pollai ed orti.  Read more

Orso morto nella cattura. Il Parco operò correttamente, la relazione chiarisce il caso

Pescasseroli (Aq). Le operazioni si svolsero in modo corretto quel 19 aprile, l’orso bruno marsicano morto a Lecce nei Marsi (Aq), durante le regolari operazioni di cattura, ha avuto uno spasmo a causa di un rigurgito durante la narcosi e non ha facilitato le cose un vecchio problema di salute dell’esemplare (patologia pregressa). La ragione del decesso, un evento raro, è un laringospasmo provocato da rigurgito. Il caso è comunque conosciuto nella letteratura veterinaria e, per la prima volta, si è verificato in Abruzzo.  Read more

Morte Orso. Pro-Natura Abruzzo impugna l’assoluzione e si costituisce parte civile

“Anche Pro-Natura Abruzzo si unisce al grido di giustizia per l’esemplare di orso bruno marsicano ucciso a fucilate e rinvenuto nei pressi di Pettorano sul Gizio (Aq)” così interviene il coordinatore dell’organizzazione regionale Pro-Natura Abruzzo, Dott.ssa Piera Lisa Di Felice, che per il tramite del proprio legale, l’avvocato Roberta Polce, ha depositato istanza d’impugnazione della sentenza penale di assoluzione dell’uomo che sparò all’animale, specie protetta e in via d’estinzione, la notte del 12 settembre 2014. Read more

Orso ucciso a Pettorano: impugnata la sentenza di assoluzione di Sulmona

La Procura generale dell’Aquila impugna la sentenza di assoluzione emessa il 10 aprile dal giudice del Tribunale di Sulmona, Marco Billi, per l’uccisione dell’orso il 12 settembre 2014 a Pettorano sul Gizio, nell’aquilano. Sentenza che ha mandato assolto l’imputato, unico indagato per la morte del plantigrado, perché il fatto non costituisce reato.  Read more

Uccisione orso: ‘Impugnare l’assoluzione’ occorre chiarezza

Lav (Lega anti vivisezione), Salviamo l’orso e Wwf Italia hanno presentato una formale e dettagliata istanza di impugnazione per la sentenza del tribunale di Sulmona del 10 aprile che ha mandato assolto l’uomo che, nel 2014, é stato imputato per l’uccisione a fucilate di un orso bruno marsicano (Biagio) specie particolarmente protetta a Pettorano sul Gizio, nell’aquilano.

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Convegno a Capracotta per la Salvaguardia dall’estinzione dell’Orso Marsicano

Capracotta ospita sabato un interessante convegno sull’Orso, appuntamento alle ore 16 nel giardino della Flora Appenninica. Quando si parla di orso marsicano si pensa immediatamente al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm) casa natale del plantigrado, tecnicamente core area, perché è soprattutto in quel territorio protetto e nella sua area contigua che vive la maggior parte dell’esigua popolazione di orso dell’Appennino, si contano non più di 50 esemplari ormai. Read more

Orso deceduto durante un’operazione di cattura forse allergico all’anestetico

Orso bruno marsicano, foto Andrea Benvenuti
Immagine di Andrea Benvenuti

Lecce nei Marsi (Aq) (Foto di copertina Andrea Benvenuti). Forse una intolleranza all’anestetico ha portato alla morte un giovane orso bruno marsicano di circa 6 anni nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, animale che non sembra essere segnalato tra quelli censiti chiarisce il presidente del Pnalm, Antonio Carrara. “Il Protocollo per le operazioni di cattura dei plantigradi è sempre lo stesso” è testato dagli anni ’90, assicura Carrara, raggiunto telefonicamente per chiarire la triste vicenda. In breve la procedura per la cattura ha sempre funzionato. L’operazione è sempre la stessa e non è cambiato neanche il medicinale iniettato al plantigrado per farlo addormentare, il quantitativo dell’anestetico viene calcolato in base anche alle dimensioni e al peso dell’animale “Che non era affatto piccolo” sottolinea il presidente per l’orso di questa notte. Sembra tutto nella norma ed è proprio per questo che si ipotizza una allergia o intolleranza del plantigrado all’anestetico come causa del decesso o anche una patologia o forse precedente genetico dato che i plantigrado non è sembra essere genticamente tipizzato, non identificato a quanto pare. Attorno alle ore 3 l’orso è entrato nel tubo che lo ha intrappolato. Così è scattato l’allarme e il personale del Pnalm ha raggiunto l’animale che non sarebbe registrato tra quelli dell’anagrafe degli orsi, curata dal Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Non ha radiocollare e per comprendere a quale gruppo familiare appartiene si procederà alle analisi genetiche, da eseguire in questi giorni, così si riuscirà a capire se è tra quelli confidenti che hanno preso di mira pollai e arnie nelle località di Villavallelonga e Lecce nei Marsi, in queste settimane nell’aquilano. Dopo aver iniettato l’anestetico il personale ha notato qualche problema nell’animale che purtroppo, una volta a terra, sembra abbia cominciato ad avere problemi di respirazione e non si è più risvegliato. Per il momento non c’è alcuna indagine dei Carabinieri forestali né è stato aperto un fascicolo in Procura. La carcassa del plantigrado raggiungerà domattina l’istituto zooprofilattico di Grosseto per la necroscopia necessaria ad accertare la causa della morte. L’orso bruno marsicano è una specie in via d’estinzione, ne sono rimasti una Cinquantina di esemplari e di questo passo se non si corre ai ripari la specie scomparirà, probabilmente, nell’arco di un Ventennio.

mariatrozzi77@gmail.com


Comunicato stampa Pnalm

É deceduto un orso marsicano durante le operazioni di cattura

Questa notte durante un’operazione di cattura da parte dell’Ente Parco si è verificato il decesso di un orso bruno marsicano. La cattura rientra nell’ambito delle attività programmate e regolarmente autorizzate dal Ministero dell’Ambiente previo parere dell’ISPRA per il controllo degli orsi confidenti/problematici.
Nello specifico è stato predisposto un sito di cattura nel Comune di Lecce nei Marsi allestito con Tube trap messa a disposizione dai Carabinieri Forestali. Il sito è stato allestito dal mese di febbraio e controllato quotidianamente tramite videosorveglianza e controllo visivo diretto dal personale del Parco. Questa notte alle 23.30 circa la squadra di cattura, sempre reperibile, è stata allertata dal segnale telefonico di allarme collegato alla tube trap e si è recata immediatamente sul sito verificando la presenza di un orso in trappola. Seguendo il “Protocollo di cattura meccanica e anestesiologica di orsi bruni marsicani in natura e in cattività” ampiamente collaudato con un’intensa attività di cattura a partire dagli anni ’90, la squadra ha effettuato tutte le procedure necessarie ad anestetizzare l’animale e a metterlo in sicurezza. Già nella prima fase dell’operazione l’animale ha manifestato problemi respiratori che, nonostante le tempestive manovre di rianimazione attuabili in campo, hanno portato al decesso dell’animale nel giro di poco tempo. Si tratta di un giovane maschio che in precedenza non era mai stato marcato né radiocollarato.La carcassa è stata trasportata presso il Centro dell’Ente a Pescasseroli in attesa di essere trasferita all’IZS per l’accertamento delle cause di morte. Durante la mattinata il Parco ha provveduto ad informare il Reparto Carabinieri del Parco, il Ministero dell’Ambiente e ISPRA. Il Presidente del Parco Antonio Carrara dichiara: “É la prima volta che ci troviamo di fronte ad una emergenza anestesiologica in occasione di una cattura. Per quanto il Protocollo utilizzato riduca al minimo i rischi per l’orso, questi ultimi non si possono in ogni caso escludere totalmente. Confermo la piena fiducia nello staff del parco e mi auguro che l’analisi necroscopica possa fare piena luce sulle cause di morte.” Come sempre l’Ente Parco provvederà ad informare sugli sviluppi della vicenda. Comunicato stampa n. 07/2018 Pescasseroli, 19 aprile 2018


Wwf Italia: Perdita gravissima che complica ancora di più la conservazione “Fondamentale rivedere i protocolli e convocare stati generali”

Apprendiamo con sconcerto la notizia della morte di un esemplare maschio di Orso bruno marsicano (sottospecie appenninica di orso bruno) durante un’operazione di cattura eseguita dal personale addetto dell’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Attendiamo i risultati delle analisi che saranno condotte sull’animale, nella speranza che possano chiarire meglio le dinamiche di quanto accaduto, ma di certo che ci si trova davanti ad una perdita gravissima, considerato che si tratta di una sottospecie in via d’estinzione che conta ormai solo 50 individui o poco più. Visti i recenti casi simili (ad esempio l’orsa Daniza in Trentino), per il Wwf è fondamentale rivedere i protocolli operativi sulla cattura di orsi, affinché garantiscano standard di sicurezza maggiormente cautelativi per la salute degli animali. Nel frattempo il Wwf chiede al Parco di sospendere o ridurre solo ai casi inevitabili la cattura e la sedazione degli orsi. Prima di sottoporre gli animali ad un rischioso stress e ai pericoli collegati alla cattura, occorrerebbe, infatti, mettere in atto strategie rivolte alle comunità locali affinché modifichino quelle attività e quei comportamenti (come lasciare fonti di cibo accessibili agli orsi o avere cani non al guinzaglio in aree dove è segnalata la presenza dell’orso) in gran parte responsabili dei comportamenti confidenti da parte di questi animali. Il Wwf, dopo i fatti di Villavallelonga (Aq) e di Predera (Tn), aveva chiesto al Ministero dell’Ambiente di convocare un summit per l’Orso bruno, finalizzato ad analizzare i casi accaduti e verificare la possibilità di rivedere le modalità di gestione delle interazioni tra uomo e plantigrado, affrontando in quest’occasione anche la revisione dei protocolli da adottare in situazioni di orsi confidenti (per orsi confidenti e/o problematici si intendono quegli animali che provocano danni o sono protagonisti di interazioni tra uomo e orso con una frequenza tale da creare problemi economici e sociali al punto da richiedere un immediato intervento gestionale risolutivo). Dopo quest’ulteriore drammatico evento il Wwftorna a sollecitare le istituzioni affinché siano messi in piedi tutti i meccanismi necessari ad azzerare la perdita di individui di Orso bruno marsicano, una sottospecie unica al mondo, il cui futuro è minacciato.

Il punto di vista di Nicola Cimini direttore del Parco nazionale Maiella dal 1997 al 2013: “La morte del giovane esemplare di orso Marsicano, a seguito di narcotizzazione per munirlo di radiocollare per finalità di ricerca, non può essere definita un tragico incidente. Proprio per il fatto che l’operazione di narcosi non è esente da rischi e che le ricerche sulla specie hanno generato altri morti per cause dirette ed indirette, sono sempre più convinto che se vogliamo veramente salvare l’orso marsicano bisogna lasciarlo in pace. Niente catture, ma semine e piantumazioni mirate all’interno della zona a più alta protezione e chiusura di molte strade forestali”.

Articolo del 2004 (di seguito) in cui sono state sintetizzate dal Parco Maiella come cause fondamentali di crisi della specie e le poche azioni per ripristinare almeno parzialmente l’habitat secolare compromesso.

Archivio

Necrologio dell’Orso Bruno Marsicano

Assoluzione per l’Orso ucciso: Wwf chiede al Procuratore generale d’impugnare la sentenza

Roma. Anche se per il tribunale di Sulmona l’uccisione di un orso marsicano, specie particolarmente protetta dalle leggi italiane e europee, non costituisce reato per il Wwf continua ad essere un crimine contro la Natura gravissimo che, invece, dovrebbe essere sanzionato. In attesa delle motivazioni della sentenza emessa ieri dal giudice Marco Billi l’associazione del Panda annuncia che chiederà al Procuratore generale della Corte d’Appello d’impugnare la sentenza do assoluzione pronunciata ieri nel tribunale Peligno.

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Uccisione orso: assolto Centofanti, il fatto non costituisce reato

Sulmona (Aq). Il giudice Marco Billi ha assolto Antonio Centofanti, dipendente Anas 61 enne, dall’accusa di uccisione di animali (art. 544 cp). Assoluzione chiesta dal pubblico ministero, Tiziana Pinterpe.

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