Tag: Ombrina Mare

Smantellano il Tripode di Ombrina: l’incubo è Proprio Finito

Sempre vigili gli attivisti costieri  che ci informano di alcuni movimenti, in queste ore, nei paraggi del tripode di Ombrina mare, piattaforma petrolifera di cui è stata scongiurata, lo scorso anno, la realizzazione di una replica ad impatto ambientale devastante. Il progetto Ombrina mare 2, con pozzi,  estrazione e raffinazione di petrolio a poche miglia marine dalla costa, sull’Adriatico abruzzese è stato sconfitto. Sul mare però restano i ferri vecchi, solo in parte smantellati. “Da alcuni giorni sono visibili movimenti attorno al tripode di Ombrina mare” scrive in un post l’ambientalista Amalia Assunta Di Florio – Entro il 31 dicembre la Rockhopper Italia dovrebbe smontare anche quel pezzo de ferro” speriamo davvero. La conferma dello smantellamento del tripode arriva alle ore 16 dalla Capitaneria di porto. Stanno eliminando proprio il 3 piedi di ferro di Ombrina mare che spuntava dall’acqua e  ricordava a tutti i pozzi petroliferi. 

 Comunicato Wwf Abruzzo

La Capitaneria conferma, sono iniziate le operazioni per la chiusura definitiva del pozzo petrolifero

Dopo quarant’anni Ombrina se ne va. Il WWF: una festa per tutti gli abruzzesi

“Strani movimenti di una grande imbarcazione a ridosso del tripode che sovrasta il pozzo Ombrina Mare 2 ci hanno indotto a chiamare la Capitaneria di Porto di Ortona per capire che cosa stesse succedendo: il titolo ormai è scaduto ma la Rockhopper, ultima società concessionaria dell’area, aveva comunque ottenuto una dilazione sino alla fine del 2017 per smontare la testa di pozzo tuttora visibile in mare. Dalla Capitaneria è arrivata la conferma: Ombrina se ne va. Ed è, credeteci, una gioia grande e una festa per tutti gli abruzzesi”: così Fabrizia Arduini, responsabile energia del WWF regionale, racconta l’addio definitivo al progetto petrolifero che ha minacciato per anni la costa e che, con lo smantellamento del tripode tuttora presente in mare, sarà finalmente definitivamente cancellato. Quella di Ombrina è una lunga storia, che parte poco più di 40 anni fa: era il marzo del 1987 quando la Elf Italia avviò nel sito un primo cantiere con perforazione. L’esito fu deludente per i petrolieri, tant’è che la cosa non ebbe seguito. Il pozzo era stato denominato Ombrina Mare 1. Trascorsero gli anni, il Permesso di Ricerca passò di mano in mano sino ad approdare alla Medoil Gas, che nel 2008 decide di perforare un secondo pozzo, Ombrina Mare 2. L’esito questa volta venne ritenuto positivo, cosa che diede il via a uno dei progetti petroliferi a mare più controversi nella storia italiana. L’ipotesi di un Centro Oli nelle campagne di Ortona venne respinta da quella che è stata una vera e propria indignazione popolare. Altrettanta indignazione c’è stata per la malsana idea di far stazionare una raffineria galleggiante in mare a poche miglia dalla costa. Ipotesi di intervento che cozzavano con l’Abruzzo regione dei Parchi, riducendo la regione a un vero e proprio distretto minerario a dispetto della volontà e degli interessi anche economici della stragrande maggioranza degli abitanti. Gli abruzzesi, descritti dagli stessi petrolieri come mansueti, proni di fronte al territorio svenduto a interessi estranei, si dimostrarono invece battaglieri e pronti a reagire come in pochi altri territori in Italia. L’indignazione fu talmente grande che travalicò i confini regionali, trascinando anche altre aree del Paese a schierarsi contro una visione dello sviluppo, è proprio il caso di dirlo, “fossile” fuori dal tempo e da ogni logica economica. “Quel che è successo in questi anni – conclude Fabrizia Arduini – è ben noto: tra provvedimenti di legge e amministrativi, battaglie legali e manifestazioni pubbliche c’è stato in buona sostanza un vero e proprio braccio di ferro tra territori e quelli che si definiscono abitualmente poteri forti, sino ad arrivare al momento in cui, in questi giorni, con la totale dismissione, si sta chiudendo definitivamente anche sul piano fisico una delle battaglie simbolo della lotta contro i combustibili fossili.  Non finisce qui, purtroppo: sono ancora troppi le istanze, i permessi di ricerca e le concessioni in terra e in mare. Ci sarà ancora da lottare ma se pensiamo alla situazione che si prospettava solo pochi anni fa, l’Abruzzo può essere davvero orgoglioso di se stesso”. Sempre in attesa che la costa teatina, la porzione del territorio regionale sulla quale insistono più istanze e titoli minerari, abbia finalmente il Parco Nazionale che attende dal 2001.

mariatrozzi77@gmail.com 

Mazzocca: ‘Pronti al Ricorso straordinario contro il Decreto Trivelle’

Roma. Nelle ultime settimane 2 distinte sentenze della Corte costituzionale hanno riaperto una partita che il Governo considerava chiusa con un provvedimento che toglieva alle Regioni e alle comunità locali ogni possibilità d’intervento sulle politiche energetiche. Contro il processo governativo di petrolizzazione la Regione Abruzzo si è trovata ad imboccare la strada del contrasto, dichiara il sottosegretario alla presidenza della Regione, Mario Mazzocca, questo pomeriggio nella sala stampa della camera dei deputati.

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Stop definitivo al progetto Ombrina, Rockhopper vuole ‘risarcimento danni’ dall’Italia

La compagnia petrolifera e del gas Rockhopper exploration plc (Aim: Rkh, già Medoilgas, con interessi chiave nelle isole Falkland), annuncia di aver avviato una procedura di arbitrato internazionale contro la Repubblica d’Italia in relazione al progetto Ombrina Mare.

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Capitaneria: posizionata piattaforma per smantellare Ombrina Mare 2 Dir

Ortona (Ch). La Capitaneria di porto ha messo in chiaro che si sta posizionando la piattaforma per smantellare la petroliera. Non più di 15 giorni e il rottame, con annessi e connessi, sparirà dai nostri occhi, conferma l’attivista ecologista Amalia Assunta Di Florio. Prossima battaglia è il progetto Colle Santo riproposto per Bomba (Ch). Nel frattempo non guasta un po’ di buon umore con l’arrivo della piattaforma mobile indispensabile per smontare il tripode e chiudere il pozzo Ombrina Mare 2. Da ringraziare per tutto questo, in primis, c’è la ricercatrice italo californiana, Maria Rita D’Orsogna, docente universitaria che con le sue battaglie ambientaliste sta rendendo sopportabile la lotta a difesa dell’ambiente e infonde coraggio per tutte le iniziative indispensabili a difendere l’Abruzzo, sua terra d’origine. Naturalmente un grazie gigante è per le associazioni e il Coordinamento No Ombrina che da anni conducono la battaglia ambientalista contro le trivelle.

Aggiornamento

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L’Abruzzo dice no il Molise dice sì su identiche istanze di permessi di ricerca

Il cordone ombelicale è lo stesso per le 2 istanze di permessi di ricerca in terra ferma trattate però in maniera opposta nonostante siano proposte dalla stessa società su regioni contigue e probabilmente per la stessa ragione. Non è indicato cosa la compagnia petrolifera vorrebbe trovare in oltre mille e 400 km², si scoprirà solo alla fine. Un’idea però ce la siamo fatta se, tra Abruzzo e Molise, quelle istanze sembrano riflettere una ricerca che va permessa ovvero ‘assoggettata ad un’unica Valutazione d’impatto ambientale più stringente’ secondo la Commissione Via Abruzzo che nel 2013 si è pronunciata per la richiesta della Rockhopper. Un anno dopo però, per le stesse istanze che interessano senza soluzione di continuità la provincia di Chieti e sconfinano nelle province di Isernia e Campobasso, arriva il colpo di scena. In Molise é tutto apposto e il permesso si può dare.

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L’Abruzzo si sfila dal Referendum anti trivelle. Il Wwf critica la scelta di D’Alfonso

La scelta del Presidente Luciano D’Alfonso di far ritirare la Regione Abruzzo dal referendum anti trivelle e di farlo schierare a fianco del Governo contro le altre regioni per l’associazione del Panda è incomprensibile.

Cassazione sì referendum abrogativi sblocca Italia e decreto Passera Report-age.com 2015All’improvviso, senza nessun dibattito in Consiglio regionale, l’Abruzzo sceglie di cambiare squadra e da quella delle 10 Regioni che hanno promosso i 6 quesiti referendari passa a quella del governo. “È come se durante una partita di calcio uno degli 11 giocatori si togliesse la maglia indossata fino a quel momento e si mettesse quella degli avversari per continuare la partita a loro fianco” e nella nota il Wwf fa riferimento anche all’espressione con cui si riconosce che l’obiettivo di fermare la piattaforma petrolifera Ombrina Mare è stato raggiunto e che non ci sarebbe più ragione del contendere. “In realtà la Cassazione, confermando il referendum sul divieto di trivellazione delle 12 miglia, sembra ritenere il contrario e oltretutto la Corte costituzionale deve pronunciarsi il 19 gennaio sulla validità dei quesiti. “Sarebbe stato meglio attenderne la decisione – riconosce l’associazione ambientalista – Inoltre si continua a voler far credere che il problema del petrolio inizi e finisca con la piattaforma Ombrina Mare. Si tratta di una visione miope che non ha alcun fondamento. Se Ombrina è stata (momentaneamente?) bloccata il problema del petrolio in Abruzzo e nel Mare Adriatico continua a esistere perché deriva da una politica energetica del Governo pro fonti fossili che non è cambiata e che continuerà a produrre i suoi effetti. D’Alfonso avrebbe dovuto contribuire a costruire e rafforzare un fronte comune con gli altri Governatori per una strategia energetica sostenibile, piuttosto che sfilarsi da questa battaglia”.

Far West di trivelle oltre le 12 miglia dalla costa adriatica, ecco la mappa

Sono milioni gli ettari richiesti dai petrolieri per farsi spazio dal delta del Po sino al Salento, in alcune aree poi sono previsti 3 passaggi per scandagliare i fondali marini con esplosioni tramite il sistema airgun. Per i grandi progetti di trivellazione e ricerca nel mare Adriatico manca una Valutazione ambientale strategica e le Valutazioni di impatto cumulative e transfrontaliere, serve una moratoria immediata e occorre agire a livello comunitario. I movimenti ambientalisti si organizzano  e il 17 gennaio si danno appuntamento a Termoli.

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Parco nazionale Costa teatina: 9 associazioni chiedono il decreto per ufficializzarne la nascita

Chieti. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico e allora, dopo la sospensione del progetto della piattaforma petrolifera Ombrina, 9 associazioni abruzzesi vogliono evitare che si commetta lo stesso errore e  chiedono alla Regione l’immediato decreto per il Parco nazionale della Costa teatina, ovvero la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per riconoscere ufficialmente un parco istituito per legge dal 2001.

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Concessioni petrolifere selvagge? Pronti a un’altra battaglia dopo il quesito referendario riammesso

La Corte di cassazione ha riammesso un quesito referendario che non è caduto con l’emendamento del Partito democratico. E’ salvo, del referendum anti trivelle, il quesito sul divieto di perforazioni entro le 12 miglia, ma per evitare concessioni e titoli minerari selvaggi, la strada da percorrere è irta di difficoltà. Dicevamo, non è tutto ora quello che luccica nelle modifiche introdotte dal governo italiano e approvate con la Legge di stabilità 2016, in vigore dal 1° gennaio scorso.

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Piattaforma petrolifera Ombrina: la Rockhopper ricorre al Tar

Una mossa ampiamente prevista per il Coordinamento No Ombrina che, annuncia, interverrà ad opponendum per il ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Rockhopper, madre del progetto della piattaforma Ombrina, contro la legge che da qualche giorno fa divieto di perforazioni petrolifere entro le 12 miglia dalla costa. I No Ombrina chiedono agli enti  e alle istituzioni regionali di opporsi così come farà il movimento ambientalista. 

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Mobilitazione No Snam: occupazione del Comune e martedì all’Aquila a manifestare

Sulmona (Aq). La soluzione finale è imminente e questa volta non è gas, ma elettricità. Ironizzano con amarezza se l’autorizzazione a costruire la centrale di spinta del metano è solo questione di ore ormai e, davvero, cambierà volto e connotati alla valle Peligna. A Sulmona in primis e poi, riflettendo sul massimo rischio sismico e le faglie attraversate dal tracciato del gasdotto, i tubi spargeranno timori ovunque tra i territori, da intubare, sulla dorsale Appenninica. Per questo un folto gruppo di cittadini Peligni ha deciso di occupare il Comune di Sulmona con i Comitati cittadini per l’ambiente che domani alzeranno i toni della protesta e manifesteranno contro il progetto della centrale Snam, occupando il municipio, per impedire il primo battito del cuore pulsante del metanodotto Rete adriatica da realizzare nella città dei confetti.

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Ombrina. Il ministero si muove per la sospensione della petroliera autorizzata

É davvero una corsa contro il tempo quella messa in campo per scongiurare l’arrivo di altre trivelle nel mare Adriatico a una manciata di chilometri dalla spiaggia. Il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, sta lavorando per la immediata sospensione del progetto petrolifero Ombrina mare 2. Questo nelle more dell’emendamento governativo sulla Legge di stabilità che, presentato una decina di giorni fa, ha ridato nuova speranza a chi si oppone ad altre trivelle nel mare abruzzese, da installare a pochi chilometri dalla spiaggia e per oltre 20 anni di estrazione petrolifera. 

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Il vescovo Spina contro l’inquinamento dice No alle opere devastanti nell’entroterra

Sulmona (Aq). Ancor prima della enciclica Laudato sì di papa Francesco si sono schierati dalla parte dell’Ambiente. 

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No Ombrina battaglia rimessa in gioco dall’emendamento governativo

Roma. Un altro emendamento proposto nella legge di stabilità, presentato dal governo Renzi, dà speranza contro la petrolizzazione dell’Adriatico. Se approvato bloccherà subito il progetto Ombrina e non solo. L’emendamento punta al ripristino del limite delle 12 miglia dalla costa per trivellare nel mare, varrebbe per i nuovi progetti petroliferi e per quelli il cui procedimento di autorizzazione è in via di definizione, sono salvi solo i titoli già rilasciati.

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