Francia sulla strada della messa al bando delle trivelle: a quando l’Italia

Referendum 17 aprile un Sì contro le trivellePescara. Sulla scia di quanto deciso già in Croazia lo scorso anno, la ministra dell’ambiente e dell’ecologia Ségolène Royalha ha annunciato una moratoria immediata sulla ricerca di idrocarburi in mare. Il governo francese potrebbe estendere presto l’invito alla chiusura alle trivelle in mare per tutto il Mediterraneo. Il governo italiano cosa aspetta, dovrà prendere una decisione prima o poi.

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Oggi a Venezia NoTav, No grandi navi e No Ombrina per dire Basta alle opere inutili

No Ombrina Venezia Report-age.com 8.3.2016Venezia. La bandiera No Ombrina sventola anche a Venezia per dire no alle grandi opere inutili e devastanti e sì all’unica grande opera, il risanamento del Paese. Il vertice italo francese si è appena aperto, la città lagunare è blindata, chiusi il campanile e tutti i musei dell’area.

Referendum: Sì per limitare la durata di concessioni per ricerca ed estrazione di petrolio nelle 12 miglia marine

Teramo. Si è costituito, questa mattina, il Coordinamento provinciale Teramo vota Sì per fermare le trivelle. Associazioni e comitati combattono per il Sì dell’Abruzzo al referendum anti trivelle e anche per il raggiungimento del quorum. Il voto è fissato il 17 marzo e bisogna garantire, in primis, validità alla scelta: 50% più 1 degli aventi diritto al voto.

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Nato il Comitato Vota Sì per fermare le trivelle

Missione: partecipazione di massa al referendum del 17 aprile contro le trivellazioni in mare per quel Sì che abrogherà la norma che non prevede scadenze per le concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas, entro le 12 miglia dalla costa. Se la legge di stabilità 2016 vieta il rilascio di nuove autorizzazioni entro le 12 miglia marine, ma non limita la durata delle licenze già rilasciate nel perimetro.

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Referendum anti trivelle al voto. La Consulta dice sì al primo quesito

Roma. Visto che trivellare entro le 12 miglia dalla spiaggia non è più possibile occorrerebbe decidere che fare dei procedimenti in corso per ottenere i permessi a trivellare in quest’area interdetta dal primo gennaio. Procedimenti sospesi e titoli da rinnovare danno ancora possibilità di vita ai pozzi petroliferi là dove è stato ripristinato il divieto, per questo il Referendum è salvo, lo ha deciso la Consulta.

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Concessioni petrolifere selvagge? Pronti a un’altra battaglia dopo il quesito referendario riammesso

La Corte di cassazione ha riammesso un quesito referendario che non è caduto con l’emendamento del Partito democratico. E’ salvo, del referendum anti trivelle, il quesito sul divieto di perforazioni entro le 12 miglia, ma per evitare concessioni e titoli minerari selvaggi, la strada da percorrere è irta di difficoltà. Dicevamo, non è tutto ora quello che luccica nelle modifiche introdotte dal governo italiano e approvate con la Legge di stabilità 2016, in vigore dal 1° gennaio scorso.

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Ombrina. Il ministero si muove per la sospensione della petroliera autorizzata

É davvero una corsa contro il tempo quella messa in campo per scongiurare l’arrivo di altre trivelle nel mare Adriatico a una manciata di chilometri dalla spiaggia. Il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, sta lavorando per la immediata sospensione del progetto petrolifero Ombrina mare 2. Questo nelle more dell’emendamento governativo sulla Legge di stabilità che, presentato una decina di giorni fa, ha ridato nuova speranza a chi si oppone ad altre trivelle nel mare abruzzese, da installare a pochi chilometri dalla spiaggia e per oltre 20 anni di estrazione petrolifera. 

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No Ombrina. L’ombra dell’emendamento governativo: sabotaggio ai referendum antitrivelle

Roma. Quanto si temeva è stato confermato anche dal costituzionalista Enzo Di Salvatore e dal Coordinamento No triv. Il governo nazionale sta sabotando i referendum abrogativi con l’emendamento alla legge di stabilità, i dubbi sono stati confermati. Il provvedimento dell’esecutivo, appena festeggiato da alcuni del movimento No Ombrina, parte del mondo ambientalista abruzzese, soddisfa solo 3 dei 6 quesiti referendari promossi da 10 Regioni (Basilicata, Abruzzo, Marche, Campania, Puglia, Sardegna, Veneto, Liguria, Calabria e Molise) per abrogare parte dell’articolo 38 dello Sblocca Italia e dell’art. 35 del Decreto Passera e scongiurare così la deriva petrolifera, bloccando l’installazione di piattaforme come Ombrina mare 2 e le altre in arrivo, a nemmeno 20 km dalla costa dei Trabocchi, sul mare Adriatico. Quesiti referendari su cui, prima di metà gennaio, la Corte costituzionale si pronuncerà per l’ammissibilità. Per cancellare le ombre dell’emendamento governativo sono stati presentati dei correttivi che oggi purtroppo sono stati bocciati dall’esecutivo nazionale.

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Presentati 3 emendamenti che stopperanno la piattaforma Ombrina mare 2

Roma. Numero perfetto, contro Ombrina gli emendamenti sono 3. Sono stati elaborati dal deputato Gianluca Vacca (M5S) sono stati inviati agli altri parlamentari abruzzesi e sono stati appena presentati. L’obiettivo è fermare Ombrina mare 2, progetto petrolifero della Rockhopper autorizzato il 9 novembre. Tre carte da giocare per ripristinare il divieto delle 12 miglia per le aree protette e aggiungendo anche quelle da proteggere. Il parlamentare abruzzese interviene sulla Legge di stabilità 2016 approvata dal governo nel Consiglio dei ministri il 15 Ottobre e che si avvi alla fase di ratifica, ora il testo va incontro agli interventi emendativi. A gennaio la legge entrerà in vigore. 

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