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Gestione del rischio Gran Sasso: un passo avanti ma non troppo

É stata approvata la delibera regionale  (33 del 25.01.2019) per la gestione del rischio nel sistema idrico del Gran Sasso (Dgr  643 del 7.11.2017 Definizione attività urgenti ed indifferibili), l’osservatorio H2o considera questo un passo avanti, ma non troppo dato che si tratta solo di definizione d’intenti.

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Ovunque, ma non a Pratola: prima a portare in Regione il progetto di Polo della Protezione civile

Praticamente scippato alla valle Peligna che lavorava al progetto da decenni, ancor prima dei terremoti e degli incendi che hanno devastato la regione verdognola dei parchi. Struttura fondamentale negata a Pratola Peligna (Aq) che con gli altri Comuni della valle e soprattutto gli ambientalisti chiede da un secolo, senza esagerazione, di riconvertire a fini di pace la polveriera di colle San Cosimo, ex fabbrica di polveri da sparo Dinamite Nobel a metà del ‘900 a servizio poi del Polo chimico di Bussi officine. Tramonta definitivamente il Polo logistico di Protezione civile nazionale nella conca. É stato sbriciolato in altri territori perché, dicono, si gestisce meglio una emergenza spalmando i presidi per gli interventi un po’ ovunque, non dove però ce n’è davvero bisogno: nemmeno l’ombra di un polo logistico di protezione civile in un territorio a massimo rischio sismico, bruciacchiato e incendiato, terremotato. ma messo fuori dal cratere aquilano, dove covano la faglia profonda e un po’ più su la faglia parallela del Morrone, tra le più pericolose, a detta dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Continue reading “Ovunque, ma non a Pratola: prima a portare in Regione il progetto di Polo della Protezione civile”

Ragazzi in azzurro: sono 3 gli abruzzesi su 12 atleti nella Nazionale di nuoto giovanile

Giulia Calistri ed Emanuele Mattei della Interamnia fitness con Riccardo Olivieri (99 sport L’Aquila), sono gli atleti abruzzesi, classe 2000, selezionati dalla Nazionale italiana giovanile per partecipare ai Campionati europei juniores di nuoto per salvamento di Limerick in Irlanda, dall’11 al 18 settembreContinue reading “Ragazzi in azzurro: sono 3 gli abruzzesi su 12 atleti nella Nazionale di nuoto giovanile”

Riforma Aree Protette. WWF: “Riaprire confronto con associazioni per salvare Parchi”

Roma. “Se la Camera non cambierà il testo della Riforma su alcuni punti essenziali potremo dire addio ai Parchi nazionali” il WWf chiede che con l’aggiornamento della Legge 394/91, Piccola Costituzione delle Aree Protette, si riapra il confronto con il fronte delle associazioni e si abbia come obiettivo il mantenimento del ruolo e della funzione dei Parchi nazionali e delle Aree marine protette.

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Ambiente. Delle due l’una: o il Piano Parco regionale o il Parco nazionale Sirente Velino

L’Aquila. Quattro associazioni chiedono che sia approvato il Piano del Parco, diffidando la Regione a farlo altrimentisi procederà all’istituzione del Parco nazionale del Velino Sirente, proposta lanciata da Appennino Ecosistema. 

Aggiornamento 1  e 2

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Parchi in bilico dalla riforma nazionale a quella abruzzese. Rinviato l’accordo dei sindaci subequani

Dalla riforma nazionale a quella abruzzese i parchi in bilico su un sottile filo di ragnatela mentre il rinvio della seduta della Commissione regionale ambiente mette di buon umore qualche ambientalista che spera in un ripensamento dei sindaci Subequani interessati, si dice, a restringere i confini del Parco regionale Sirente – Velino. Forse sono solo impegnati sul fronte terremoto, per questo la seduta è rimandata. Fatto sta che molti dei sindaci favorevoli a questo accordo caldeggiavano il progetto Toto delle varianti autostradali (A 24 e A 25) su aree protette e a massimo rischio sismico. L’ipotesi sarebbe di cancellare quasi il 20% dell’area protetta, habitat che il Piano del parco avrebbe dovuto innalzare a Zone B di riserva generale. Nulla di fatto però, in 28 anni di gestione la pianificazione dell’area protetta è stata una chimera per la Regione che non pecca solo di indolenza.

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Istituzione del Parco nazionale Sirente Velino. Con Pietrucci segnali positivi dalla Regione

L’Aquila. “Credo che l’idea di rendere il Parco Sirente Velino un Parco nazionale sia da esaminare con attenzione, così come la riperimetrazione purché, naturalmente, sia fatta su basi scientifiche – dichiara il Presidente della commissione regionale ambiente e territorio Pierpaolo Pietrucci che oltre alla tutela ambientale e paesaggistica spera che trovino spazio misure d’incentivazione dello sviluppo economico in questa nuova idea di Parco.

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Nazionalizzare il Parco Velino Sirente: sul fronte dei Sì

L’Aquila. Dire Parco nazionale Velino Sirente non è più un errore, ma una speranza. Oggi l’adesione è sempre più ampia. Si può fare! L’iniziativa spalanca gli occhi a molti e dalla parte del Sì ora sono altri 3 Comuni: Fagnano Alto, Fontecchio e L’Aquila che con Lucoli e Ocre si allarga il fronte di chi non si lamenta, ma dà la soluzione ai massicci attacchi al Parco regionale. Lo stesso che sindaci e assessore regionale ai Parchi, Donato Di Matteo, vorrebbero restringere come fosse in lavatrice.

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Nimbyforum. Al rogo comitati, ambientalisti, blog e quel ‘mentitore’ di Erri De Luca

Roma. I componenti di questa moderna inquisizione sono sostenitori del Nimbyforum e nell’elenco troviamo non solo una nutrita rappresentanza istituzionale (qui), ma anche nomi altisonanti di società come Edison, Terna, Enel, Trans adriatic pipeline (Tap), A2a e Falck renewables. Al convegno nazionale del Nimbyforum Erri De Luca non è stato ancora assolto, le testate gionalistiche locali scrivono senza sapere. Tutti al rogo dunque, blog ambientalisti inclusi.  Le multinazionali liquidano il problema dell’inquinamento, dell’effetto serra, dell’aumento delle temperature e del depauperamento dei territori assediati dai loro progetti (elettrodotti, oleodotti,  metanodotti, centrali a biomasse, piattaforme petrolifere e trivelle per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi) con una semplice parola: nimby. Questo è lo spauracchio da sconfiggere e le grandi imprese si aggrovigliano il cervello per una soluzione che fermi i cittadini che si oppongono alle loro opere celebrate come strategiche e sostenute da discipline normative come quella dello Sblocca Italia. Vorrebbero controllare l’informazione on line, discutono su come gestire quella sui social. Dunque per loro il problema è fermare l’opposizione senza approfondire le ragioni delle contestazioni popolari che interessano la bellezza di 355 opere in Italia che i colossi del fossile e dell’energia non rinnovabile intendono realizzare ad ogni costo. Il sistema di produzione non si cambia quello fossile deve bastare. Opere considerate inutili dalla gran parte delle popolazioni interessate. Non ha prezzo allora immaginare la sorpresa e lo stupore degli addetti al fossile che, durante un’auto celebrazione dei sostenitori del Nimby forum, si trovino in sala un manipolo di rappresentanti del Comitato No elettrodotto 380 Kv Villanova – Gissi, attivisti di Pescara e Chieti, che partecipa e segue i lavori del forum. Raccontiamo gli interventi dei relatori di prestigio della riunione capitolina, consumata due giorni fa, da un punto di vista inimmaginabile per queste occasioni mondane.

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Campionato di motorally senza permessi in area protetta: denunciato l’organizzatore

 
Alto Sangro. A sbatacchiare sulle montagne dell’entroterra abruzzese, a squassare la calma dei sentieri su un tracciato che s’incunea dove l’orso potrebbe prepararsi per il letargo, si sono messi a crossare all’impazzata un centinaio di centauri con le loro moto. E’ sicuramente da apprezzare lo spirito d’iniziativa, poi però tutta questa intraprendenza non ha più senso se disintegra l’immagine dei territori da proteggere venendo meno il rispetto per l’ambiente, quello stesso ambiente che è il quid caratterizzante di una competizione che altrimenti sarebbe una gara qualunque. Chi organizza non ha la sensibilità giusta, chiamiamola così, per le autorizzazioni necessarie a far tutto quel baccano nel cuore del Parco della Maiella e della Riserva del monte Genzana. L’ennesimo campionato italiano di motorally, se ne organizzano tanti con questi nomi altisonanti, è costato all‘organizzatore una denuncia, diversi verbali elevati dal Corpo forestale dello Stato e una gran brutta figura.

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Dopo Ombrina anche Elsa, da Costa dei Trabocchi a costa delle trivelle

Chieti. Dopo Ombrina Mare, arriva purtroppo il sì della commissione di Valutazione di impatto ambientale nazionale anche al progetto Elsa 2 per la ricerca di idrocarburi con pozzo esplorativo a soli 7 km dalla Riserva naturale regionale dei Ripari di Giobbe.

Aggiornamento
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Ombrina nell’Onda ambientalista abruzzese: i ministri Galletti e Franceschini non firmino

L’inchiesta de Il Fatto Quotidiano e 2 interrogazioni, una alla Camera dei deputati e una al Parlamento europeo, sollevano dubbi su alcuni componenti della Commissione chiamata a valutare i progetti di opere ad impatto ambientale da realizzare in Italia. Piani che espongono molte di quelle megastrutture, discutibili per gli ambientalisti, come zizzania da spargere in tutta la penisola cooptata nella Strategia energetica nazionale . Continue reading “Ombrina nell’Onda ambientalista abruzzese: i ministri Galletti e Franceschini non firmino”