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Miracoloso temporale spegne l’incendio generato dal fulmine a monte Mileto

Un provvidenziale acquazzone ha cancellato, per il momento, l’incubo del fuoco sulla montagna aquilana ai confini tra la provincia di Chieti e Pescara. Su monte Mileto una scarica di fulmini ha attivato un incendio nel primo pomeriggio con un pennacchio di fumo che era visibile dalla valle Peligna alle ore 15, fortunatamente un’ora più tardi benedetto dalla pioggia.

In aggiornamento

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Anche il Cai contro il progetto d’impianti sul Magnola. Slo: meglio investire sui servizi d’accoglienza ad Ovindoli

Anche il Cai (Club Alpino Italiano) si schiera dalla parte dell’Ambiente contro l’ennesima opera devastante progettata sull’ultimo versante intatto del monte Magnola ad Ovindoli (Aq), località citata a Porta a Porta (Rai 1) dal ministro dell’interno, Matteo Salvini, per gli ottimi risultati elettorali della Lega alle regionali abruzzesi.

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Esclusiva immagini. Frana il Morrone. Annunciata a fine anno mappatura pericolosità del monte

Sulmona (Aq). Il Comune sollecita la Regione e la prefettura per la messa in sicurezza delle aree pericolose su monte Morrone. Entro fine anno, annunciano da palazzo San Franmcesco, sarà presentato il progetto di mappatura della pericolosità e del rischio sismico della montagna sacra, di papa Celestino V, in precario equilibrio per le conseguenze dei devastanti incendi dello scorso anno e le abbondanti piogge di questa Estate con l’Inverno alle porte e il terremoto in agguato. Continua a leggere “Esclusiva immagini. Frana il Morrone. Annunciata a fine anno mappatura pericolosità del monte”

Principio d’incendio ai piedi del Morrone, torna l’incubo

Sulmona (Aq). Intervento dei Vigili del fuoco di Sulmona poco prima delle ore 18 per un principio d’incendio alle falde del Morrone, il monte andato in fumo per oltre 20 giorni la scorsa Estate a fine agosto. É atteso l’elicottero antincendio dei Vigili del fuoco dell’Aquila per evitare il peggio (ore 18.30).

Aggiornamento 1, 2 e 3

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Incendi del Morrone e nel compresorio Peligno-Sangrino, ancora nessuna risposta

Perché e da chi, agosto scorso, è stato bruciato monte Morrone, in valle Peligna, nel Parco nazionale della Majella. Il primo rogo è partito però il 19 agosto, dalle alture di Pacentro, forse appiccato da qualcuno che si è inoltrato in una pista forestale accessibile a pochi: escursionisti, allevatori e uomini in divisa. La colonna di fumo era visibile da tutta la valle Peligna quel sabato mattina ad un anno esatto dalla riforma Madia che cancella il Corpo forestale dello Stato (decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177). Solo per l’incendio di Campo Imperato la magistratura inquirente ha accertato le responsabilità colpose del rogo. E per gli incendi dolosi non è dato sapere. Ancora non c’è risposta per le popolazioni del comprensorio Peligno, Sangrino e Subequano che hanno vissuto un incubo impressionante e che non si danno pace sulle ragioni dei roghi dell’estate 2017 che hanno colpito anche Secinaro (Aq), Roccacasale, Pratola, Prezza, Roccaraso e, sempre in provincia dell’Aquila, valle Gentile tra Rocca Pia e Pettorano sul Gizio, a metà agosto.

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Conti sugli Incendi Morrone: se c’è Vita c’è Speranza

Sulmona (Aq). Finché c’è vita c’è speranza e la vita nel bosco bruciato non manca e potrà rinascere proprio grazie al Pino nero che a decenni di distanza dai rimboschimenti delle montagne incendiate è riuscito a formare strati e strati di terreno. Il fuoco? nessuna paura. Non tutto il male vien per nuocere e a detta dell’esperto le fiamme si sono sostituite alle necessarie opere dell’uomo.

Aggiornamento 1 e 2

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‘Correggere errori causati dall’assorbimento della Forestale’ Vacca (M5S) sugli incendi del Morrone interpella il governo

Roma. Il deputato del Movimento 5 stelle, Gianluca Vacca, ha presentato oggi una interpellanza parlamentare per chiedere al governo e, nello specifico, al presidente del consiglio dei Ministri, al ministro per la semplificazione e la pubblica Amministrazione, al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al ministro dell’interno, se non si ritengano urgente e necessario correggere gli errori causati dall’assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ripristinando un comparto o un corpo con le funzioni, i mezzi e il personale che erano propri della Forestale con il fine di raggiungere almeno i livelli di operatività precedenti allo scioglimento.

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Vi presento monte Morrone senza i pini piantati negli anni Cinquanta

Pacentro (Aq). Un tempo non proprio lontano il monte Morrone, circa 2 mila ettari sono andati in fumo per un vasto incendio lo scorso agosto, non aveva alberi di pini sui suoi crinali, ma poche piante del posto: ginepro, roverella e qualche latifoglia. Nella immagine inedita che proponiamo, del rimboschimento di pini messo in atto negli anni Cinquanta sul costone pacentrano non c’era ancora traccia. 

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Ocriticum, Mantide della Fornax Calcaria. Esclusivo da non perdere

Cansano(Aq).Nel sito archeologico di Ocriticum ci imbattiamo in un esemplare maschio di mantide, mimetizzato tra la vegetazione. Lo distinguiamo dalle femmine (di colore verde) per il marroncino chiaro simile ai fili d’erba ingialliti dal sole. Così lo immortaliamo con qualche scatto, a un passo dall’antico impianto di produzione di calce, la Fornax Calcarea. 

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Incendi monte Morrone, la sera del 30 agosto il fuoco arriva a Colle delle Vacche (Archivio storico)

Sulmona (Aq). Dal 19 agosto e per ben 23 giorni il monte Morrone, nel Parco nazionale della Maiella, brucia. Solo la pioggia riuscirà a fermare, il pomeriggio del 10 settembre, la furia delle fiamme. Le immagini del video sono riferite alla sera del 30 agosto 2017 quando il fuoco raggiunge il rifugio Colle delle Vacche dove la linea tagliafuoco non arresta l’inferno di fuoco. L’ausilio dei Canadair è richiesto persino il 15 settembre, nel tardo pomeriggio di venerdì, quando 2 degli aeromobili spegni incendio, che sganciano 6 mila litri di acqua, sorvolano ancora la valle Peligna perché sulla montagna sacra a Papa Celestino V il forte vento solleva talmente tanta cenere e polvere da mettere in allarme le vedette del presidio che temono la formazione di un nuovo devastante focolaio.

mariatrozzi77@gmail.com

Retro front sui rimboschimenti, per ora, cambio di marcia della Regione. Soddisfatte WWF, Legambiente, Italia nostra e Marevivo

Pescara. Dopo l’incontro di ieri tra presidente e assessori regionali, sindaci e funzionari della Regione sulla situazione post-incendi (al quale è stato giustamente invitato all’ultima ora anche il Parco della Majella) WWF, Legambiente, Italia Nostra e Marevivo prendono atto con soddisfazione che il buon senso e la ferma volontà dei territori hanno prevalso e che è stata abbandonata la sbagliatissima linea del rimboschimento subito incautamente annunciata con prematura enfasi a roghi in corso.

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Piste sul Morrone col pretesto dell’Emergenza, Esposto per danni all’Ambiente

L’Aquila. Piste tagliafuoco tante e troppe a danno dell’ambiente, di un monte già martoriato, alcune realizzate persino lo stesso giorno in cui l’emergenza è cessata per gli incendi del Morrone, 20 gioni di inferno. Quattro associazioni ambientaliste presentano un esposto alla Procura della Repubblica di Sulmona e ai Carabinieri per chiedere di reprimere i reati che innalzano il pericolo di dissesto idrogeologico del monte nel parco della Majella aggiungendo altri rischi. L’esposto è firmato dai coordinatori Maria di Gregorio, presidente di Appennino Ecosistema, Stefano Allavena, coordinatore per l’Abruzzo della Lega italiana protezione Uccelli,  Stefano Orlandini, presidente di Salviamo l’Orso e Fabio Borlenghi, responsabile di Altura, Associazione per la tutela degli uccelli rapaci e dei loro ambienti – per l’Abruzzo), che sollecitano anche un livello di guardia e attenzione superiori per il monte, necessari per una rinascita della montagna Sacra, di papa Celstino V, esposta altrimenti ad ogni tipo di aggressione.

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Il Morrone brucia ancora. Domani è un altro giorno, pioverà!

Una breve tregua per ricominciare, sono trascorsi 20 giorni dal primo rogo sul fianco della montagna in territorio di Pacentro (Aq). Oggi sul versante Occidentale, verso Nord in alta quota, si è alzato molto vento che solleva anche molta cenere, proprio quando i voli dei Canadair sono meno percettibili di mattina e nel primo pomeriggio, proprio quando credevamo tutti di aver vinto il fuoco e che il monte Morrone fosse finalmente in salvo. La colonna di fumo è visibile da ore in valle Peligna e la popolazione torna a preoccuparsi. Continua a leggere “Il Morrone brucia ancora. Domani è un altro giorno, pioverà!”

Come funghi le Piste Tagliafuoco: spianate troppe strade sul Morrone, fuoco spento, brucia la speculazione

In tutto 10 i comunicati del Com, l’ultimo annuncia un’ora fa: l’incendio sul Morrone è spento. Dieci, cento, mille tagliafuoco ancora da costruire? Più di quello che si possa immaginare. Sino a ieri era in fase di realizzazione un’altra pista per fermare un incendio già domato da giorni. Spianano la strada alla deforestazione? Ecco un altro grosso affare del dopo incendio di cui approfittare, stile post terremoto. Per la gente per bene è da evitare, ma soprattutto è un grande rischio per il monte Morrone. Indifeso da ogni attacco, ieri abbiamo percorso una costola dell’altura ed è apparsa un’altra pista tagliafuoco. É la quarta visibile e accessibile realizzata sulla montagna Sacra. Questo è, da quando è partita la moda delle ‘tagliafuoco’ che dovrebbero fermare gli incendi. Più la spesa che l’impresa per rallentare le fiamme! Unica benedizione per un incendio tanto grande è la pioggia, nemmeno i Canadair, dicono i Direttori delle operazioni di spegnimento (Dos). Il fuoco dal bollettino Com è spento e stamane è rimasto appena un pennacchio dell’incendio che per 15 giorni ha abbrustolito monte Morrone. Allora, perché sino a ieri si spianava una strada?

Aggiornamento 1  e 2

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