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Caratterizzata dall’Esercito l’area di Monte Stabiata. Per la bonifica avviata la Valutazione d’incidenza

Scene come quella descritta in una nota da un’associazione ambientalista devono risalire però a molto tempo fa “Piovono colpi di mortaio ed altre armi da fuoco in un Parco nazionale e in una Zona di protezione Speciale” perché da più di un anno sul poligono militare di monte Stabiata non viene sparato nemmeno un colpo dall’Esercito italiano.

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Ovunque, ma non a Pratola: prima a portare in Regione il progetto di Polo della Protezione civile

Praticamente scippato alla valle Peligna che lavorava al progetto da decenni, ancor prima dei terremoti e degli incendi che hanno devastato la regione verdognola dei parchi. Struttura fondamentale negata a Pratola Peligna (Aq) che con gli altri Comuni della valle e soprattutto gli ambientalisti chiede da un secolo, senza esagerazione, di riconvertire a fini di pace la polveriera di colle San Cosimo, ex fabbrica di polveri da sparo Dinamite Nobel a metà del ‘900 a servizio poi del Polo chimico di Bussi officine. Tramonta definitivamente il Polo logistico di Protezione civile nazionale nella conca. É stato sbriciolato in altri territori perché, dicono, si gestisce meglio una emergenza spalmando i presidi per gli interventi un po’ ovunque, non dove però ce n’è davvero bisogno: nemmeno l’ombra di un polo logistico di protezione civile in un territorio a massimo rischio sismico, bruciacchiato e incendiato, terremotato. ma messo fuori dal cratere aquilano, dove covano la faglia profonda e un po’ più su la faglia parallela del Morrone, tra le più pericolose, a detta dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Continua a leggere “Ovunque, ma non a Pratola: prima a portare in Regione il progetto di Polo della Protezione civile”

La Piastrina dell’Alpino Pizzocchia ispira a Castelvecchio importanti Progetti di Pace

Sulmona (Aq). La seconda guerra mondiale ha allontanato per sempre dalle loro famiglie bravi giovani, di umili origini che non hanno avuto il tempo di vivere davvero, di metter su famiglia e avere figli. Un legame tranciato di netto dalla crudeltà, dall’ambizione di partecipare al tavolo della pace con il proprio carico di morte. La guerra ha slegato il tempo, allontanato di molto le grandi distanze, ha deragliato il ricordo. Alla Pace il compito di recuperare dal male il flebile filo del bene, questa volta on line, ricucito attraverso la Rete, Internet, per restituire memoria e dignità a chi altrimenti sarebbe rimasto per sempre nell’ombra. Parliamo di un nome e un cognome su una piastrina di ferro che sarebbe finita magari nelle mani di un collezionista attento e scrupoloso, forse un appassionato di storia un po’ disordinato o un fanatico esperto nel maneggiare certi cimeli. Quale valore, per una cosina tanto delicata che racchiude la bellezza di una vita spenta troppo presto,  a confronto delle  mani frementi d’amore della madre terra e dell’abbraccio caldo, accogliente, delle Nostre montagne. 

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