Tap, per il governo italiano costa troppo dire NO. Non si arrende la valle Peligna

Tap, dire no costa 20 miliardi di euro e, per il governo, l’Italia non può permetterselo. “Nelle prossime 24-36 ore prenderemo una decisione, ma il sentiero è molto stretto” così la ministra per il Sud, Barbara Lezzi, che considera troppo costoso per la Penisola evitare il Trans adriatic pipeline (Tap), gasdotto per trasportare il gas azero sino in Italia, in Puglia che si aggancia ad unaltra contestata infrastruttura, il metanodotto Rete adriatica Snam, di cui il tracciato Sulmona-Foligno è in fase finale di autorizzazione. Servirebbe questo per superare la dipendenza dal gas russo e dipendere dal gas dell’Azerbaigian. In queste ore l’Aquila ha accolto l’ambasciatore dell’Azerbaigan, Mammad Ahmadzada. Al centro del colloquio con il presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, gli scambi commerciali. L’ambasciatore ha invitato Di Pangrazio a Baku, capitale della ex repubblica sovietica. Read more

Orsa Pro Natura Peligna: la campagna ‘Io non rischio’ è una beffa

La campagna di informazione “Io non rischio” del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, promossa per la prevenzione del rischio sismico e del rischio idrogeologico, nei riguardi della popolazione della valle Peligna è una beffa, riferendo all’impianto che sta per essere costruito proprio a 2 passi dalla faglia del Morrone, tra le più pericolose d’Italia, e con il raccordo dei tubi che attraversa un’area storica per il  dissesto idrogeologico.  Read more

Perché e Percome è Ressa in Adriatico per Estrarre il Metano, gas naturale

É ressa per estrarre gas naturale in Adriatico. Agli australiani della PoValleyEnergy e agli inglesi dello SpectrumGeo si sono aggiunti persino i cinesi della China merchants group con Eni presente da tempo. Tutti a chiedere concessioni per perforare il mare con royalty convenienti garantite ancora dal Bel paese, normative strategiche impressionate su carta dai precedenti governi italiani che ancora spiegano e stendono effetti sul mare. Read more

Gasdotto Larino-Chieti, SgI chiarisce sul progetto: ‘Migliorerà la distribuzione del gas sull’area adriatica’

La Società gasdotti Italia, titolare del progetto di costruzione del metanodotto Larino-Chieti, chiarisce in una nota sul progetto del gasdotto di 111 km che dalla provincia di Campobasso in Molise raggiunge Chieti, in Abruzzo.  Read more

Altro studio sismico per la centrale, ancora niente ordinanza per tutelare il tritone

Il tono rassicurante del sì romano al nuovo studio sismico, chiesto alla multinazionale per la centrale di spinta e il metanodotto Snam, non allontana la posa della prima pietra, né il rischio simico, ma solo eventuali reazione pacifiche contro la realizzazione del mostro. Read more

Necrostoria del Tubo. Metanodotti esplosi per frane, smottamenti, problemi agli impianti e cedimenti

L’anno nero dei metanodotti è stato sicuramente il 2004 con 8 esplosioni, una nel 2014, 3 nel 2015 sino ad arrivare all’incidente recentissimo di metà dicembre in Austria nella hub del gas naturale di Baumgarten, purtroppo una vittima e decine di feriti è l’amaro bilancio dell’esplosione. Sulle cause spesso è difficile fare chiarezza e così siamo ancora appesi al filo per sapere come mai sia esploso, nel 2015 a Mutignano di Pineto (Te), un metanodotto che è quasi la metà del diametro dei tubi che si vogliono interrare in valle Peligna. Nonostante questo, chi ambisce a creare uno snodo europeo del trasporto del metano continua a rassicurare sulle sue strutture che sarebbero sicure. Ieri su Tg3 Abruzzo, edizione delle ore 14, un altro portavoce della multinazionale del gas naturale ha fatto capire, con tono sereno e a modo, che i suoi metanodotti non sono mai esplosi a causa del sisma. I metanodotto in Italia esplodono per molto meno a leggere l’elenco degli incidenti dei gasdotti di questi ultimi anni ricostruito da Report-age.com.

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Ricorso al Tar delle associazioni ambientaliste contro la centrale

Pescara. Un altro importante No alla centrale di compressione, autorizzata il 7 marzo e da costruire a Case pente di Sulmona, e al metanodotto Rete adriatica che Snam vorrebbe realizzare in area sismica. Un No che sicuramente irrobustisce la linea ambientalista. Si rafforza il fronte dell’opposizione di cittadini e istituzioni al progetto Rete adriatica della Snam. L’appello del sindaco di Sulmona (Aq), Annamaria Casini è quello di partecipare alla manifestazione Stop hub del gas del 21 aprile dalle ore 15  nella città  peligna. Stamane il primo cittadino ha raggiunto nel capoluogo adriatico i rappresentanti regionali di Wwf, Legambiente e Italia nostra per definire altri importanti aspetti della questione Snam. Read more

Inferno tra centrale e metanodotto Snam dove incombe il Vallone Satanasso

Incidente 27.4.2011 Sorgente immagine Bergamo sera

Alluvioni, movimenti di terra e detriti dal vallone dell’inferno (tra Sulmona e Pescocostanzo – Aq) aggiungono rischi ai tanti che già pesano sulla valle Peligna per le faglie, l’inversione termica e per la costruzione della centrale di spinta del metano e la realizzazione del tracciato del Rete adriatica, tratto Sulmona-Foligno. Frazione del progetto che è in fase conclusiva di autorizzazione. Il Vallone dell’inferno ha una pessima fama purtroppo annebbiata dalle grinze del tempo. Giusto per rinfrescare la memoria proprio lì avvenne l’incidente del 27 aprile 2011 in cui morirono, in volo sull’area con un elicottero Elycompany, 2 persone, il pilota bergamasco Danilo Ricuperati, 31 anni, di Gazzaniga, e il tecnico modenese di 27 anni Matteo Franchini.

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Gasdotto Sulmona-Foligno, nulla di fatto, altri 2 incontri istruttori per arrivare all’autorizzazione

Roma. Prima di convocare un’altra riunione i dirigenti del Mise, ministero dello sviluppo economico, contatteranno l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) per approfondire la questione del rischio sismico. I tubi del Rete adriatica attraverseranno i crateri dove si sono manifestati i più recenti e devastanti terremoti italiani. Per parte della struttura, strategica dicono ai vertici, si è appena conclusa la prima istruttoria del tracciato Sulmona-Foligno, indetta da Annalisa Cipollone, capo dipartimento della presidenza del consiglio dei ministri. Il Movimento 5 stelle, Wwf e Legambiente hanno chiesto di rinviare l’incontro, ma il confronto oggi si è svolto. Dal dipartimento hanno ammesso che occorrono altre 2 riunioni per perfezionare l’istruttoria, prima di rinviare la decisione ai vertici per un’altra autorizzazione che interessa sempre il metanodotto Rete adriatica, quasi 700 km di condotta per spingere, per mezzo della centrale di compressione autorizzata a marzo e da costruire a Sulmona (Aq), il gas naturale a Nord passando per aree a massimo rischio sismico. Parliamo del metano, fonte fossile, che la Snam venderà all’Europa con enormi profitti soprattutto con enormi sacrifici, anche in termini di sicurezza, per le popolazioni assoggettate all’opera della multinazionale. Nulla di fatto dunque, il copioso fronte del no abruzzese ha ribadito la contrarietà al progetto Snam.

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‘No alla riunione del 4 aprile’ lo chiedono 11 parlamentari M5S alla presidenza del Consiglio ministri

Undici parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono, con una lettera indirizzata alla presidenza del consiglio del ministri, di non procedere alla riunione del 4 aprile 2018. L’istruttoria, cosi definita dal dirigente del dipartimento coordinamento affari amministrativi, é l’ultimo passaggio per superare il diniego all’intesa delle Regioni Abruzzo (Dg 132 del 2015) e Umbria e aprire all’autorizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno. Parliamo dell’ultimo segmento del progetto Snam Rete adriatica, quasi 700 km di condotta che spingeranno il metano a Nord, per vederlo con profitto per la multinazionale, attraversando aree a massimo rischio sismico nei crateri dei più grandi e recenti terremoti italiani. Deputati e senatori a 5 stelle chiedono ai vertici del governo dimissionario, incaricato ormai solo degli affari correnti, di rimandare ogni atto al governo che ottenga la fiducia del Parlamento e che comincerà a formarsi proprio nella stessa giornata dell’incontro. Più che amministrativa l’istruttoria vela il compimento della linea politica che ha definito le scelte, ormai anacronistiche, degli esecutivi targati Pd e anche Forza Italia, risultati perdenti nelle elezioni politiche del 4 marzo. Constatando l’impossibilità a superare il diniego delle Regioni, l’autorizzazione sarebbe rimessa ai vertici del governo, passando all’ulteriore e definitivo passaggio di autorizzazione. Situazione quest’ultima da cui difficilmente si può tornare indietro per riconsiderare e rivalutare il progetto nato nel 2005.

 mariatrozzi77@gmail.com 

La nota integrale. “Spett.le Presidenza del consiglio dei ministri Dipartimento per il coordinamento amministrativo Roma
Da notizie di stampa si apprende che il capo Dipartimento per il coordinamento amministrativo e la struttura di supporto che opera nel settore dell’attuazione, in via amministrativa, delle politiche del Governo ha convocato in data 4 Aprile 2018 il confronto conclusivo sull’iter riguardante l’istanza di autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’opera denominata Metanodotto Sulmona-Foligno DN 1200 (48”). Tale riunione, si presume, sarebbe indetta al fine di avviare a conclusione il processo di autorizzazione del metanodotto attraverso l’individuazione di una soluzione politica condivisa tra le amministrazioni coinvolte ed in particolare con la Regione Abruzzo che, con la Delibera di giunta regionale n.132 del 20 febbraio 2015, ha espresso il diniego all’intesa avverso l’adozione positiva dell’atto conclusivo del procedimento dell’opera sopra citata.
A tal proposito i firmatari ritengono che a pochi giorni dalla notizia delle dimissioni del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sia doveroso sollevare dubbi sulla legittimità procedurale che riguarda qualsiasi atto del Governo conseguente ad un atto politico. Infatti, a seguito delle dimissioni sopra citate, il Governo rimane in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, cioè di atti indifferibili ed urgenti e, quindi, estranei all’esercizio dell’indirizzo politico. In questo caso non siamo di fronte all’esercizio di affari correnti o indifferibili, bensì trattasi di una procedura attivata per porre rimedio, attraverso una decisione necessariamente politica, al diniego di una delle amministrazioni coinvolte, ovvero la Regione Abruzzo.
Si rammenta che da pochi giorni si è insediato il nuovo Parlamento, in seguito alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 che ha determinato uno scenario politico sicuramente differente dal precedente. È del tutto evidente, quindi, che l’attuale Governo dimissionario non ha alcuna legittimazione a proseguire l’iter autorizzatorio di un’opera dichiarata strategica in quanto il presupposto di ogni attività di Governo è l’iniziale fiducia accordata dalle Camere.
Si chiede, quindi, di non procedere alla riunione del 4 aprile 2018 e rimandare ogni atto al prossimo Governo che ottenga la fiducia del Parlamento. I parlamentari abruzzesi del M5S”.

3 milioni di spari nel mare di S.Maria di Leuca, h24, con 33 Airgun. D’Orsogna lancia l’allarme

L’esplorazione sismica […] può comunque determinare un impatto negativo sulla comunità ittica e le altre specie alieutiche, è scritto nella Valutazione d’impatto ambientale per la Edison 3D e la Petroceltic, sul progetto di ricerca, per mezzo di airgun, che interesserà 300 km² di mare a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Dunque è chiaro che l’air gun può nuocere alla fauna ittica e nel suo blog la ricercatrice Maria Rita D’Orsogna, fisico e docente universitario della California State university at Northridge, affronta la questione, calcoli alla mano, del progetto che tradotto significa: 3 milioni di spari nel mare, 24 ore su 24 (H24), con 33 airgun e altri di riserva. Un trambusto di queste dimensioni lascerà sicuramente un segno indelebile fuori e dentro i fondali marini.

Aggiornamento

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