A Tutela dell’Orso Bruno Marsicano, le Misure Messe in Campo da Wwf

Primo obiettivo: eliminare ogni possibile situazione di pericolo così se il Piano d’azione per la tutela dell’Orso Bruno Marsicano (Patom) indica la strategia, il Wwf prende le misure per mettere in campo azioni concrete a salvaguardia dei pochi esemplari rimasti. Tra queste non manca la chiusura delle vasche artificiali. In una in particolare, nella fascia esterna del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm), sono morti annegati 5 orsi in 8 anni.

Immagine di copertina Maria Trozzi

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Nella Vasca della Morte le Lacrime di Coccodrillo degli eredi di Sipari

Pochi giorni dopo il ritrovamento di mamma orsa e dei 2 cuccioli annegati nella vasca, che da 8 anni continua a mietere vittime, il personale del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha vuotato la cisterna dall’acqua (alta circa un metro e mezzo) realizzata abusivamente negli anni Sessanta. Attorno alla vasca della morte è stata installata una recinzione elettrificata, alimentata da un pannello solare. Purtroppo non è sufficiente.  Read more

Il Tar vieta la caccia nelle fasce esterne del Pnalm del Lazio e nei siti Natura 2000 marchigiani

Due sentenze del Tar Lazio oggi rimarcano la linea di confine per l’attività venatoria vietandola nella fascia esterna laziale del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per febbraio niente caccia con uno stop anche nelle aree Natura 2000 delle Marche.  Read more

Cinghiali: la caccia ne provoca l’aumento. É confermato da uno Studio Europeo

Uccidendo gli adulti di cinghiale s’innesca una risposta compensativa nella fertilità, aumentano di numero dunque e cresce la dispersione. Lo abbiamo scritto, lo abbiamo più volte ripetuto, insieme a noi lo confermano da tempo le associazioni ambientaliste, quelle serie, ma in Regione fa comodo non sentire illudendosi che forse il voto di certi cacciatori possa essere determinante per assicurarsi qualche altro anno di carica.

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A Bologna il primo convegno scientifico sull’Orso Bruno Marsicano

Orso bruno marsicano verso una strategia di conservazione integrata è il tema che esperti e ricercatori affronteranno al primo convegno scientifico interamente dedicato all’Orso bruno marsicano che si terrà il 20 ottobre a Bologna, alle ore 9.30 nell’aula Chigi di via San Giacomo 9.  Il titolo dell’incontro. Read more

Convivere con l’Orso, venerdì incontro con il Wwf ad Anversa degli Abruzzi

Anversa degli Abruzzi (Aq). Convivere con l’Orso è il tema dell’incontro che si terrà venerdì, delle ore 18 presso l’Oasi Wwf riserva regionale Gole del Sagittario, organizzato dal Comune con Wwf e l’Istituto abruzzese aree protette per la gestione dell’Orso bruno marsicano, risorsa del nostro territorio e simbolo della regione verde dei parchi. Read more

La comunità dell’Orso incontra gli esercenti di Pettorano e Rocca Pia

Pettorano sul Gizio (Aq). La Bear smart community Genzana incontra gli esercenti di Pettorano sul Gizio e Rocca Pia presso la biblioteca comunale il 23 gennaio alle ore 15:30 per conoscere le migliori pratiche di convivenza con l’orso bruno marsicano.

Contributi a pioggia per le feste, ma non per coprire i danni dell’Orso bruno marsicano

Il 9 giugno la Regione ha approvato la legge per gli interventi a favore della conservazione dell’Orso Bruno Marsicano stanziando poche migliaia di euro per coprire i danni causati dal plantigrado alle attività rurali d’Abruzzo, così da scongiurare eventuali conflitti. Nonostante gli oltre 4,5 milioni di euro scesi come manna dal cielo per attività culturali e feste, l’ente regione non riesce a recuperare appena 30 mila euro per attuare questa iniziativa legislativa.

Foto copertina Andrea Benvenuti

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Tracce di orso a Pietransieri durante i sopralluoghi anti veleno delle Guardie ecozoofile

Roccaraso (Aq). Tracce di orso sul corridoio faunistico dell’Alto Sangro, questa volta lontano dalla statale 17 dove un esemplare è stato investito tra la pineta di Roccaraso e Rivisondoli, in provincia dell’Aquila.  Il problema è che il mammifero è stato avvistato a poca distanza dall’area in cui, l’altro ieri, sono stati seminati i bocconcini killer che hanno portato alla morte 4 cani da tartufo.

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Estorsione ad imprenditore romeno, 3 arresti in Marsica

​Avezzano  Aq). L’avevano minacciato più volte vantando crediti per diverse migliaia di euro: “Stai attento, riceverai la visita di persone pericolose” dicevano, ma l’imprenditore taglieggiato, di origine rumena e da anni residente in Marsica, si è rivolto ai Carabinieri. 

I fatti risalgono al periodo tra maggio dello scorso anno e marzo di quest’anno, quando M. B. D con una ditta di costruzioni attiva nel fucino, già afflitto dalla crisi economica che aveva colpito la propria impresa riducendolo sul lastrico, diventa oggetto di una estorsione compiuta a 3 mani, anche da parte di un appartenente alle famiglie di etnia rom deli Avezzano. L’imprenditore, fallita l’impresa, non era riuscito a far fronte ai propri impegni con alcuni suoi dipendenti e proprio uno di questi, S. T. rumeno classe 1953, pretendendo una cifra spropositata rispetto al credito maturato, sentendosi rifiutare il pagamento, ha deciso di passare alle maniere forti, rivolgendosi ad amici più esperti.  Da qui l’interessamento di alcuni esponenti di una nota famiglia e l’inizio di un calvario per l’imprenditore rumeno fatto di minacce velate ed esplicite, visite a domicilio, telefonate e messaggi minatori: “Ci faremo vivi presto, stai attento interverranno persone pericolose, paga e finisce la storia” 

Il tentativo di estorsione, compiuto in concorso, è stato realizzato con professionalità criminale, attraverso la modulazione del comportamento dei carnefici, violenti e senza scrupoli, pronti a far del male e poi amichevoli e comprensivi, pronti a dilazionare pagamenti, a posticipare scadenze ed appuntamenti, a capire il disagio vissuto  dal debitore, ma solo per tornare immediatamente dopo a pretendere e minacciare senza scrupoli. L’imprenditore, messo alle strette, non vedendo alcuna via d’uscita, ha deciso di rivolgersi ai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Avezzano che in poco tempo sono riusciti a raccogliere una buona quantità di elementi di prova a carico degli indagati, oggi raggiunti da misure di custodia cautelare che hanno schiacciato l’imprenditorein difficoltà . Le odierne misure intervengono in un quadro di gravi indizi di colpevolezza attribuibili in maniera inequivocabile all’accertata attività estorsiva, aggravata dal concorso di più persone e dalla continuità nel reato. L’ordinanza emessa dal giuduce per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano Maria Proia ha previsto l’esecuzione della custodia cautelare in carcere nei confronti di Ferdinando  De Silva classe 1968, già noto e materiale esecutore delle minacce rivolte all’imprenditore e della  custodia cautelare agli arresti domiciliari per il creditore Neculae Strambeanu (classe 1953) e Gianluca Caringi (classe 1987), giovane imprenditore locale.

Blues in Memoria di Biagio, Orso fucilato: 2 anni dalla scomparsa

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono.. sradicate il bosco*.. in ricordo di Biagio, Orso bruno marsicano fucilato mentre era in cerca di cibo in aree antropizzate perché la montagna non sfama più i suoi figli.

*ispirato da Blues in Memoria di Wystan Hugh Auden

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Supermarket della droga in Marsica: italiano in manette per spaccio

Luco dei Marsi (Aq). Nell’ambito delle attività di controllo dei Carabinieri della Compagnia di Avezzano, ieri sera è stato arrestato  un giovane spacciatore, a Luco dei Marsi. Sin troppo variegati e sostanzioni i quantitativi di droga che il pusher riiusciva a rifornire ai suoi clienti: cocaina, mdma, marijuana e hashish.

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Orso bruno marsicano tra la vita e la morte

Orso Sandrino Pnalm Tassi
Orso Sandrino Pnalm

Muore l’orso Sandrino e Morena cresce

Pescasseroli(Aq) 15 ottobre 2015  Da qualche anno aveva cominciato ad accusare tutti gli acciacchi del tempo, così l’ente Parco aveva predisposto il suo trasferimento dall’area faunistica  di Villavallelonga (Aq) al Centro visita di Pescasseroli, per poterlo assistere quotidianamente con un veterinario e alleviare le sofferenze legate al fisiologico invecchiamento. Sandrino l’orso mascotte del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è morto oggi aveva raggiunto la soglia dei 34 anni. Passaggio di testimone a Morena, orsetta orfana curata da mesi nel Pnalm, che continua a crescere e grazie ad una dieta che l’ha fatta ingrassare ben 20 chili dei 3 che pesava quando è stata trovata, presto tornerà libera,  peso permettendo.

Trentaquattro anni è un record di vita per un orso che in natura spesso non arriva neanche alla metà degli anni di Sandrino, tra incidenti di percorso e bracconieri.
Sandrino, così chiamato perché trovato ai tempi dell’ex Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, è stato per oltre 3 decenni un vero e proprio ambasciatore, per la sua specie, permettendo a molti di conoscere più da vicino le caratteristiche dell’orso marsicano. La mascotte del Parco che ne ha fatto, suo malgrado, un testimonial d’eccezione, diventando una vera e propria star con migliaia di fans ed appassionati. L’orso era diventato talmente celebre e conosciuto che potrebbe risultare inutile raccontare la storia della sua vita, passata per la quasi totalità all’interno dell’area faunistica dell’orso di Villavallelonga, ma così non è, perché in effetti la storia di Sandrino è un punto di riferimento per la conservazione della specie.
Sandrino venne recuperato dalle Guardie del Parco nell’agosto dell’1982, pesava circa 10 kg. Cucciolo di pochi mesi, fu trovato in evidente stato di denutrizione con diarrea, disidratazione e febbre perché abbandonato dalla madre che, evidentemente, non era in grado di allevare l’intera cucciolata ed aveva selezionato, come accade spesso in natura, i cuccioli più robusti abbandonando al proprio destino quello più debole. L’orsetto venne ricoverato presso le strutture del Parco a Pescasseroli, sottoposto a cure specialistiche e salvato da morte sicura. Fu così, che dopo un periodo lungo di cure per farlo crescere, passato presso il Centro di Pescasseroli nel 1999 e precisamente il 28 maggio venne trasferito nell’area faunistica di Villavallelonga dove è rimasto fino al 23 dicembre del 2014.
L’esperienza di Sandrino, con luci e ombre legate ai diversi punti di vista, è stata però molto importante per mettere a punto quelle procedure che hanno consentito al Parco di avviare il tentativo in atto con l’orsetta Morena, anch’essa trovata abbandonata sui monti, ma destinata ad un tentativo di rilascio in natura, evitandole cioè, oltre alla morte certa anche la condanna ad una vita in cattività. “Per questo, con un pizzico di fantasia e tanta passione per le storie a lieto fine, ci piace legare il destino di questi due animali: Sandrino se n’è andato quando ha sentito che il suo sacrificio era servito a salvare altri orsi” chiude la nota del Pnalm.

Orsetta Morena Report-age.com 2015
Morena dopo una settima nel Pnalm

Morena: la piccola orsa del Pnalm cresce

Pescasseroli(Aq) 15 settembre 2015 Morena sta bene e continua a crescere, fanno sapere dal Parco nazionale D’Abruzzo, in questo momento pesa 18 kg e mezzo. Mamma orsa sarebbe fiera di lei.

“Verso la fine di agosto ha avuto qualche problema alla dentatura, dovuto al cambio dei denti da latte. E’ stata costantemente seguita dal veterinario e, ad oggi, possiamo dire che i canini da latte sono consumati completamente, mentre gli incisivi, premolari e molari sono definitivi – l’aggiornamento sulla salute di Morena, garantito dal Parco nazionale d’Abruzzo,  fa ben sperare per la cucciola d’orso che a tre mesi d’età è stata trovata tutta sola a Prati d’Angro (Villavallelonga – Aq), a pochi metri dalla carcassa di un lupo morto, l’ultima decade di maggio. Non si è saputo più nulla di mamma orsa, non ci sarebbero tracce di lei nei 10 km quadrati in cui si sarebbero concentrate le ricerche di maggio eseguite almeno da 80 uomini tra agenti del Corpo forestale e guardia parco per individuare soprattutto eventuali bocconi killer con tanto di unità cinofila antiveleno al seguito. In quella stessa area i giorni precedenti il recupero di Morena erano state rinvenute le carcasse di alcune volpi avvelenate e a poca distanza da Prati d’Angro, circa 10 giorni prima, era stato trovato un lupo morto. Il bollettino Pnalm sulla cucciola informa: “Anche il suo comportamento continua ad essere sempre più schivo e nervoso alla presenza del custode e della biologa, tanto che in più di un’occasione ha mostrato insofferenza nei loro confronti. Questo atteggiamento è quello che maggiormente ci conforta  per il futuro rilascio. Infatti lo stesso Beecham (John Beecham esperto internazionale di reimissione di orsi in natura ndr), aveva evidenziato questa sua caratteristica che la rende una buona candidata per il ritorno in libertà. Tutto il lavoro svolto con il consulente è stato molto produttivo per tutte le informazioni che ha fornito al Pnalm sulle modalità di allevamento e sulle aree e i tempi di rilascio. Dopo aver visitato l’area, dove è ospitata l’orsetta e aver visto Morena, Beecham si è espresso favorevolmente sul lavoro svolto finora dal Parco. Tornato in America, il professore continua ad interessarsi al nostro cucciolo e a supportarci mettendoci  in contatto con specialisti di tutto il mondo. Non sappiamo come andrà a finire questa storia, ma siamo sicuri che sia qui, che oltre oceano, tutti facciamo il tifo per lei”.

Orso in Alto Molise di Antonio LiberatoreOrso marsicano: da Sandrino a Morena la storia si ripete

Villavallelonga(Aq) 15 giugno 2015 La storia dell’orsetta sola nel Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise accende vecchi ricordi: “Sono trascorsi oltre trent’anni da che nella Vallelonga (Marsica) fu catturato un orsetto che l’allora dirigenza del Parco, in piena bufera giudiziaria, decise di chiamare Sandrino in onore del Presidente della Repubblica Sandro Pertini – ricorda in una nota Franco Zunino, segretario generale dell’associazione italiana Wilderness – Sandrino è ancora vivo, sebbene, si dice, quasi in fin di vita, in un recinto poco lontano dal Paese di Villavallelonga e dal luogo dove fu catturato”.

Primo studioso sul campo dell’Orso bruno marsicano Zuino chiarisce: “Sono cambiati i personaggi ai vertici del Parco d’Abruzzo, ma secondo le ultime notizie di stampa, essi stanno commettendo gli stessi errori, nello stesso luogo. Tra trent’anni avremo un altro orso, si dice femmina, in fin di vita, semidomestico ed assolutamente succube dell’uomo, ma vivo: morto che cammina, come si dice nelle trame dei romanzi di mafia per certi personaggi. Sperando solo che almeno essendo femmina possa servire a procreare qualche cucciolo, sebbene in cattività e con tutti i problemi che poi avremo per inserirli nel loro ambiente naturale. A meno che non si decida di riportarla nella sua valle, come saggezza vorrebbe e con le precauzioni del caso. Quando successe il fatto di Sandrino, il sottoscritto scrisse che non andava catturato e messo in cattività, bensì lasciato sul posto, magari in un recinto, dove la madre avrebbe potuto ritrovarlo. Oggi, come per Sandrino, hanno fatto la stessa cosa: cioè gli è stato impedito di attendere che la sua mamma, se viva, lo andasse a recuperare, avendo trasferito anche lui nello zoo di Pescasseroli; quindi, la storia si ripete: nessun tentativo di lasciarlo al suo mondo. In fondo, per richiuderlo in uno zoo ci sarebbe stato e ci sarebbe sempre tempo. Se non altro prima sarebbe stato almeno il caso di provarci, mettendolo al sicuro in un recinto provvisorio là o nei pressi del luogo dove è stato trovato. Invece si è preferito portarlo subito a Pescasseroli e quasi sicuramente con la stessa scusa di Sandrino: bisognava curarlo. A Pescasseroli, dove certamente diverrà un’attrazione turistica. E se l’orsetto si fosse semplicemente perso e la madre lo stesse ancora cercando? Forse è il caso che ristampi il racconto di quell’antico misfatto, “premiato” ma mai comunicato, per ovvie ragioni: le stesse che sarebbero addotte oggi. Sono veramente esperti di animali selvatici, questi “esperti”? O lo sono solo davanti a dei computer dove elaborare i dati che ricevono da un satellite grazie ai radiocollari con cui hanno munito quasi tutti gli orsi marsicani rimasti? Chi scrive, in una situazione similare, sempre in quei lontani anni Ottanta del secolo scorso, si prese 4 mesi di sospensione per non aver voluto rivelare dove egli avesse incontrato un orsetto che, sempre in maggio, aveva evidentemente lasciato la tana in cui era nato per seguire la madre, ed essendosi perduto. Di quel cucciolo di orso dopo pochi giorni si persero le tracce, forse ritrovato dalla madre o forse anche morto d’inedia o predato dai lupi, ma lo salvai certamente dalla trentennale prigionia a cui fu “condannato” Sandrino. Auguriamoci solo che questo nuovo cucciolo non lo chiamino Sergina dal nome dell’attuale Presidente della Repubblica che almeno questo gli sia risparmiato!” conclude il segretario generale dell’associazione Wilderness. L’orsetta è stata battezzata con il nome di Morena perché si dice sia stata avvistata durante il funerale di una donna, deceduta per una grave malattia, stimata e apprezzata a Pescasseroli. 

mariatrozzi77@gmail.com

 

Inchiesta Orso

Tbc bovina. Focolai a Bisegna e Gioia dei Marsi: pascoli ancora invasi dal bestiame

Tra Bisegna e Gioia dei Marsi, nell’aquilano, non vige di fatto ancora alcun divieto di pascolo per i focolai di Tbc documentati da anni e che minacciano molte specie protette e raccolte nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la denuncia arriva dall’associazione Salviamo l’orso. A 2 mesi dalla delibera regionale che aveva interdetto il pascolo in quell’area, per un focolaio di Tubercolosi bovina, non cambia assolutamente nulla, i pericoli di contagio restano, la sola certezza è che il bestiame continua a pascolare in quell’areale, culla della specie più a rischio al Mondo: l’Orso bruno marsicano.

Il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ignora le richieste del ministero dell’ambiente e prende letteralmente in giro il ministro Gian Luca Galletti – così scrive Stefano Orlandini, coordinatore dell’associazione Salviamo l’Orso, in una nota durissima in cui parla di indifferenza e noncuranza – delle istituzioni politiche che continuano a mettere in pericolo la conservazione dell’orso bruno marsicano il mammifero più raro nel panorama faunistico italiano, l’orso più raro al mondo, simbolo delle montagne abruzzesi e formidabile attrattore turistico per le nostre disastrate aree interne”.

Inchiesta Orso Bruno Marsicano (di Maria Trozzi aggiornata ad agosto 2015)

Prosegue il comunicato di Salviamo l’orso: “La lunga vicenda del focolaio di Tbc bovina rilevato nella Marsica, sin dal 2012 nel territorio del comune di Gioia dei Marsi e  nei pascoli confinanti di Bisegna e Lecce nei Marsi  che le associazioni ambientaliste e Salviamo l’Orso in primis hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica regionale e nazionale è purtroppo sintomatica del disinteresse e della sciatteria di certa classe politica nei confronti della conservazione dell’orso……disinteresse e irresponsabilita’ che oltre a mettere in pericolo la nostra relitta popolazione di orsi , che altri paesi  piu’ civili del nostro difenderebbero strenuamente, espone i rappresentanti di questa classe politica a figure sconsolanti e vergognose. Tale è stata appunto quella che Luciano D’Alfonso ha fatto a Roma qualche giorno fa incontrando il ministro dell’ambiente Galletti. Riepiloghiamo brevemente l’antefatto :

  • Nel 2012 viene rilevato un focolaio di tbc bovina in territorio di Gioia dei Marsi nel Parco Nazionale d’Abruzzo. L’infezione e’ letale per il bestiame domestico e la fauna selvatica , non solo ma puo’ essere trasmessa all’uomo.
  • Nel 2013 viene rilevato un nuovo caso, poi nel Marzo del 2014 una giovane femmina di orso viene recuperata moribonda e muore poche ore dopo. Il conseguente esame necroscopico accerta la presenza di vaste lesioni da tbc nell’animale che ne fanno la causa della sua morte
  • Dopo le forti proteste delle associazioni si riesce a recuperare ed a controllare una mandria di bovini che pascolano da anni allo stato brado senza essere sottoposti ai periodici controlli sanitari imposti dalla legge ed alcuni animali positivi alla tbc vengono macellati.
  • i Ministeri della Salute e dell’Ambiente insieme al Pnalm chiedono insistentemente ma senza risultato alcuno che l’area venga chiusa al pascolo temporaneamente (almeno 1 anno…)
  • A seguito della mobilitazione dell’opinione pubblica e delle ripetute richieste del ministero dell’ambiente culminate in un incontro tra l’assessore all’ambiente Mario Mazzocca e la sottosegretaria Barbara Degani la giunta abruzzese approva la delibera regionale n. 348 del 7 maggio scorso Azioni urgenti per la tutela dell’Orso bruno marsicano e per la sorveglianza sanitaria sulla fauna in cui, oltre alla costituzione di un comitato per la sorveglianza sanitaria della fauna, si decide la chiusura dei pascoli interessati dal focolaio per almeno 1 anno.

Ebbene, la delibera ormai vecchia di quasi 2 mesi non ha prodotto alcun divieto di pascolo, le vacche hanno invaso nuovamente i pascoli alti di Gioia dei Marsi , il cui Sindaco ha bellamente ignorato la delibera (solo Bisegna ha vietato il pascolo per quanto di sua competenza).  Le promesse fatte al sottosegretario Degani a nome di D’Alfonso dagli assessori Dino Pepe, Silvio Paolucci, Mazzocca e Donato Di Matteo sono state completamente disattese, al punto da poter dire, senza tema di smentita, che la giunta regionale si è presa letteralmente gioco di sottosegretario e ministro. Incredibile, ma vero – denuncia l’associazione Salviamo l’Orso – Tra l’altro la Delibera della giunta regionale recita che ..in caso di mancata emanazione delle ordinanze suddette (di chiusura pascolo…Ndr) entro e non oltre il termine di 30 giorni dalla pubblicazione della presente deliberazione, Il presidente della giunta regionale , in quanto autorità sanitaria regionale , ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dellart. 117 del D.Lgs n. 112/1998 emetterà in tal senso, un’Ordinanza contingibile e urgente e allora caro D’Alfonso che ne è stato di questa Ordinanza  contingibile e urgente?  In pratica  la giunta regionale approva  una delibera e poi se ne dimentica quanto si tratta di farla rispettare , un comportamento che rasenta la truffa. La scorsa settimana, quindi, incontrando il ministro Galletti il buon D’Alfonso si è visto rinfacciare tutto ciò dal Ministro e pare, bontà sua, che sia cascato dalle nuvole ed abbia reiterato le sue promesse di intervento che noi, inguaribili ottimisti , continuiamo a sperare di veder concretizzate, ma finora invano.  Certamente non una bella figura ne alcunché di cui andar fiero per colui che oltre ad ignorare i numerosi appelli delle associazioni e le loro cortesi richieste di incontro, aveva condotto una campagna elettorale tutta all’insegna del rilancio della protezione dell’ambiente  e delle aree protette della nostra regione, ma come si suol dire passata la festa gabbato lo Santo che  in questo caso è il nostro orso insieme alla cosiddetta Regione verde d’Europa”. mariatrozzi77@gmail.com