Tag: maria rita d’orsogna

Una specie estinta ogni anno: la macabra corsa al ‘gran finale’

Otto specie in 8 anni, dal 2010 ad oggi sono estinte soprattutto a causa della deforestazione in Sud America per non parlare poi di quelle che non si è fatto in tempo nemmeno a classificare. A prendere a cuore la grave situazione è la ricercatrice italo-americana Mariarita D’Orsogna che analizza, caso per caso, le vicende degli animali dispersi dell’Amazzonia nel suo blog No all’Italia petrolizzata, mettendo in luce i dati del report di Bird life international, prima conta ufficiale sulla fine delle specie. É una catastrofe di dimensioni planetarie trascurata dai media.

Copertina Nasa

Continue reading “Una specie estinta ogni anno: la macabra corsa al ‘gran finale’”

3 milioni di spari nel mare di S.Maria di Leuca. D’Orsogna lancia l’allarme

L’esplorazione sismica […] può comunque determinare un impatto negativo sulla comunità ittica e le altre specie alieutiche, è scritto nella Valutazione d’impatto ambientale per la Edison 3D e la Petroceltic, sul progetto di ricerca, per mezzo di airgun, che interesserà 300 km² di mare a Santa Maria di Leuca, in Puglia. Dunque è chiaro che l’air gun può nuocere alla fauna ittica e nel suo blog la ricercatrice Maria Rita D’Orsogna, fisico e docente universitario della California State university at Northridge, affronta la questione, calcoli alla mano, del progetto che tradotto significa: 3 milioni di spari nel mare, 24 ore su 24 (H24), con 33 airgun e altri di riserva. Un trambusto di queste dimensioni lascerà sicuramente un segno indelebile fuori e dentro i fondali marini.

Aggiornamento

Continue reading “3 milioni di spari nel mare di S.Maria di Leuca. D’Orsogna lancia l’allarme”

Le azioni della società che vuole trivellare Bomba crollano del 99.75% in 3 anni

Da diverse settimane è tornato in discussione in Abruzzo il progetto per estrarre gas Colle Santo – monte Pallano a Bomba. Sulla questione torna la ricercatrice Italo-americana Maria Rita D’Orsogna: Bene ha fatto la Regione Abruzzo all’indomani del dibattito organizzato dal Comitato gestione partecipata del territorio a non concedere proroghe alla Avanti-Cmi per l’assegnazione del lotto su cui realizzare la centrale di raffinazione. Occorre solo continuare a non volerceli, quale che sia il loro nome, a mettere pressione alla classe politica, a ogni livello, e a non abbassare la guardia mai”. La Forest Oil, che per prima aveva proposto il progetto, ha cessato le proprie attività nel 2014 a causa di debiti, multe ambientali e un po’ anche peril fallito investimento di Bomba che gli ha causato almeno 35 milioni di dollari di perdite. 

Aggiornamento

Continue reading “Le azioni della società che vuole trivellare Bomba crollano del 99.75% in 3 anni”

Bomba. Lo spettro della Forest Oil e dietro il nuovo progetto di estrazione anche Shell

Provincia di Chieti. Lo spettro della Forest oil aleggia sulla Compagnia mediterranea idrocarburi (Cmi), acquisita dalla Avanti energy, erede della concessione Colle Santo, progetto di estrazione che punta ancora a Bomba (Ch) e non solo. Si scopre che la società capitolina è in partnership con Shell per la vendita del gas estratto. Si tratta proprio del colosso petrolifero autorizzato a trivellare l’Artico. Fatto sta che questa minacciosa estrazione del gas garantirebbe autonomia energetica all’Italia per una settimana. Subsidenza, rischio idrogeologico, ambiente a rischio, ma l’impresa vale la spesa? Insomma tutto il gas, nemmeno certo, estraibile dal giacimento di Colle Santo coprirebbe, massimo, il consumo di 10 giorni di metano a livello nazionale. A rivelarlo è la ricercatrice di origine italiana, Maria Rita D’Orsogna, che sta indagando su questo ennesimo progetto di sfruttamento che colpisce al cuore la provincia teatina e che ora si tenta di realizzare con qualche discutibile variante: un metanodotto di 21 km di tracciato che partirebbe dai pozzi, vecchi e nuovi di Bomba, sino a Paglieta dove è prevista un centrale di trattamento del materiale estratto.

Aggiornamento, approfondimento blog D’Orsogna

Continue reading “Bomba. Lo spettro della Forest Oil e dietro il nuovo progetto di estrazione anche Shell”

‘Torniamo a Bomba’. Presentato un progetto di coltivazione eredità della Forest oil

Chieti. Torniamo a Bomba, o quasi. L’antica espressione, con la maiuscola però,  fa al caso nostro perché a questa località montana sembra essere affezionato un gruppo di petrolieri che così torna al punto di partenza di certi progetti falliti. Torna la minaccia di estrazioni di idrocarburi nei pressi del paese, perché cambiano i nomi, ma il resto no e l’intervento viene spostato semplicemente di qualche chilometro dal lago. Parliamo della concessione Colle Santo, stesso nome dei progetti di  trivellazione di una vecchia conoscenza del territorio: Forest oil di Denver. La proposta, questa volta, arriva da una società romana che chiede la messa in esercizio di alcuni pozzi esistenti nel territorio di Bomba prevedendone anche la realizzazione di nuovi. Non si fa mancare nulla la società petrolifera capitolina che progetta la costruzione di un metanodotto dai pozzi sino a Paglieta dov’è prevista una centrale di trattamento del materiale estratto.

Aggiornamento

Continue reading “‘Torniamo a Bomba’. Presentato un progetto di coltivazione eredità della Forest oil”

Altro deposito di pet coke Nervegna ad Ortona, ambientalisti preoccupati

Ortona (Ch). La Nervegna srl progetta, ora, di ampliare lo stoccaggio di coke di petrolio da 18 mila m³ autorizzati 4 anni fa a 28 mila m³, realizzando un altro capannone, il terzo, nel suo deposito di cereali, farine di soia, coke di petrolio, carbone, materiali inerti, sale e argille dell’area industriale di Ortona. L’accostamento carbone di petrolio, carbone, argille e cereali inquieta non solo i fanatici delle diete e se si parla di conservazione di prodotti così diversi allora preoccupa. La società di autotrasporti avrebbe già a disposizione 2 magazzini in contrada Tamarete, autorizzati per lo stoccaggio delle merci movimentate nel porto di Ortona. 

Continue reading “Altro deposito di pet coke Nervegna ad Ortona, ambientalisti preoccupati”

Per amore di Ombrina e di 15 posti di lavoro fiato alle trombe di Pianella

Petrolio adriatico Report-age.comIl singolare caso di Pianella (Pe) dove ai problemi della discarica, la massima autorità sanitaria, cioè il primo cittadino, aggiunge la questione Ombrina che interessa i comuni della costa. Mal comune mezzo gaudio?

Pescara. Smantellare, una ad una, le affermazioni del sindaco di Pianella (Pe), Sandro Marinelli, è doveroso per chi davvero crede che l’Abruzzo meriti qualcosa di meglio della rassegnazione e del futuro distretto minerario. Le informazioni che pubblichiamo sono un esercizio di libertà e democrazia che bisogna volere, non sono pezzi di cioccolata da regalare a chi non ne vuole perché non sa cos’ è, il progetto Ombrina non è solo una piattaforma né darà chissà quanti posti di lavoro. “Ombrina mare è un progetto di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi con trattamento primario degli stessi che non genera direttamente posti di lavoro e sulla mega struttura in tutto saranno impiegate circa 15 persone” a confermarlo, in questi anni e con i loro innumerevoli interventi, sono tanti, in special modo il costituzionalista Enzo Di Salvatore e la ricercatrice e docente di fisica dell’Università della California Maria Rita D’Orsogna, giusto perché si sappia.

Continue reading “Per amore di Ombrina e di 15 posti di lavoro fiato alle trombe di Pianella”

D’Orsogna: Tutti i perché del No ad Ombrina. Per ora la Regione dice No ‘solo’ al Programma Croato

Area di Elsa 2 Report-age.com 2015Lanciano (Ch). Il Programma croato di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico è un’idea antitetica allo sviluppo ecocompatibile del mare, così la giunta d’Abruzzo giustifica il suo NO all’impresa, lo stesso dovrebbe valere per pozzi e piattaforme che esistono, ingrassano e si moltiplicano sulle coste abruzzesi. Del resto si parla nell’assise regionale, ma nell’ambito della procedura di Valutazione ambientale strategia (Vas) il parere negativo espresso, oggi dall’esecutivo abruzzese al Ministero dell’Ambiente, interessa esclusivamente il Piano della Croazia perché la strategia di ricerca degli idrocarburi nell’Adriatico risulta antitetica rispetto alla strategia europea volta allo sviluppo delle energie rinnovabili e ad una crescita sostenibile intelligente e solidale, che favorisca un’economia basata su un nuovo sistema energetico rinnovabile, in grado di contrastare i fenomeni del cambiamento climatico.
Continue reading “D’Orsogna: Tutti i perché del No ad Ombrina. Per ora la Regione dice No ‘solo’ al Programma Croato”

Maria Rita D’Orsogna alla Manifestazione NO Ombrina NO Elsa del 23 maggio a Lanciano

Lanciano (Aq). Meno 19 giorni per la grande manifestazione programmata a Lanciano. Il movimento ambientalista regionale si mobilita per arrestare la deriva petrolifera, per fermare i progetti Ombrina Mare 2 ed Elsa 2 e naturalmente contro le trivelle.

Continue reading “Maria Rita D’Orsogna alla Manifestazione NO Ombrina NO Elsa del 23 maggio a Lanciano”

Guai giudiziari in Argentina per la società che progetta Ombrina

Sono 5 le ditte petrolifere straniere accusate, secondo Daniel Filmus, segretario per gli affari delle Malvinas, di violazione delle leggi e delle risoluzioni Onu che impongono ad Argentina e Regno unito di non introdurre modifiche unilaterali nell’ambiente attorno alle isole Falkland. Sono finite sotto accusa anche la società che sulle coste abruzzesi progetta Ombrina mare e la multinazionale Edison.  Continue reading “Guai giudiziari in Argentina per la società che progetta Ombrina”

Appello della ricercatrice D’Orsogna per fermare i cambiamenti climatici: è l’Ora della Terra

Abruzzo. Anche Maria Rita D’Orsogna, protagonista della battaglia contro la petrolizzazione in Abruzzo, lancia il suo appello per l’Ora della Terra, (Earth hour), evento mondiale del Wwf che unisce simbolicamente milioni di persone in ogni angolo del Pianeta, tutte impegnate per fermare il cambiamento climatico. Continue reading “Appello della ricercatrice D’Orsogna per fermare i cambiamenti climatici: è l’Ora della Terra”

Countdown sulla Costa dei trabocchi. Wwf e Legambiente: “De Dominicis chiuda la perimetrazione del Parco”

http://www.laquilablog.it/

Chieti. Dopo il parere favorevole rilasciato dalla commissione Via nazionale sul progetto della piattaforma petrolifera ad Ombrina Mare 2, Legambiente e Wwf chiedono, a gran voce, l’immediata chiusura della perimetrazione del Parco nazionale della Costa teatina, definita a gennaio per un’area protetta istituita dall’articolo 8, comma 3, della Legge n. 93/2001. La conclusione della procedura è fondamentale baluardo per arginare la deriva petrolifera del nostro mare, il Progetto Ombrina mare 2 incombe sulla costa Adriatica.
Continue reading “Countdown sulla Costa dei trabocchi. Wwf e Legambiente: “De Dominicis chiuda la perimetrazione del Parco””

D’Orsogna scrive a D’Alfonso: “Progetto Ombrina, nessuno lo vuole, ma dipende da lei”

Maria Rita D'OrsognaCe n’è per tutti nella lettera che la ricercatrice Italo americana, Maria Rita D’Orsogna, scrive al presidente della Regione Abruzzo Luciano D’AlfonsoOmbrina non s’ha da fare, scrive la D’Orsogna ricordando i fallimenti del presidentre emerito Gianni Chiodi, del ponziopilatesco Giovanni Legnini, senza mai dimenticare i bravi comunicatori Fabrizio Di Stefano, Stefania PezzopaneMauro Febbo. A D’Alfonso la ricercatrice si rivolge anche con questo accorato consiglio: “Se lei si spenderà per Ombrina senza accettare nessun compromesso, la gente non potrà altro che amarla e rispettarla”. Continue reading “D’Orsogna scrive a D’Alfonso: “Progetto Ombrina, nessuno lo vuole, ma dipende da lei””

Scoppia una nave di produzione idrocarburi è lo stesso modello da usare per Ombrina

Sorgente immagine https://reportagedotcom.files.wordpress.com/2015/02/18934-a4s_oilspill040513_10569270_8col.jpg
Sorgente immagine 

Brasile. L’11 febbraio  è scoppiata una nave Fpso (Floating production, storage and offloading, ossia una piattaforma galleggiante utilizzata dall’industria del petrolio e gas offshore per la produzione, lo stoccaggio e il carico di idrocarburi ndr) della Petrobras. L’incidente sarebbe stato causato da una fuga di gas. La nave desolforante si è poi incendiata, la Fpso della Petrobras è lo stesso modello di nave desolforante che la Medoilgas/Rockhopper vuole installare nei mari d’Abruzzo, secondo la concessione Ombrina Mare.

Continue reading “Scoppia una nave di produzione idrocarburi è lo stesso modello da usare per Ombrina”