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La DiScarica barile dei Veleni Montedison a Bussi

Val Pescara. Colpa del ministero dell’Ambiente, colpa del dirigente o forse è colpa del sindaco. Così si consuma la vicenda della non bonifica di un territorio enorme della val Pescara. Proprio ieri il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore La Gatta, ha puntato il dito sul ministero dell’ambiente e poi l’indice della dirigente del ministero è finito su chi l’ha preceduta per i ritardi nelle bonifiche delle discariche Montedison a Bussi (Pe).

Foto di Copertina Maria Trozzi tutti i diritti riservati

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La Gatta tenta altro accordo per proprietà sito Bussi. Sel-Si: ‘Con le aree inquinate al comune, la comunità rischia’

Bussi sul Tirino (Pe). Si pensava fosse tutto risolto e invece l’acquisizione delle aree del polo chimico, della mega discarica dei veleni, non è ancora definita. Il passaggio di proprietà dalla Solvay, attuale società che gestisce il sito, alla farmaceutica Filippi, impresa che dovrebbe acquisire le aree, è ancora tutto da decidere. L’Accordo di programma voluto dal ministero dell’ambiente sarebbe superato da un altro che si vorrebbe sottoscrivere lunedì, 23 maggio, in cui è prevista l’acquisizione della proprietà da parte del comune che così diverrebbe responsabile per la bonifica. Si parla di nuda proprietà e altri diritti reali che complicherebbero di molto la questione. Se la legge dispone che la bonifica spetta al proprietario, va chiarito, sarà difficile che una clausola nell’accordo di programma che ora si intende firmare possa realmente escludere ogni responsabilità del futuro proprietario, il comune di Bussi, per le future ed eventuali nuove bonifiche. Un rischio troppo grande per un ente tanto piccolo soprattutto se un 20% di caratterizzazione è rimasta in ombra e restano incerti alcuni inquinanti che nei prossimi anni si dovranno mettere in sicurezza e poi bonificare.

Aggiornamento 2017

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Discarica Bussi. Solvay abbandonerebbe il sito per i ritardi. Lettera di La Gatta che preme sul ministero (esclusiva)

Bussi(Pe). Nella lettera, inviata il 7 marzo 2016 (Protocollo Comune di Bussi n. 1327), se la prende con il ministero dell’ambiente e un po’ con Solvay il sindaco di Bussi, Salvatore La Gatta. Si lamenta dei ritardi, è convinto che il solettone proposto nell’area ex Medavox, ossia, la colata di cemento per ‘isolare’ dall’inquinamento, sia davvero un’opera di messa in sicurezza per il sito industriale della val Pescara. La Gatta insiste nel classificare come Conferenze di servizi gli incontri che ha convocato e si lamenta dell’assenza dei vertici ministeriali, ma ad indire le Conferenze di Servizio per il Sin può essere solo il ministero, non un sindaco. Di solito un Commissario viene nominato per accelerare le procedure in emergenza non per scaricare le responsabilità. Insomma la mancata partecipazione del Mina a questi incontri “creerebbe un pericoloso scollamento fra le azioni amministrative” avverte il primo cittadino. Si difende con le unghie e con i denti, La Gatta, sicuro del fatto che le operazioni di capping della Solvay vadano fermate dal ministero perché nelle aree interessate sono già previsti interventi che rientrano nella bonifica del Sin, quella per cui lo Stato ha stanziato 50 milioni di euro. Perché tanta disponibilità del Comune ad acquisire le aree della Solvay? Inoltre, può bastare una certificazione che esclude la responsabilità del Comune di Bussi sull’inquinamento dell’area acquisita per esonerare l’amministrazione dai costi di eventuali altre bonifiche? No, è l’unica risposta intuibile. A carico di Bussi, come proprietario dei terreni nella intermediazione per la cessione del sito da Solvay alla farmaceutica Filippi, resterebbe l’eventuale bonifica se qualcosa andasse storto. Un esempio fra tutti? Con Solvay svincolata dagli impegni, grazie all’Accordo di programma abbozzato dal sindaco (nonostante i 15 anni di attività produttiva a Bussi della ditta belga), a chi spetterebbero le incombenze sul Sin se il nuovo proprietario del sito, l’azienda che subentra, fallisse? La Gatta avverte anche sull’ipotesi della terza discarica, idea già tramontata a detta del presidente della Commissione bicamerale d’inchiesta per gli illeciti sui rifiuti, Alessandro Bratti.

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Polo chimico Bussi. Castricone: “Il mio impegno è a favore della bonifica”

Roma. Bonifica e reindustrializzazione sono l’obiettivo per il polo chimico di Bussi. Si può discutere sui metodi per raggiungere lo scopo, ma in alcun modo e in nessun caso l’emendamento alle legge di stabilità che, a fine giugno, metterà fine al commissariamento del Sito di interesse nazionale di Bussi, pregiudica bonifica e reindustrializzazione. Su questo il deputato Antonio Castricone vuole che sia fatta chiarezza perché a Bussi qualcuno ha provato a confondere le acque. L’emendamento non interrompe alcunché, ma porta avanti un percorso tracciato e comunque da definire e rafforzare. 

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Bagarre all’assemblea di Bussi: il sindaco La Gatta aggredisce verbalmente Castricone

Foto Trozzi
Foto Trozzi

Bussi (Pe). Non si fidano e hanno timore. La paura a Bussi è di perdere 50 milioni di euro per la bonifica della mega discarica. Il terrore che stilla negli occhi di molti è che il ministero stia perdendo tempo cosicché, a giugno, gli stanziamenti per la bonifica del Sito di interesse nazionale saranno impiegati per costruire una terza discarica. “E’ un’idea già tramontata” risponde all’agitato sindaco di Bussi, Salvatore La Gatta, l’onorevole Alessandro Bratti, Commissione ambiente Camera dei deputati. Il chiarimento arriva quando a fine serata il primo cittadino chiede scusa per l’intervento a gamba tesa con cui ha interrotto, prima, le dichiarazioni dell’onorevole Antonio Castricone. Non solo, Bratti e Castricone ai tempi della paventata terza discarica presentarono un’Interrogazione parlamentare al ministro dell’ambiente perché fortemente contrari e così l’idea fu accantonata. Il popolo di Bussi però vuole certezze, garanzie sull’ipotesi che il ministero non si riprenda quei 50 milioni di euro per un’altra fossa, quelle stesse sicurezze che parte della comunità non cerca quando il Comune deve fare da tramite, tra Solvay e farmaceutica Filippi, per cedere i terreni del sito. Alla fine dell’incontro il sindaco sotterra l’ascia di guerra, Castricone è d’accordo, ma a condizione che La Gatta cessi di mettere in giro voci su di lui che inveleniscono i bussesi e li mettono contro il parlamentare. 

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A Solvay piace vincere facile. La risposta al sindaco di Bussi in un documento inedito (esclusiva Report-age)

Bussi (Pe). Sulla bozza di Accordo per la bonifica della discarica dei veleni più grande d’Europa la risposta della Solvay punta dritta al Paradiso, sbiancato con la molecola del lavaggio a freddo inventata nelle officine e fertilizzato con il cloroammonio. Un accenno nella risposta anticipa le considerazioni del ministero dell’ambiente che manda in frantumi i sogni del primo cittadino della val Pescara. Sotto forma di osservazioni le indicazioni del gruppo chimico Belga sono immortalate in un documento inedito che pubblichiamo in anteprima sul blog Report-age.com.

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Bussi. Le rogne irrisolte del Polo chimico con tanto di Accordo di Programma

Bussi (Pe). Il 30 ottobre è il termine ultimo per presentare le osservazioni all’Accordo di programma elaborato dal sindacodi Bussi, Salvatore La Gatta. Il primo cittadino ricorda la scadenza al Tg3 Rai Abruzzo, rammenta a mo’ di avviso la Conferenza di servizi di fine ottobre per le bonifiche del Polo chimico e la reindustrializzazione affinché già i primi di novembre si firmi l’accordo con Solvay.

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I Tunnel Tombati di Bussi: i vertici Solvay ed Edison negano l’evidenza all’Arta

di

Maria Trozzi

Bussi (Pe). A mosca cieca sui tunnel tombati e soprattutto dal 10 settembre scorso quando l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente Abruzzo, venuta a conoscenza dell’esistenza delle singolari gallerie nel sito e all’esterno (Grazie al dossier a puntate di Report-age.com), ha chiesto informazioni alle società del polo chimico di Bussi. La questione è lunga, anche se Solvay e Edison dichiarano di non sapere granché delle caverne scavate il secolo scorso. 

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Incontro discarica Bussi. La Gatta: “Non sono stato convocato”. Lo sconfessa un documento del ministero

Salvatore La Gatta http://www.notiziedabruzzo.it/documenti/images/politica-abruzzo_la-gatta-siamo-le-prime-vittime-della-discarica-di-bussi.jpg
Salvatore La Gatta

Bussi (Pe). Sono frecce avvelenate quelle lanciate dal sindaco di Bussi, Salvatore La Gatta all’assessore regionale Mario Mazzocca. Il primo cittadino si scaglia contro Mazzocca perchè il suo sarebbe un attivismo sbagliato e l’assessore regionale ha un problema di visibilità, ne è convinto l’amministratore di Bussi. Perché tanto acredine dell’amministratore locale nei confronti dell’assessore all’ambiente che con l’incontro di ieri porta a casa un altro importante risultato. Perché se si è ad un passo dalla reindustrializzazione del Sito di interesse nazionale e soprattutto dalla bonifica delle aree interne ex Medavox dove era produttivo l’impianto per l’Acqua ossigenata e il Percarbonato.
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