Controllori o consulenti delle controllate? Nuovo Senso Civico contro la semplificazione voluta da Arta

Nuovo senso civico (Nsc) interviene sulla proposta dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta Abruzzo) di semplificare le procedure di autorizzazione per le iniziative imprenditoriali che incidono e spesso producono impatti ambientali rilevanti soprattutto per la salute. L’iniziativa annunciata da Arta, il giorno della sottoscrizione del Protocollo d’intesa con Confindustria, garantirebbe un supporto preventivo alle aziende per i progetti sottoposti a procedura di autorizzazione. La proposta Arta ha messo in allarme anche il blog Report-age.com che ne sta seguendo gli sviluppi assieme agli  ambientalisti.  Read more

‘No alla riunione del 4 aprile’ lo chiedono 11 parlamentari M5S alla presidenza del Consiglio ministri

Undici parlamentari del Movimento 5 Stelle chiedono, con una lettera indirizzata alla presidenza del consiglio del ministri, di non procedere alla riunione del 4 aprile 2018. L’istruttoria, cosi definita dal dirigente del dipartimento coordinamento affari amministrativi, é l’ultimo passaggio per superare il diniego all’intesa delle Regioni Abruzzo (Dg 132 del 2015) e Umbria e aprire all’autorizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno. Parliamo dell’ultimo segmento del progetto Snam Rete adriatica, quasi 700 km di condotta che spingeranno il metano a Nord, per vederlo con profitto per la multinazionale, attraversando aree a massimo rischio sismico nei crateri dei più grandi e recenti terremoti italiani. Deputati e senatori a 5 stelle chiedono ai vertici del governo dimissionario, incaricato ormai solo degli affari correnti, di rimandare ogni atto al governo che ottenga la fiducia del Parlamento e che comincerà a formarsi proprio nella stessa giornata dell’incontro. Più che amministrativa l’istruttoria vela il compimento della linea politica che ha definito le scelte, ormai anacronistiche, degli esecutivi targati Pd e anche Forza Italia, risultati perdenti nelle elezioni politiche del 4 marzo. Constatando l’impossibilità a superare il diniego delle Regioni, l’autorizzazione sarebbe rimessa ai vertici del governo, passando all’ulteriore e definitivo passaggio di autorizzazione. Situazione quest’ultima da cui difficilmente si può tornare indietro per riconsiderare e rivalutare il progetto nato nel 2005.

 mariatrozzi77@gmail.com 

La nota integrale. “Spett.le Presidenza del consiglio dei ministri Dipartimento per il coordinamento amministrativo Roma
Da notizie di stampa si apprende che il capo Dipartimento per il coordinamento amministrativo e la struttura di supporto che opera nel settore dell’attuazione, in via amministrativa, delle politiche del Governo ha convocato in data 4 Aprile 2018 il confronto conclusivo sull’iter riguardante l’istanza di autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’opera denominata Metanodotto Sulmona-Foligno DN 1200 (48”). Tale riunione, si presume, sarebbe indetta al fine di avviare a conclusione il processo di autorizzazione del metanodotto attraverso l’individuazione di una soluzione politica condivisa tra le amministrazioni coinvolte ed in particolare con la Regione Abruzzo che, con la Delibera di giunta regionale n.132 del 20 febbraio 2015, ha espresso il diniego all’intesa avverso l’adozione positiva dell’atto conclusivo del procedimento dell’opera sopra citata.
A tal proposito i firmatari ritengono che a pochi giorni dalla notizia delle dimissioni del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni sia doveroso sollevare dubbi sulla legittimità procedurale che riguarda qualsiasi atto del Governo conseguente ad un atto politico. Infatti, a seguito delle dimissioni sopra citate, il Governo rimane in carica solo per il disbrigo degli affari correnti, cioè di atti indifferibili ed urgenti e, quindi, estranei all’esercizio dell’indirizzo politico. In questo caso non siamo di fronte all’esercizio di affari correnti o indifferibili, bensì trattasi di una procedura attivata per porre rimedio, attraverso una decisione necessariamente politica, al diniego di una delle amministrazioni coinvolte, ovvero la Regione Abruzzo.
Si rammenta che da pochi giorni si è insediato il nuovo Parlamento, in seguito alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 che ha determinato uno scenario politico sicuramente differente dal precedente. È del tutto evidente, quindi, che l’attuale Governo dimissionario non ha alcuna legittimazione a proseguire l’iter autorizzatorio di un’opera dichiarata strategica in quanto il presupposto di ogni attività di Governo è l’iniziale fiducia accordata dalle Camere.
Si chiede, quindi, di non procedere alla riunione del 4 aprile 2018 e rimandare ogni atto al prossimo Governo che ottenga la fiducia del Parlamento. I parlamentari abruzzesi del M5S”.

Gasdotto Snam, a mandato scaduto il governo prova a superare il diniego. Mazzocca: “Questione di legittimazione”

Pescara. Pronta l’eccezione di legittimità formale già definita, ma perfezionata nell’incontro appena concluso in Regione tra il sottosegretario regionale Mario Mazzocca e i legali dell’avvocatura dello Stato, riuniti in gran fretta dopo la convocazione a Roma, il 4 aprile, per una incontro istruttorio voluto dalla presidenza del consiglio dei ministri (premier Gentiloni) per superare il diniego delle Regioni Abruzzo e Umbria all’autorizzazione del metanodotto Sulmona-Foglino, 169,2 km di tracciato dell’anaconda del progetto Rete adriatica che intuberà l’intera Penisola attraverso una condotta lunga quasi 700 km in gran parte su area a massimo rischio sismico. 

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Metanodotto: la purga russa accelera il progetto d’approvvigionamento del gas azero

L’espulsione dei 2 diplomatici russi dall’Italia renderebbe ancora più urgente un diverso approvvigionamento energetico. La spasmodica ricerca d’indipendenza dello Stivale dal gas russo non porta il Bel Paese a superare la frontiera mentale delle fonti fossili, ma lo spingerà a sottomettersi al gas azero di un’altra Repubblica, democratica, è scritto nell’elenco del motore di ricerca Google. Anche quella tedesca era democratica nel 1949. Si preme l’acceleratore, si tenta il tutto per tutto per autorizzare il tratto Sulmona-Foligno del progetto Rete adriatica, connesso al Tap pugliese (Trans adriatic pipeline). Curiosità, delle 2 espulsioni italiane tratta, in un articolo, Alfonso Celotto, avvocato costituzionalista incaricato dal Comune di Sulmona per portare avanti il ricorso contro la recentissima autorizzazione della centrale di spinta Snam prevista a Case Pente, altro segmento spezzettato arbitrariamente – Salami slicing – pratica condannata dalla Corte di giustizia europea ((Direttiva 85/337 Ce ), del progetto Rete adriatica.

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Accordo per censire l’Amianto, in gran parte già mappato mentre i registri marciscono

Pescara. Perché un accordo di programma per censire ciò che in gran parte è già mappato? Si dovrebbe monitorare invece l’esistente e recuperare fondi per far funzionare gli uffici in cui sono già raccolti sin troppi dati sulle aree con Amianto e sullo stato del materiale. Questo andrebbe fatto prima di spendere per altre mappature, oltre a garantire impianti sperimentali che potrebbero rendere innocua la fibra d’asbesto. Risorse sì, ma per trasformare in veri e propri uffici i locali (Asl) che accolgono, da anni, atti in cui sono registrati e segnalati siti e capannoni abruzzesi con presenza di amianto da monitorare annualmente e non solo a spese di chi ha pagato care quelle coperture dei fabbricati che poi, d’improvviso, si sono rivelate pericolose. Perché non partire da questo prima di spendere, perché non ci si preoccupa di recuperare i fondi per le bonifiche dei siti? In Regione è stato appena firmato un accordo di programma che in materia però “prevede la costituzione di un gruppo di lavoro per mappare e censire le coperture contenenti amianto attraverso il telerilevamento e la conseguente gestione del rischio amianto secondo la normativa vigente”. A siglare con la Regione sono ResGea spin-off dell’università Gabriele d’Annunzio di Chieti, Veram srl ed Ecolan spa, alla presenza del dirigente del settore Rifiuti, Franco Gerardini.

Si potrebbe rischiare l’analfabetismo funzionale se, esaminando la nota della Regione, si ricordasse solo il confortante riferimento, nel testo, al trattamento e recupero di materiali contenenti amianto (Mca) di un impianto di Lanciano (Ch). Collegandolo all’accordo appena firmato è un attimo per confondersi quando invece il processo di denaturazione dell’amianto attraverso una reazione chimica determinata dal contatto con il siero di latte é un progetto in fase sperimentale, anche nello stabilimento lancianese. A conclusione del ciclo, forse un giorno, ci si (e qui il comunicato parla al futuro) libererà di 2 specie di rifiuti pericolosi, ma anche di recuperare altri minerali e avviarli verso il recupero, una soluzione alternativa allo smaltimento e conferimento in discarica. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e i responsabili delle 3 società hanno siglato l’accordo che prevede la costituzione di un gruppo di lavoro per mappare e censire le coperture contenenti amianto attraverso il telerilevamento e la conseguente gestione del rischio amianto secondo la normativa vigente. Alla Regione il compito di reperire risorse economiche nell’ambito dei programmi comunitari, nazionali e regionali per dare concreta attuazione, più che all’accordo, alla disciplina che prevede e garantisce la bonifica dall’amianto.

Casini soddisfatta, ma a Palazzo Chigi la riceve de Giorgi, Gentiloni non c’è. Snam rassicura: Centrale Sulmona sicura e a basso impatto

Roma. Non l’hanno trovato a Palazzo Chigi e i 3 sindaci, 2 accompagnavano la prima cittadina  di Sulmona dimissionaria, Annamaria Casini, con Mario Mazzocca, sottosegretario d’Abruzzo con delega all’ambiente, sono stati ricevuti da Gabriele de Giorgi.

Aggiornamento

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Centrale Snam. L’Opposizione consiliare intende superare l’Autorizzazione del Consiglio dei Ministri

Sulmona (Aq). L’opposizione annuncia iniziative per superare l’autorizzazione, dell’altro ieri, della centrale di compressione del metano a Case Pente, delibera del consiglio dei ministri che ha indotto il sindaco Annamaria Casini a darw le dimissioni. “Le presunte dimissioni del sindaco Annamaria Casini non sono foriere di buoni auspici per la Città di Sulmona ed appaiono più come il frutto di una spietata e mirata strategia pre-elettorale in vista delle prossime elezioni politiche di cui l’assordante silenzio di gran parte delle forze di maggioranza rappresentate in consiglio comunale è emblema” parole dure dai capigruppo consiliari di minoranza Maurizio Balassone (Sbic), Elisabetta Bianchi (Forza Italia), Antonio Di Rienzo (Partito democratico) e Francesco Perrotta (Sulmona Viva). 

Copertina Maria Trozzi

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Niente inciuci con Snam. Rifondazione: “La Regione confermi il diniego all’intesa”

Pescara. “Il Pd non si rimangi impegni assunti con i cittadini” Rifondazione comunista sostiene la lotta che, in valle Peligna, viene condotta dai Comitati cittadini ambiente contro l’installazione della centrale di spinta e del metanodotto Rete adriatica.

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La soluzione D’Alfonso azzera il diniego alla centrale di spinta per il metanodotto Rete adriatica

Sulmona (Aq). Sull’autorizzazione della centrale di spinta della Snam, da costruire a Sulmona, il Consiglio dei ministri ha rinviato la decisione alla prossima seduta perché il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, con una lettera ha comunicato la volontà della Regione di adottare un atto della giunta che consenta di concludere il procedimento amministrativo raggiungendo gli obiettivi che esso si propone con una soluzione ambientalmente più sostenibile.

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Centrale Snam da autorizzare, altri 10 giorni di tempo e incontro con le istituzioni locali

Roma. Non è detta l’ultima, a chi credeva che fosse giunto il momento di cedere e decidere e che fosse morta ogni speranza di allontanare l’incubo della centrale di compressione del gas naturale diciamo che ci sono altri 10 giorni di approfondimento per valutare l’autorizzazione dell’impianto di spinta del metano di Snam rete gas a Sulmona con la promessa di un confronto tra la multinazionale e le istituzioni locali che presto dunque si incontreranno, complice la proposta di oggi del governatore Luciano D’Alfonso.

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Centrale Snam a Roma. L’alternativa in ‘zona cesarini’, rinviata a settembre la decisione

Sulmona (Aq). Nulla di fatto anche oggi presso la presidenza del consiglio dei ministri che si è riunita per la terza volta con lo scopo di sondare eventuali possibilità di superamento del diniego all’intesa formulato ormai da tempo dalla Regione. L’Abruzzo ottiene 45 giorni di tempo per l’alternativa e oggi ribadisce,s e ce ne fosse ancora bisogno, il no alla centrale di spinta della Snam da realizzare a Sulmona e nega l’intesa anche per il metanodotto Rete adriatica. All’incontro era presente, dopo tanto, anche il governatore Luciano D’Alfonso che ha così risposto alle innumerevoli e incessanti richieste di questi mesi del Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona che vedevano l’assenza dell’amministratore regionale come una sorta di allentamento dell’attenzione sulla causa ambientalista peligna.

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