Elettrodotto Villanova Gissi: non si salva nemmeno la Provincia

Chieti e provincia. I numeri sono 73, 72, 21860 e non sono da giocare, per i primi due si tratta di tralicci, 218 è la strada provinciale dove sono stati installati e 60 sono i metri di altezza dei sostegni. L’assurdità della costruzione dell’elettrodotto, il Villanova Gissi, non risparmia la Provincia di Chieti e nemmeno questo ente si salva per la storia, davvero singolare, dei pali seminati a formare, visti dall’alto, una cicatrice. Queste è la storia di 2 sostegni Terna che sarebbero stati costruiti sul ciglio della strada provinciale difformemente dalla concessione e addirittura a concessione decaduta.

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Arriva L’elettrodotto Gissi Foggia: 400 torri d’acciaio tra Abruzzo, Molise e Puglia

Un altro elettrodotto Terna in programma tra Abruzzo, Molise e Puglia, è il Gissi-Foggia: oltre 400 piloni da 60 metri d’altezza e un tracciato da incubo. “Iter raccapricciante” commentano dal Forum H2O perché il progetto è alla terza fase di deposito di documenti in 4 anni.

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Le iene sull’elettrodotto in aree a rischio. Se crolla? Nessuno in Regione si prende la briga

Abruzzo. Nessuno si prende la briga se l’elettrodotto crolla, a domanda dell’inviata del programma delle Iene (Italia 1) le risposte del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, sono piuttosto evasive.  Annunciato a gennaio il servizio giornalistico delle Iene per l’elettrodotto Villanova-Gissi è andato in onda domenica. La trasmissione televisiva che indaga sulle tante singolarità italiane, dalla rete Mediaset, ha trasmesso in prima serata l’amara verità sui circa 70 km di tracciato con oltre 150 piloni su cui sono tesi i cavi dell’alta tensione e con 55 torri d’acciaio installate in aree a rischio idrogeologico, frane e alluvioni. 

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Entrata in esercizio dell’elettrodotto Villanova Gissi. Tutti i dubbi in una foto

Lanciano (Ch). Scattata a Paglieta (Ch), questo pomeriggio prima delle ore 18 assicurano i comitati ambientalisti, l’immagine di copertina (Fig.1) non avrebbe bisogno di commenti. Eppure Terna precisa che è una foto scattata ad arte:  i fili ci sono, vanno verso il basso e il pilone è più in basso.

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Stacanovisti a lavoro domenica sull’elettrodotto che Terna attiverà il 30 gennaio

Foto Maria Trozzi
Foto Maria Trozzi

Chieti. Appena dopo l’uscita del casello autostradale A25 di Brecciarola, a 2 passi da Chieti Scalo, ieri ci siamo imbattuti in questa immagine inattesa. Il tempo di assicurarsi il pedaggio e così ad immortalare la scena non è mancata una gran foto. La società Terna, in un comunicato, ha avvisato che il 30 gennaio sarà avviata la messa in esercizio dell’elettrodotto Villanova-Gissi. Siamo sempre più convinci che, nel silenzio assordante dell’ente territoriali che più di altri potrebbe fare qualcosa e potrebbero intervenire, la società riuscirà a rispettare la data prefissata. Più veloci della luce che produrrà, per far funzionare l’opera il prima possibile, vista la crisi del settore. L’elettrodotto corre in aiuto, dicono gli ambientalisti, della turbogas Sorgenia di Gissi

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No elettrodotto 380 Kv. La Regione non mantiene gli impegni, allora è sit-in a Pescara

Chieti. Mentre ci si organizza per l’ennesimo sit-in No elettrodotto 380 Kv che si svolgerà a Pescara, il 22 gennaio ore 15 dinanzi la sede della Regione in viale Bovio, la memoria torna a un lontano passato. Un passato remoto in cui una Regione chiamata Abruzzo, rappresentata da un presidente di nome Luciano D’Alfonso, assunse alcuni impegni e promise promise,  promise tante cose. L’ente territoriale un tempo s’impegnò nei confronti della comunità delle province di Chieti e di Pescara a fare quanto in suo potere per fermare l’opera o almeno frenarla. Delle decine di buone intenzioni regionali di quel lontano 24 febbraio non rimangono che i tralicci. Di quelli, come dei pali monostelo, la compagnia elettrica ne ha piantati tanti, in questi mesi, mentre il consiglio regionale ha piantato i cittadini. I comitati No elettrodotto vennero persuasi ad attendere le mosse dei rappresentanti regionale per stoppare la mastodontica opera di Terna spa.

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Immissioni Terna: “Lei faccia il suo lavoro che io faccio il mio”

Sant’Onofrio di Lanciano (Ch). “Lei faccia il suo lavoro che io faccio il mio” con questo tono, durante le immissioni di oggi, un delegato Terna si sarebbe rivolto ad un Commissario di Polizia e poi ancora: “Se non vi piace denunciateci”. Tutto durante l’immissione ad un fondo per una delle tante azioni programmate dalla società che sta ultimando l’elettrodotto Villanova – Gissi e che ha proceduto, questa mattina, contro la volontà dei proprietari avvisati comunque dell’arrivo dei lictores Terna.          Approfondimento

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Elettrodotto sulle scarpate. Mantini ‘Il ministero sospenda i lavori’

Alfredo Mantini Bucchianico Report-age.com 2015Bucchianico (Ch). Coerente, il consigliere comunale Alfredo Mantini (M5S) ha detto no alla variante del Prg approvata dall’assise civica e lo ha fatto per evidenziare, se non bastasse, le difformità riscontrate nei lavori per l’elettrodotto Villanova – Gissi già in parte costruito a Bucchianico e insiste il consigliere di opposizione per fermare i lavori: “Ho votato contro la delibera perché ritengo di principale importanza acclarare le difformità nella realizzazione dell’elettrodotto, segnalate dalla Regione, e richiedere la sospensione dei lavori al ministero delle infrastrutture, nei modi che ho esposto nella mia dichiarazione di voto e per la mancanza delle fasce di rispetto (nella carta delle scarpate proposta) richieste dall’Autorità di Bacino, ai sensi dell’art. 20 delle Norme di attuazione del Pai” Piano assetto idrogeologico.
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Bucchianico: M5S chiede al sindaco la sospensione dei lavori per l’elettrodotto 380 kv

Bucchianico (Ch). Troppe incongruenze da accertare, con una Interpellanza davvero puntuale il Movimento 5 stelle chiede al primo cittadino di Bucchianico, Gianluca de’ Leonardis, una ordinanza cautelativa di sospensione dei lavori dell’elettrodotto Terna, l’iniziativa è portata avanti dal pentastellato consigliere comunale, Alfredo Mantini, all’opposizione.
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Deriva tragicomica dell’elettrodotto Villanova-Gissi, gigante dai piedi d’argilla. Terzo dossier

Chieti, Pescara e Provincia. Terzo dossier, 12 capitoli, sulle incongruenze, omissioni e addirittura suo fatti esilaranti del Villanova – Gissi l’elettrodotto più discusso del Centro Sud Abruzzo eppure l’opera costa 100 milioni di euro che appesantiranno abbondantemente le nostre bollette. Il sottotitolo del dossier numero 3 è “Deriva tragicomica per un’opera inutile”, un’opera con 50 sostegni piantati in aree a rischio idrogeologico realizzata in gran parte senza la necessaria documentazione da consegnare al momento della redazione del progetto esecutivo, evidenzia in una relazione il Servizio difesa del suolo della Regione Abruzzo ed è un fatto gravissimo in un paese le cui opere pubbliche, se poco poco piove, crollano ogni volta sì e l’altra pure. Il Forum Acqua durante la presentazione del terzo dossier sull’elettrodotto Villanova-Gissi di Terna, intitolato, Elettrodotto Villanova – Gissi: gigante dai piedi d’argilla, stigmatizza il fatto che quest’opera sarebbe localizzata proprio sulle aree più a rischio della regione e senza le precauzioni imposte dal Decreto interministeriale di Compatibilità ambientale. Numerose sono le criticità che emergono con il dossier 3. Read more

Elettrodotto. Febbo: ‘Bloccare i lavori del tratto Gissi-Larino’

Provincia di Chieti. Sull’elettrodotto Villanova Gissi qualcosa sembra muoversi, ma alla commissione regionale di vigilanza dove il presidente, Mauro Febbo, spiega che la procedura del tratto dell’elettrodotto Gissi-Larino è ancora aperta, è infatti in corso la Valutazione da impatto ambientale nazionale presso la commissione istruttoria, dove a rappresentare l’Abruzzo è il direttore generale Cristina Gerardis. Per Febbo dunque: “L’unica soluzione, la più ovvia, sarebbe bloccare i lavori del tratto Gissi-Larino in modo tale da rendere praticamente inutile la porzione di elettrodotto in fase di realizzazione; è chiaro che senza la connessione con Larino e con la Puglia non avrebbe senso l’elettrodotto Villanova–Gissi”. Read more

La Regione può far sospendere i contestati lavori dell’elettrodotto, intanto che decide l’opera è finita

Provincia di Chieti. Quando saranno fermati i lavori dell’elettrodotto dopo che saranno conclusi? Sospenderli almeno per verificare le presunte irregolarità? Interrogativi e un po’ di ironia non guastano se, ad oltranza, i cittadini del comitato No elettrodotto 380 kv insistono dinanzi la prefettura di Chieti e il presidio resta operativo sin tanto che non sarà decretata la sospensione dei lavori dell’elettrodotto Villanova-Gissi. A chi compete il provvedimento di sospensione? A quanto pare è la Regione che dovrebbe comandare e si era anche impegnata votando una risoluzione, in un consiglio regionale convocato ad hoc sulla questione delle presunte irregolarità dell’opera di Terna, a far rispettare le prescrizioni alla multinazionale, ma l’immobilismo impera. Proprio il presidente della Regione Luciano D’Alfonso potrebbe fermare il mostro, ma non lo fa.

(Risoluzione regionale del 24 febbraio 2015)

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L’aria che frigge nei cantieri del collegamento cavidotto Tivat ed elettrodotto 380 kv

Video Maria Trozzi

Il video è tratto dal sopralluogo svolto ieri nei 2 cantieri di Villanova, dove l’aria già frigge, anche se l’elettrodotto non è pronto, ma le operazioni di collegamento delle strutture vanno avanti. La frazione di Cepagatti (Pe), in provincia di Pescara, è il punto strategico per l’intero impianto che Terna, multinazionale elettrica, sta realizzando: cavidotto Tivat, Italia-Montenero ed elettrodotto 380 Kv, Villanova-Gissi. Il cavo a corrente continua, dalla costa adriatica pescarese arriverà alla foce del fiume Vallelunga per poi penetrare verso San Giovanni Teatino (Ch) ed arrivare a Villanova dove, in uno dei 2 siti (nel video) vengono installati i macchinari per la linea internazionale e nell’altro i piloni, monostelo e tralicci, per la direttrice Adriatica cui darà energia l’elettrodotto 380 kv. I lavori nella centrale di Villanaova sono necessari per realizzare la linea di collegamento al nuovo cantiere e l’allaccio previsto sulla dorsale adriatica con il passaggio a corrente alternata. I cavi elettrici? Pendono e penderanno un po’ ovunque su case, masserie, stabilimenti industriali, strade, vigneti e campi coltivati. Innumerevoli poi le irregolarità che i comitati cittadini e gli ambientalisti hanno riscontrato nella realizzazione dell’opera, tra i cantieri. Già ora l’aria frigge nella centrale di Villanova e su contrada Bucceri un angustioso monosillabo di fondo accompagna lo sfrigolare nell’aria come se migliaia di friggitrici invisibili tormentassero passanti e decine di famiglie che vivono nei luoghi del tracciato dell’elettrodotto, tutti seriamente preoccupati per il loro futuro.

Tutto su Elettrodotto Villanova-Gissi

Dossier Elettrosmog. La lunga notte di San Silvestro colle 29.11.2014

Aggiornamenti

Il culto dei vivi. Terna valorizzerà i reperti trovati nel cantiere di Atessa 16.11.2015

Elettrodotto: un pugno all’occhio. Chiesta l’immediata sospensione dei lavori per il Villanova-Gissi

Lanciano (Ch). E’ un pugno all’occhio: paesaggi sono al palo, calanchi, distese coltivate, colline, spazi verdi sacrificati e la salute? Prima di tutto a rischio elettrosmog non solo per gli imprenditori agricoli. I costi fissi in bolletta poi schizzeranno alle stelle. L’elettrodotto 380 Kv va fermato anche per il Comune di Lanciano che a metà agosto fa ribollire il sangue, con i controlli dei suoi tecnici. Un calderone di dubbi sulla qualità e sulla sicurezza sceneggiata per l’opera. L’amministrazione locale chiede un’ordinanza immediata di sospensione dei lavori ai ministeri delle infrastrutture, dello sviluppo economico e dell’ambiente. A gettare nello sconforto assoluto i pochi che ancora credevano nella bontà dell’opera sono le risultanze dei rilievi tecnici eseguiti dall’Ufficio urbanistica del comune teatino. E’ peggio di quanto ci si aspettasse. Preoccupano le carenti risposte della Terna spas che insiste col piantare i pali là dove non sarebbe proprio il caso di farlo. Si ha l’impressione che nemmeno la società sappia ormai cosa stia accadendo, in loco, nei cantieri abruzzesi o forse si lavora ad oltranza, sperando di finire quel capolavoro prima che arrivi il fermo definitivo alla realizzazione della struttura. La Regione però tace..

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