Tag: giacimento

Air-gun nell’Adriatico, il WWF spiega le gravi conseguenze sull’ecosistema marino

La linea è ancora quella di favorire le fonti fossili sulle rinnovabili mettendo a rischio le risorse naturali italiane, nonostante l’Accordo di Parigi del 2015 volto a contenere il surriscaldamento del Pianeta e i cambiamenti climatici. Soprattutto, dalla stanza dei bottoni ancora sottovalutano gli impatti ambientali di attività di prospezione ed estrazione, continuando ad alimentare un sistema di agevolazioni e sussidi che fa della Penisola italiana un paradiso fiscale per le aziende petrolifere.

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Estrazioni gas a Bomba, l’Abruzzo chiede la definitiva impossibilità a sfruttare il giacimento

Pescara. Firme in calce oggi a Pescara, dei rappresentanti istituzionali di Regione, Provincia, Comuni e delle associazioni, nelle lettere appena inviate ai ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico per fermare non solo l’assurdo progetto di estrazione di gas sotto il lago di Bomba, ma per sancire una volta per tutte l’impossibilità di sfruttare il giacimento di questa località della provincia di Chieti, a rischio idrogeologico. Così l’Abruzzo intero dice no al progetto della Cmi Energia srl anche perché sembra assurdo insistere dopo la bocciatura del Comitato Via Abruzzo e del Consiglio di Stato.

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Dalla Forest alla Cmi la risposta del territorio al 2° tentativo di sfruttare Bomba

Bomba (Ch). Dalla Forest alla Cmi energia la risposta del territorio al secondo tentativo di sfruttare il giacimento di gas di Bomba” è il titolo dell’assemblea pubblica che si terrà giovedì 4 gennaio alle ore 17 presso la sala del museo etnografico di Bomba. L’incontro è organizzato da Wwf, Legambiente e Comitato cittadini Gestione partecipata del territorio, l’invito a partecipare è rivolto anche al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso e al presidente della Provincia di Chieti, Mario Di Pupillo. 

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Dietro i signori del No: Referendum del 17 aprile

Il referendum serve per ripristinare una data di scadenza per 17 concessioni di petrolio e gas, quelle nelle 12 miglia marine. Le compagnie petrolifere e le società di estrazione del gas hanno ottenuto (Legge stabilità 2016) lo sfruttamento dei giacimenti sino ad esaurimento degli stessi se installati in mare a meno di 20 Km dalla spiaggia. Significa niente più scadenze per le concessioni (sono 17 quelle che interessano il Referendum del 17 aprile) entro le 12 miglia marine, ovvero, nella fascia di circa 19,3121 km che parte dalla spiaggia verso il mare. Dunque, nuovi pozzi in questa fascia non si possono più installare da quest’anno, è così che è stato evitato, per il momento, il progetto della piattaforma petrolifera Ombrina mare 2. Adesso le società che già estraggono in questa fascia però possono sfruttare il giacimento per tutta la vita utile. Hanno così trovato il sistema per non versare le royalty, cioè una percentuale del valore della materia che estraggono che spetta al titolare delle risorse che estraggono: lo Stato. Come? Le royalty, in Italia sono le più basse d’Europa, non vengono pagate dalle società titolari delle concessioni se estraggono nel limite (franchigia) di un certo quantitativo di petrolio e gas. Di 26 concessioni italiane che estraggono gas, seconso i dati del ministero dello sviluppo economico, solo 5 pagano le royalty. Le altre non superano la franchigia che, in mare, è fissata in 50 mila tonnellate di petrolio e 80 milioni di metri cubi di gas all’anno. Dunque, avendo un tempo infinito e illimitato per estrarre, le compagnie titolari delle 17 concessioni (quelle entro le 12 miglia marine le uniche interessate dal Referendum del 17 aprile) ogni anno faranno il possibile per evitare di superare la quota che affranca dal pagamento delle royalty, tanto hanno a disposizione tutto il tempo che vogliono per esaurire il giacimento. Tra parentesi, le società che estraggono autocertificano il quantitativo di gas e petrolio e spesso nessuno controlla. Il referendum serve a ripristinare proprio una scadenza per queste 17 concessioni. Grazie alla campagna d’informazione per il Referendum possiamo spiegarvi ancora meglio cosa c’è sotto.

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