Tag: germania

Poste Italiane ricorda con un murale Fabrizia Di Lorenzo a Sulmona

Poste Italiane ricorda con un murale, realizzato da Bifido, Fabrizia Di Lorenzo, che a dicembre 2016 morì vittima dell’attentato terroristico di Berlino dove lavorava, dopo studi e sacrifici, lontano dalla sua città di origine, Sulmona (Aq) che le ha voluto tributare oggi questo omaggio.

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Esplode raffineria tedesca. D’Orsogna: La questione non è se scoppieranno, ma quando

La questione non è se scoppieranno, ma quando scoppieranno” così Mariarita D’Orsogna dichiara nel blog No all’Italia petrolizzata sull’esplosione della raffineria Bayernoil, stabilimento bavarese di Vohburg, una cittadina sul Danubio della civilissima ed avanzatissima Germania.

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Aperti i centri commerciali per le festività, Acerbo: ‘Invitiamo al boicottaggio’

“Anche a Pasqua e Pasquetta ci saranno in tutta Italia centri commerciali aperti con e lavoratrici e lavoratori sfruttati che non trascorreranno le festività con i propri familiari e amici” di qui l’invito del segretario nazionale Prc-Sr, Maurizio Acerbo, a boicottare i centri commerciali, oggi e domani anche per tutelare il piccolo commercio e per opporsi alla desertificazione dei centri cittadini. Continua a leggere “Aperti i centri commerciali per le festività, Acerbo: ‘Invitiamo al boicottaggio’”

Abruzzesi nel Mondo: l’Arte di Valentina Colella conquista l’Uruguay

É originaria di Introdacqua Valentina Colella, classe ’84, selezionata per il progetto d’interscambio organizzato dall’associazione Ottovolante di Bologna e la Fondazione Magistra di Montevideo,  capitale dell’Uruguay. Il  progetto è cofinanziato dal ministero degli affari Esteri e della Cooperazione internazionale.

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“Cara Fabrizia” Simboli di virtù e valori i nostri giovani scomparsi lontano dalla Terra Madre. Il ricordo di Lando Sciuba

Sulmona (Aq).  È trascorso quasi un anno dall’attentato di Berlino, un anno dalla morte di Fabrizia Di Lorenzo e in una lettera, rivolta alla 31enne di Sulmona, l’avvocato Lando Sciuba non dimentica i giovani figli di questa valle, come Franco Lattanzio di Pacentro, che hanno perso la vita lontano dalla terra natia. 

“Cara Fabrizia.. Ti scrivo.. Il giorno di Santo Stefano dell’anno scorso sono venuto anch’io a San Panfilo ad aspettare la Tua bara: io non Ti conoscevo, ma per la mia età avrei potuto essere Tuo padre e, forse per questo, ho provato nel cuore un desiderio profondo, quasi un bisogno morale, di venire a salutarTi. E così, mentre aspettavo tra la folla silenziosa e compresa e pensavo che “sorella Morte” per noi Cristiani inaugura la vera vita nel momento stesso in cui squarcia il cuore dei rimasti, ho sentito dentro di me a poco a poco emergere dai fondali della memoria, come nello sgranarsi di un rosario doloroso, i ricordi di tanti altri giovani e di tante altre ragazze che la morte, invidiosa e insaziabile, ha strappato alla vita in luoghi lontani dalle proprie case e le cui spoglie, la pietà dei congiunti ha poi voluto riportare ad ogni costo nei Cimiteri di questa nostra Valle affinché essi potessero dormire il sonno dei giusti al cospetto protettore e benedicente del Morrone e della Maiella Madre. Pasquale Balassone era emigrato giovanissimo negli USA ed aveva avuto la fortuna di acquisire subito quella cittadinanza. Con la divisa di quell’Esercito era caduto in Francia, mi pare a Verdun. Poi lo riportarono a Sulmona, dove la gente in gramaglie riconobbe ed onorò in lui il simbolo dei tanti giovani costretti ad emigrare alla ricerca di un lavoro, ma che non hanno mai dimenticato la terra natìa.  Vincenzina Canto era considerata la ragazza più bella della Valle. Doveva andare a Roma a sostenere un esame all’Università. Perse il treno delle 3 di notte e riuscì a partire con il treno delle 5. Arrivò a Roma proprio mentre iniziava l’attacco aereo alleato del 19.7.1943 alla Stazione di San Lorenzo. Due bravi samaritani di Sulmona riuscirono a identificare le sue spoglie martoriate e la seppellirono mettendo nella bara (se così poteva chiamarsi) una bottiglia in cui avevano inserito un pezzo di carta con le sue generalità. E con il sacrificio di Vincenzina iniziava il lungo martirio di Sulmona e delle Valli contermini nella bufera del secondo conflitto mondiale. La riportarono qui dopo la guerra, nello stesso periodo in cui riportarono anche Oscar Fuà, Amleto Contucci, Renzo Sciore (come Mario Silvestri a Pacentro), che erano tutti caduti combattendo eroicamente nelle file della Brigata Maiella. Nel 1959 Gennaro Santacroce, di 36 anni, Agente di custodia, fu ucciso senza pietà durante una sommossa in un carcere minorile, dopo che nel 1953 Armando Ranucci, Alpino di leva, si era gettato nei flutti del fiume in piena per salvare il suo Tenente ed era morto con lui. Poi, sul finire degli anni ’80, si consumò la tragedia di Daniela De Gregoriis: anche lei, cara Fabrizia, era una giovane bella, brava, onesta e studiosa come Te. Stava uscendo dall’Università dove aveva appena superato a pieni voti l’esame di laurea quando un’automobile impazzita distrusse i suoi splendidi sogni. Poi, appena alcuni anni or sono, hanno riportato a Pacentro anche Franco Lattanzio, giovane Maresciallo dei Carabinieri che la violenza cieca e folle del terrorismo aveva massacrato mentre era in missione di pace a Nassiriya. Di tanti altri, caduti sui campi di battaglia o nei luoghi di prigionia o lungo le rotte dolorose della emigrazione e che non hanno mai fatto ritorno alla loro terra (“…a noi prescrisse il Fato illacrimata sepoltura…”), non dico, ma di tutti loro è vivo e religiosamente custodito ed onorato il ricordo nella memoria della nostra gente. E così ho pensato che la morte, che appena un anno fa Ti ha ghermito, per come e nel contesto in cui si Ti ha falciato, Ti ha inscritto a pieno titolo nel florilegio della più bella gioventù di questa nostra terra. Ora che di Te rimane solo il ricordo bellissimo e disperato, reso ancor più intenso dalla dignità con cui Mamma e Papà e Tuo fratello hanno vissuto questa tragedia, io voglio salutarTi con le parole con cui Geno Pampaloni salutò i giovani paracadutisti della “Folgore” che erano morti nel disastro della Meloria e che erano diventati -loro malgrado- uno squallido caso di polemica politica: “…Possano rimanere nella nostra memoria come i protagonisti del “rischio” connaturato con lo splendore dei loro giovani anni, quale la poesia, la leggenda, il mito ci hanno tramandato con parole non periture sin dall’inizio dei secoli. Guai alla società che non sentisse più nel profondo dell’animo la disperata grandezza del buio avvampare del destino, l’insidia gelida e luminosa che, nella coscienza popolare lega, da sempre, la giovinezza e la morte”. Addio, dunque, dolce sventurata fanciulla. Come nell’archetipo di una metamorfosi ovidiana il Tuo sacrificio ha fatto anche di Te, oltre che un ulteriore onore di questa nostra terra, il simbolo bellissimo delle virtù morali e dei valori civili dei giovani di tutto il mondo che credono nella libertà, nella democrazia, nella pace, contro cui la violenza e la barbarie del terrorismo “non prevalebunt”. Addio Fabrizia e, come scrisse il Poeta “…un volo di angeli vegli sul Tuo sonno…”.

Eccidio Limmari: Farnesina per l’immunità della Germania condannata e le Vittime non vedranno un centesimo

Pietransieri di Roccaraso (Aq). Il 2 novembre la Germania è stata condannata, quale erede del terzo reich, per l’eccidio dei Limmari ad unb risarcimento di 1,6 milioni di euro per il danno  al Comune di Roccaraso e altri  5 milioni di euro agli eredi delle vittime di PIetransieri e all’unica sopravvissuta al massacro, Virginia Macerelli, in base a quanto stabilito dal giudice del tribunale di Sulmona, Giovanna Bilò. Sentenza simbolica, dicono, perché  le vittime non vedranno un centesimo.  

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Eccidio Pietransieri: verso la commemorazione del Sacrario di Limmari

Roccaraso (Aq). Si terrà il 21 novembre nel Sacrario di Limmari la cerimonia di commemorazione della strage perpetrata dai nazisti durante il periodo di occupazione in Italia, avvenuta il 21 novembre 1943 a Pietransieri, frazione di Roccaraso. 

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Da Ieri le Faggete del Pnalm Sono Patrimonio UNESCO

Pescasseroli (Aq). Da ieri le faggete del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise sono patrimonio mondiale dell’Unesco. A Cracovia ieri nella 41 sessione della Commissione per il patrimonio mondiale il riconoscimento, già attribuito alle faggete dei Carpazi a quelle di altri 10 Paesi europei, è stato esteso alle faggete del Pnalm. In tutto sono 12 gli stati in cui vengono riconosciuti siti naturali di faggete vetuste iscritti al patrimonio mondiale: Italia, Austria, Belgio, Slovenia, Spagna, Albania, Bulgaria, Croazia, Germania, Romania, Slovacchia e Ucraina.

Faggete, foto Maria Trozzi ®

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Germania. Un altro tunisino arrestato per l’attentato di Berlino rivendicato dall’Isis

A 9 giorni dall’attentato, di Berlino al mercatino di Natale, la Polizia ha arrestato un tunisino 40enne che potrebbe aver aiutato il presunto autore della strage, Anis Amri ucciso a Sesto San Giovanni, ritenuto responsabile della strage al mercatino di Natale dove morì l’abruzzese Fabrizia Di Lorenzo.

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Funerali. L’addio a Fabrizia Di Lorenzo: una preghiera umile e sincera  

Sulmona (Aq). Tantissima gente per l‘ultimo saluto a Fabrizia Di Lorenzo, la 31enne sulmonese morta a Berlino, nell’attentato terroristico di matrice islamica del 19 dicembre ai mercatini di Natale. A Sulmona, per i funerali privati, la presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata applaudita e molto apprezzata dalla popolazione. 

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Dedicare monumenti a persone viventi si può. Inaugurata la statua di Benedetto XVI

Sulmona (Aq). Niente funzioni nelle chiese che questa domenica, dalle ore 11, restano vuote. Un deserto sui sacrari sulmonesi che non si giustifica con un rinnovato ateismo, con una protesta o una crisi improvvisa dei fedeli e non si tratta di calamità. Alla cattedrale di San Panfilo oggi è festa, ma non c’è tanta gente. Sarà che inaugurare statue dedicate a persone in vita è un beneficio a cui parte della comunità non è abituata. Si può fare, se il ministero autorizza, ma qualcuno già chiede la rimozione del monumento. 

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L’Europa non decide: ennesimo rinvio per il Glifosato. Le associazioni puntano alla messa al bando

Roma. Situazione davvero complicata per l’Europa che non sa davvero come uscirne. Trentotto associazioni si oppongono all’ulteriore utilizzo di Glifosato, 530 mila italiani sono d’accordo e sottoscrivono la petizione, in linea sono anche altri Stati del continente europeo e con 2 milioni di firme su Avaaz.org gli ambientalisti internauti manifestano il loro responsabile dissenso al rinnovo, per 12 mesi, dell’autorizzazione per l’uso del prodotto della Monsanto che a giugno scade. Con un piano l’Italia annuncia, inoltre, di abbandonare il Glifosato entro il 2020. Manca la maggioranza qualificata oggi e il non voto dei governi europei rimanda per poco le sorti dell’erbicida. La mobilitazione di milioni di cittadini europei spinge ad essere cauti, ad affermare una volta per tutte il principio di precauzione nei confronti di un prodotto sospetto per cui si consuma l’iter di una nuova autorizzazione, sino al 2017. Il principio attivo contenuto nell’erbicida Roundup della Monsanto potrebbe non essere cancerogeno. O peggio, la questione è squisitamente scientifica: il glifosato è stato classificato prima come probabilmente cancerogeno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione mondiale della sanità, poi probabilmente non cangerogeno dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa).

Il rinnovo dell’uso di Glifosato è stato chiesto dalla Commissione europea, in un primo momento, per altri 15 anni, richiesta ridotta poi a 9 anni e, ancora fallita, è stata limitata a più di un anno di autorizzazione all’uso, questo ha mobilitato tanti e si può ancora sottoscrivere la petizione.

#StopGlifosato

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