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Discarica Montedison: a Bussi la contaminazione continua. Nuovi inquinanti accertati da Arta

Continua ad inquinare la discarica, ancora niente bonifica e Arta ha rilevato nuovi contaminanti d’aggiungere alla lista di quelli elencati già nei precedenti controlli, un papiro di robaccia chimica vecchia e nuova e anche per questo  oggi, al tribunale dell’Aquila, è stata depositata una prima memoria sulla responsabilità civile del gruppo Edison per la discarica dei veleni Montedison di Bussi officine. Continua a leggere “Discarica Montedison: a Bussi la contaminazione continua. Nuovi inquinanti accertati da Arta”

Appuntamento con la criminologia l’8 e 9 novembre si parlerà soprattutto di Ecomafia e Agromafia

Ecomafia e agromafia saranno gli argomenti trattati nel VII appuntamento nazionale di criminologia, quest’anno a Sulmona si terrà l‘8 e 9 novembre, al liceo scientifico Enrico Fermi e, epr la seconda giornata, al teatro Maria Caniglia. Continua a leggere “Appuntamento con la criminologia l’8 e 9 novembre si parlerà soprattutto di Ecomafia e Agromafia”

Discarica Montedison a Bussi, chiesto di confermare le 10 condanne in Cassazione

Roma. Siamo alle battute finali per le responsabilità sulla discarica, tra le più grandi d’Europa, di rifiuti tossici del sito industriale ex Montedison a Bussi sul Tirino (Pe), scoperta 11 anni fa. In tutto sono 85 le udienze svolte sino ad oggi e la Corte di Cassazione sta per decidere in via definitiva. Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Simone Perelli, nella requisitoria davanti alla IV sezione penale, chiamata a decidere sui 16 ricorsi degli imputati condannati in appello, chiede di confermare le 10 condanne e di dichiarare tutti i ricorsi inammissibili.

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Discariche Montedison, esposto M5S. In val Pescara raccolta dati per lo studio epidemiologico

Pescara. Sono 20 comuni e 260 mila residenti coinvolti nell’indagine sul percorso che l’acqua dell’acquedotto Giardino garantisce in val Pescara. Dalla sorgente di Popoli a Pescara si è inserita l’acqua del Campo pozzi Sant’Angelo (che si presume contaminata) miscelandosi almeno fino al 2007 quando, scoperte le discariche Montedison ed esaminata l’acqua dei rubinetti i 5 pozzi Sant’Anfelo vengono chiusi. La discarica Tremonti resta ancora ‘accarezzata’ dal fiume Pescara. 

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Discarica dei veleni. Niente validazione: la caratterizzazione commissariale della Tre Monti era fuori dalle regole. Damiani: ‘Ci saremo con la prossima nel rispetto della legge’

Post verità per la bonifica di Bussi e la discarica Tre monti, lì dove l’industria chimica ha relegato i veleni che non hanno ancora un nome. Ma c’è una speranza se si caratterizzerà, a spese di Edison, con la benedizione del ministero dell’ambiente e non per il tramite  di una struttura commissariale che superò la legge, la supervisione ministeriale, i pareri tecnici dell’Ispra e il coinvolgimento dell’Arta per controlli, contro-analisi e validazioni. Per la caratterizzazione della discarica Tre monti non c’è mai stato un ripensamento, mai un passo indietro, conferma oggi Giovanni Damiani, direttore tecnico dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale che chiarisce, una volta per tutte, che non fu un capriccio quel rifiuto alla validazione di un procedimento sui generis disposto dal commissario Adriano Goio (deceduto il 31 marzo 2016) per quella buca micidiale. “Ci sono delle leggi da rispettare e l’Arta non può sottrarsi ad esse” dichiara Damiani.

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On line. Sportello Ambiente Regione infetto da giorni. Wwf ‘Sospendete i procedimenti’

Fatto sta che lo sportello on line della Regione infetto è proprio quello sull’Ambiente (Sra) ed è indispensabile per conoscere e recuperare informazioni su attività industriali e impattanti da autorizzare e procedimenti di valutazione in corso in Abruzzo. Problema è che le pagine Web sono infettate da giorni da un virus (trojan) che solo un buon antivirus può fermare bloccando la navigazione avvertendo che il sito è K.o. knock out, infetto.

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Chi inquina paga, ma a Bussi c’è ancora un forse. Solventi clorurati nelle acque: è il maggior rischio

Bussi sul Tirino (Pe). Chi inquina paga, dice l’Europa. Nonostante questo per Bussi officine sembrano pagare solo gli enti pubblici, per l’esattezza i cittadini. Il ministero dell’ambiente non avrebbe ancora intentato un’azione risarcitoria nei confronti del responsabile dell’inquinamento del Sin Bussi, scoperto solo nel 2007 e determinato dalle attività industriali del polo chimico nato nel 1900 a ridosso del fiume Tirino il cui corso d’acqua venne persino modificato per metterlo a completo servizio dell’industria. Il riconoscimento per disastro ambientale colposo, la bellezza di 2 anni fa nel processo che mandò assolti 19 imputati dipendenti Montedison, dà la possibilità si un’azione risarcitoria in sede civile, nei confronti di Edison, ma se non fosse stato per la dirigente regionale, Cristina Gerardis, nessuno ne avrebbe trattato.

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Spostata a Pescara l’inchiesta pubblica sul Metanodotto Larino-Chieti

Pescara. Si riducono le distanze per l’inchiesta pubblica sul gasdotto Larino-Chieti. Tempo permettendo si celebrerà giovedì 28 gennaio nel capoluogo Adriatico e così si darà alle popolazioni dei territori da intubare l’opportunità di essere ascoltati. Dopo le accuse alla Regione di voler tenere a distanza pescaresi e teatini dalla partecipazione all’inchiesta, concessa lo scorso dicembre e da svolgere all’Aquila, a centinaia di chilometri dai luoghi coinvolti dall’opera, complice il mal tempo, ha avuto modo di riparare.

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Gasdotto Larino-Chieti e relatività. Inchiesta pubblica tenuta a distanza e in sordina

Chieti e provincia. A circa 200 chilometri di distanza dai luoghi individuati per il metanodotto Larino-Chieti si celebrerà l’inchiesta pubblica. Quel genio di Eistein farebbe riflettere sulla relatività della distanza se, in tempi di crisi, per partecipare alla valutazione dell’opera, il 18 gennaio alle ore 9, cittadini e associazioni dei territori toccato dal tracciato saranno costretti a raggiungere il Capoluogo di Regione. In tempi di magra la curvatura spazio-tempo quasi diventa infinita e attorno a questa singolarità c’è un buco nero. Insomma, per la prima inchiesta pubblica abruzzese il popolo dovrà macinare chilometri. A coniare una teoria sulla distanza d’affrontare per partecipare alla valutazione di un progetto d’impatto ambientale è proprio il mondo ambientalista che per avere ragione del suo No alla devastazione deve viaggiare a velocità della luce. Spostare l’orario e la sede previsti per la prima inchiesta pubblica d’Abruzzo è il minimo. Proprio questo la comunità e gli amministratori locali chiedono alla Regione.

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