Tag: gas

Centrale e metanodotto Snam. Individuati i luoghi per le centraline qualità aria

Sulmona (Aq). Sono stati individuati i luoghi in cui istallare le stazioni di monitoraggio dell’aria. A scriverlo sembrano cose grosse, ma si tratta solo di 2 centraline da collocare nell’area dello stadio di calcio della Potenza e nei pressi di Case Pente, località in cui la Snam è stata autorizzata a realizzare la Centrale di compressione del gas naturale per il metandotto del progetto Rete Adriatica. Eppure, a leggere le indicazioni del ministero dell’ambiente, andrebbe installata sull’area una Rete di monitoraggio e non una coppia di centraline.

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Immagine e copertina Maria Trozzi

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Centrale e metanodotto Snam ricorso al Tar di Wwf e Legambiente

Wwf e Legambiente hanno presentato questa mattina il proprio ricorso al Tribunale amministrativo regionale a sostegno degli altri presentati, in queste settimane, dagli enti pubblici, Comune di Sulmona (Aq) e Regione in primis, contro la centrale di spinta e metanodottoche Snam vorrebbe realizzare in zona sismica 1 nonostante l’opposizione di cittadini e istituzioni.

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Bomba: Negata l’estrazione di gas per rischio sismico indotto

“Abbiamo vinto una battaglia in cui tutti ci davano per sconfitti ancora prima di iniziare, ma insieme si può” scrive in una nota il Comitato gestione partecipata del Territorio alla notizia della pubblicazione dell’atto (2848 del 26/10/2018) del Comitato valutazione d’impatto ambientale (Via del ministero dell’ambiente) che ha espresso parete negativo al progetto di estrazione del gas a Bomba.  per sismicità indotta. Continue reading “Bomba: Negata l’estrazione di gas per rischio sismico indotto”

Navelli non si arrende al tradimento del governo sul Tap

 

Navelli (Aq).  “Siamo rimasti basiti e sconcertati da questa scelta del governo” così Paolo Federico sindaco di Navelli sulla retromarcia governativa che apre al gasdotto Trans adriatic pipeline.

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Orsa Pro Natura Peligna: la campagna ‘Io non rischio’ è una beffa

La campagna di informazione “Io non rischio” del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, promossa per la prevenzione del rischio sismico e del rischio idrogeologico, nei riguardi della popolazione della valle Peligna è una beffa, riferendo all’impianto che sta per essere costruito proprio a 2 passi dalla faglia del Morrone, tra le più pericolose d’Italia, e con il raccordo dei tubi che attraversa un’area storica per il  dissesto idrogeologico.  Continue reading “Orsa Pro Natura Peligna: la campagna ‘Io non rischio’ è una beffa”

Casini chiede un incontro a Costa per l’impianto Snam da costruire a Sulmona

“Ho inviato una lettera ai vertici del governo, ribadendo la netta contrarietà di un intero territorio montano, a forte rischio sismico, alla realizzazione del metanodotto e della centrale di compressione a Sulmona – interviene la sindaca Annamaria Casini sul progetto Snam, evidenziandone le criticità e le ragioni del no portate avanti ed espresse attraverso atti e documenti in una battaglia che, su diversi i fronti, si sta combattendo da molto tempo. Continue reading “Casini chiede un incontro a Costa per l’impianto Snam da costruire a Sulmona”

Esplode raffineria tedesca. D’Orsogna: La questione non è se scoppieranno, ma quando

La questione non è se scoppieranno, ma quando scoppieranno” così Mariarita D’Orsogna dichiara nel blog No all’Italia petrolizzata sull’esplosione della raffineria Bayernoil, stabilimento bavarese di Vohburg, una cittadina sul Danubio della civilissima ed avanzatissima Germania.

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Altro studio sismico per la centrale, ancora niente ordinanza per tutelare il tritone

Il tono rassicurante del sì romano al nuovo studio sismico, chiesto alla multinazionale per la centrale di spinta e il metanodotto Snam, non allontana la posa della prima pietra, né il rischio simico, ma solo eventuali reazione pacifiche contro la realizzazione del mostro. Continue reading “Altro studio sismico per la centrale, ancora niente ordinanza per tutelare il tritone”

Snam comincia ad esportare metano: ad acquistarlo per primo è la Svizzera

La notizia è che Snam rete gas da circa 60 giorni esporta metano e nemmeno ad un Paese membro dell’Unione europea. Questo a conferma che la società punta alla hub del gas (da anni lo segnaliamo anche sul blog Report-age.com) realizzando, fra Trans adriatic pipeline -Tap- e altri, anche il progetto Rete adriatica e riducendo l’Italia a corridoio di passaggio delle nuove condotte, dalla Puglia sino all’Emilia Romagna. A rivelare la fatidica data dell’avvio della prima esportazione di gas naturale targata Snam, in un accurato report pubblicato nel suo blog, è la ricercatrice italo-americana Maria Rita D’Orsogna.

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Le authority del Mediterraneo: progetto Snam ingiustificato, domanda in netto calo

Secondo il rapporto della Mediterranean energy regulators (MedReg), vertice delle authority per l’energia dei Paesi dell’area mediterranea, le nuove infrastrutture in cantiere per il trasporto del gas naturale non sono giustificate dalla domanda di metano che è in costante diminuzione nell’ultimo decennio.

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Necrostoria del Tubo. Metanodotti esplosi per frane, smottamenti, problemi agli impianti e cedimenti

L’anno nero dei metanodotti è stato sicuramente il 2004 con 8 esplosioni, una nel 2014, 3 nel 2015 sino ad arrivare all’incidente recentissimo di metà dicembre in Austria nella hub del gas naturale di Baumgarten, purtroppo una vittima e decine di feriti è l’amaro bilancio dell’esplosione. Sulle cause spesso è difficile fare chiarezza e così siamo ancora appesi al filo per sapere come mai sia esploso, nel 2015 a Mutignano di Pineto (Te), un metanodotto che è quasi la metà del diametro dei tubi che si vogliono interrare in valle Peligna. Nonostante questo, chi ambisce a creare uno snodo europeo del trasporto del metano continua a rassicurare sulle sue strutture che sarebbero sicure. Ieri su Tg3 Abruzzo, edizione delle ore 14, un altro portavoce della multinazionale del gas naturale ha fatto capire, con tono sereno e a modo, che i suoi metanodotti non sono mai esplosi a causa del sisma. I metanodotto in Italia esplodono per molto meno a leggere l’elenco degli incidenti dei gasdotti di questi ultimi anni ricostruito da Report-age.com.

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Il pozzo d’estrazione combatte l’effetto serra per Gas Plus, D’Orsogna smantella la tesi

La ricercatrice Italo americana, Maria Rita D’Orsogna, non la manda a dire  sul pozzo  Santa Maria Nuova di Ancona che, a detta della Gas plus,  rende l’Italia meno dipendente dalla Russia e combatte persino l’effetto serra. Così, nel suo blog, il docente della California State university at Northridge dichiara: “Gas Plus, questa nazione dovrebbe mirare al 100% di sole e di vento, e non di trivelle per l’indipendenza energetica”. Il pozzo è stato autorizzato dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e da Dario Franceschini ed è in produzione dal 5 aprile. La giustificazione propinata al vasto pubblico per procedere all’autorizzare è la stessa riservata ad opere impattanti, ma strategiche (sic !), che nelle relazioni dei tecnici delle multinazionali si trasformano, per incanto, in toccasana per l’ambiente e i territori in cui vengono piantati. Così è per Tap (Trans adriatic pipeline) perché nel fare spazio al gasdotto si scoprì che gli ulivi erano malati e vennero abbattuti, ma a giochi fatti è stato confermato che la Xilella non ha mai colpito quegli alberi eliminati. É così anche per altre opere impattanti come il progetto Rete adriatica, ad esempio, ridotto a spezzatino per semplificare l’autorizzazione, ossia, per realizzare un metanodotto di circa 700 km di condotte che ci renderebbe liberi dal gas russo e ci assoggetta però a quello della inquietante repubblica dell’Azerbaijan e poi, a detta della Snam, i tubi consoliderebbero i terreni. Peccato che non sostituiscano alcun vecchio tubo della rete gas esistente e vengano interrati proprio in aree di faglia e a massimo rischio sismico. D’Orsogna,  ricercatore, fisico e docente universitario, mette a nudo l’ennesima vergogna di un governo che comunque, non solo agli sgoccioli della sua attività esecutiva, sa dare il peggio di sé.

“Siamo in provincia di Ancona, in località Santa Maria nuova, 81 km² fra Ancona e Macerata. Qui i nostri amici della Gas Plus, a cui piace trivellare e stoccare gas in giro per l’Italia, hanno deciso che vogliono estrarre gas – è a premessa della ricercatrice abruzzese – Leggo il loro documento di valutazione ambientale. Come sempre, le cose che dicono, che siano Gas plus, che siano Eni, fanno un po’ sorridere e tanto piangere. Le loro motivazioni possono essere riassunte così: un pozzo di gas fra i campi è cosa buona e giusta. Nel caso specifico la Gas plus ci fa sapere che il loro progetto contribuirebbe alla valorizzazione delle risorse energetiche nazionali, incrementerebbe la competitività del settore adottando le migliori tecnologie disponibili, nel rispetto dell’ambiente e concorrerebbe alla riduzione della dipendenza dell’Italia dagli approvvigionamenti provenienti dall’estero – riflette D’Orsogna – Ammazza quante cose fa questo pozzo! Valorizza le risorse nazionali, aumenta la competitività del settore, ci rende meno dipendenti dall’estero e rispetta pure l’ambiente. Praticamente il pozzo del mago Silvan, ma un pannello solare sulle case di tutti no? Addirittura, il progetto è in accordo con i provvedimenti di tipo ambientale mirati alla riduzione dell’emissione di gas serra in atmosfera.  Da questo punto in poi la conoscenza della ricercatrice è un fiume in piena che smantella e fa a pezzi tutte le affermazioni stravaganti della società autorizzata dal vecchio governo del Pd a trivellare nelle Marche. Approfondisci qui sul Blog di Maria Rita D’Orsogna 

mariatrozzi77@gmail.com