Tag: fossili

Gasdotto Sulmona-Foligno, nulla di fatto, altri 2 incontri istruttori per arrivare all’autorizzazione

Roma. Prima di convocare un’altra riunione i dirigenti del Mise, ministero dello sviluppo economico, contatteranno l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) per approfondire la questione del rischio sismico. I tubi del Rete adriatica attraverseranno i crateri dove si sono manifestati i più recenti e devastanti terremoti italiani. Per parte della struttura, strategica dicono ai vertici, si è appena conclusa la prima istruttoria del tracciato Sulmona-Foligno, indetta da Annalisa Cipollone, capo dipartimento della presidenza del consiglio dei ministri. Il Movimento 5 stelle, Wwf e Legambiente hanno chiesto di rinviare l’incontro, ma il confronto oggi si è svolto. Dal dipartimento hanno ammesso che occorrono altre 2 riunioni per perfezionare l’istruttoria, prima di rinviare la decisione ai vertici per un’altra autorizzazione che interessa sempre il metanodotto Rete adriatica, quasi 700 km di condotta per spingere, per mezzo della centrale di compressione autorizzata a marzo e da costruire a Sulmona (Aq), il gas naturale a Nord passando per aree a massimo rischio sismico. Parliamo del metano, fonte fossile, che la Snam venderà all’Europa con enormi profitti soprattutto con enormi sacrifici, anche in termini di sicurezza, per le popolazioni assoggettate all’opera della multinazionale. Nulla di fatto dunque, il copioso fronte del no abruzzese ha ribadito la contrarietà al progetto Snam.

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Ok all’Air Gun in Adriatico prima di stendere il tappeto rosso alle trivelle

Dalle coste Romagnole alla Puglia si spalancano i cancelli del mare per la ricerca di fonti fossili, in acqua, con la pratica dell’air gun, considerata dannosa soprattutto per i cetacei perché disorienterebbe questi grandi mammiferi che vivono in acqua. I sospetti però restano tali e siamo di nuovo ad un passo dal tappeto rosso che si srotolerà per altre trivelle in mare.  Continua a leggere “Ok all’Air Gun in Adriatico prima di stendere il tappeto rosso alle trivelle”

Divieto nelle 12 miglia? Un pozzo petrolifero in sospeso a poche bracciate dalla riva

Francavilla al Mare (Ch). A poche bracciate dalla riva di Francavilla un pozzo petrolifero resta in sospeso. Il ministero dell’Ambiente non ha ancora chiuso la procedura del progetto Elsa2. Stessa cosa fece con la piattaforma Ombrina mare 2 la cui fine era già segnata dal decreto Prestigiacomo, il progetto è stato trascinato sino ai giorni nostri mobilitando il mondo ambientalista per scongiurarne l’autorizzazione resa possibile con il decreto Sblocca Italia. A lanciare l’allarme sul pozzo Elsa è la Stazione ornitologica abruzzese (Soa) che diffida il ministero dell’ambiente a chiudere la procedura di Valutazione di impatto ambientale, con il diniego, per il progetto che sopravvive nonostante il divieto di ricerca nelle 12 miglia marine scattato 10 mesi fa con la legge di stabilità (2016).

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Riparte la corsa all’oro nero, Eni alla conquista dell’Adriatico

Il Cane a sei zampe è pronto a colpire in mare Adriatico dove ha ottenuto dal piccolo Montenegro, appena 670 mila abitanti, delle concessioni per un’area di circa 1.200 km² sulle coste italiane di Monopoli e Brindisi.

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Ombrina: sparito il ferrovecchio dal mare Adriatico

Ortona (Ch). Sono conclusi i lavori di smantellamento della piatraforma petrolifera Ombrina mare 2 Dir a pochi chilometri dalla costa Adriatica, in Abruzzo.

Aggiornamento

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Voto del 17 aprile: tutto sul Referendum Anti Trivelle

Il prossimo 17 aprile, dalle ore 7 alle 23, si voterà per un referendum popolare di tipo abrogativo. Lo strumento referendario è tra i massimi strumenti di democrazia previsti dalla Costituzione italiana per richiedere la cancellazione di tutta o parte di una legge dello Stato. Affinché il referendum sia valido occorre che vada a votare almeno il 50% più 1 degli aventi diritto al voto. Affinché la proposta di abrogazione venga approvata occorre che la maggioranza voti Sì.

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Altro deposito di pet coke Nervegna ad Ortona, ambientalisti preoccupati

Ortona (Ch). La Nervegna srl progetta, ora, di ampliare lo stoccaggio di coke di petrolio da 18 mila m³ autorizzati 4 anni fa a 28 mila m³, realizzando un altro capannone, il terzo, nel suo deposito di cereali, farine di soia, coke di petrolio, carbone, materiali inerti, sale e argille dell’area industriale di Ortona. L’accostamento carbone di petrolio, carbone, argille e cereali inquieta non solo i fanatici delle diete e se si parla di conservazione di prodotti così diversi allora preoccupa. La società di autotrasporti avrebbe già a disposizione 2 magazzini in contrada Tamarete, autorizzati per lo stoccaggio delle merci movimentate nel porto di Ortona. 

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Ricorso al Tar per le trivellazioni ‘illimitate’ autorizzate a delta del Po

Roma. Gli ambientalisti ricorrono al Tribunale amministrativo regionale per l’estensione del perimetro delle attività di ricerca idrocarburi concessa alla società australiana Po valley, a delta del fiume Po, con una forzatura che polverizza il limite delle 12 miglia dalla costa per perforazioni e ricerche di energia fossile, divieto disposto nel 2010 con il decreto Prestigiacomo.  Continua a leggere “Ricorso al Tar per le trivellazioni ‘illimitate’ autorizzate a delta del Po”

Ombrina nell’Onda ambientalista abruzzese: i ministri Galletti e Franceschini non firmino

L’inchiesta de Il Fatto Quotidiano e 2 interrogazioni, una alla Camera dei deputati e una al Parlamento europeo, sollevano dubbi su alcuni componenti della Commissione chiamata a valutare i progetti di opere ad impatto ambientale da realizzare in Italia. Piani che espongono molte di quelle megastrutture, discutibili per gli ambientalisti, come zizzania da spargere in tutta la penisola cooptata nella Strategia energetica nazionale . Continua a leggere “Ombrina nell’Onda ambientalista abruzzese: i ministri Galletti e Franceschini non firmino”