Uccisione Orso: grave danno ai Pettoranesi e al Comune che continua a tacere

I volontari delle associazioni che montano i recinti elettrificati per i pollai Report-age.com 2018
Volontari che installano i recinti elettrificati

Pettorano sul Gizio (Aq). Le associazioni Salviamo l’Orso (Slo), Dalla parte dell’Orso e la Società italiana per la storia della fauna Giuseppe Altobelli, intervengono sulla sentenza di assoluzione, perché il fatto non costituisce reato, di Antonio Centofanti, operaio Anas 61enne anni che armato di fucile, nella notte tra l’11 e il 12 settembre 2014, colpì l’orso dinanzi al suo pollaio perché scivolando, è la ricostruzione fatta dal’uomo accettata dal giudice, partirono i colpi che attinsero il plantigrado .

Le dichiarazioni di Centofanti, rilasciate al quotidiano Il Centro, impongono un chiarimento per le associazioni a tutela dell’Orso bruno marsicano, ancor prima che siano rese note le motivazioni della sentenza del giudice del tribunale di Sulmona (Aq) Marco Billi, per impedire che fantasiose ricostruzioni dell’episodio possano ingannare l’opinione pubblica già confusa ed interdetta dall’epilogo del processo a colui che, per sua stessa ammissione, uccise un esemplare di orso marsicano a Pettorano, scrivono. “Si fa veramente fatica a non considerare la versione di Centofanti addirittura ridicola. Chi cade con un fucile senza sicura e con il colpo in canna in genere spara al cielo e la cosa sorprende ancor più quando accade a un provetto cacciatore proprietario di molti fucili come l’indagine della Forestale mise in luce. Un cacciatore, peraltro, sa anche che di notte ed in periodo di caccia chiusa non si esce di casa con un fucile senza sicura inserita – aggiunge il gruppo – E cosa dire del tempo trascorso dal momento dello sparo che ferì mortalmente l’orso fino all’ammissione del cacciatore di essere l’autore dell’uccisione?” trascorsero infatti 7 giorni prima che l’uomo ammettesse di aver sparato all’animale. “Perché non avvisò subito chi di dovere dell’episodio?” Sono molte le domande delle associazioni, ma c’è un giudizio della Magistratura cui riferirsi e motivazioni che vanno lette per capirne la ratio. “Certamente la versione sposata dalla Magistratura ci consegna una situazione assurda di un giovane orso in cerca di cibo che mentre si allontana da un pollaio viene centrato da una fucilata – continuano i gruppo che impegnato a salvaguardare la specie – Stiamo parlando di un bene prezioso dello Stato, 1 degli ultimi 50 esemplari di una specie in estinzione per cui sono stati stilati protocolli di protezione europei e nazionali. Più del giudizio colpisce la richiesta di assoluzione del pubblico ministero perché mai rinviare a giudizio il Centofanti, dopo ben 3 anni di indagini, se si è deciso di credere alla sua versione? É come se lo Stato avesse abdicato e rinunciato a cercare la verità, a cercar giustizia per quel giovane orso, l’equivalente di un pezzo di Colosseo del nostro patrimonio naturalistico. La sensazione amara che ci lascia questa sentenza è che da oggi in poi ci sarà molta più gente che penserà di farla franca mentre appare più fragile la salvaguardia dei nostri orsi. Nessuno invocava la galera per Centofanti, sarebbe bastata la sua condanna ad una lievissima sanzione  pecuniaria ed una chiara riconferma del principio che non si spara ad un orso se non rappresenta alcun pericolo per la vita umana. Analogamente, appare incomprensibile e grave il comportamento del Comune di Pettorano, ente gestore di una Riserva nata in primis per la presenza  dell’orso, per la quale ogni anno la Regione eroga consistenti finanziamenti che, dopo aver rinunciato a costituirsi parte civile contro il proprio cittadino, continua a tacere anche dopo la sentenza. È bene ricordare che l’uccisione dell’orso ha inflitto un grave danno d’immagine al Comune ed ai pettoranesi,  sbattuti sui  giornali di tutta Italia come coloro che hanno tolto la vita ad un animale rarissimo colpevole di aver predato qualche gallina. Galline che peraltro noi associazioni, la Regione e la Riserva hanno sempre rimborsato. Pensavamo anche che il denaro ed il lavoro che le associazioni hanno speso in 4 anni di interventi di messa in sicurezza gratuita di pollai ed orti meritassero un diverso comportamento da parte dell’amministrazione di Pettorano, ma così evidentemente non è stato. La salvaguardia degli ultimi orsi d’Abruzzo, la stessa conservazione della specie per le future generazioni  richiedono comportamenti di grande consapevolezza della  posta in gioco da parte di sindaci  ed amministrazioni comunali e la strada dell’educazione dei cittadini alle regole della convivenza è l’unica percorribile da un paese civile.

mariatrozzi77@gmai.com

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Necrologio dell’Orso a cura di Maria Trozzi

Uccisione orso: assolto Centofanti

Orso ucciso a Pettorano si decide oggi

Uccisione orso: assolto Centofanti, il fatto non costituisce reato

Sulmona (Aq). Il giudice Marco Billi ha assolto Antonio Centofanti, dipendente Anas 61 enne, dall’accusa di uccisione di animali (art. 544 cp). Assoluzione chiesta dal pubblico ministero, Tiziana Pinterpe.

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Ranieri (M5S): ‘Pepe la spara grossa sui cinghiali.. vendere soluzioni non risolve il problema’

Problemi per l’agricoltura a causa della fauna selvatica? La non  risposta dell’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe è: “Mangiamola!” per risolvere il problema che attanaglia gli agricoltori abruzzesi, ovverosia,  i danni da fauna selvatica.

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Lupa e Pastore abruzzese in coppia stamane avvistati in valle Peligna

Sulmona (Aq). Dio li fa e poi li accoppia, dice il detto, ma il video di oggi è davvero sorprendente. Un lupo in compagnia di un cane è già qualcosa di singolare,  soprattutto avvistarli insieme di mattina poi, ma che il partner possa essere proprio un pastore abruzzese, la razza che protegge le greggi dagli attacchi del branco, è a dir poco eccezionale. La coppia è stata beccata sul ciglio di una strada, riparata dal guard rail appena sorpresi sono riusciti a fuggire lungo una strada sterrata. Read more

Lupi ad Introdacqua, vicini al centro abitato non proprio a tarda ora

Introdacqua (Aq). Immagini sgranate e non proprio definite, ma chiare quanto basta per capire che quelli sono lupi appenninici. Adulti di certo, grandi e in buono stato di salute,  però dall’aspetto remissivo come se seguissero qualcun altro. Forse erano a caccia, ma di fretta quasi per non essere scoperti. Poi ci spiegano che davanti ai 2 c’è un altro lupo forse il maschio alfa, il capo branco che non è stato possibile includere nel quadretto. Read more

Piano Lupo: Assenso condizionato agli abbattimenti in deroga nella conferenza Stato-Regioni

Fra le proposte più assurde della conferenza Stato Regioni quella del Veneto e, in parte, delle provincie autonome di Trento e Bolzano sono davvero da rendere note. Questi enti territoriali hanno subordinato il loro assenso, al Piano lupo, al differimento biennale delle attività e all’immediata operatività della norma sugli abbattimenti in deroga, senza alcun tipo di analisi e censimento per la popolazione. Questa la sconvolgente proposta del Nord Est nella seduta pomeridiana sulla conservazione e gestione del Lupo in Italia.

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Bracconieri ancora in azione, dalla riserva di Rosello sino alle oasi Wwf

Provincia di Pescara. Non solo cacciatori di frodo incappucciati, come rapinatori, nel timore di essere riconosciuti dai video registrati grazie alla telecamera di sorveglianza, nella riserva di Rosello (Aq), ma ora anche Bracconieri in notturna, in visita nelle 2 oasi Wwf a Penne e Alanno, in provincia di Pescara. E intanto cadono nel vuoto le decine di segnalazioni sulla presenza di persone armate all’interno delle aree protette in luoghi e orari davvero insoliti

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Parco Maiella senza Regolamento rimedia e Batte Cassa con le ‘Sanzioni Graduate’

Non c’è un Regolamento, il Piano Parco poi risale al 2009, ma un sistema sanzionatorio il Parco nazionale della Maiella (Pnm) non se lo nega proprio, dunque consiglio direttivo alle prese con una delibera (numero 20/2017), davvero strana, approvata all’unanimità dei presenti a fine ottobre. Il paradosso è evidente. Se si ammazzasse un orso, nell’area protetta, non ci sarebbe alcuna sanzione da comminare al responsabile perché l’azione è penale, ma se si raccogliesse un fiore allora sì, il responsabile paga perché scatta la singolare sanzione decisa dall’ente che sembra proprio battere cassa. 

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Sicurezza. Animali a passeggio in Autostrada: la società fa orecchie da mercante alla richiesta di recinzioni più forti

Superabili da un bambino che muove i primi passi le reti che delimitano, non sempre, l’autostrada e la società che la gestisce, Strada dei Parchi, conferma l’indisponibilità a dotare alcuni tratti di recinzioni più alte ed efficienti, come chiesto da Salviamo l’Orso e Regione Abruzzo per rendere più difficile l’accesso in autostrada di  animali domestici e selvatici così per salvaguardare la sicurezza degli automobilisti. 

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Sulmona, punto di Ristoro per il lupo 

Sulmona (Aq). Dalla corporatura può essere un lupo, ma anche altro. L’immagine è stata realizzata la scorsa sera nell’area industriale di sulmona, a pochi metri dal call center. Se davvero si tratta di un lupo, non sarebbe la prima volta per la città all’ingresso dei parchi che la scorsa Primavera ha ospitato una lupa che aveva appena partorito proprio all’ingresso della strada a 4 corsie.

Abruzzo 1 milione di m² di superficie incenerita. Chiesta una Tregua, WWF ‘Stop caccia per recupero’

In 7 giorni in Abruzzo sono andati in fumo 10 milioni di m² di superficie per questo il WWF chiede l’esclusione di un’apertura anticipata della caccia a qualsiasi specie, il divieto di attività venatoria a settembre per consentire agli habitat e alla fauna di recuperare condizioni fisiologiche soddisfacenti e, ad ottobre, una verifica per valutare la situazione non trascurando il contrasto al bracconaggio. 

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