Tag: farindola

Tragedia Rigopiano, altri 25 indagati

Sono 25 indagati, 24 persone e una società per la chiusura delle indagini sulla tragedia dell’albergo a Rigopiano di Farindola (Pe) sommerso da una slavina nell’Inverno 2017, morirono 29 persone tra ospiti e impiegati del resort. Sono 7 i reati ipotizzati disastro colposo, lesioni plurime colpose, omicidio plurimo colposo, falso ideologico, abuso edilizio, omissione e abuso d’atti d’ufficio. A questi si aggiungono alcuni reati ambientali. Ad eseguure le notifiche sono i carabinieri forestali del comando provinciale di Pescara, guidati dal tenente colonnello Anna Maria Angelozzi. Continua a leggere “Tragedia Rigopiano, altri 25 indagati”

Tragedia Rigopiano: avvisi di garanzia a 23 persone, ad ex prefetto e al Presidente provincia di Pescara

Pescara. Il resort non doveva essere costruito lì a Rigopiano. Se la Regione Abruzzo avesse realizzato la Carta valanghe come previsto e se il Comune di Farindola avesse acquisito questa carta nei suoi Piani regolatori, non avrebbe potuto dare i permessi edilizi necessari. 

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Turismo senza regole così il Gran Sasso va in fumo

“Colpito dal fuoco alimentato da distratti e irresponsabili” Mountain Wilderness interviene così sull’incendio nel Gran Sasso e candida il monte più alto degli Appennini, unitamente alle altre alture abruzzesi, a patrimonio dell’Unesco. Una montagna che “É stata ed è trascurata dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione per l’assenza di progetti strategici lungimiranti per una concreta tutela, per la valorizzazione scientifica e culturale della biodiversità e per il riscatto economico delle popolazioni locali” scrive in una nota l’associazione ambientalista.

Aggiornamento 1 e 2

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Sorgente di Farindola inquinata, l’Arta smaschera il giallo infondato sulle macerie di Rigopiano

Farindola (Pe). La contaminazione dell’acqua di Farindola è emersa, sempre prima della clorazione, anche in controlli precedenti al crollo dell’albergo di Rigopiano, osserva il direttore dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, Francesco Chiavaroli. 

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Mare-Monti. Ottimizzare il collegamento Penne-Loreto Aprutino, variante solo nei punti critici

Pescara. La Regione punta alla sicurezza stradale sulla statale 81 Piceno-Aprutina che tiene insieme 60 mila abitanti, il presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, ha riaperto il dossier sulla realizzazione della statale 81, nel tratto compreso tra Penne e Loreto, ottimizzando il trattato esistente.

Copertina Google Map

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Valanga non tanto prevedibile, figlia del dissesto climatico: parola di farindolese

Cascata Gran Sasso Foto Trozzi report-age.com 2014
Cascata Gran Sasso Foto Trozzi 

Dagli anni ’70, Mario Viola Marano, responsabile Mountain Wilderness per l’Abruzzo, conduce battaglie per l’ambiente a Farindola (Pe) e Martinsicuro (Te) dove risiede e ha per molto tempo insegnato. Sin dagli inizi degli anni Settanta, con pochi altri, lanciò importanti iniziative per la nascita del Parco nazionale del Gran Sasso e veniva preso per pazzo. La sua lettere è un invito alla prudenza rivolto soprattutto a chi dà facili giudizi sulle ipotetiche speculazioni edilizie dei farindolesi che hanno combattutto battaglie epiche, purtuttavia perse, contro la captazione dalla meravigliosa cascata delle Vitella d’Oro, uno dei gioielli paesaggistici dell’Abruzzo. Oltre 20 anni fa, l’amministrazione comunale di Farindola convocò un consiglio comunale all’aperto, sopra il greto prosciugato – per colpa delle captazioni – del fiume Tavo, in una estate arida e assolata. In quella occasione indagarono e approfondirono la questione dei danni ambientali del prosciugamento del fiume. In questi anni sono stati organizzati a Farindola molti altri incontri, l’ultimo un anno fa, per rinnovare l’impegno cittadino a riavere la cascata. All’epoca in cui la regione dava finanziamenti a pioggia e anche a fondo perduto per la costruzione di alberghi in montagna, a differenza di Rivisondoli, Roccaraso, Rocca di Mezzo e molti altri comuni montani, gli abitanti di Farindola preferirono rimanere poveri per non distruggere le bellezze naturali dell’area. La lettera che riportiamo integralmente è un tassello fondamentale per capire che la valanga non era poi tanto prevedibile.

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Valanghe a Campo Imperatore: distrutti 150 metri di bosco

L’Aquila.  La situazione è catastrofica a Campo Imperatore, sono almeno 3 le valanghe causate dalle forti scosse di ieri, imprevedibili rispetto alle tradizionali, e i cedimenti hanno distrutto ben 150 metri di bosco.

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Hotel Rigopiano: corpi estratti dalle macerie, 35 persone presenti, ma 29 registrate

Farindola (Pe) Aggiornamento del 22.1.2017 delle ore 18.30. Ultime ore di speranza e si scava, c’è la possibilità di trovare delle persone ancora in vita, dicono i soccorritori: “Comunque sia non ci fermiamo e non ci fermeremo”. Il nemico numero 1 è il tempo nel quarto giorno di ricerche e si starebbe provando a portare delle ruspe su all’albergo travolto dalla slavina, a Rigopiano, per accelerare i recuperi. Si scava non solo dall’alto, ma ricavando delle trincee attorno a quel che resta della struttura ricettiva per cercare delle vie d’accesso ed entrare da più punti,  formando dei cunicoli. Sono 9 le persone estratte, 7 morti e 22 dispersi. Edoardo, 8 anni, Ludovica Gianfilippo e Samuel, sono i bambini estratti vivi dalle macerie dell’hotel sommerso, ricoverati in pediatria che domani saranno dimessi. Qualche problema per Giampaolo Martone operato ad un braccio perché  rimasto schiacciato da un trave. Valentina, la sua compagna, è  ancora dispersa. “Stefano doveva essere recuperato, dicevano che era vivo” così la sua ragazza Francesca estratta dal cumulo. La coppia era mano nella mano nella sala dei camini, intrappolati poi sotto le macerie e la neve. Vincenzo e Giorgia sopravvissuti: “Abbiamo mangiato ghiaccio, al freddo, abbiamo urlato. I soccorritori sono stati sempre, sempre con noi. Avevamo i telefonini senza servizio perché siamo sprofondati sotto terra” dice lei. Martina Rossi, la più piccola dei camerieri dell’albergo è scesa la sera prima della tragedia per fine turno: “Lunedì  già  c’erano 2 metri di neve” dichiara. Un radar antivalanghe per i soccorsi, piazzato e tarato la notte scorsa, è in grado di lanciare un allarme rapido, anticipando di 30 secondi la eventuale caduta di altre valanghe, il dispositivo è dotato anche di segnale acustico. Il rischio valanghe è a livello 4, il massimo è 5. Sono caduti sul resort 120 mila tonnellate di neve.

L’Albergo. Nel 1950 quello era un rifugio alpino costruito sulla breccia di una vecchia valanga. Nel ’68 l’attuale  proprietario lo acquistò ampliandone i locali. Siamo in area protetta nel Parco del Gran Sasso.

Spunta una sua mail, dall’albergo inviata alla Provincia, scritta 11 ore prima del disastro: “Camere occupate, 2 metri di neve, i clienti sono molto preoccupati dalle scosse.. intervenite subito “. Manca all’appello un 22enne senegalese, Faye Dame, regolarmente assunto in albergo, ha due figli. L’uomo è arrivato in Italia, a Torino nel 2009, già dal 2015 lavorava come assistente nelle cucine del resort. Salvi Nuvola e Lupo, Pastori abruzzesi mascotte dell’albergo, ma il loro padrone, il proprietario dell’hotel così i loro cuccioli sono intrappolati (poi recuperati). “Lo sciame sismico va spedito, marcia come mai ci saremmo aspettato” riferiscono dalla Commissione grandi rischi, si parla di possibili nuove scosse anche più intense di quelle precedenti, è panico.  I problemi sono per una delle 3 dighe di Campotosto, nel teramano, quella di Rio Fucino che è costruita su una faglia che si sarebbe parzialmente attivata. A tarda sera poi il presidente della Cgr, Sergio Bertolucci, fa marcia indietro : “Nessun rischio le tre dighe sono monitorate dalla protezione civile”. Aggiornamento 23.01.2017

La senatrice Stefania Pezzopane (Pd) annuncia un’interrogazione parlamentare: “Il comunicato della Commissione ha gettato la gente nel panico e molti amministratori nel più completo abbandono”.

Aggiornamento del 21.1.2017 ore 13.34: Sono 5 vittime, 2 corpi hanno un nome, 23 dispersi, 9 persone estratte vive, 11 sopravvissuti. Si sentono delle voci. Sono 4 feriti trasportati stamane a Pescara. Omicidio colposo e disastro colposo sono le accuse mosse dalla procura di Pescara che ha aperto un’inchiesta, gli inquirenti stanno raggiungendo l’area dell’albergo. 

Aggiornamento ore 20 del 20.1.2017. Più di un centinaio i soccorritori impegnati per estrarre altre 5 persone sommerse da neve e macerie. Altre 5 sono state recuperate, 4 bambini sono salvi tra loro i 2 figli di Parete, l’uomo che ha lanciato l’allarme. Si sentono altre voci oltre a quelle delle persone individuate. Si scava e si cerca incessantemente.

Aggiornamento ore 11.30 del 29.1.2017 Sono 8 le persone incastrate tra le macerie dell’albergo, riparate sotto un solaio della cucina  travolto dalla slavina, tra loro 2 bambini già estratti e una donna trasportata con l’elisoccorso all’ospedale di Pescara, sono vivi inper il momento, esclusi i due uomini recuperati ieri dinanzi al parcheggio. Tre le vittime estratte,  secondo i dati della prefettura.


 

Immagine dall'elicottero dei Vigili del fuoco
Immagine dall’elicottero dei Vigili del fuoco

19.1.2017 La colonna mobile è ripartita alle ore 6 e dopo 9 ore di difficoltà, lungo un tragitto tortuoso sfidando sferzate di vento gelido, neve alta più di 2 metri e alberi caduti su ciò che rimane della strada. Nonostante le grandissime difficoltà e persino l’arresto della colonna per mancanza di carburante del mezzo apripista, i soccorritori sono arrivati all’hotel Rigopiano. In avanscoperta, questa notte verso le ore 4.30 una squadra del soccorso alpino della Guardia di Finanza di Roccaraso (Aq), sono 10 uomini con gli sci per l’alpinismo, si è avventurata e ha raggiunto la struttura completamente sommersa dalla coltre bianca. Due clienti, Giampiero Parete 38 anni e Fabio Salzetta, sono stati recuperati alle ore 6, illesi, perché quando la slavina ha travolto l’edificio si trovavano in auto nel parcheggio. É stato Parete, di professione cuoco, a lanciare l’allarme ‘Aiutami, qui l’albergo non c’è più” telefonando al suo datore di lavoro, Quintino Marcella, che ha fatto di tutto per inviare soccorsi, chiamando il 113 e passando poi a telefonare al centralino della prefettura, poi ancora ai vigili e ai carabinieri. La moglie di Parete (è salva) e i 2 figli, di 6 anni (sono salvi) sotto stati recuperati da sotto la neve e le macerie del resort. Lui fuori stava prendendo un medicinale per il mal di testa della moglie.

Sorgente immagine Ansa
Sorgente immagine Ansa

L’albergo è praticamente sommerso dalla neve, una valanga di circa 300 metri cubi, 120 mila tonnellate, con una forza pari a 4 mila tir lanciati a 100km/h sulla struttura (dati Meteomont Carabinieri). La struttura sarebbe stata spostata di oltre 10 metri dalla slavina, racconta il presidente della provincia, Antonio Di Marco. Il presidente è  sotto accusa perché dei 4 mezzi meccanici a disposizione dell’ente Provincia solo 1 sarebbe stato operativo. Le 4 scosse di terremoto, superiori a 5 di magnitudo, ieri hanno sollecitato il versante montano irrimediabilmente carico, dicono i soccorritori volontari. Isolati già dalla mattina quelli dell’albergo scrivono un post su Facebook: “Le linee telefoniche sono isolate” e si lascia un recapito di posta elettronica per i contatti e 2 ore prima si invia una lettera al prefetto per chiedere aiuto. Alle ore 14.33 l’ennesima scossa (5.1 M) agita turisti e personale, in albergo sono preoccupati e chiedono di essere evacuati. Pagano tutti il conto alle 15, ma non è disponibile un mezzo spazzaneve che salga su in alta quota per recuperarli, a 1200 metri sul livello del mare. Alle ore 15 l’ultimo contatto tra resort e Polizia: “È tutto ok” ma occorre tempo per arrivare lassù. Il mezzo non arriva, richiesto dalle ore 7 del mattino. Continua a nevicare e la terra trema. Così scosso da terremoto e bufera, dicono, un intero versante della montagna, stracarico di neve caduta incessantemente per 36 ore, sta per cedere sotto il peso e le sollecitazioni sismiche. Nemmeno l’ombra del mezzo richiesto e pian piano mezza montagna si stacca e, nel pomeriggio dopo le ore 17, va giù travolgendo il resort a 4 stelle costruito proprio nel bel mezzo del vallone, nel Parco nazionale Gran Sasso-monti della Laga. Da Farindola (Pe) chiedono aiuto e per ore resta impossibile sapere che succede. Perché  più  nessuno della struttura risponde? Nel parcheggio dell’albergo i mezzi congelati e nemmeno l’ombra della turbina spazzaneve che avrebbe dovuto aprire la strada. Parete avrebbe voluto andare via con la famiglia, ma il personale del resort lo convince e cambia idea. La slavina sommerge tutto. Il cuoco è fortunato, sta fuori la struttura e riesce a ripararsi e a contattare l’amico, suo datore di lavoro che risponde da Silvi, su Whatsapp . Il professore smuove mezzo mondo per ottenere un intervento, per far soccorrere le persone dell’albergo è andato giù. Non gli credono, dal centralino della polizia insistono che è andato giù solo uhn ricovero di animali, da quelle parti. I due resteranno in contatto sino a dopo le ore 23. Difficile avere l’aiuto, difficile anche dopo le ore 17, perché 2 ore prima dall’albergo è tutto ok, dicono dal centralino all’uomo che telefona nel tentativo che gli credano, nella speranza che partano per raggiungere la trentina di persone intrappolate al Rigopiano. Impiegheranno 2 ore, dalle 17.40, per le verifiche su quanto dichiara. Insomma, trascorrono 12 ore prima di raggiungere il posto, 18 per l’arrivo della colonna che deve percorrere 10 km da Farindola che raggiungerà  Rigopiano alle 13 circa. Una serie di gravi coincidenze, la bufera batte sul monte e rende impossibile il decollo del mezzo dell’elisoccorso. Sciame sismico intenso e neve a piombo per 36 ore, un pezzo di montagna si stacca, la turbina che sta innanzi la colonna dei soccorsi notturni ad un certo punto si blocca: troppi alberi caduti di mezzo, tagliano la strada, per quel che resta. Cigni neri, in gergo, questi eventi in sequenza, tutti insieme statisticamente improbabili, così in 10 si fanno avanti e proseguono con gli sci d’alpinismo per l’albergo. Riescono nell’impresa. Quando arrivano non sanno distinguere, a capire dov’è la struttura, le coordinate sono quelle, è bufera, c’è solo neve: 3 metri. Poi all’alba si svelano macchie di macerie, al crepuscolo sono chiazze scure tra l’azzurrino della neve e spuntano le parti più alte dell’edificio travolto dalla furia della montagna e dalla follia di chi non ha considerato una struttura ricettiva da realizzare proprio lì nel mezzo, dove un secolo prima la montagna ha franato, eventi ripetibili, prima era un isolato ricovero sul Gran Sasso. A prima vista sembra un tetto: lì dentro ci sarebbero 29 persone, 22 turisti e 7 dipendenti del resort, tra loro anche 2 bambini (4), ma è  tutto silenzio quando i soccorritori li chiamano. Il rumore del generatore e il vento di bufera, si vedono luci all’interno. Ospiti: “Sono 29 registrati in Questura” spiega il sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, dal Centro di raccolta allestito nel palazzetto dello sport di Penne dove è giunto il capo del Dipartimento della Protezione civile. Fabrizio Curcio ha lasciato la direzione di comando e controllo della protezione civile (Dicomac) di Rieti per recarsi in elicottero al centro operativo comunale di Penne e presiedere un vertice operativo sull’emergenza in corso. Altre 6 persone potrebbero essere scese a valle prima della slavina anche perché in precedenza si indicavano 35 dispersi “Però è verosimile che ci fossero degli ospiti e dunque il numero dovrebbe essere questo” spiega Mazzocca. Si tenta il tutto per tutto per individuare ed estrarre dalle macerie le persone sepolte, non è troppo tardi, ma qualcosa è andato storto, è grave, è proprio da rivedere. Un uomo è stato estratto senza vita alle ore 9.30, alle 13.30 sono stati estratti altri 2 corpi. Le unità cinofile dei vigili del fuoco sono sul posto, ma al momento non avvertono nulla, più tardi individueranno 4 punti in cui scavare.

“L’albergo è stato spazzato via, non esiste più” riferiscono dai vigili del fuoco. I soccorritori, 10 finanzieri del soccorso alpino con gli sci d’alpinismo questa notte son riusciti a raggiungere l’albergo, dicono di aver visto delle luci dall’edificio, hanno chiamato ad alta voce, ma nessuno ha risposto. Solo al mattino  i mezzi di soccorso, comprese le ambulanze, hanno raggiunto il luogo, sono stati bloccati nella notte da una bufera e dagli alberi caduti sulla strada coperta di neve, liberata con l’ausilio di una turbina apripista. La valanga è stata particolarmente violenta, spiegano dal centro operativo di Penne,  perché è andata giù da un tratto boschivo e ha investito auto, bestiame e parte dell’albergo. Secondo quanto appreso dal Soccorso alpino, alcune persone presenti nell’albergo sono scese a valle per dare l’allarme contattando la polizia provinciale e parlando dei dispersi che ieri notte, riferivano, erano 3.

I dispersi: leggi qui

I parlamentari di Sel a difesa del Punto nascita di Penne

http://www.ospedaleniguarda.it/
Foto Ospedaleniguarda

Pescara. Sel interviene a difesa del Punto nascita di Penne (Pe) e con una interrogazione a risposta scritta dei deputati Celeste Costantino, Marisa Nicchi, Toni Matarrelli e Gianni Melilla sollecitano la ministra per la Salute, Beatrice Lorenzin, per sapere se sia a conoscenza della situazione dei reparti e se non ritenga opportuno concertare con il Commissario incaricato del piano di rientro della Regione Abruzzo dei criteri oggettivi per individuare i comuni corrispondenti ai territori ritenuti più disagiati, con una viabilità non adeguata e con caratteristiche orogeografiche particolari con difficoltà d’accesso per le partorienti. Continua a leggere “I parlamentari di Sel a difesa del Punto nascita di Penne”