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Morrone, ma quale rimboschimento! La 353/2000 lo vieta per 5 anni dall’incendio

Punto del primo focolaio sopralluogo con camionetta Vdf ore 18.34 25 agosto 2017 Foto Maria Trozzi Report-age.com 2017
Punto primi focolai, sopralluogo camionetta Vdf ore 18.34 del 25.8.17 Foto Trozzi

Invece di suggerire e sollecitare il sindaco di Sulmona, Annamaria Casini, a dichiarare lo Stato di calamità per il suo territorio e a preparare un primo elenco delle particelle di terreno arrostite, da inserire poi nella lista indicata dalla Legge 353/2o00 per rendere operativi i vincoli volti ad evitare operazioni speculative sull’area bruciata e contro chi progetta incendi, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso fa una previsione singolarissima per monte Morrone che da 6 giorni infiamma e prima o poi gli alberi finiranno. Le dichiarazioni del governatore, rilasciate ieri, seguono le dichiarazioni del presidente del Parco Maiella, Franco Iezzi che parla di droni antincendio. Anche sulla pagina di un social media Un albero per il Morrone campeggiano ‘droni pianta alberi’ e ancora le dichiarazioni dell’assessore regionale alle aree interne, Andrea Gerosolimo, sul rimboschimento del monte fatto arrosto.

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Ore 15.21 altro lancio d’acqua del Canadair sul Parco Maiella a Grotta Rubini

Incendio Grotta Rubini Parco Maiella Foto Maria Trozzi Report-age.com 19.8
Incendio Grotta Rubini Parco Maiella Foto Maria Trozzi

Pacentro (Aq). Per un fronte di 1 km di fiamme, alle ore 14, è arrivato il primo e solo Canadair dei Vigili del fuoco che attinge dal lago di Villetta Barrea (Aq) e lancia, ogni 20 minuti, acqua sulla vegetazione in fiamme e a rischio. L’area interessata dall’incendio è difficilmente accessibile. La colonna di fumo, in mattinata ridotta, è visibile dalle ore 11 di oggi anche nella città di Sulmona e dai viadotti autostradali (A24 A25 Roma Pescara). L’incendio è partito da Grotta Rubini. Sino alle 15.30 le fiamme erano visibili sul fianco del monte Morrone, verso un sentiero che porta in cima, in parte salvo grazie ai getti d’acqua. Le fiamme si allungano verso una Pineta storica dell’area protetta, decine di ettari in fumo. Il fuoco avanza da colle Grotta Rubini e Costa Campanaro, un tempo area faunistica dei camosci, sotto Monte Mileto. Per ora è in fumo solo il bosco di conifere ma la faggeta rischia grosso il vento non perdona e soffia da quella parte.  (Aggiornamento ore 10.30 del 20.8.2017)

Volontari della Protezione civile, Carabinieri forestali e vigili del fuoco intervengono per le operazioni di spegnimento e sbarrano il tratto di strada provinciale, la ex regionale 487, da cui sono stati rimossi i blocchi per ordinanza del sindaco di Pacentro, Guido Angelilli. Per accelerare le operazioni di spegnimento. La provinciale da Pacentro conduce a Passo San Leonardo, tratto già chiuso da 3 anni per rischio valanghe. Le fiamme avanzano in altezza sul bosco d’alta quota, è una corsa contro il tempo per salvare la montagna sacra. Il vento, verso Sud-Est allontana il fronte del fuoco dai centri abitati. Il sindaco Angelilli è costantemente aggiornato sulla situazione. In paese, nel campo di calcio, si sta disputando una partita di pallone, così gli sportivi buttano un occhio al muro di fumo che s’alza dal colle. Già alle ore 17 l’incendio è sotto controllo, il Canadair è stato provvidenziale e continua a fare la spola da Pacentro a Villetta Barrea, in volo sull’aquilano devastato. Le origini del rogo? Probabilmente doloso. Nei giorni scorsi qualcuno avrebbe già provato ad accendere il fianco della montagna e un intervento immediato dei Vigili del fuoco di Sulmona ha evitato il peggio. Sventato il tentativo, nella stessa notte sembra che le fiamme siano state riaccese sulla Morronese. Alle origini del fuoco forse la mano di piromani locali. Qualche dipendente del Cogesa, società pubblica che garantisce il servizio (integrato) di raccolta e smaltimento dei rifiuti, racconta che i Carabinieri di Sulmona si sono presentati anche in località Noce Mattei, questi giorni, dove si trova l’impianto di lavorazione. Proprio da quelle parti avrebbero controllato e così anche alle pendici del monte Morrone, sembra alla ricerca di qualcuno. Si parla di piromani locali forse alla guida di una Fiat Panda che nelle ore precedenti i roghi è transitata sulla strada chiusa, da anni, per i cedimenti della montagna Sacra di Celestino V dove i primi focolai sono comparsi. Volontari della Protezione civile e Forze dell’Ordine vigilano sul territorio e hanno messo in sicurezza strada e passaggi d’alta quota interessati dall’incendio anche per impedire che turisti e curiosi interferiscano e disturbino le operazioni di soccorso. La gran parte delle immagini sono state scattate in prossimità del luogo in cui al fuoco è stata data origine probabilmente a conclusione del percorso di una pista forestale che sbuca su Sentiero Italia.

Aggiornamento delle ore 9 del 20.8.2017 Anche oggi si interviene con i pochi mezzi a disposizione per evitare che si allarghi il fronte del fuoco, di almeno un km. Due i focolai visibili di notte anche dall’autostrada. Le operazioni di spegnimento sono necessarie affinché le fiamme non riprendano vigore e minaccino faggeta e pineta, riducendo definitivamente in cenere ciò che rimane di Grotta Rubini.

mariatrozzi77@gmail.com

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Fuoco sulla Maiella dopo i recenti tentativi di ridurre in cenere l’area protetta 

Sulmona (Aq). Incendio nel territorio di Pacentro (Aq), verso Passo San Leonardo, località Grotta Rubini. Già nei giorni scorsi diversi focolai sono stati accesi nell’area della Morronese, strada chiusa da anni.

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Ladro di un clima: Rubata la Neviera. A metà luglio il nevaio del Sirente è già sciolto

Secinaro (Aq). Già a metà luglio l’antico ghiacciaio del Sirente è sciolto completamente. Non accadeva da tempo immemorabile, tra le guglie, di non avere più traccia della neviera di valle Serrata. Se ne parla ovunque del nevaio sirentino e nel blog monte geologo, in questa pagina, si danno ottime indicazioni per raggiungere lo sperone, il periodo consigliato, almeno 12 anni fa, era metà luglio quando la neviera spiccava dal vallone: solida, bianca e compatta nonostante il caldo estivo. Oggi è tutto da rifare e da rivedere con i cambiamenti climatici, a dir poco repentini. Non solo il nevaio non è più compatto, ma è già scomparso quest’anno. 

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Faggete del Pnalm patrimonio dell’Unesco, al via la candidatura

Faggete Pnalm Report-age.com 2014Bonn (Germania). Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha partecipato, in Germania, al 3° incontro su Natura e biodiversità anche per discutere della candidatura dell’Italia al riconoscimento di patrimonio dell’Umanità per le foreste di faggio europee. Continue reading “Faggete del Pnalm patrimonio dell’Unesco, al via la candidatura”