Tag: estrazione

Bomba: Negata l’estrazione di gas per rischio sismico indotto

“Abbiamo vinto una battaglia in cui tutti ci davano per sconfitti ancora prima di iniziare, ma insieme si può” scrive in una nota il Comitato gestione partecipata del Territorio alla notizia della pubblicazione dell’atto (2848 del 26/10/2018) del Comitato valutazione d’impatto ambientale (Via del ministero dell’ambiente) che ha espresso parete negativo al progetto di estrazione del gas a Bomba.  per sismicità indotta. Continua a leggere “Bomba: Negata l’estrazione di gas per rischio sismico indotto”

Ambientalismo malleabile. A Popoli: ‘Una Cava Sì, una Cava No’

Popoli (Pe). Non è un test e più che sfogliare una margherita si tratta di cave della val Pescara perché temi caldi come Acqua e Ambiente vengono strumentalizzati. Non c’è una sola cava nel paese del vento e delle acque, ma niente occhi e poco coraggio caratterizzano chi non affronta il problema serio di cui Report-age.com da tempo si occupa.

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Air-gun nell’Adriatico, il WWF spiega le gravi conseguenze sull’ecosistema marino

La linea è ancora quella di favorire le fonti fossili sulle rinnovabili mettendo a rischio le risorse naturali italiane, nonostante l’Accordo di Parigi del 2015 volto a contenere il surriscaldamento del Pianeta e i cambiamenti climatici. Soprattutto, dalla stanza dei bottoni ancora sottovalutano gli impatti ambientali di attività di prospezione ed estrazione, continuando ad alimentare un sistema di agevolazioni e sussidi che fa della Penisola italiana un paradiso fiscale per le aziende petrolifere.

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Estrazioni gas a Bomba, l’Abruzzo chiede la definitiva impossibilità a sfruttare il giacimento

Pescara. Firme in calce oggi a Pescara, dei rappresentanti istituzionali di Regione, Provincia, Comuni e delle associazioni, nelle lettere appena inviate ai ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico per fermare non solo l’assurdo progetto di estrazione di gas sotto il lago di Bomba, ma per sancire una volta per tutte l’impossibilità di sfruttare il giacimento di questa località della provincia di Chieti, a rischio idrogeologico. Così l’Abruzzo intero dice no al progetto della Cmi Energia srl anche perché sembra assurdo insistere dopo la bocciatura del Comitato Via Abruzzo e del Consiglio di Stato.

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Niente proroga sulla concessione dell’area alla Cmi energia per la centrale di trattamento

L’Agenzia regionale delle attività produttive non concede alcuna proroga alle Cmi energia nella procedura di assegnazione del lotto tra Atessa e Paglieta, in provincia di Chieti dove la società vorrebbe costruire i suoi impianti. Nel progetto è prevista la realizzazione di una centrale di trattamento di idrocarburi collegata ai pozzi da un gasdotto di oltre 20 km interesserebbe i comuni di Perano, Roccascalegna, Atessa, Pennadomo, Paglieta, Torricella Peligna, Colledimezzo, Altino, Villa Santa Maria, Archi e Bomba. Nella nota inviata al governo regionale, viene chiarito che la prenotazione del sito scadrà il 28 gennaio. Niente favoritismi almeno questa volta, anche perché non manca una manifestazione d’interesse, per la stessa area, già esternata da un’altra azienda che si occupa di logistica. A fine novembre purtroppo il ministero dell’ambiente ha riaperto le procedure per la Valutazione di impatto ambientale della raffineria dove è prevista la perforazione di pozzi per l’estrazione di metano appena a valle della diga del lago di Bomba. La procedura comprende anche la fase d’informazione pubblica e le eventuali osservazioni da presentare entro il 24 gennaio.

mariatrozzi77@gmail.com

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Regalino del Mina: riparte la procedura per Estrazione Gas a Bomba. ‘Dubbia imparzialità della P.a.’ Mazzocca organizza le Osservazioni

Una Cava Sì l’altra No: un ambientalismo Selettivo mette in luce solo certi Scempi

Popoli (Pe). É una tra le più grandi stranezze dell’Abruzzo interno. Passa inosservata, anche se è sotto gli occhi di tutti, la cava di ghiaia in località Santa Lucia che non fa rumore nonostante le 7 ruspe nel sito. Qualche oculista nell’area non farebbe male, ma le immagini dal satellite sono nitide, nette, state scattate quest’anno. Dov’è il problema? La cava sembra essere, per dimensioni, molto più grande di quella presa di mira da un gruppetto di contestatori sempre concentrati altrove intenti a creare finti problemi per non affrontare quelli seri.

Aggiornamento 1 e 2

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Divieto di estrazione di idrocarburi nella aree protette e contigue ok a emendamenti ddl parchi

Roma. “Nel territorio dei parchi e nelle aree contigue sono vietate le attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi” chiariscono i 5 emendamenti, al disegno di legge di riforma della legge quadro sulle aree protette, approvati oggi all’unanimità in Commissione ambiente alla Camera.

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Divieto nelle 12 miglia? Un pozzo petrolifero in sospeso a poche bracciate dalla riva

Francavilla al Mare (Ch). A poche bracciate dalla riva di Francavilla un pozzo petrolifero resta in sospeso. Il ministero dell’Ambiente non ha ancora chiuso la procedura del progetto Elsa2. Stessa cosa fece con la piattaforma Ombrina mare 2 la cui fine era già segnata dal decreto Prestigiacomo, il progetto è stato trascinato sino ai giorni nostri mobilitando il mondo ambientalista per scongiurarne l’autorizzazione resa possibile con il decreto Sblocca Italia. A lanciare l’allarme sul pozzo Elsa è la Stazione ornitologica abruzzese (Soa) che diffida il ministero dell’ambiente a chiudere la procedura di Valutazione di impatto ambientale, con il diniego, per il progetto che sopravvive nonostante il divieto di ricerca nelle 12 miglia marine scattato 10 mesi fa con la legge di stabilità (2016).

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D’Orsogna: dubbi sulla validità del titolo per le estrazioni di gas nel vastese concessione Aglavizza

Il 13 novembre la Rockhopper exploration ha annunciato ai suoi investitori di avere cominciato le sue attività produttive in Abruzzo. Non si tratta dell’estrazione di petrolio dalla piattaforma petrolifera Ombrina 2, appena autorizzata e non ancora in fase di costruzione, ma dell’estrazione di gas dal campo Civita che fa parte della concessione Aglavizza, nel vastese. Area un tempo della Medoilgas oggi della Rockhopper, la multinazionale del progetto petrolifero Ombrina mare 2.

Fonte dorsogna.blogspot.com

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D’Orsogna: Tutti i perché del No ad Ombrina. Per ora la Regione dice No ‘solo’ al Programma Croato

Area di Elsa 2 Report-age.com 2015Lanciano (Ch). Il Programma croato di ricerca e produzione degli idrocarburi nell’Adriatico è un’idea antitetica allo sviluppo ecocompatibile del mare, così la giunta d’Abruzzo giustifica il suo NO all’impresa, lo stesso dovrebbe valere per pozzi e piattaforme che esistono, ingrassano e si moltiplicano sulle coste abruzzesi. Del resto si parla nell’assise regionale, ma nell’ambito della procedura di Valutazione ambientale strategia (Vas) il parere negativo espresso, oggi dall’esecutivo abruzzese al Ministero dell’Ambiente, interessa esclusivamente il Piano della Croazia perché la strategia di ricerca degli idrocarburi nell’Adriatico risulta antitetica rispetto alla strategia europea volta allo sviluppo delle energie rinnovabili e ad una crescita sostenibile intelligente e solidale, che favorisca un’economia basata su un nuovo sistema energetico rinnovabile, in grado di contrastare i fenomeni del cambiamento climatico.
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Il governo fa a pezzi il divieto delle 12 miglia, i petrolieri ringraziano

Il Coordinamento nazionale NoTriv denuncia la violazione dell’articolo 35 del Decreto sviluppo 2012, l’articolo voluto dal precedente Governo Monti, col ministro Corrado Passera, per eludere di fatto il già esistente Decreto Prestigiacomo del 26 agosto 2010, il correttivo ambientale.

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Adriatico bene comune, i progetti Offshore italocroati soggetti a Valutazione ambientale

Offshore estrazione petrolio nei fondali Report-age.com
Cartografia 

E’ intervenuto con forza a livello governativo per la tutela dell’alto Adriatico e così il Wwf ha ottenuto non solo semplici rassicurazioni dalla Croazia, ma il rispetto delle procedure che verranno seguite per la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi offshore in una decine di aree individuate dal governo croato. Lo Stato si allinea sulla Valutazione ambientale strategica (Vas) transfrontaliera italo-croata per le 10 aree da sfruttare (1a in Alto Adriatico e 9 nel medio e basso Adriatico) a confermare l’impegno dell’esecutivo sarebbe una lettera inviata dal ministero dell’ambiente croato e giunta al ministro dell’ambiente italiano, Gian Luca Galletti. Continua a leggere “Adriatico bene comune, i progetti Offshore italocroati soggetti a Valutazione ambientale”

Sulmona. Dalle cave oltre 65 mila euro da pagare al Comune

Foto Maria Trozzi
Pacentro dalla Morrenese

Sono 3 le aziende su via Ancinale che svolgono attività estrattiva in tre diverse cave e il debito che le tre imprese hanno cumulato nei confronti del Comune di Sulmona ammonta a circa 65 mila euro. Gli importi che le ditte devono corrispondere annualmente, ma che da tempo non vengono riscossi dall’amministrazione comunale, sono quelli da impegnare per mitigare l’impatto dell’attività estrattiva che subisce il territorio. Sembra sia in funzione anche una quarta cava, poco nota e semisconosciuta agli uffici di palazzo san Francesco, la ditta probabilmente si sta mettendo in regola. Le leggi regionali abruzzesi, per l’apertura non autorizzata di una cava o coltivazioni illegali prevedono sanzioni amministrative innocue rispetto al giro d’affari di un’attività estrattiva e al danno all’ambiente, dicevamo sanzioni che vanno da 516 mila a 10 mila 329 euro.  Le somme annuali, da versare come ristoro al Comune, sono destinate alla realizzazione d’interventi diversi da quelli a carico del titolare dell’autorizzazione di cava.

Rapporto cave 2014 Legambiente
Rapporto cave 2014 Legambiente

Gli importi non sono riscossi da anni e mentre le casse pubbliche languono anche per indolenza amministrativa la valle Peligna viene tranquillamente sventrata. Che dire delle strade devastate anche dal passaggio dei mezzi per un’attività d’estrazione ad impatto ambientale evidente. Nessuna possibilità poi  di prevedere interventi di manutenzione costante per migliorare la circolazione perché non ci sono soldi. É un problema comune ed è un pericolo soprattutto per la viabilità nell’area attorno alle cave dove cresce il centro abitato.

In base a quanto stabilito dall’art. 132 (Legge regionale 54/1983) i Comuni seguono un ordine di priorità nell’individuare gli interventi  possibili con le somme riscosse annualmente dalle ditte che nel loro territorio svolgono attività estrattiva:

  1.          protezione civile, attraverso la realizzazione di opere ed infrastrutture nonché l’acquisto di mezzi e beni strumentali per l’attività  di protezione civile e soccorso pubblico,
  2.          viabilità e sicurezza stradale, finalizzati alla mitigazione dell’incidenza dell’attività estrattiva sul traffico locale, in particolare quello dei centri abitati, anche attraverso il potenziamento qualitativo e quantitativo di beni strumentali e mezzi della polizia municipale;
  3.          recupero ambientale, anche attraverso destinazioni diverse da quella agricola, dei siti estrattivi dismessi presenti nel territorio comunale.

Le tre imprese dovrebbero corrispondere una somma annuale commisurata al tipo ed alla quantità di materiale estratto nell’anno, in base a certe  tariffe. Una sola di queste aziende dovrebbe versare circa 30 mila euro all’amministrazione peligna. In questi anni però tutte e tre le ditte non hanno corrisposto alcunché. Agli uffici comunali di palazzo san Francesco qualcuno se ne sta occupando?

L.R. 54/1983, art.132 Comma 1) Il rilascio, la proroga od il rinnovo dell’autorizzazione o concessione di cava di cui alla presente legge è subordinato alla presentazione di convenzione stipulata, sulla base di uno schema tipo predisposto dalla Giunta regionale, tra il richiedente ed il comune o i comuni interessati con la quale il richiedente si impegna a versare annualmente al Comune, in un’unica soluzione, una somma a titolo di contributo alla spesa necessaria per la realizzazione di interventi ed infrastrutture atte a mitigare l’impatto dell’opera estrattiva sul territorio, ulteriori rispetto a quelli posti a carico  del titolare dell’autorizzazione , tale somma è commisurata al tipo ed alla quantità di materiale estratto nell’anno, in conformità alle tariffe stabilite  con atto della Giunta regionale ed aggiornato con gli stessi criteri di cui all’art. 14 , comma 2.

mariatrozzi77@gmail.com