Dopo Borgo Panigale Ortona trema per la nuova istruttoria sul’impianto Gpl

Ortona (Ch). Come mai nulla osta al progetto di Seastock srl che per l’area portuale intende realizzare un complesso da 25 mila m³ di Gpl da commerciare? A chiederselo preoccupato, dopo il grave incidente di Borgo Panigale, è il movimento Nuovo senso civico (Nsc).  Read more

Esplode il gasdotto e per il ministro Calenda é subito Emergenza

Non sfugge ai Comitati cittadini per l’ambiente il sostegno del ministro Calenda al Trans adriatic pipeline (Tap), gasdotto che la Puglia intera non vuole che una esplosione della condotta russa, in Austria, trasforma on salvifico per gli approvvigionamenti. In realtà il metano del Tap viene solo venduto all’Europa e quest’ultimo problema alle condotte è  la riprova che i gasdotti non sono affatto sicuri come vogliono far credere. 

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Esplosione in Austria e la Situazione precipita in Puglia e Abruzzo. Italia intubata col gas Azero non dipenderebbe più dalla Russia

Sulmona (Aq). Mentre il geologo Francesco Aucone critica la valutazione del rischio sismico dello Studio d’impatto ambientale (Sia) della Snam sul progetto Rete adriatica, per il tratto di 169 km del Sulmona-Foligno, la sala di palazzo San Francesco s’affolla di mille pensieri che si fanno strada tra il silenzio degli indifesi, dinanzi all’inevitabile. La situazione è precipitata davvero, oggi dalle ore 11 alle 18, per l’esplosione in una stazione austriaca di una condotta che trasporta gas russo all’Italia. Il bilancio umano dell’esplosione è purtroppo di un morto e di decine di feriti. É un’altra ragione che i vertici porranno innanzi giovedì (incontro rinviato) per autorizzare il progetto Snam, quello nato per vendere il gas all’Europa, ma definito strategico per gli approvvigionamenti energetici di non si sa chi! Da Brindisi a Minerbio, il metanodotto parte agganciandosi al Trans adriatic pipeline (Tap) in Puglia. Per giornalisti, politici e ministri ora servirebbe altro gas per riscaldare l’Italia perché l’incidente in Austria ha prodotto la chiusura del flusso di metano verso il nostro Paese, ma solo per 7 ore. L’erogazione di gas è ripresa alle ore 18 come dimostra il rilevamento dell’erogazione del gasdotto Tag (Trans gas austrian pipeline), di Tarvisio acquistato nel settembre 2014 dalla Snam.

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Erogazione gas Snam ripresa ore 18 registrata da Tarvisio Report-age.com 12.12.2017
Fonte Staffettaonline

E le conseguenze vengono ingigantite ad arte nella lunga notte di Porta a porta “L’Italia non può più dipendere dalla Russia” sottolinea nel programma televisivo di Rai 1, condotto dal giornalista Bruno Vespa, il ministro dello sviluppo economico. Carlo Calenda dichiara lo stato d’emergenza eppure “Non ci saranno problemi nelle forniture del gas” precisa il ministro. La nebbia sulla Penisola si dirada se è vero che l’Italia può contare su 6 giorni almeno di riserve di metano, se è vero che siamo lontani anni luce dalla crisi Ucraina del 2009 e se è ancora vero che già da questa notte, informano le veline austriache, l’erogazione di metano per il Bel paese sarà del tutto ripristinata. Travolti dagli eventi e dalla informazione di regime?

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Snam: i miei sono sicuri. Non la pensano così Mutignano di Pineto, Commissione Via, Parlamento e comitati

Nessuna esplosione di metanodotti legata al sisma, dichiara la multinazionale, niente problemi per Snam rete gas, informa. Nella nota una provocazione e la risposta ambientalista viene liquidata, in poche righe. La questione sicurezza delle condotte dovrebbe giustificare l’avvio di un’opera: “..progetto Rete Adriatica, il tracciato del metanodotto e l’ubicazione del relativo impianto di compressione sono comunque stati definiti scegliendo i lineamenti geomorfologici più sicuri e, in ogni caso, il più possibile lontani dalle aree interessate anche solo potenzialmente da dissesti idrogeologici o sismici”. Per direttissima arriva la smentita dei Comitati per l’ambiente. Hanno tanto da ridire gli ambientalisti che hanno vissuto sulla loro pelle alcune delle esplosione perché solo negli ultimi anni è accaduto che dei metanodotti costruiti e gestiti dalla Snam siano saltati in aria a Montecilfone, Tarsia, Tresana, Sciara, Mutignano di Pineto, Roncade, Ponte Presale di Sestino. Può bastare?

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Golfo del Mexico. Esplosione di un Petrolchimico: morti e feriti

Morti e feriti dopo l’esplosione, delle 15.15 ora locale, nell’l’impianto di Clorados 3, detto Pajaritos, di proprietà della Pemex, ma gestito dalla Mexichem. L’esplosione dell’impianto della compagnia petrolifera messicana a Coatzacoalcos, Veracruz, nella città portuale avrebbe causato la morte di oltre una decina di persone, sarebbero 136 i feriti, 88 dei quali in attesa di raggiungere l’ospedale e soprattutto una decina sono in gravissime condizioni, questo in base ai dati non ufficiali. La società che gestisce il petrolchimico, la Pemex, non ha confermato i decessi all’agenzia di stampa francese, Agence France presse, ma ha elevato il numero dei feriti iniziale da 30 prima a 58 e poi a 88.

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El Hueco: 20 indagati per l’esplosione del pub di Città Sant’Angelo

Pescara. Per l’operazione El hueco-microcar sono stati eseguiti 18 provvedimenti cautelari e 5 perquisizioni nei confronti di 1 dei presunti autori dell’esplosione al pub El hueco di Città Sant’Angelo (Pe) e nei confronti di alcuni accusati di spaccio di stupefacenti nella provincia di Pescara.
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Auto a gas esplode al distributore appena dopo il rifornimento

L’Aquila. Il boato è stato avvertito a diversi  chilometri di distanza dal distributore del gas della Total sulla statale 17, all’altezza dello stabilimento ex Siemens. Non sono gravi i feriti ricoverati al San Salvatore dell’Aquila per ulteriori accertamenti e per precauzione. 

Immagine d’archivio

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Esplode piattaforma petrolifera sul mar Caspio: è giallo sulle vittime

Sarebbero 32 morti, ma è giallo sulla conta delle vittime per l’esplosione di una piattaforma petrolifera in Azerbaijan. Da venerdì brucia sul mare e il numero dei lavoratori deceduti è ancora incerto. Mirvari Gakhramanly, del comitato indipendente azero per la protezione dei diritti dei lavoratori petroliferi, ha riferito all’agenzia Reuters che 32 operai sono morti ed altri 42 sono stati salvati grazie ad imbarcazioni ancorate sull’istallazione. I dati sulle vittime, alle solite per questi incidenti, non corrispondono a quelli ufficiali segnalati.

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Esplode metanodotto Snam, è il terzo incidente quest’anno

Otto esplosioni di gasdotti dal 2004, 3 solo nel 2015 a cui aggiungere anche un’altra poco nota del 10 dicembre 2014 a Sant’Alberto, a pochi chilometri dal quartier generale Snam di Ravenna (Emilia Romagna). In Alta val Marecchia, nel primo mattino, la terza esplosione dell’anno dei gasdotti Snam. L’incidente è avvenuto in provincia di Arezzo, la condotta esplosa è installata a Ponte Presale di Sestino. Le fiamme hanno lambito l’area artigianale. Si parla di cedimento strutturale della condotta del metano e il fenomeno del jet-fire ha prodotto fiamme alte fino a 20 metri, lambita anche l’area artigianale di Ponte Presale a molta distanza dall’epicentro.

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Ancora una esplosione di gasdotti della Snam: la terza in 5 mesi

Incendio Ravenna centrale SnamÉl’ennesima esplosione di un gasdotto, questa volta nel Nord Italia. La terza in 5 mesi. Intorno alle ore 4 di sabato  9 maggio, a Roncade, in provincia di Treviso, si è verificata l’esplosione del metanodotto della Snam (diametro 650 mm e 56 bar di pressione) la metà di quello che dovrebbe essere installato sulla dorsale appenninica, il Rete adriatica. Il gasdotto esploso sabato scorso trasporta il gas da Trieste a Mestre, la conduttura ha ceduto sotto i   canali irrigui che servono dei terreni e la fuoriuscita di metano ha ridotto in cenere centinaia di filari di vite dell’area dove sono attive numerose aziende agricole e vitivinicole. L’incidente, nemmeno a dirlo, ha causato un evidente danno economico.

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Comitati ambiente: “La Conferenza per autorizzare il gasdotto va sospesa”

Sulmona (Aq). I Comitati cittadini per l’ambiente della valle Peligna, dopo l’incontro di ieri a Roma che si è chiuso con un rinvio della discussione di altri 15 giorni, chiedono che si apra subito un confronto tra governo e Stato per il metanodotto Rete adriatica Snam, scrivono in una nota che alla Regione sia data la possibilità di confrontarsi con la multinazionale attraverso un proprio studio volto a chiarire i rischi possibili determinati dalla presenza di un tubo di quelle dimensioni in territori pieni di faglie attive, basti pensare all’aquilano. Dunque che non sia solo il lavoro del Politecnico di Milano a chiarire la questione sismicità, inoltre sono state presentate solo una decina di diapositive dello studio lombardo per giunta commissionato dalla multinazionale.

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