Bomba: Negata l’estrazione di gas per rischio sismico indotto

“Abbiamo vinto una battaglia in cui tutti ci davano per sconfitti ancora prima di iniziare, ma insieme si può” scrive in una nota il Comitato gestione partecipata del Territorio alla notizia della pubblicazione dell’atto (2848 del 26/10/2018) del Comitato valutazione d’impatto ambientale (Via del ministero dell’ambiente) che ha espresso parete negativo al progetto di estrazione del gas a Bomba.  per sismicità indotta. Read more

Il pozzo d’estrazione combatte l’effetto serra per Gas Plus, D’Orsogna smantella la tesi

La ricercatrice Italo americana, Maria Rita D’Orsogna, non la manda a dire  sul pozzo  Santa Maria Nuova di Ancona che, a detta della Gas plus,  rende l’Italia meno dipendente dalla Russia e combatte persino l’effetto serra. Così, nel suo blog, il docente della California State university at Northridge dichiara: “Gas Plus, questa nazione dovrebbe mirare al 100% di sole e di vento, e non di trivelle per l’indipendenza energetica”. Il pozzo è stato autorizzato dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e da Dario Franceschini ed è in produzione dal 5 aprile. La giustificazione propinata al vasto pubblico per procedere all’autorizzare è la stessa riservata ad opere impattanti, ma strategiche (sic !), che nelle relazioni dei tecnici delle multinazionali si trasformano, per incanto, in toccasana per l’ambiente e i territori in cui vengono piantati. Così è per Tap (Trans adriatic pipeline) perché nel fare spazio al gasdotto si scoprì che gli ulivi erano malati e vennero abbattuti, ma a giochi fatti è stato confermato che la Xilella non ha mai colpito quegli alberi eliminati. É così anche per altre opere impattanti come il progetto Rete adriatica, ad esempio, ridotto a spezzatino per semplificare l’autorizzazione, ossia, per realizzare un metanodotto di circa 700 km di condotte che ci renderebbe liberi dal gas russo e ci assoggetta però a quello della inquietante repubblica dell’Azerbaijan e poi, a detta della Snam, i tubi consoliderebbero i terreni. Peccato che non sostituiscano alcun vecchio tubo della rete gas esistente e vengano interrati proprio in aree di faglia e a massimo rischio sismico. D’Orsogna,  ricercatore, fisico e docente universitario, mette a nudo l’ennesima vergogna di un governo che comunque, non solo agli sgoccioli della sua attività esecutiva, sa dare il peggio di sé.

“Siamo in provincia di Ancona, in località Santa Maria nuova, 81 km² fra Ancona e Macerata. Qui i nostri amici della Gas Plus, a cui piace trivellare e stoccare gas in giro per l’Italia, hanno deciso che vogliono estrarre gas – è a premessa della ricercatrice abruzzese – Leggo il loro documento di valutazione ambientale. Come sempre, le cose che dicono, che siano Gas plus, che siano Eni, fanno un po’ sorridere e tanto piangere. Le loro motivazioni possono essere riassunte così: un pozzo di gas fra i campi è cosa buona e giusta. Nel caso specifico la Gas plus ci fa sapere che il loro progetto contribuirebbe alla valorizzazione delle risorse energetiche nazionali, incrementerebbe la competitività del settore adottando le migliori tecnologie disponibili, nel rispetto dell’ambiente e concorrerebbe alla riduzione della dipendenza dell’Italia dagli approvvigionamenti provenienti dall’estero – riflette D’Orsogna – Ammazza quante cose fa questo pozzo! Valorizza le risorse nazionali, aumenta la competitività del settore, ci rende meno dipendenti dall’estero e rispetta pure l’ambiente. Praticamente il pozzo del mago Silvan, ma un pannello solare sulle case di tutti no? Addirittura, il progetto è in accordo con i provvedimenti di tipo ambientale mirati alla riduzione dell’emissione di gas serra in atmosfera.  Da questo punto in poi la conoscenza della ricercatrice è un fiume in piena che smantella e fa a pezzi tutte le affermazioni stravaganti della società autorizzata dal vecchio governo del Pd a trivellare nelle Marche. Approfondisci qui sul Blog di Maria Rita D’Orsogna 

mariatrozzi77@gmail.com

Tap. Puglia e Arpa senza autorità: non verificarono le prescrizioni sull’odiato gasdotto

Quando si parla di gasdotti per il ministero dell’ambiente è sempre questione di pubblica utilità, di strategia energetica nazionale prioritaria e, chi più ne ha più ne metta, tra urgenza e indifferibilità di un’opera considerata indispensabile per l’interesse e l’approvvigionamento energetico nazionale. Paroloni seminati ad arte distribuendo, tra le paure di fondo, quella di rimanere a secco: altrimenti niente riscaldamento! Se poi il ministro Gian Luca Galletti parla in televisione, a Riccardo Iacona conduttore di Presa diretta (Rai 3), racconta dell’impegno profuso per l’energia pulita aggrappandosi agli specchi di un greenwashing  che fa invidia alle pratiche ingannevoli delle imprese impattanti. Intanto i consumi di gas si riducono a caduta libera in Italia e di solito l’opera servirà, tra allacci e collegamenti, a vendere il gas e il metano altrove, di solito all’Europa. Il Trans Adriatic Pipeline(Tap) è uno di questi progetti che dall’area del mar Caspio arriverà in Europa. Allacciato al Trans Anatolian Pipeline, al confine fra Grecia e Turchia, attraverserà l’Albania e il mare Adriatico sino a giungere in Italia, dove il gas sarà immesso nella rete nazionale e si legherà ai tubi del metanodotto Rete Adriatica, della società Snam. Dal Comune di Medelugno, in provincia di Lecce, altri 8 km di percorso serviranno per allacciare la struttura alla rete nazionale.

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Pavia. Raffineria in fiamme: “Tuttapposto”

Pavia Tre esplosioni scuotono gli abitanti di Sannazzaro, in provincia di Pavia, ieri dopo le ore 16. Appena dopo una gigantesca colonna nera sovrasta l’impianto di via Enrico Mattei, impressionante, l’area è piena di fumo, l’aria ne è satura. Anche al pronto soccorso dell’ospedale civile di Voghera (Pv), a circa 4o minuti d’auto dal luogo dell’incidente, arrivano diverse persone che presentano intossicazioni, bruciori e altri sintomi alle vie respiratorie. Il personale medico è in piena emergenza per la notte intera. 

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Divieto nelle 12 miglia? Un pozzo petrolifero in sospeso a poche bracciate dalla riva

Francavilla al Mare (Ch). A poche bracciate dalla riva di Francavilla un pozzo petrolifero resta in sospeso. Il ministero dell’Ambiente non ha ancora chiuso la procedura del progetto Elsa2. Stessa cosa fece con la piattaforma Ombrina mare 2 la cui fine era già segnata dal decreto Prestigiacomo, il progetto è stato trascinato sino ai giorni nostri mobilitando il mondo ambientalista per scongiurarne l’autorizzazione resa possibile con il decreto Sblocca Italia. A lanciare l’allarme sul pozzo Elsa è la Stazione ornitologica abruzzese (Soa) che diffida il ministero dell’ambiente a chiudere la procedura di Valutazione di impatto ambientale, con il diniego, per il progetto che sopravvive nonostante il divieto di ricerca nelle 12 miglia marine scattato 10 mesi fa con la legge di stabilità (2016).

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Report Ombrina: 24 anni di estrazioni per un totale di 4 settimane di fabbisogno soddisfatto

di Maria Trozzi

Il 15 maggio 2015 la Giunta regionale abruzzese dà parere negativo al Ministero dell’ambiente per il Piano ricerca e produzione di idrocarburi nell’Adriatico proposto dalla Croazia. Parere espresso nell’ambito della procedura di Vas (Valutazione ambientale strategica). Così il Piano idrocarburi viene sospeso, i croati decidono di scommettere sul turismo. Le giustificazioni della Regione dei Parchi, per bocciare le ambizioni croate, non valgono però per fermare il progetto petrolifero Ombrina mare 2 della Rockhopper. Oltre 24 anni di estrazioni di petrolio di qualità discutibile che servirà ad accendere, magari i motori dei veicoli, solo per un mesetto.

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Secondo incendio alla centrale Snam di Ravenna

Incendio Ravenna centrale SnamIncendio Ravenna centrale SnamRavenna. Non è la prima che esplode la centrale di smistamento della Snam a Ravenna Nord. In tre mesi è accaduto due volte, nessuno si è fatto male in questo nuovo rogo, ma le conseguenze dell’incendio sono sempre le stesse e sempre gravi, fiamme a decine di metri d’altezza, deflagrazioni micidiali che si sentono persino in centro storico e tante famiglie costrette ad evacuare. Read more

Ambasciatori nel mondo. A Sulmona premiano Maria Rita D’Orsogna

Mariarita D'Orsogna
Mariarita D’Orsogna

L’Aquila. Nella rosa degli ambasciatori abruzzesi nel mondo quest’anno compare la coraggiosa, Maria Rita D’Orsogna, ricercatrice e docente universitaria in America, attivista e ambientalista che combatte contro la ormai incontrollata colonizzazione dei colossi petroliferi, senza scrupoli, che per estrarre dal sottosuolo impiegano sistemi, impianti  e attrezzature spesso obsoleti o tali da mettere a rischio la salute e la vita delle popolazioni che vivono nei territori nel mirino delle multinazionali petrolifere. Farà sicuramente felice la ricercatrice, in questo particolare momento, l’invio delle  Osservazioni contro il progetto Elsa 2 *, più sono meglio è! Ancora una manciata di giorni sono rimasti a disposizione dei cittadini per presentarle,  entro il 28 settembre. Tutti possono farlo ed è questo l’appello che rivolgiamo anche all’entroterra abruzzese, al sindaco di Sulmona, Giuseppe Ranalli, e alle altre autorità.

Tutte le istruzioni nel link: trovate http://dorsogna.blogspot.it/2014/09/affondiamo-elsa-petroceltic.html  Read more