Tag: Deposito Militare san Cosimo

La storia del deposito militare di Pratola Peligna (Aq)

Polveriera San Cosimo il progetto di riconversione arriva al sottosegretario Mazzocca

Pratola Peligna (Aq). La polveriera a disposizione del comprensorio Peligno, per accogliere la popolazione in caso di emergenza, per addestrare e insegnare, come eliporto e centro direzionale, per dare lavoro e per tutto ciò che risponde alle necessità di protezione civile, questo è il domani di pace proposto, per il sito militare, dal Comitato Cittadini della valle Futura. Oggi i rappresentanti del gruppo hanno ridato vita e linfa all’ambizioso progetto di riconversione del deposito militare di monte San Cosimo in Polo logistico della Protezione civile e lo hanno presentato al Sottosegretario alla presidenza della Regione, Mario Mazzoca.

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Deposito scorie, Vicari: ‘Presto il governo indicherà dove’

Il deposito unico dei rifiuti radioattivi potrebbe sorgere al Nord. Non più la competizione tra territori e Regioni annunciata dai vertici, si cambia ancora, per il sito con il contentino del parco tecnologico annesso (i posti di lavoro saranno forse 100) la scelta ricadrebbe su un solo territorio, a Nord dello stivale, probabilmente perché è il posto adatto a stoccare le scorie per millenni, qualche dubbio è inevitabile.

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Bussi. Trovata un’altra misteriosa galleria. L’Arta verificherà l’esistenza dei Tunnel tombati.

di Maria Trozzi

Bussi sul Tirino (Pe). Un altro muro di mattoni a ridosso del monte di Bussi officine che annuncia una costruzione ad arco (immagini inedite di Maria Trozzi) a margine di una strada pubblica, in un’area che rientra a malapena nel Sito di interesse nazionale per la bonifica. E’ proprio questa la parte del Sin che hanno chiesto ed ottenuto di restringere perché il terreno non sarebbe contaminato dai residui della produzione chimica. Cos’è quella galleria verso la città di Bussi, proprio nel Sin ridefinito da poco con una perimetrazione che ora affranca un ettaro di terreno adiacente alle officine per poco ancora di proprietà dell’azienda belga Solvay. Lo spicchio nero contornato di mattoni è piantato tra la centralina del metano e la centrale Turbogas a cosa può essere servito in passato.

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Base militare da dismettere. Anche la Pelino interroga il ministro della difesa

Roma. L’interrogazione della senatrice Paola Pelino (Fi) in parte calca la proposta presentata, tempo addietro, da pacifisti e ambientalisti che per il deposito militare di colle San Cosimo proposero la riconversione in Polo logistico regionale della Protezione civile istituendo, nell’estate 2013, un Comitato ristretto per dare concretezza alla volontà popolare. A considerare interessante l’idea del comitato, il 26 luglio 2013, fu Altero Matteoli. Il già presidente della commissione lavori pubblici al senato, come decine di altri, fece visita a Sulmona, si espresse positivamente sull’iniziativa territoriale e poi scomparve. La conversione del sito militare in Polo della protezione civile resta una chimera davvero interessante.

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Deposito nazionale scorie per individuare il sito l’Ispra esclude i sismologi

Se davvero queste sono le premesse è facile trarre conclusioni, nemmeno tanto affrettate, sulla futura allocazione del deposito nazionale di scorie nucleari. L’Enea-Disp (Ente per le Nuove tecnologie, Energia e Ambiente – divisione sicurezza e protezione) negli anni 1989 -1990 effettuò uno studio per verificare se il deposito di munizioni di Pratola Peligna, con altri siti del demanio militare, avesse i requisiti per lo stoccaggio di rifiuti radioattivi. Lo studio collocò colle San Cosimo in ultima posizione. Checché se ne possa dire, la rassicurante dichiarazione del vice ministro della difesa nel 2007, Marco Verzaschi, trascurò di indicare che anche se ultimo della black list, tra le possibili discariche di materiale nucleare, Colle San Cosimo era il quarto (IV) in coda ad altri 3 siti di possibile stoccaggio delle scorie, dunque il deposito di munizione era adatto a contenerle, ma su quali basi? La domanda a questo punto non è solo dove, ma quando per decidere il luogo della discarica di rifiuti radioattivi. Si sceglierà un luogo dove l’opposizione di un manipolo di ambientalisti del posto farà il solletico e se l’attivismo nostrano diventerà fastidioso basterà imitare il gioco delle biglie per far schizzare via i granellini di sabbia. Parleranno di effetto nimby (not in my back yard) ‘non nel mio cortile’ schernendo le voci contrarie. Non si deve abbassare la guardia, con le rivelazioni di oggi de Il Fatto quotidiano non c’è davvero da stare allegri, in valle Peligna è allerta per comitati e ambientalisti.

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Sulmona. L’ ex caserma Battisti ceduta a titolo gratuito al Comune

Sulmona (Aq). Apparterrà al Comune di Sulmona l’ex caserma Cesare Battisti. Tra le possibili iniziative, da concentrare, nei locali appartenuti all’Esercito italiano, ora ceduti all’amministrazione comunale, non manca l’idea di allestire all’interno un centro di accoglienza profughi, non viene trascurata la proposta di un Polo multifunzionale della Protezione civile o di dare ospitalità anche agli uffici della Azienda sanitaria locale, nell’auspicio che la Asl ricambi un giorno la grande disponibilità che l’amministrazione garantisce sempre. Per combattere il consumo di suolo il sito potrebbe svolgere una funzione importante.

Aggiornamento

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Siti inquinati. Alza i limiti il decreto inquinatore protetto

Il decreto competitività prevede la possibilità di aumentare gli scarichi in mare degli stabilimenti industriali e per la contaminazione delle aree militari alza il tiro o meglio il livello d’inquinamento indicando che le tabelle di riferimento sono ora quelle dei siti industriali, non più dunque quelle fissate per le aree verdi e residenziali. Continua a leggere “Siti inquinati. Alza i limiti il decreto inquinatore protetto”

Siti militari come aree industriali con il decreto 91/2014

Foto Maria Trozzi
Cartolina del Comitato cittadini valle Futura

Il Movimento 5 stelle è già all’opera, con i deputati della Commissione Ambiente alla Camera, per intervenire sul decreto 91/2014. Continua a leggere “Siti militari come aree industriali con il decreto 91/2014”