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Sprechi. Pulmini Elettrici costati 300 mila euro Buttati in Magazzino

Sulmona (Aq). É uno spreco, è una somma spropositata per delle corse mai garantite, per un trasporto pubblico locale colabrodo e per il fatto che hanno pagato i cittadini quei mezzi elettrici fermi da anni in un deposito. Parliamo dei pulmini elettrici acquistati, oltre un decennio fa, dall’amministrazione comunale che marciscono e fanno ruggine nel solito magazzino comunale dell’area industriale.

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Tav Torino Lione: Senza Dubbi e Senza Retromarcia

“La posizione del M5s su Tav è nota da anni. Quest’opera per quello che costa ha una convenienza pressoché nulla – dichiarano i senatori della Commissione lavori pubblici e Trasporti  Gabriella Di Girolamo, Giulia Lupo, Sabrina Ricciardi, Emanuele Dessì, Giorgio Fede, Agostino Santillo, Mauro Coltorti e Stefano Patuanelli – Oggi i numeri confermano ciò che abbiamo sempre sostenuto”.  Continua a leggere “Tav Torino Lione: Senza Dubbi e Senza Retromarcia”

Pedaggi autostradali alle stelle: sabato sit in all’Aquila

L’Aquila. Nuova mobilitazione di sindaci e amministratori di Abruzzo e Lazio contro il caro pedaggi di A24 e A25 che sabato 13 gennaio dalle 9.30, manifesteranno nei pressi del casello dell’Aquila Ovest, nel capoluogo abruzzese, nello spazio compreso tra la via di collegamento tra la strada statale 17 e l’accesso autostradale.

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Case da acquistare per i terremotati, costo esagerato. Vacca (M5S) Interroga

Roma. Alla denuncia del consigliere regionale, Domenico Pettinari, sul fatto che la Regione intenda acquistare da privati degli alloggi per i terremotati, spendendo circa 15 milioni di euro in più rispetto ai parametri dell’agenzia delle entrate, il deputato Gianluca Vacca fa seguire un’Interrogazione alla presidenza del consiglio dei Ministri.

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Raccolta porta a porta, altro rinvio e così le Tariffe non si abbassano

Sulmona (Aq). Altro rinvio per la raccolta differenziata dei rifiuti che si sarebbe dovuta estendere, in questi giorni, ad altri quartieri della città, ma che, notizia di queste ore, è stata di nuovo rimandata. Si preferisce attendere e di conseguenza  non sarà possibile sperare in una prossima riduzione del costo, le tariffe, a carico dei cittadini. 

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Vegetazione spontanea, la soluzione a costo Zero alternativa al milionario dragaggio del fiume Pescara 

Pescara. All’origine della realizzazione del molo di Pescara l’acqua era bassa, le paranze rientravano navigando al centro del fiume e di lato la  bilancia da pesca. Con un dragaggio dei fondali in porto riuscirono ad entrare piroscafi e velieri di grande tonnellaggio. 

“Una piccola draga per decenni ha assicurato buona profondità – ricorda Giovanni Damiani, il già direttore tecnico Arta (Agenzia regionale tutela ambientale) allora si domanda – Perché adesso il porto si intasa di sedimenti annualmente?”. La risposta, spiega Damiani, è che  la vegetazione è stata massacrata, eliminata dalle sponde del fiume: “Le rive fangose crollano nella corrente e quando piove il ruscellamento delle acque vi trasporta imponenti quantitativi di terra disciolta ed erosa. Il fiume, oramai, ha sempre l’aspetto di un nastro di fango che, nello slargo del porto, riducendo la velocità di corrente, lascia il suo deposito solido”. Al danno la befa della diga foranea che rallenta ulteriormente così tutto l’avanporto è fanghizzato. “Quello che prima sedimentava in diversi anni, oggi sedimenta in un solo mese sottolinea il tecnico – Perchè si continua ad invocare e a praticare solo e soltanto il dragaggio alla foce, a botte di decine di milioni di euro e non si agisce sulla cause della fanghizzazione a monte? Eppure sarebbe  un provvedimento che può essere adottato efficacemente a costo zero.  Basterebbe un provvedimento regionale di tutela pianificatoria (e un po’ di controllo di ottemperanza) per lasciare in pace un nastro di vegetazione naturale spontanea su ciascuna sponda, per  un minimo di 30 metri, meglio se 50, 100 o 200 metri ovunque possibile. La vegetazione fluviale è a rapidissimo accrescimento e, anche senza fare niente, già nei primi 5 anni vedremmo risultati positivi, e risolutivi, e le acque ri-diventare abbastanza trasparenti recuperando la amenity, ossia, la funzionalità ecologica e paesaggistica”. Se la Regione pensasse meno al cemento e un po’ all’ecologia e alla sostenibilità, si risparmierebbe con una gestione oculata delle risorse dei cittadini. Conclude Damiani: “La disseminazione dei limi fini in mare (cosiddetta pelite) ha distrutto la biodiversità. I molluschi (lamellibranchi bentonici e sessili) come vongole, telline, cannolicchi e persino le cozze e le ostriche sono scomparsi per asfissia, perchè le loro branchie sono rimaste intasate”. Il problema è risolvibile a monte ma si continua a non intervenire nel modo migliore. Nelle strategie prioritarie dell’Unione europea, oltre al principio di prevenzione, si raccomanda la correzione alla fonte. Gli amministratori sono distratti da altro, evidentemente. Damiani rimarca che la vegetazione di sponda è il più alto contenitore di biodiversità: “In quel nastro c’è la nostra Amazzonia di piante e di animali, ma desertifichiamo anche l’Arca di Noè”. Giusto per ricordare: l’art. 9 della Costituzione, secondo comma così recita: la Repubblica tutela il Paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

A proposito di crisi: niente accorpamento per referendum no triv e amministrative

Roma. Per votare il Paese affronterà un costo esagerato, molto più del previsto nonostante la crisi e in spregio ai tanti sacrifici chiesti agli italiani. Per decidere il Referendum anti trivelle e votare per le amministrative gli appuntamenti saranno distinti e così l’Italia spenderà una fortuna. Lo ha deciso il consiglio dei ministri e si andrà alle urne il 17 aprile per il Refendum ambientalista. I vertici negano l’election day e “Il governo butta via 360 milioni di euro per paura di dar voce agli italiani sulla questione trivelle” così commenta la scelta il Wwf.

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