Tag: contagio

Cgil: smart work ancora da garantire. Estendere i tamponi a tutto il personale sanitario a rischio

Cgil della provincia dell’Aquila chiede alle amministrazione che non hanno ancora provveduro di attivare lo smart work, il lavoro agile e in campo sanitario e socio-sanitario domandano l’estensione dei controlli, ossia dei prelievo con tamponi, agli operatori delle strutture sanitarie pubbliche e private particolarmente esposti al rischio di contagio dal Covid19.

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Covid19. Evitare contagio. Acerbo e Ferrero: “Sciopero generale in tutti i settori” non indispensabili

Sciopero generale in tutti i settori non indispensabili, per evitare contagi, è l’indirizzo dato da Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista e Paolo Ferrero, vicepresidente di Sinistra europea: “É molto grave che il governo, subendo le pressioni del padronato, non abbia deciso di sospendere le attività lavorative in tutti i settori non indispensabili. La salute si ferma davanti ai cancelli di fabbriche”. Continua a leggere “Covid19. Evitare contagio. Acerbo e Ferrero: “Sciopero generale in tutti i settori” non indispensabili”

Miglioramento per l’anziano ricoverato a Sulmona per meningite. Ad Avezzano altro caso sospetto

Ancora un “lieve miglioramento” per l’84enne colpito da meningite pneumococcica, ricoverato al Santissima Annunziata di Sulmona dal 28 dicembre scorso. Si registra un altro caso di meningite in provincia dell’Aquila e si attende, tempi tecnici necessari, l’esito delle analisi sulla donna ricoverata, qualche ora fa, nell’ospedale civile di Avezzano. 

Aggiornamento

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Nessun pericolo di contagio per il caso di meningite a Sulmona

L’84enne è ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Sulmona dal 28 dicembre. L’anziano è in coma, in pericolo di vita, ma “la meningite di cui è affetto non richiede né profilassi antibiotica né vaccinazione proprio perché non c’è pericolo di diffusione” assicurano i medici che lo hanno in cura.

Aggiornamento

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Tbc bovina. Focolai a Bisegna e Gioia dei Marsi: pascoli ancora invasi dal bestiame

Tra Bisegna e Gioia dei Marsi, nell’aquilano, non vige di fatto ancora alcun divieto di pascolo per i focolai di Tbc documentati da anni e che minacciano molte specie protette e raccolte nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, la denuncia arriva dall’associazione Salviamo l’orso. A 2 mesi dalla delibera regionale che aveva interdetto il pascolo in quell’area, per un focolaio di Tubercolosi bovina, non cambia assolutamente nulla, i pericoli di contagio restano, la sola certezza è che il bestiame continua a pascolare in quell’areale, culla della specie più a rischio al Mondo: l’Orso bruno marsicano.

Il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ignora le richieste del ministero dell’ambiente e prende letteralmente in giro il ministro Gian Luca Galletti – così scrive Stefano Orlandini, coordinatore dell’associazione Salviamo l’Orso, in una nota durissima in cui parla di indifferenza e noncuranza – delle istituzioni politiche che continuano a mettere in pericolo la conservazione dell’orso bruno marsicano il mammifero più raro nel panorama faunistico italiano, l’orso più raro al mondo, simbolo delle montagne abruzzesi e formidabile attrattore turistico per le nostre disastrate aree interne”.

Inchiesta Orso Bruno Marsicano (di Maria Trozzi aggiornata ad agosto 2015)

Prosegue il comunicato di Salviamo l’orso: “La lunga vicenda del focolaio di Tbc bovina rilevato nella Marsica, sin dal 2012 nel territorio del comune di Gioia dei Marsi e  nei pascoli confinanti di Bisegna e Lecce nei Marsi  che le associazioni ambientaliste e Salviamo l’Orso in primis hanno portato all’attenzione dell’opinione pubblica regionale e nazionale è purtroppo sintomatica del disinteresse e della sciatteria di certa classe politica nei confronti della conservazione dell’orso……disinteresse e irresponsabilita’ che oltre a mettere in pericolo la nostra relitta popolazione di orsi , che altri paesi  piu’ civili del nostro difenderebbero strenuamente, espone i rappresentanti di questa classe politica a figure sconsolanti e vergognose. Tale è stata appunto quella che Luciano D’Alfonso ha fatto a Roma qualche giorno fa incontrando il ministro dell’ambiente Galletti. Riepiloghiamo brevemente l’antefatto :

  • Nel 2012 viene rilevato un focolaio di tbc bovina in territorio di Gioia dei Marsi nel Parco Nazionale d’Abruzzo. L’infezione e’ letale per il bestiame domestico e la fauna selvatica , non solo ma puo’ essere trasmessa all’uomo.
  • Nel 2013 viene rilevato un nuovo caso, poi nel Marzo del 2014 una giovane femmina di orso viene recuperata moribonda e muore poche ore dopo. Il conseguente esame necroscopico accerta la presenza di vaste lesioni da tbc nell’animale che ne fanno la causa della sua morte
  • Dopo le forti proteste delle associazioni si riesce a recuperare ed a controllare una mandria di bovini che pascolano da anni allo stato brado senza essere sottoposti ai periodici controlli sanitari imposti dalla legge ed alcuni animali positivi alla tbc vengono macellati.
  • i Ministeri della Salute e dell’Ambiente insieme al Pnalm chiedono insistentemente ma senza risultato alcuno che l’area venga chiusa al pascolo temporaneamente (almeno 1 anno…)
  • A seguito della mobilitazione dell’opinione pubblica e delle ripetute richieste del ministero dell’ambiente culminate in un incontro tra l’assessore all’ambiente Mario Mazzocca e la sottosegretaria Barbara Degani la giunta abruzzese approva la delibera regionale n. 348 del 7 maggio scorso Azioni urgenti per la tutela dell’Orso bruno marsicano e per la sorveglianza sanitaria sulla fauna in cui, oltre alla costituzione di un comitato per la sorveglianza sanitaria della fauna, si decide la chiusura dei pascoli interessati dal focolaio per almeno 1 anno.

Ebbene, la delibera ormai vecchia di quasi 2 mesi non ha prodotto alcun divieto di pascolo, le vacche hanno invaso nuovamente i pascoli alti di Gioia dei Marsi , il cui Sindaco ha bellamente ignorato la delibera (solo Bisegna ha vietato il pascolo per quanto di sua competenza).  Le promesse fatte al sottosegretario Degani a nome di D’Alfonso dagli assessori Dino Pepe, Silvio Paolucci, Mazzocca e Donato Di Matteo sono state completamente disattese, al punto da poter dire, senza tema di smentita, che la giunta regionale si è presa letteralmente gioco di sottosegretario e ministro. Incredibile, ma vero – denuncia l’associazione Salviamo l’Orso – Tra l’altro la Delibera della giunta regionale recita che ..in caso di mancata emanazione delle ordinanze suddette (di chiusura pascolo…Ndr) entro e non oltre il termine di 30 giorni dalla pubblicazione della presente deliberazione, Il presidente della giunta regionale , in quanto autorità sanitaria regionale , ai sensi dell’art. 32 della legge n. 833/1978 e dellart. 117 del D.Lgs n. 112/1998 emetterà in tal senso, un’Ordinanza contingibile e urgente e allora caro D’Alfonso che ne è stato di questa Ordinanza  contingibile e urgente?  In pratica  la giunta regionale approva  una delibera e poi se ne dimentica quanto si tratta di farla rispettare , un comportamento che rasenta la truffa. La scorsa settimana, quindi, incontrando il ministro Galletti il buon D’Alfonso si è visto rinfacciare tutto ciò dal Ministro e pare, bontà sua, che sia cascato dalle nuvole ed abbia reiterato le sue promesse di intervento che noi, inguaribili ottimisti , continuiamo a sperare di veder concretizzate, ma finora invano.  Certamente non una bella figura ne alcunché di cui andar fiero per colui che oltre ad ignorare i numerosi appelli delle associazioni e le loro cortesi richieste di incontro, aveva condotto una campagna elettorale tutta all’insegna del rilancio della protezione dell’ambiente  e delle aree protette della nostra regione, ma come si suol dire passata la festa gabbato lo Santo che  in questo caso è il nostro orso insieme alla cosiddetta Regione verde d’Europa”. mariatrozzi77@gmail.com

Sulmona. Falso allarme Aviaria in ospedale

OspedaleL’avventatezza di una operatrice del santissima Annunziata poteva avere conseguenze ben più gravi tra la popolazione e lanciare un allarme Aviaria senza alcun fondamento, praticamente falso, non dovrebbe accadere in una struttura ospedaliera. I medici hanno smentito categoricamente la voce circolata nel primo pomeriggio di ieri, la fuga di false notizie dall’interno del nosocomio è il frutto di una serie concatenata di equivoci e di strane ossessioni. Fosse stato vero, l’allarme Aviaria lanciato, i medici sarebbero stati costretti immediatamente a denunciare il fatto. Due diversi episodi di ospedalizzazione, tra loro separati, sono stati letti in una unica direzione da una mente ossessionata e così sono stati male interpretati come pericolo di contagio che non risulta affatto. Sono infatti differenti le ragioni dei ricoveri di due persone, in rapporto di parentela, nel reparto di rianimazione, mai entrate in coma a differenza di quanto dicono le voci sul falso allarme Aviaria lanciato all’interno della struttura sanitaria e, dopo l’orario di lavoro, diffuso all’esterno! La psicosi passa per una terza persona che per un malore si fa controllare, è amico di uno dei due degenti monitorati in rianimazione e dopo le cure del caso non sarebbe stato nemmeno ricoverato.

I primi esami batteriologici sulle persone ricoverate in rianimazione sono negativi. Per domani si attendono gli esiti di altre analisi ancora più specifiche, puntuali e dettagliate eseguite appena qualche ora fa. L’insufficienza respiratoria del paziente più giovane sarebbe legata a patologia conosciuta, da tempo, dai medici. Gli esiti di controlli ed analisi sono stati così veloci da bruciare le falsità raccontate e fugare ogni dubbio. Chi ha diffuso incautamente e sciaguratamente le voci di un probabile contagio per influenza aviaria poteva gettare nel panico un intero comprensorio. Parliamo di procurato allarme, reato punito penalmente, per gravi fughe di notizie inconsistenti! mtrozzi