Tag: consumo di suolo

Inchiesta PescaraPorto. Richieste di rinvio a giudizio per gli indagati

Pescara. Nell’inchiesta PescaraPorto, appena chiusa, le ipotesi di reato sono abuso d’ufficio e falso in atto pubblico e la richiesta di rinvio a giudizio riguarda il senatore Luciano D’Alfonso, già presidente della regione Abruzzo. Continue reading “Inchiesta PescaraPorto. Richieste di rinvio a giudizio per gli indagati”

Il Wwf zona Frentana su Nuova variante al Prg di Ortona

Ortona (Ch). La nuova variante al Piano regolatore generale (Prg) dal punto di vista dell’impatto ambientale non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella dell’amministrazione Fratino. Questo il primo commento alla variante al Prg del Wwf zona Frentana e costa Teatina. La vecchia amministrazione prevedeva un incremento del 45% del patrimonio immobiliare nel capoluogo frentano, nonostante una diminuzione costante degli abitanti dagli anni ’70 al 2001. E 17 anni fa, osserva l’associazione ambientalista, le case non occupate erano ben 1.871.

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Tagli di Piante Sane e presunti Pericoli? Il Wwf chiede Trasparenza e Regolamento del verde

Si continuano a tagliare anche piante sane paventando pericoli, ma le soluzioni sono altre e a questo punto il Wwf chiede un Regolamento del verde e comunicazioni trasparenti ai cittadini perché i cambiamenti climatici in atto non possono essere una scusa per liberarsi degli alberi e così aumentare i danni. Continue reading “Tagli di Piante Sane e presunti Pericoli? Il Wwf chiede Trasparenza e Regolamento del verde”

Spiagge indifese in mano ai cementificatori, necessaria l’approvazione dei Piani di gestione dei Sic

Non lasciamo le spiagge indifese in mano ai cementificatori è questo l’appello del Wwf Abruyzzo che chiede subito l’approvazione dei Piani di gestione dei Siti di interesse comunitario (Sic), pronti da tempo e pagati con denaro pubblico. Continue reading “Spiagge indifese in mano ai cementificatori, necessaria l’approvazione dei Piani di gestione dei Sic”

Recupero aree urbane abbandonate con il Festival dei beni comuni

Chieri, alle porte di Torino, diventa città laboratorio che dal 29 giugno al 1 luglio raccoglierà idee e progetti per i recupero delle aree urbane abbandonate grazie al Festival internazionale dei beni comuni. Sensibilizzare alla riduzione del consumo di suolo con una iniziativa come questa porterà la comunità chierese al recupero del cotonificio attivo fino agli anni 80 nell’area ex-Tabasso e l’individuazione di locali per le associazioni del progetto Case di Città.

Il primo sabato di maggio riapre la chiesa dell’abbazia di Santo spirito, restaurata

Sulmona (Aq). Sabato 5 maggio 2018 alle ore 11 sarà restituita alla comunità la chiesa dell’abbazia di Santo spirito al Morrone, della Badia Celestina.

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Parco d’Abruzzo, depuratore di Pescasseroli su Striscia, Alba: ‘Evitiamo altro consumo di suolo’

Pescasseroli (Aq). Non ci sarebbe bisogno di consumare altro suolo per il nuovo depuratore, negli spazi da recuperare nel comune montano c’è il necessario per mettere in piedi la struttura,  perché andare oltre? 

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Variante Sud. Niente consumo di suolo nella proposta Ance. Pietrucci: ‘Progetto Interessante’

L’Aquila. Per la Variante Sud confronto oggi sulla proposta dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) progetto messo in campo dal professor Fabio Andreassi che garantirebbe una infrastruttura poco dispendiosa evitando il consumo di suolo.

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Megalò 2, presidio di protesta sull’apertura dei cantieri

Chieti. Non deve essere costruito se si pretende il rispetto delle leggi e del buon senso. “Il nuovo centro commerciale cosiddetto Megalò2 non ha l’autorizzazione del Comitato di valutazione ambientale della Regione e non ha affatto superato, allo stato attuale, le criticità idrauliche preesistenti in assenza delle valutazioni post-opera delle autorità competenti -dichiarano gli ambientalisti oggi in presidio a Chieti Scalo – È impensabile che Regione, Provincia, Comuni, magistratura e forze dell’ordine possano consentire questa ulteriore cementificazione, palesemente priva delle necessarie autorizzazioni, senza un deciso intervento di stop. In ogni caso le associazioni di categoria, gli ambientalisti e quanti altri vogliano partecipare, ben consapevoli del danno ambientale ed economico che si sta minacciando per un territorio già duramente colpito, continueranno in ogni sede la loro legittima battaglia in difesa degli interessi della collettività e chiedono alle sutorità, ad ogni livello, di attivarsi per impedire ulteriori scempi” concludono Wwf, Legambiente, Cna, Confesercenti, Confcommercio, Aniac, Upa, Claai, Una Claai, Italia nostra, Chieti nuova 3 febbraio, Ecoistituto Abruzzo, Mila donnambiente, Le majellane, Acqua e beni Comuni Chieti.

Per gli Sfollati del Sisma 427 alloggi acquistati dalla Regione Abruzzo

Pescara. Sono 427 gli alloggi acquistati dalla Regione Abruzzo per l’emergenza abitativa legata ai terremoti del 2016 e del 2017, per un importo complessivo di 67 milioni 944 mila 406,20 euro coperti con fondi della Protezione civile nazionale.

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Costruire su terreni agricoli nel cratere? In Abruzzo, con l’emergenza, si può!

Con l’emergenza si ottiene tutto e se su un terreno agricolo si piazza qualcosa che richiami all’ingegneria naturalistica allora ogni ostacolo è superabile bypassanbdo persino l’obbligo di fornire strutture provvisorie ad allevatori e agricoltori, magari, stalle e fabbricati se li costruiscono da sé se colgono l’attimo. L’escamotage dell’emergenza viene cristallizzato nella legge regionale 12/2017 e farà consumare suolo nelle campagne.

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Dissesto e sisma nel teramano: pianificare gli interventi di messa in sicurezza per Legambiente Valfino

Provincia di Teramo. Sono oltre 125 km² della valle del Fino devastati su cui intervenire coordinandosi e pianificando, chiede Legambiente ValFino. L’entroterra teramano, come accaduto anche in altre realtà, ha subito danni su più fronti a causa del maltempo e del sisma. Strade completamente sbriciolate e colline franate per il dissesto idrogeologico a causa delle copiose nevicate e delle piogge torrenziali. 

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Teramo. Nuovo Polo scolastico con  consumo di Suolo, le ragioni del no del WWF

Teramo. Polo scolastico unico a Teramo idea ancora, la disastrosa situazione degli edifici scolastici di tutta la provincia, spinge ad individyare ancira nell’area Acquaviva (Piano regolatore generale zona G1-Istruzione) adiacente l’edificio della scuola D’Alessandro. Il nuovo complesso dovrebbe ospitare circa 900 alunni (ma forse anche di più) e occupare 31 mila metri quadri di superficie.

A far presente i tanti problemi che genera una proposta del genere è il WWF Teramo: “Ad iniziare dal sito scelto, prossimo all’ambito fluviale, situato in un’area spesso soggetta ad allagamenti – prosegue la nita dell’assiciazione del Panda – Quanto sta accadendo in queste settimane e quanto è accaduto negli anni passati dovrebbe spingere alla massima cautela e a rispettare gli ambiti fluviali che vanno preservati e lasciati assolutamente liberi. Non è un caso che il Piano territoriale della Provincia di Teramo individua il sito di interesse bio-ecologico/aree ripariali e zone umide nonché da riservare prioritariamente allo sviluppo del sistema del verde urbanoSenza considerare che l’area appare insufficientemente servita dalla viabilità ordinaria per cui l’aumento di traffico legato al polo scolastico determinerebbe problemi a tutta la mobilità cittadina – continua la nota dell’associazione ambientalista – La creazione di un polo che raggruppi tutte, o quasi, le scuole primarie del territorio, priverebbe i quartieri di un presidio territoriale importante quale quello scolastico, imponendo, di fatto, gli spostamenti con il mezzo meccanico, auto privata o pulmino, in controtendenza con tutte le direttive, pedagogiche e normative che tendono a valorizzare e incentivare gli spostamenti degli studenti a piedi o in bicicletta anche in abbinamento con il mezzo pubblico. Si determinerebbe, inoltre, un ulteriore consumo di suolo, svuotando edifici esistenti che certo hanno bisogno di adeguamenti e ristrutturazioni che potrebbero portare fino alla demolizione e ricostruzione e che rimarrebbero inutilizzati per anni, se non per sempre, con conseguente scomparsa di attività collaterali o legate alla presenza della scuola. Il recente Decreto del ministero dell’ambiente (11 gennaio 2017) fissa criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici pubblici. Il Decreto stabilisce che, prima della definizione di un appalto, la stazione appaltante debba fare un’attenta analisi delle proprie esigenze, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti, verificando la coerenza tra la pianificazione territoriale e i criteri riportati nel decreto stesso e valutando di conseguenza la reale esigenza di costruire nuovi edifici, a fronte della possibilità di adeguare quelli esistenti, e della possibilità di migliorare la qualità dell’ambiente costruito. Decidere se adeguare edifici esistenti o realizzarne di nuovi è da valutare caso per caso per condizioni di utilizzo,  costi attuali e risparmi futuri conseguibili con i diversi interventi e l’impatto ambientale delle diverse alternative lungo l’intero ciclo di vita degli edifici in oggetto. Nella fase dello Studio di fattibilità pet contenere il consumo e l’impermeabilizzazione di suolo, la perdita di habitat, la distruzione di paesaggio agrario, tutelando al contempo la salute, è necessario verificare se non sia possibile recuperare edifici esistenti, riutilizzare aree dismesse o localizzare l’opera pubblica in aktre aree anche procedendo a varianti degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica. L’analisi delle opzioni dovrebbe tenere conto della presenza o della facilità di realizzazione di servizi, spazi di relazione, verde pubblico e della accessibilità e presenza del trasporto pubblico e di piste ciclabili – conclude il WWF Teramo – Prima di cedere a facili entusiasmi forse occorre fare più di una riflessione e confrontarsi”.